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Processo NoGlobal

 

Processo NoGlobal: Il 2 febbraio corteo nazionale a Cosenza. Liberitutti “Accuse basate sul nulla”.

25/01 Contro le repressioni, per la libertà, per la giustizia sociale. Questa la finalità del corteo nazionale organizzato dal coordinamento "Liberitutti", in programma a Cosenza il prossimo 2 febbraio sul tema "Genova 2001-Cosenza 2008. Sette anni di vergogne". Alcuni dettagli della manifestazione nazionale sono stati illustrati, stamani a Cosenza, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal coordinamento "Liberitutti". Il corteo partirà sabato prossimo, 2 febbraio, alle 14.30 da piazza Zumbini e si concluderà con un concerto in piazza Arenella degli "Zion Train". La manifestazione sarà anticipata da alcune iniziative come l'incontro con Haidi Giuliani e Silvia Baraldini sul tema "Dal diritto al dissenso, alla didattura democratica", in programma il prossimo primo febbraio in piazza Matteotti. E sempre nella giornata del primo febbraio si terrà l'inaugurazione della mostra "Carlo vive" dedicata a Carlo Giuliani. Il coordinamento, invitando tutta la città a partecipare al corteo, invita anche "i commercianti - è scritto in un comunicato di "Liberitutti" - a non chiudere le attività". "Il corteo di sabato prossimo - ha detto Francesco Cirino del coordinamento "Liberitutti" - non sarà un corteo di solidarietà ai no global, ma la manifestazione va letta come momento di lotta contro le mafie e a sostegno della giustizia sociale". Per Michele Satangata, uno dei 13 imputati del processo no global "l'appello al corteo è un appello alla dignità dei cosentini e della nostra città"

Liberitutti “Accuse basate sul nulla”. "Bisogna capire che si tratta di richieste che si basano sul niente, ma che comunque restano gravi proprio perché formulate sulla base di nessun elemento". Così Michele Santagata, uno degli imputati del processo no global ha commentato, stamani nel corso di una conferenza stampa organizzata a Cosenza dal movimento "Liberitutti", l'esito della requisitoria del pm Domenico Fiordalisi che si è svolta ieri a Cosenza in Corte d'Assise. "Chi ha ascoltato la requisitoria - ha aggiunto Santagata - si é accorto del delirio che il pubblico ministero ha espresso per sei ore. E' stato evidente che a livello sostanziale il pm non ha espresso nulla se non un impianto accusatorio basato su intercettazioni telefoniche. Ma soprattutto ci chiediamo perché dopo due anni, nel corso dei quali tutte queste persone sono state ascoltate e seguite, la polizia giudiziaria non ha inteso prevenire il consumarsi di alcuni reati?". Per Francesco Cirino del coordinamento "Liberitutti" "la discrasia tra le accuse e le pene richieste, a nostro avviso, lascia presagire che neanche il pm ci crede. Infatti nel corso di sette ore di requisitoria tante volte ha detto 'deduco', ma la funzione di un pubblico ministero è quella di fornire prove, non di dedurre. Quindi alla base di tutto ciò i sei anni diventano pesantissimi proprio perché basati sul nulla". Una conferenza stampa un po' concitata in riferimento all'episodio che ha riguardato ieri il giornalista Marco Cribari, al quale è stato impedito l'ingresso. A tale proposito Mariafrancesca D'Agostino del coordinamento "Liberitutti" ha precisato: "come coordinamento prendiamo le distanze da quanto accaduto ieri. Si è trattato di uno scontro verbale tra due persone. Ciò che è accaduto non riguarda il coordinamento"

I socialisti di Cosenza aderiscono alla manifestazione. I componenti del gruppo del Partito Socialista nel consiglio comunale di Cosenza parteciperanno alla manifestazione prevista per il 2 febbraio promossa dal movimento dei no-global. "Pur avendo - è scritto in una nota - un'impostazione ideologica differente e pur avendo sempre e con forza condannato gli atti di violenza che in più occasioni sono stati commessi, ci sentiamo vicini ai militanti della sinistra antagonista, ai no global e ai loro eletti nelle istituzioni perché stanno subendo un'azione giudiziaria che sembra essere orientata più a punire il loro libero convincimento politico che altri eventuali fatti delittuosi". "Da questo punto di vista, dispiace constatare - conclude - che in una regione come la Calabria afflitta dal malaffare, dal consociativismo e soffocata dalla morsa delle 'ndrine e della criminalita' organizzata, parte della magistratura inquirente disperda le sue energie imbastendo processi che appaiono come tentativi di mettere a tacere chi non chiede altro che di poter liberamente esprimere le proprie idee"

All’Unical riflessione sul movimento. "L'Università della Calabria ha oggi il dovere di ospitare una riflessione su movimento no global, sulle lotte territoriali, sulla distanza tra lotte sociali e giustizia, sul conflitto in atto tra politica e 'antipolitica', tra politica e magistratura". Lo riferisce, in una nota, l'associazione Gazzetta ladra, che ha sede all'Unical. "Dopo tre anni - è detto - arriva la sentenza del processo di primo grado ai 13 attivisti accusati di essersi associati per 'cospirare e sovvertire l'ordine mondialé, in occasione delle grandi mobilitazioni di Napoli e Genova 2001. Un pezzo della storia di questo Paese, attraversato, nel 2002, dal forte moto d'indignazione popolare scattato all'indomani degli arresti. Una storia che appartiene a tutti noi e che conosciamo bene, è stata impastata e ritagliata da un pm con l'inganno e la malafede". "In quelle piazze - prosegue l'associazione - c'erano centinaia di migliaia di cittadini liberamente e pubblicamente 'associatisi' per costruire un mondo migliore. Siamo tutti colpevoli e quei cittadini ci sono ancora. Quel mondo lo stanno ancora costruendo. Si tratta di studenti, lavoratori, disoccupati, donne e uomini, che hanno difeso il diritto al dissenso a Cosenza, quando questo è stato messo in serio pericolo da Forze dell'ordine e magistratura". "Di fronte al fallimento dei partiti - conclude Gazzetta ladra - alle istanze di giustizia sociale, di redistribuzione della ricchezza e di democrazia, che si levano dai cittadini, la risposta non possono darla i giudici. La risposta può darla solo la politica, quella vera, fatta del libero associarsi degli uomini e delle donne, nelle università e nelle piazze. Riprendendo la parola, domandando e ascoltando"

Casarini “Contro di me processo politico”. "Credo sia un processo politico che va affrontato come tale, un processo che ha come obiettivo terrorizzare i movimenti attraverso di noi e restringere la libertà di dissenso per tutti". Lo ha detto oggi a Firenze Luca Casarini, in merito alle condanne chieste ieri dalla pubblica accusa al processo a Cosenza contro 13 militanti no global accusati di associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli. Tra gli imputati figura lo stesso Casarini, per il quale il pm ha chiesto sei anni di reclusione. "Sono preoccupato non solo per me, ma per questo clima, perché siamo nel momento della delegittimazione istituzionale", ha aggiunto Casarini.

Caruso “Aspetto la solidarietà di Mastella”: "Aspetto la solidarietà di Mastella, altrimenti la sua è solo ipocrisia". A chiederlo, in una nota, è il deputato di Rifondazione, Francesco Caruso, per il quale ieri il pm di Cosenza, Domenico Fiordalisi ha chiesto sei anni di carcere e tre di libertà vigilata, per il reato di cospirazione politica. Mastella, afferma Caruso, "non può tacere dinanzi ai deliri di questo pm e all'attacco politico che si cela dietro questo tentativo osceno e vergognoso di far passare il movimento No global come una banda di cospiratori. Non si capisce nemmeno lontanamente il perché si stia svolgendo a Cosenza, se non per la presenza di un pm che, unico al mondo, ha scoperto che dietro il contro-vertice di Genova non c'era un movimento contro la globalizzazione, ma una trama cospirativa ordita da 13 meridionali, compreso il pur sempre veneto Casarini, finalizzata a turbare l'esecuzione delle funzioni del governo italiano". "Attendo la solidarietà di Mastella - afferma Caruso - perché lui che non solo ha turbato le funzioni del governo, ma l'ha fatto cadere; lui che grida allo scandalo se inquisiscono i suoi amici e parenti, non può tacere. Il suo silenzio dimostrerebbe l'ipocrisia di chi vuole semplicemente l'impunità e il garantismo per sé e per i suoi. Se vogliamo affrontare seriamente il rapporto tra politica e magistratura per prima cosa vanno abrogati i reati associativi e di opinione promulgati nel 1931 dal regime fascista per colpire gli oppositori politici ed ancor oggi in vigore, perché nessun magistrato può pensare di sbattere in galera una persona solo per le sue idee".

Giordano (Prc) “Richieste di condanna un’esagerazione”: "La richiesta di condanna per Francesco Caruso per aver alterato gli equilibri economici mondiali mi pare un'esagerazione". Così il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, commenta la richiesta di pena formulata dal Pm di Cosenza. "Non pensavo - dice ironico - che Caruso fosse così potente...".

Legambiebte e Arci “Evitare colpevolizzazione”. "Fare chiarezza e giustizia sui fatti di Genova. E non trattare l'accaduto come se fosse in corso un'emergenza terrorismo". E' quanto sostiene Legambiente, a proposito della richieste di condanna fatte dal pm, Domenico Fiordalisi, nel processo ai militanti no global in corso a Cosenza. "Portare avanti il processo di Cosenza - aggiunge Legambiente - sotto il segno dell'emergenza terrorismo, come sta invece accadendo è fuorviante e inaccettabile. Per arrivare alla verità servono procedimenti chiari e trasparenti che tengano conto dei fatti, a cominciare dalle torture e dalle false prove, unite alla totale incapacità delle forze dell'ordine e della politica di garantire l'ordine pubblico e proteggere la città e i cittadini da un clima di violenza che ha portato alla morte di un ragazzo". Sull stesso argomento interviene anche Raffaella Bollini, della presidenza nazionale dell'Arci, secondo la quale "nessun altro reato è contestato agli imputati del processo di Cosenza se non quello di essere stati fra gli organizzatori delle giornate di Genova e Napoli nel 2001". "Nella requisitoria - aggiunge Raffaella Bollini - Fiordalisi ha portato come prova dell'impianto accusatorio, tra l'altro, la partecipazione degli imputati alle riunioni del Genoa Social Forum, a cui eravamo presenti in tanti e tante, in rappresentanza di associazioni, organizzazioni non governative e di terzo settore, sindacati e in cui abbiamo sempre lavorato insieme e per consenso. Organizzare la partecipazione democratica in questo Paese è un diritto garantito dalla Costituzione. Riteniamo nostro dovere difenderlo. Domani, nella Giornata Globale del Forum Sociale Mondiale, saremo di nuovo in azione in tutto il mondo. Sarà una occasione importante per difendere la democrazia di questo paese, per esprimere solidarietà agli imputati, e per invitare tutti a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà a Cosenza il 2 febbraio, il giorno prima della sentenza"

Solidarietà del PRC a Caruso. Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Rifondazione comunista-SE, a nome del gruppo parlamentare, esprime solidarietà a Francesco Caruso, Luca Casarini e Francesco Cirillo, accusati di associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli, contro cui la Corte d'Assise di Cosenza ha chiesto sei anni di reclusione e tre di domiciliari. "Riteniamo la tesi accusatoria - spiega Gennaro Migliore - frutto di una vera e propria distorsione di una realtà che abbiamo conosciuto direttamente. Troviamo incredibile e insostenibile la tesi del complotto sostenuta dall'accusa che - aggiunge - tenta di riscrivere la storia nelle aule dei tribunali. Annunciamo fin da ora - conclude - la nostra adesione alla manifestazione di solidarietà prevista per il 2 febbraio a Cosenza".

Soluri (Ordine Giornalisti Calabria) “Razzismo intellettuale”. "Quanto accaduto al collega Marco Cribari, redattore di Calabria Ora, cui un gruppo di persone ha ieri impedito, a Cosenza, di seguire il processo ai no global, è il portato inequivocabile di una cultura che tende a negare il rispetto minimo che si deve a chi lavora ed a qualunque cittadino". E' quanto sostiene, in una nota, il presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti, Giuseppe Soluri. "Attraverso intimidazioni e prevaricazioni, su cui si vorrebbe spalmare una sorta di 'nobilta''politica - aggiunge Soluri - si esprimono spesso forme malcelate di razzismo intellettuale e politico che non possono trovare udienza in un Paese democratico. L'Ordine dei giornalisti della Calabria esprime, pertanto, la più profonda e sentita solidarietà al collega Marco Cribari ed alla testata per la quale lavora, invitando ancora una volta le forze dell'ordine a vigilare affinché i giornalisti calabresi, soprattutto quelli impegnati sui fronti più caldi, non siano intimiditi o, come nel caso specifico, discriminati ed insultati perché ritenuti portatori di valori diversi da quelli di chi presume che le idee possano essere imposte agli altri con la forza o con le minacce".

Solidarietà dello Sdi al cronista di Calabria Ora. Il segretario della sezione dello Sdi di Cosenza 'Giacomo Mancini', Roberto Aiello, in una nota ha espresso solidarietà al giornalista di Calabria Ora, Marco Cribari, per la vicenda che lo ha visto coinvolto durante il processo ai no global. "Apprendiamo dalla stampa - è scritto in una nota - che il giornalista è stato bruscamente costretto ad allontanarsi dall'aula da un gruppo di persone tanto da dover intervenire la forza pubblica. A tutti è consentito manifestare e protestare in modo civile il proprio disappunto, così come a tutti deve essere consentito di svolgere il proprio lavoro in piena sicurezza, pertanto la sezione Giacomo Mancini è solidale con il cronista Marco Cribari a prescindere dalla sua appartenenza politica, così come lo è verso tutti coloro che subiscono soprusi". "Il rispetto della democrazia, della libertà - conclude - e della legalità, è da pretendere e difendere in ogni luogo e per tutti i cittadini"

Perugini “Rispetto per le idee”. Il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, in una nota ha espresso solidarieta' al giornalista di Calabria Ora, Marco Cribari, per la vicenda che lo ha visto coinvolto durante il processo ai no global. ''Spero - sostiene Perugini - che quanto e' successo ieri mattina al giornalista Marco Cribari nel tribunale di Cosenza non si verifichi piu' e che prevalga il rispetto per le idee e per il lavoro di ciascuno soprattutto quando questo e' finalizzato all'informazione circa un fatto sul quale si vuole sollecitare l'attenzione dei mezzi di comunicazione''. ''La causa della liberta' di opinione - conclude - si serve quando a tutti e' consentito di esprimersi''

 

 

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