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Processo NoGlobal

 

Processo No Global, chieste condanne per Caruso e Canarini. Duri i commenti degli imputati. Si replica il 4 febbraio

24/01 Un ''gruppo sovversivo che mirava a veicolare un messaggio di violenza''. Per il pm Domenico Fiordalisi la ''Rete meridionale del sud ribelle'' sarebbe stata ''un'organizzazione con finalita' eversive'' che avrebbe organizzato gli incidenti accaduti nel 2001 durante il Global Forum di Napoli ed il G8 di Genova. E' su questo presupposto che Fiordalisi ha chiesto la condanna dei 13 militanti no global imputati nel processo in corso a Cosenza, in Corte d'assise, cominciato il 2 dicembre del 2004. Le condanne piu' alte - sei anni di reclusione - il pm le ha chieste per Francesco Caruso, oggi deputato di Rifondazione comunista; Luca Casarini, leader delle ''tute bianche'' e Francesco Cirillo. Per Caruso, Casarini e Cirillo Fiordalisi ha chiesto anche tre anni di liberta' vigilata. Il pm ha chiesto inoltre la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna Curcio, Antonino Campenni', Salvatore Stasi e Peppe Fonzino e due anni e sei mesi per Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi ed Emiliano Cirillo. Proprio su Anna Curcio e' venuta fuori nel pomeriggio una singolare coincidenza: e' imputata a Cosenza e testimone nel processo di Genova a carico di esponenti delle forze dell'ordine per l'irruzione nella scuola Diaz in occasione del G8. Le richieste del pm segnano un momento significativo del processo sulla vicenda cominciata il 15 novembre del 2002 con l'operazione dei Ros e della Polizia che porto' all'esecuzione di venti ordinanze di custodia cautelare. Un'operazione cui il 23 novembre successivo fece seguito una grande manifestazione di solidarieta' nei confronti degli arrestati, con la partecipazione di decine di migliaia di militanti no global ed una marcia pacifica in citta'. A chiedere al gip l'emissione delle misure cautelari fu proprio il pm Fiordalisi, all'epoca in forza alla Procura di Cosenza. Fiordalisi ha sempre creduto e portato avanti la sua tesi accusatoria, ribadendola oggi con le richieste di condanna. Secondo Fiordalisi, scopo del gruppo non era soltanto quello di ''bloccare un vertice politico, ma anche costituire un gruppo sovversivo''. Fiordalisi, che ha parlato per oltre sette ore, ha basato la sua tesi accusatoria sulle intercettazioni telefoniche ed ambientali dei militanti della Rete del sud ribelle attraverso le quali sarebbero stati preparati gli incidenti a Napoli e Genova. Alle richieste di Fiordalisi Francesco Caruso ha replicato ''parlando di richieste assurde, frutto avvelenato di un teorema altrettanto assurdo che vorrebbe riscrivere la storia delle giornate del G8 di Genova nelle aule dei tribunali. Gli ultimi imputati accusati di cospirazione politica sono Sandro Pertini o prima ancora Giuseppe Mazzini: per questo sono onorato delle accuse''. Duro anche il commento di Luca Casarini. ''Con la richiesta di condanne e le motivazioni che ha addotto - ha detto il leader delle tute bianche - il pm Fiordalisi si e' iscritto alla schiera di coloro che non sono a servizio della giustizia ma solo del potere''.

Si replica il 4 febbraio. Domani conferenza stampa. Riprendera' il 4 febbraio prossimo il processo ai no global in corso a Cosenza. In occasione della prossima udienza, infatti, i legali dei 13 imputati, per i quali oggi il Pm Fiordalisi ha chiesto condanne per complessivi 50 anni, sosterranno le arringhe difensive. Sono state intanto annullate alcune udienze intrmedie fissate in precedenza.All'indomani della requisitoria esposta dal Pm Domenico Fiordalisi nei confronti degli attivisti della "Rete meridionale del Sud ribelle", il coordinamento aperto "Liberi Tutti" invita la stampa a prendere parte alla conferenza che si terrà domani 25 gennaio, alle ore 11.30, presso il circolo G.Mazzotta di C.so Telesio (adiacente alla Casa delle Culture).

Caruso “Teorema assurdo”. ''Sono richieste assurde, il frutto avvelenato di un teorema altrettanto assurdo che vorrebbe riscrivere la storia delle giornate del G8 di Genova nelle aule dei tribunali''. Cosi' Francesco Caruso, deputato di Rifondazione comunista, commenta le richieste di condanna (per lui sono stati chiesti 13 anni) al processo in corso a Cosenza. ''Il pm - ha aggiunto Caruso - ha riconfermato tutte le ipotesi di reato piu' incredibili, dalla cospirazione politica finalizzata all'abbattimento dell'ordine economico mondiale fino all'associazione sovversiva, in un teorema che fa il paio con le condanne inaccettabili che sono state inflitte a Genova ad alcuni attivisti, con reati da codice di guerra come la devastazione e sacchegio''. ''Gli ultimi imputati accusati di cospirazione politica - ha detto ancora il deputato del Prc - sono Sandro Pertini o prima ancora Giuseppe Mazzini: per questo sono onorato delle accuse. A differenza degli inquisiti per tangenti, corruzione e mafia, noi siamo orgogliosi delle nostre azioni, perche' compiute non per il potere ma contro il potere, non per arricchirci ma per combattere le ingiustizie e le disuguaglianze del nostro tempo''. ''Dobbiamo rilanciare la mobilitazione sociale - aggiunge Caruso - per rispondere sul piano politico a quest'ennesimo tentativo di criminalizzazione del dissenso e della protesta sociale''. ''Per questo motivo - conclude il deputato del Prc - dobbiamo essere in migliaia a Cosenza il 2 febbraio per dare vita ad una grande manifestazione di massa contro la repressione delle lotte sociali''.

Casarini “PM al servizio del potere”. ''Con la richiesta di condanne e le motivazioni che ha addotto, il pm Fiordalisi si e' iscritto alla schiera di coloro che non sono a servizio della giustizia ma solo del potere''. Lo ha detto Luca Casarini, leader del movimento No global, facendo riferimento alla requisitoria del processo in corso a Cosenza. ''Ho sempre considerato Fiordalisi - ha aggiunto Casarini - una piccola persona miserabile dal punto di vista culturale e inquietante dal punto di vista psicologico e le sue richieste confermano questo giudizio''. Secondo Casarini, ''il progetto politico delle parti piu' retrive di questo Stato continua nel tentativo di riscrivere la storia, manipolando cio' che e' avvenuto a Genova nel 2001 che, secondo Amnesty International, e' stata la piu' grande azione di repressione violenta dei cittadini dal dopoguerra ad oggi. Poliziotti, carabinieri e corpi dello Stato hanno massacrato gente inerme e tentato di reprimere con la violenza una manifestazione di protesta''. ''Continueremo a lottare per la liberta' - ha concluso Casarini - e perche' in questo Paese si possa esprimere dissenso senza essere accusati di cospirazione politica contro lo Stato e finire in carcere''

Agnoletto “Ignobile processare il movimento”. ''La richiesta di pena e l'accusa per i 13 militanti no global imputati a Cosenza rappresentano l'ennesimo tentativo di ridurre il movimento di Genova ad un'associazione sovversiva''. Lo dichiara Vittorio Agnoletto, ex portavoce del Genoa Social Forum. ''Ci provarono anche allora, ad accusare tutto il Genoa Social Forum di essere un'associazione sovversiva - ricorda Agnoletto - ma non trovarono alcun magistrato disposto a sostenere tale tesi, confezionata in un accordo tra Palazzo Chigi e i vertici delle forze dell'ordine. Oggi provano a riversare la stessa accusa su una parte di quello che allora fu il movimento di Genova''. ''Se non vi fosse il rischio concreto per tredici persone di finire in carcere - aggiunge - direi che ci troviamo di fronte ad uno spettacolo di teatro dell'assurdo: i rappresentanti delle forze dell'ordine responsabili delle violenze del G8 vengono premiati e sono ad oggi impuniti, gli attivisti del movimento vengono processati con accuse pesantissime. Ancora una volta si sta cercando di riscrivere la storia. Ma a sette anni di distanza è evidente che Genova ha rappresentato una pagina nera per la nostra democrazia e le responsabilità di ciò i pm le dovrebbero ricercare nelle fila del governo e dei vertici delle forze di polizia di allora''.

Bertolini (FI) “Caruso via dal Parlamento”. ''Caruso non è degno di rappresentare il popolo italiano. Questo campione di democrazia si è macchiato di episodi gravissimi che hanno turbato la vita democratica del nostro Paese'', secondo il vicepresidente dei Deputati di Forza Italia alla Camera, Isabella Bertolini. ''Dopo la marijuana a Montecitorio, le frasi offensive contro Marco Biagi definito assassino di lavoratori, e le spese proletarie per le quali è stato condannato a 3 anni in primo grado, oggi, - sostiene Bertolini - il deputato no global Francesco Caruso viene accusato di reati gravissimi che potrebbero costargli ben 6 anni di galera. La sua presenza a Montecitorio diventa ogni giorno più indigesta''. ''Se le richieste del Pm verranno confermate - conclude Bertolini - il rispetto ed il decoro delle istituzioni che indegnamente rappresenta richiederebbero e consiglierebbero le sue dimissioni immediate da deputato della Repubblica''.

Paolo Cento “Non fu cospirazione”: ''La storia e le azioni del Movimento no-global da Genova 2001 in poi non sono e non possono essere lette come un fatto da codice penale ne' tanto meno si puo' utilizzare la categoria della cospirazione politica contro lo Stato per un Movimento che ha sempre svolto la sua azione radicale di critica e di lotta alla luce del sole e assumendosi le responsabilita' delle proprie azioni''. Lo sostengono i Verdi Paolo Cento e Mauro Bulgarelli in merito alla richiesta di condanne per Casarini, Caruso e Cirillo nel processo contro i no-global in corso a Cosenza. ''C'e' da augurarsi - concludono - che le richieste di condanna siano respinte per salvaguardare uno spazio di agibilita' democratica per i movimenti e per la partecipazione fuori dai partiti tradizionali''

Imputata teste a processo Diaz. Imputata a Cosenza nel processo ai 13 militanti no global accusati di associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli, e testimone nel processo di Genova a carico di esponenti delle forze dell'ordine per l'irruzione nella scuola Diaz in occasione del G8. E' la situazione in cui si e' venuta a trovare Anna Curcio, per la quale, a Cosenza, e' stata chiesta la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione, e che a Genova aveva chiesto di costituirsi parte civile, senza riuscirvi. La testimonianza di Anna Curcio, giornalista di Radio Gap (Global Audio Project, una radio legata al Genoa Social Forum), nel processo genovese, il primo marzo 2006, aveva sollevato le obiezioni dei difensori dei poliziotti che avevano evidenziato proprio il fatto che la donna fosse imputata in un processo collegato con i disordini avvenuti a Genova. I giudici, pero', decisero di sentirla ugualmente come testimone.

Polemiche per un cronista che non entra in aula. ''Alcuni squadristi hanno aggredito, cosi' come facevano i loro avi all'inizio del 'ventennio', un cronista di Calabria Ora, riuscendo nell'intento di impedirgli di fare liberamente e serenamente il suo lavoro''. E' quanto scrive il direttore di Calabria Ora, Paolo Pollichieni, in un editoriale che sara' pubblicato domani in relazione alla vicenda che ha riguardato il cronista del quotidiano Marco Cribari. ''E' il singolarissimo concetto di democrazia, liberta' e pluralita' dell'informazione - aggiunge Pollichieni - che questa nuova versione 'sinistrorsa' delle ''camice nere'' dimostra di possedere. E' scontata la totale solidarieta' di tutti i colleghi di Calabria Ora al validissimo Marco Cribari. Qui, contrariamente che nei luoghi frequentati da falsi democratici che pure siedono in Parlamento, c'e' rispetto delle idee di tutti e tutti svolgono il proprio lavoro senza alcun marchio, senza alcun pregiudizio e senza farsi guidare la mano dall'ideologia. Quel che e' accaduto, poi, assume particolare gravita' perche' appare inaccettabile e devastante dover prendere atto che un delitto, che di questo si e' trattato, sia stato liberamente ed impunemente consumato proprio nei luoghi dove si dovrebbe amministrare giustizia. Di questo, siamo certi, non mancheranno di occuparsi i vertici della Procura della Repubblica di Cosenza e delle forze dell'ordine di questa citta' che non dovrebbero avere difficolta' nell'individuare i responsabili di questa intollerabile violenza''. ''L'aggressione al collega Cribari, inoltre - scrive ancora Pollichieni - ci fa riflettere sul ruolo che nella vicenda possono avere giocato ambienti politici cittadini notoriamente e storicamente simpatizzanti di certo terrorismo e di certo squadrismo, ambienti politici che in questi mesi non hanno lesinato attacchi a Calabria Ora, specialmente in presenza di inchieste giornalistiche poco gradite a chi in questa citta' e per lungo tempo e' stato potere ed antipotere al tempo stesso. Anche in questa occasione hanno fatto male i loro conti: non ci intimidiscono i metodi mafiosi e non ci intimidiscono quelli squadristico-terroristici''.

 

 

 

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