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Processo NoGlobal

 

Processo No Global, chieste le condanne: 13 anni a Caruso "Accuse che riempono d'orgoglio", Casarini "Assenza totale di prove" e Cirillo. Fiordalisi “C’era un gruppo sovversivo”

24/01 Tredici anni per Francesco Caruso, parlamentare di Rifondazione comunista, e per Luca Casarini e Francesco Cirillo. Sono queste le richieste di condanna più alte fatte dal pm, Domenico Fiordalisi, nel processo ai 13 militanti no global imputati a Cosenza, in Corte d'assise, di associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli. Per Caruso, Casarini e Cirillo Fiordalisi ha chiesto anche tre anni di libertà vigilata. Il pm ha chiesto inoltre la condanna a tre anni e sei mesi per Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna Curcio, Antonino Campennì, Salvatore Stasi e Peppe Fonzino e due anni e sei mesi per Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi ed Emiliano Cirillo. La Corte d'assise, prima della requisitoria del pm, ha rigettato tutte le eccezioni sollevate dai difensori nella precedente udienza per l'inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche ambientali e telematiche. Fuori dal Tribunale un presidio del coordinamento "Liberi Tutti" a sostegno degli imputati. "Contro le mafie e le corruzioni - è scritto su uno striscione esposto all'ingresso del tribunale - prescrizioni e assoluzioni, contro movimenti e lotte sociali tonfa teoremi e leggi sociali".

Fiordalisi “C’era un gruppo sovversivo”. "Bloccare un vertice politico, ma anche costituire un gruppo sovversivo. Era questo il programma di Caruso, Casarini, Cirillo e degli altri imputati". Lo ha detto Domenico Fiordalisi, pm del processo ai 13 militanti no global, in corso a Cosenza, nella requisitoria con cui ha chiesto la condanna degli imputati. Fiordalisi, nel corso della requisitoria, protrattasi per circa sette ore, ha ricostruito, attraverso l'esame delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, la vicenda processuale basata sull'attività della Rete del sud ribelle che avrebbe preparato, a detta del pm, gli incidenti accaduti durante il Global forum a Napoli ed il G8 di Genova. "Si tratta - ha aggiunto Fiordalisi a proposito di alcune intercettazioni - di sollecitazioni pubbliche insistenti a far veicolare un messaggio di violenza. Tutti i fatti di reato sono stati commessi un minuto prima degli scontri e man mano che gli scontri sono avvenuti. Il programma dell'organizzazione era tale da creare lo scontro e queste forme di resistenza a pubblico ufficiale costituiscono reato. Gli strumenti informatici in questa vicenda sono stati fondamentali perché è proprio attraverso questi strumenti che è stato possibile diffondere idee di violenza".

Caruso “Accuse che ci riempiono d’orgoglio”. "Le accuse abnormi che ci rivolge il pm sono accuse che ci riempiono di orgoglio". Lo dice Francesco Caruso, deputato del Prc, uno degli imputati del processo ai no global, che è appena arrivato a Cosenza per ascoltare la requisitoria. "Essere accusati - ha detto l'on.Caruso - di cospirazione politica, le stesse accuse che venivano rivolte a Pertini e Mazzini, sono ben altra cosa da chi viene accusato e condannato per mafia, tangenti e corruzione. Per questo entriamo in Tribunale a testa alta convinti che le nostre battaglie contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali non possono essere fermate da un Tribunale o da un pm e ancor meno dai suoi assurdi teoremi".

Casarini “Assenza totale di prove”. "E' una requisitoria che si annuncia vergognosa già dalle prime battute": così Luca Casarini, uno degli imputati del processo durante una pausa della requisitoria del pm di Cosenza, Fiordalisi. "E' basata - prosegue Casarini - su un livello di assenza totale di prove e su un'impostazione di un teorema tutto politico che vuole sostanzialmente rendere criminale ciò che ha coinvolto milioni di persone, da Seattle a Genova, e dare una lettura clandestina di ciò che era pubblico"

 

 

 

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