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Processo a Padre Fedele

Processo a Padre Fedele, prima udienza a porte chiuse. 140 i testi. Si riprende il 9 aprile

11 mar 08. E' iniziato stamani nel Tribunale di Cosenza il processo per padre Fedele Bisceglie, il sacerdote accusato di violenza sessuale nei confronti di una suora. Il giudice ha accettato la richiesta della parte offesa di far svolgere tutta la fase dibattimentale a porte chiuse. "La richiesta che è stata formulata dalla suora - ha detto il suo difensore, l'avvocatessa Marina Pasqua - è introdotta dalla legge sulla violenza sessuale che consente ciò affinché sia rispettata la riservatezza della persona offesa". "Mi sono associata alla richiesta della suora - ha detto l'avv. Giorgia De Gennaro, che rappresenta il legale del Centro antiviolenza - perché prevale il rispetto della donna-suora che ha fatto già la scelta di denunciare e che richiede quindi riservatezza". Il difensore di padre Fedele, l'avv. Eugenio Bisceglie "si é opposto decisamente alla richiesta perché noi riteniamo - ha detto - che non ci sia nessuna pubblicità che possa nuocere al processo". Intanto all'ingresso del Tribunale sono stati esposti alcuni striscioni a sostegno del sacerdote: "Fuori padre Fedele dentro i calunniatori" ed anche "Giù le mani dall'Oasi, giù le mani da Cosenza". Oltre a padre Fedele è imputato nel processo anche il suo segretario, Antonio Gaudio.

140 i testi, il processo riprende il 9 aprile. Sono 140 i testimoni, tra quelli dell'accusa e quelli della difesa, che saranno sentiti nel processo a carico di padre Fedele Bisceglia e del suo segretario, Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale ai danni di una suora. Il Tribunale di Cosenza, infatti, ha ammesso tutti i testimoni chiesti dalle parti. Alcune prove documentali, invece, sono state accolte con riserva in attesa dell'esito degli interrogatori dei testi di riferimento. Dopo la discussione delle questioni preliminari l'udienza è stata aggiornata al 9 aprile quando inizieranno a deporre i testi dell'accusa.

Rigettata eccezzione incompetenza. E' stata rigettata la questione preliminare sulla incompetenza funzionale e territoriale sollevata, nel dibattimento iniziato oggi, dalla difesa di padre Fedele ed Antonio Gaudio. La richiesta di incompetenza funzionale e territoriale è stata rigettata perché il magistrato dei Tribunale dei minorenni di Catanzaro non risulta nel ruolo di indagato. L'udienza sta ora proseguendo con la richiesta dell'ammissione delle prove da parte del pm Curreli.

P Fedele: Credo nella magistratura. "Questo processo si sta svolgendo bene soltanto che lo vogliono fare a porte chiuse, ma noi lo faremo a porte aperte con voi". Lo ha detto padre Fedele Bisceglia durante una pausa del processo parlando con i giornalisti. "Io sono innocente - ha aggiunto - e come hanno venduto Gesù Cristo alcuni vogliono vendere anche me. Ma noi dobbiamo dire sempre la verità. Io sono in galera perché ho difeso i bambini e i poveri dell'istituto Papa Giovanni. L'attaccamento al denaro e la superbia sono entrambe in questo complotto. Io credo profondamente nella magistratura e amerò sempre il mio Ordine perché questo peccato non l'ho mai commesso ma neanche pensato". Il dibattimento sta proseguendo con la discussione di alcune questioni preliminari, tra cui quella avanzata dalla difesa di un traferimento del dibattimento a Salerno in quanto nell'indagine, in una prima fase, sarebbe stato anche coinvolto un giudice del Tribunale dei Minorenni di Catanzaro.

"Io non voglio fare la fine di Enzo Tortora": lo ha detto Padre Fedele Bisceglia al termine della prima udienza del processo in cui e' imputato per violenza sessuale ai danni di una suora. "Qui si va alle calende greche, ma io ho 70 anni", ha detto il frate. Alla domanda sul perche' ci sarebbe, secondo lui, un complotto ai suoi danni, ha risposto: "Perche' ho difeso 370 crocifissi! L'istituto Papa Giovanni l'ho difeso io! Ho difeso 18 ragazzi che dovevano essere commerciati. Ci sono soldi pesanti e c'e' anche qualcosa di piu' serio: voi sapete che c'e' la vendita degli organi, no?".

Difesa S. Tania “Porte chiude per riservatezza”. Il legale della suora che avrebbe subito le violenze sessuali da padre Fedele Bisceglia e dal suo segretario Antonio Gaudio, l'avvocato Marina Pasqua, ritiene che lo svolgimento del processo a porte chiuse è importante per "tutelare la riservatezza della vittima". "Il dibattimento a porte chiuse - ha aggiunto - è importante anche per evitare che un'eccessiva attenzione possa turbare la serenità dello svolgimento del processo". La delegata del centro antiviolenze 'Roberta Lanzino, Roberta Attanasio, che si e' costituita parte civile ha ricordato che "il valore politico della nostra costituzione di parte civile é significativo perché non intendiamo lasciare da sola la suora in questo processo. Non è la prima volta che il centro Lanzino si costituisce parte civile in tali processi. Questa mattina abbiamo fatto un appello affinché ci si accosti a questo processo non con morbosità. Affronteremo il dibattimento con serenità, sperando che sia un clima condiviso da tutti. Abbiamo sostenuto la suora nella sua richiesta di processo a porte chiuse proprio per creare un ambiente più sicuro e tranquillo lontano da telecamere e morbosità. La nostra presenza sarà sempre accanto alla suora affinché vengano rispettate tutte le sue richieste". "Siamo soddisfatti da questa prima udienza - ha affermato il legale del centro Lanzino, avv. Giorgia De Gennaro -. Sono state accolte le nostre richieste, in primis quella di tutelare la suora"

Difesa P. Fedele: Proseguiremo con serenità. I difensori di Padre Fedele Bisceglia e del suo segretario Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una suora, sono pronti ad affrontare il dibattimento con "animo sereno e con fiducia". I difensori di Padre Fedele, gli avvocati Eugenio Bisceglia e Franz Caruso, al termine della prima udienza del processo hanno detto: "non eravamo d'accordo con un processo a porte chiuse perché pensiamo non potesse esserci nessun pregiudizio. Ma non ci meraviglia questa decisione perché processi del genere si svolgono a porte chiuse. Affronteremo il dibattimento con animo sereno e fiducioso". I difensori di Antonio Gaudio, gli avvocati Roberto Loscierbo e Tommaso Sorrentino, hanno evidenziato che "il processo è stato incardinato, la vera istruttoria inizierà dal 9 aprile in poi. Sicuramente sarà un processo lungo ma siamo certi che attraverso il vaglio dibattimentale proveremo l'assoluta innocenza di Gaudio".

Superiora Generale di Suor Tania “Le siamo vicine”. "La nostra presenza qui è dettata dal desiderio di esprimere tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà sia alla suora che a tutte le altre donne coinvolte in questa vicenda". Lo ha detto suor Tiziana Merletti, superiora generale delle Suore francescane dei poveri. "Noi conosciamo la suora da tanti anni - ha aggiunto - la stimiamo, abbiamo ascoltato direttamente da lei la sua atroce storia, le crediamo e la sosterremo fino alla fine. La nostra speranza è che attraverso il coraggio di parlare che ha avuto la suora possa essere data anche la voce alle donne che sono senza voce"

 

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