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5 mln di danni chiesti ai NoGlobal
L’avvocato di Stato chiede 5 mln di danni di immagine ai no global cosentini. I legali: nessuna prova. Caruso e Heidi Giuliani: li paghino loro a noi come risarcimento 04/02 E' di cinque milioni di euro la richiesta di risarcimento per danni d'immagine avanzata nei confronti dei tredici imputati per associazione sovversiva del processo alla Rete Sud Ribelle in corso a Cosenza, dall'Avvocato dello Stato, Luca Matarrese. Al processo ai militanti no global, imputati per i fatti accaduti nel 2001 in occasione del Global Forum di Napoli e il G8 di Genova, il pubblico ministero di Cosenza, Domenico Fiordalisi, nella sua requisitoria del 24 gennaio, aveva chiesto, in particolare, sei anni di reclusione per Francesco Caruso, oggi deputato di Rifondazione comunista, Luca Casarini, leader delle ''tute bianche'' e Francesco Cirillo. La richiesta presentata oggi dall'Avvocato dello Stato agli imputati di Cosenza, 5 milioni, e' pari al doppio di quella avanzata lo scorso 26 ottobre a Genova nei confronti dei 25 imputati del processo per il G8 di Genova che si e' concluso con una condanna. In Corte d'Assise nella citta' calabrese e' stata la volta delle arringhe difensive dei legali di Luca Casarini, Aurora D'Agostino e di Lidia Azzarita, Mario D'Alessandro. ''L'associazione punibile per legge - ha affermato D'Agostino - si deve manifestare con un'intenzione palese di sovversione violenta costituita da una struttura organizzativa e da un accordo. Ma tutto cio' non esiste. Il pm non ha portato neanche una prova di tutto questo''. A mostrarsi per nulla turbato dalla richiesta di risarcimento danni e' stato l'on.Caruso. ''Quei soldi noi non li daremo mai - ha detto - piuttosto ce li dovrebbero dare loro qualche milione di euro come risarcimento per la persecuzione politica a cui da anni siamo sottoposti''. D'accordo la senatrice della Sinistra-Arcobaleno, Haidi Gaggio Giuliani che parla di richiesta ''paradossale''. ''Penso che l'immagine del Paese - prosegue la parlamentare - sia stata offesa dal comportamento di chi ha gestito cosi' male le giornate del Global Forum di Napoli e del G8 di Genova, non da chi si trova sotto processo. I danni dovrebbero pagarli chi ha voluto e organizzato l'aggressione ai manifestanti. Questa e' una linea sbagliata''. In segno di solidarieta' agli imputati al processo, sabato scorso a Cosenza si era svolta una manifestazione di solidarieta' con la partecipazione di circa diecimila persone. I legali: “Nessuna prova”. "L'associazione punibile per legge si deve manifestare con un'intenzione palese di sovversione violenta costituita da una struttura organizzativa e da un accordo. Ma tutto ciò non esiste". Lo ha detto l'avvocato Aurora D'Agostino, difensore del leader delle tute blu, Luca Casarini, nell'udienza al processo contro i 13 militanti della Rete Sud Ribelle in corso a Cosenza. L'avv. D'Agostino ha aperto la serie delle arringhe difensive dopo la requisitoria del pm Domenico Fiordalisi conclusasi con la richiesta tra le altre, di sei anni di reclusione per il parlamentare del Prc, Francesco Caruso, per Luca Casarini e per Francesco Cirillo . "Il pm - ha aggiunto D'Agostino - non ha portato neanche una prova di tutto questo. L'elemento di faziosità nel procedere del pubblico ministero è davvero incredibile. Genova è stato un fenomeno imponderabile perché nessuno poteva aspettarsi una violazione così palese delle regole da parte di chi deve far rispettare l'ordine pubblico". E' seguita l'arringa difensiva di Mario D'Alessandro, difensore di Lidia Azzarita. "La mia arringa difensiva - ha detto il legale al termine dell'udienza - si è basata sulla modifica legislativa del febbraio 2006 riguardante i reati contro la personalità dello Stato, l'associazione sovversiva e i reati di opinione in genere". Il processo riprenderà il prossimo 5 marzo. Heidi Giuliani “I danni li paghino chi ha gestito male”. "La richiesta di risarcimento di 5 milioni di euro per danno all'immagine dello Stato avanzata nei confronti dei 13 imputati al processo contro la Rete sud Ribelle di Cosenza è paradossale". Lo afferma la senatrice della Sinistra-Arcobaleno Haidi Gaggio Giuliani. "Penso che l'immagine del Paese sia stata offesa dal comportamento di chi ha gestito così male le giornate del Global Forum di Napoli e del G8 di Genova, non da chi si trova sotto processo. I danni dovrebbero pagarli chi ha voluto e organizzato l'aggressione ai manifestanti. Questa è una linea sbagliata. In Europa l'immagine dell'Italia per quei fatti non é certo offuscata a causa delle cittadine e dei cittadini che erano lì a manifestare ma a causa di chi in quel momento governava e gestiva gli eventi" Caruso “Risarciscano noi”. "L'avvocatura di stato chiede 5 milioni di euro ai 13 attivisti no global imputati a Cosenza per i danni all'immagine dello stato. Noi non li daremo mai". E' quanto afferma, in un comunicato, il parlamentare del Prc, Francesco Caruso, facendo riferimento alla richiesta di risarcimento avanzata nell'udienza del processo alla Rete Sud Ribelle. "Piuttosto - prosegue Caruso - ce li dovrebbero dare loro qualche milione di euro come risarcimento per la persecuzione politica a cui da anni siamo sottoposti. I danni all'immagine del nostro paese non li procura chi, come noi, combatte al fianco dei più deboli e si mobilita contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali, ma chi invece specula e si arricchisce sulle spalle della povera gente, come il presidente della Sicilia Cuffaro condannato per le sue connivenze con mafiosi, il ministro di giustizia Mastella con l'intera famiglia in manette per clientele e affarismo politico, il plurimiliardario e plurinquisito Berlusconi che solo grazie alle leggi promulgate da lui stesso riesce ad evitare la galera". Critiche da PRC e sinistra contro la decisione. Suscita reazioni la richiesta di cinque milioni di euro per risarcimento danni d'immagine presentata dall'Avvocatura dello Stato al processo in corso a Cosenza contro i 13 attivisti della Rete Sud Ribelle. Per Michele Di Palma, responsabile movimenti del Prc, e Italo Di Sabato, responsabile Osservatorio sulla Repressione, la richiesta ''e' cosi' sorprendente da apparire grottesca e paradossale. E' bene dirlo e ribadirlo con forza: la questione centrale, quando parliamo dei fatti di Napoli e Genova del 2001 - proseguono Di Palma e Di Sabato - e' la violazione dei principi costituzionali perpetrata in piu' occasioni, per piu' giorni, da apparati dello Stato. Quelli in corso a Cosenza e' un processo politico, e la tentazione di arrivare a sentenze esemplari e vendette preventive e' molto forte''. I parlamentari Salvatore Cannavo' (deputato) e Franco Turigliatto (senatore) di Sinistra Critica, parlano di ''una beffa che aggiunge danno a danno e che restituisce l'immagine di un governo che in fatto di attacco ai movimenti non si differenzia da quello delle destre. Nelle stesse ore, poi, arriva l'avviso di garanzia contro quattro attivisti 'No Dal Molin', un movimento evidentemente pacifico e di massa che chiede ascolto e dialogo e a cui invece si consegnano avvisi di garanzia e promesse di botte dalla polizia''.
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del 28/01/2004
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