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Tensione a Palazzo dei Bruzi, tre vigili feriti

 

Vigili aggrediti a Cosenza, PS “Esasperazione frutto di mancate decisioni”. Centri sociali “Il Comune nega il dialogo”. Le coop "Tentavamo solo di entrare"

07 mag 08 "Condanniamo la violenza usata contro alcuni vigili urbani di Cosenza ai quali esprimiamo la nostra più sentita solidarietà e però comprendiamo l'esasperazione che vivono i lavoratori delle cooperative di tipo A che da troppo tempo attendono di conoscere dall'amministrazione le decisioni sul loro futuro". Così il gruppo consiliare comunale del Partito socialista di Cosenza. "Ecco perché è dovere di Perugini - prosegue - far conoscere subito le sue determinazioni rispetto al futuro del personale che lavora alla città dei ragazzi, alle ludoteche e alla biblioteca dei ragazzi. Non è ammissibile che si nasconda nel tentativo di strumentalizzare la vicenda dell'aggressione dei vigili per eludere risposte che invece devono essere rapide e chiare. In questo modo l'amministrazione irresponsabilmente rischia di inasprire un clima già preoccupatamente teso". "Perugini - conclude il comunicato del gruppo Ps - deve chiarire se la chiusura di queste importanti strutture è a rischio per l'incapacità che l'amministrazione ha rimproverato al personale delle cooperative o, invece, per la situazione di dissesto finanziario nella quale questa amministrazione ha fatto precipitare la città. Temporeggiando, tentennando, sfuggendo i problemi l'unico risultato che Perugini otterrà è quello di alimentare una profonda contrapposizione sociale a Cosenza"

Centri sociali: “Comune nega il dialogo”. "Le associazioni operanti all'interno del Centro sociale autogestito Ex Villaggio del Fanciullo esprimono tutta la loro indignazione per la vile aggressione subita martedì mattina dai lavoratori e dalle lavoratrici delle cooperative, ludoteche, biblioteca e della Città dei Ragazzi". E' quanto si afferma in un comunicato dele associazioni. "Solidarizziamo con questi cittadini sfruttati e sottopagati - prosegue la nota - dal cui lavoro dipende la qualità della vita nei nostri quartieri. E' incivile l'atteggiamento di un'amministrazione comunale che nega il dialogo a persone che pretendono solo il riconoscimento del sacrosanto diritto al reddito. Circondandosi di divise blu, cordoni fortificati ed entità non meglio precisate, il Comune spera forse di impaurire il mondo dell'associazionismo che va costruendo ogni giorno, in maniera silenziosa ed umile, un'altra città. Ed ha pure il coraggio di organizzare costosi quanto inutili workshop per 'aprirsi alle associazioni presenti sul territorio'". "Padri e madri di famiglia, con i figli in braccio,- è scritto ancora nel comunicato - vengono lasciati per ore ed ore sotto la pioggia e nessuno si degna di fornire loro risposte che sarebbero doverose da parte di un'amministrazione. E' ancora più intollerabile tale comportamento, se si considera che l'attuale giunta è composta anche da personaggi che dicono di provenire dai movimenti sociali o addirittura di agire in un'ottica 'cristiana'. Se tali assessori fossero coerenti, dovrebbero presentare immediate dimissioni, riconoscendo la propria totale incapacità di ascoltare le istanze provenienti dal basso". "In caso contrario, cioé se continueranno ad aggrapparsi alla poltrona - riporta ancora la nota - confermeranno quanto di loro pensa ormai la maggioranza dei cosentini: questi personaggi si stanno rivelando barboncini, statue di cera e mezzibusti da salotto, pronti a barattare il loro passato pur di conservare un posticino in vetrina. Lanciamo un appello a tutta la parte sana e costruttiva di Cosenza. Non lasciamo soli i lavoratori e lavoratrici delle cooperative. Costruiamo insieme una mobilitazione contro il malgoverno della città"

Le cooperative “Tentavamo solo di entrare”. “In merito a quanto accaduto nella giornata di martedì 6 maggio tra gli operatori delle cooperative di tipo A e i Vigili Urbani, schierati davanti alle porte del palazzo comunale per impedire l’accesso di una delegazione degli stessi al garantito incontro con il Sindaco, si è scritto veramente di tutto, a partire dalla nota emanata dal Sindaco di Cosenza e dalla Giunta”. Con queste parole inizia la nota delle cooperative che chiariscono la loro posizione dopo quanto accaduto davanti Palazzo dei Bruzi. “Poche parole -scrivono- per chiarire quanto già del resto chiarito, nella sua testimonianza riportata su una testata locale, da un vigile urbano presente e coinvolto nei fantomatici tafferugli. Lo stesso, infatti, dichiara: “Non è stata un’aggressione, tentavano solo di entrare”. Di contro, invece, la nota dell’Amministrazione parla di una “violenta e gravissima aggressione” “…tanto più grave se si considera che chi se ne è reso responsabile svolge attività finalizzate all’educazione dei bambini”.
Due tesi, quindi, contrapposte: la prima di chi ha partecipato personalmente ai fatti, la seconda di chi, invece, non intendendo ricevere la delegazione dei rappresentanti sindacali aziendali, si è fatto portatore di un atteggiamento antisindacale e provocatorio.
Del resto mai, prima d’ora, nel corso delle precedenti vertenze tra l’amministrazione ed altre tipologie di cooperative, era stato posto il veto d’ingresso alle rappresentanze aziendali. E’ chiaro, dunque, che il Sindaco abbia voluto riservare questo atteggiamento di chiusura solo ai rappresentanti delle cooperative di tipo A. Gli ultimi attacchi per mezzo stampa sferzati dal Sindaco e da altri membri della Giunta circa la qualità dei servizi offerti, smentiti, tra l’altro, dai livelli di alto gradimento attestati e certificati dai nostri utenti, rappresentano un’ulteriore testimonianza di una ingiustificata ed inedita acredine nei nostri confronti.
Ci sembra evidente, altresì, dal momento che nessuna guerriglia urbana si è verificata alle porte del palazzo comunale, l’intento di sviare l’attenzione dal problema reale: quale futuro per i servizi alla persona, quale futuro per i 130 operatori impegnati negli stessi? E’ necessario infangare, montando una farsa ed un complotto paradossali, il nome di decine di educatori impiegati da più di un decennio, con professionalità e competenze riconosciute, nei servizi all’infanzia e all’adolescenza per coprire una volontà politica che sta di fatto schiacciando ed annientando quanto di buono esiste in questa città?
Alle porte del palazzo comunale, la mattina del 6 maggio, c’eravamo educatori ed insegnanti, e non manipoli di facinorosi, colpevoli, probabilmente, solo di porci di fronte alle questioni della vita in modo critico, senza né abbassare la testa, accettando logiche clientelari, né utilizzare la “debolezza” della forza violenta. Persone, dunque, abituate a pensare che i propri diritti vanno difesi, educatori che questo stesso principio, assieme a pratiche educative improntate ai valori della non violenza e dello sviluppo di senso critico, tentano di trasmetterlo quotidianamente ai nostri piccoli cittadini.

 

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