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Processo No Global a Cosenza: tutti assolti

Festa fuori dal Tribunale di Cosenza

Processo No Global, dopo 4 anni di dibattito arriva la sentenza: tutti assolti

24 apr 98 Tutti assolti è la decisione dei giudici della Corte d'assise di Cosenza venuta dopo una camera di consiglio durata poco piu' di un'ora e mezza. Disintegrate le ipotesi accusatorie contro 13 militanti no global della Rete del sud ribelle, accusati di un reato gravissimo, associazione sovversiva, in relazione agli incidenti accaduti nel corso delle riunioni del G8 di Genova e del Global Forum di Napoli del 2001 anche perché non sorrette da prove del fatto reato. Dopo le 19 la Corte rientra in aula e il presidente Maria Antonietta Onorati legge il dispositivo: la Corte ''assolve tutti gli imputati da tutti i reati loro rispettivamente ascritti perche' il fatto non sussiste''. Una sentenza che non viene commentata dal pm Domenico Fiordalisi, che dall'inizio della vicenda giudiziaria, il 15 novembre 2002, quando scattarono gli arresti, ha seguito l'inchiesta. Il magistrato, alla lettura del dispositivo, scuro in volto, lascia immediatamente l'aula dalla porta riservata ai giudici. Le richieste di Fiordalisi erano state pesanti. Appena tre mesi fa aveva chiesto la condanna di tutti e 13 gli imputati a complessivi 50 anni di reclusione e 26 di liberta' vigilata. Le condanne piu' pesanti, sei anni di reclusione e tre di liberta' vigilata, Fiordalisi le aveva chieste per il deputato uscente di Rifondazione comunista Francesco Caruso; per il leader dei Disobbedienti del nord-est, Luca Casarini, e per Francesco Cirillo. Poi quelle minori: tre anni e sei mesi per Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna Curcio, Antonino Campenni', Salvatore Stasi e Peppe Fonzino; due anni e sei mesi per Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi ed Emiliano Cirillo. Tutte richieste respinte dalla Corte d'assise cosentina, che invece assolve tutti gli imputati al termine di un processo iniziato nel dicembre del 2004. E subito comincia la festa. Gli imputati presenti, tra i quali Caruso, ed un centinaio di no global che dal primo pomeriggio attendevano la sentenza, escono dal Tribunale e festeggiano con spumante e cori contro la Digos e inneggianti a ''siamo tutti liberi''. ''E' la dimostrazione - commenta soddisfatto Caruso - che si e' trattato di un teorema accusatorio costruito ad arte per aggredire e zittire i movimenti. Al di la' di questa sentenza, dobbiamo organizzarci per continuare a sovvertire e cospirare felicemente a partire da oggi nei nostri territorio fino al G8 della Maddalena del 2009, quando ci ritroveremo a cospirare senza i Fiordalisi ed i loro teoremi repressivi tra le scatole''. E mentre Caruso festeggia a Cosenza, uno dei suoi legali, Annalisa Senese, annuncia la richiesta di risarcimento dei danni, ''anche per il ritardo con cui e' stata riconosciuta l'innocenza degli imputati a causa dell'irragionevole durata del processo''. ''Molto contento'' si dice anche anche Casarini, raggiunto dalla notizia dell'assoluzione lontano da Cosenza, che definisce la sentenza un ''fatto politico importante'' che ''finalmente rovescia la verita' artefatta che su Genova qualcuno voleva costruire. Questo 25 aprile sara' ancora piu' bello''.

Un ora e mezza di camera di consiglio. La Camera di Consiglio è terminata verso le 19.10. L'udienza e' iniziata nel primo pomeriggio con le arringhe degli avvocati Natalia Branda, difensore di Livia Azzariti e Francesco ed Emiliano Cirillo, e dell'avv. Tommaso Sorrentino difensore di Anna Curcio. Entrambi i legali hanno parlato di ''totale inesistenza delle prove''. Per Branda, inoltre, ''il pm non e' riuscito a fornire alcuna prova che gli imputati si siano riuniti per costituire un'associazione sovversiva''. ''In questi tre anni di udienze - ha detto Sorrentino - mi pare che mai nessuno sia venuto a testimoniare che Anna Curcio, Francesco Caruso e Francesco Cirillo abbiano mai usato una violenza tale da sovvertire l'ordine dello Stato''. Il pm Domenico Fiordalisi, nel corso della sua breve replica, ha sottolineato come ''lo stesso Tribunale di Genova abbia riconosciuto, con un quadro probatorio diverso da quello acquisito in questo processo, che Caruso, quale figura rappresentativa della rete meridionale del sud ribelle, e Casarini avevano la certezza di venire attaccati dalle forze dell'ordine nel momento in cui avrebbero raggiunto certi limiti. Questa certezza non puo' non essere riconfermata dalla Corte di assise che, alla luce delle prove acquisite, deve riconoscere che essa e' contenuta nel programma associativo del sodalizio di cui hanno fatto parte gli imputati''.

Dopo sei anni la sentenza. Sono trascorsi sei anni da quando, il 15 novembre del 2002, furono arrestate venti persone della Rete meridionale del Sud Ribelle nell'ambito di una inchiesta della Procura di Cosenza sugli scontri avvenuti a Genova e Napoli. L' indagine duro' un anno e mezzo e fu avviata dopo il ritrovamento di un volantino fatto pervenire il 27 aprile del 2001 alla Rsu di una azienda di Rende. Nel volantino si rivendicava l' attentato fatto 15 giorni prima a Roma contro la sede dell' Istituto per gli Affari Internazionali. Il sostituto procuratore di Cosenza, Domenico Fiordalisi, apri' un fascicolo di indagine che si arricchi' subito di due informative redatte dalla Digos di Cosenza e dai carabinieri del Ros. Inizialmente nell'inchiesta furono indagate complessivamente 42 persone nei confronti delle quali gli investigatori effettuarono numerose intercettazioni telefoniche, pedinamenti, riprese filmate ed intercettazioni anche di migliaia di e-mail. La presunta associazione sovversiva, costituita nel maggio 2001 a Cosenza, avrebbe avuto lo scopo, secondo l' accusa, di 'sovvertire violentemente' l' ordinamento economico dello Stato, caratterizzando l' organizzazione della 'Rete meridionale del sud ribelle' per farla diventare una piu' vasta e pericolosa associazione sovversiva attraverso l' utilizzo della violenza. A 13 delle persone arrestate venne contestato il reato di attentato contro organi costituzionali per avere in concorso tra loro turbato l'esercizio delle funzioni svolte dal Governo italiano in occasione dei vertici internazionali di Napoli e Genova. Dopo una serie di ricorsi al tribunale della liberta' ed alla Corte di Cassazione, avanzati dai difensori degli indagati e dalla procura di Cosenza, fu chiusa la fase delle indagini preliminari con il successivo rinvio a giudizio di 13 indagati. Il processo ha avuto inizio il 2 dicembre 2004 e si e' concluso questa sera con l'assoluzione di tutti gli imputati.

Spesi tre milioni di euro. “Trovare parole appropriate per commentare l’intera vicenda, non è cosa facile. Perché sono tanti gli aspetti farseschi e tali le assurdità delle accuse, che rischieremmo sicuramente di dimenticare qualcuna delle illuminanti considerazioni formulate dal PM Fiordalisi”. Con queste parole l’associazione Liberi Tutti ha commentato la sentenza del Tribunale di Cosenza che oggi ha assolto i No Global. “Chi in questi anni –prosegue la nota - si è trovato a dover costruire solidarietà rispetto alla vicenda, ha dovuto soprattutto difendersi da quella parte di città che, parliamoci chiaro, ci avrebbe voluto vedere in galera. Probabilmente, parte degli stessi che hanno contribuito a montare questo teorema. Ebbene, possiamo finalmente dire che costoro rimangono in un angolo a rosicare. L’assoluzione di oggi è una pesante sconfitta per gli organi inquirenti che hanno confezionato questa inchiesta. Gli stessi che hanno sperperato oltre tre milioni di euro, sbandierando all’intero paese, una formidabile operazione antiterrorismo, curata nei minimi dettagli e pronta a smantellare la pericolosa nascente cellula sovversiva. Tutto questo, mentre in città si consumavano ben altri misfatti.
Ma ora, sentenza in mano, abbiamo il diritto di sapere: perché questa inchiesta, sebbene scartata da svariate procure, è stata accettata proprio a Cosenza? Quali oscure trame hanno tessuto questo canovaccio? Quali loschi interessi da coprire? Ma soprattutto, abbiamo ragione di pretendere le dimissioni dei vertici inquirenti che hanno guidato questa inchiesta?
Che questo “castello” non stava in piedi, la città lo aveva capito da subito e lo aveva ampiamente affermato con calorosa partecipazione alle diverse mobilitazioni costruite nel corso di questi lunghi sette anni, assolvendo di fatto tutti gli imputati e bocciando l’operato della Fiordalisi&Co.
Agli interrogativi sulle reali motivazioni che hanno portato all’apertura di questa inchiesta, ognuno si sarà dato delle risposte, rimane sicuramente il tentativo di criminalizzare un intero movimento con accuse infondate e infamanti, volte a coprire le vere vergogne di Genova: la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi e le torture delle forze dell’ordine comandate dai vertici militari e politici. E ancora, di deviare l’attenzione generale dai veri allarmi sociali di cui questa città soffre.
Questa assoluzione giunge a riprova del fatto che la storia di chi rifiuta le logiche neoliberiste e produce conflitto sociale non può essere scritta dentro un’aula di tribunale. E se ce ne fosse ancora bisogno, ribadisce che la libertà di espressione e di opinione devono essere garantite in nome di quelle libertà conquistate il 25 aprile del 1945 e che ancora dobbiamo difendere”.

Caruso “Ora lasciateci cospirare in pace”. ''Dopo l'assoluzione di oggi, domani mattina abbiamo un motivo in piu' per scendere tutti in piazza, a Roma alle 12 a porta San Paolo, per ricordare la Liberazione di allora e organizzare la resistenza di oggi, perche' ci lascino cospirare e sovvertire in santa pace contro questo stato di cose presenti'', lo dice Francesco Caruso, ex parlamentare indipendente PRC che si definisce ''attualmente sovversivo a tempo pieno''. ''Dobbiamo ricostruire il sud ribelle - aggiunge Caruso - una rete di cospirazione politica nel meridione che riconnetta le insorgenze sociali che combattono tutti i giorni contro la precarieta', la devastazione ambientale, i soprusi, le prepotenze e le ingiustizie sociali''.

Impegno inutile per Corte d’Assise. ''E' finito un processo che ha inutilmente impegnato per quattro anni una corte d'assise in un posto in cui il bisogno di giustizia e legalita' ha ben altre esigenze''. E' quanto ha detto l'avvocato Aurora D'Agostino, difensore di Luca Casarini, dopo la sentenza emessa dai giudici della Corte D'Assise di Cosenza. ''Mi aspettavo - ha aggiunto - che non si arrivasse neanche al dibattimento e mi ero gia' stupita sul rinvio a giudizio da parte del Gup. Ho sentito Casarini il quale mi ha detto 'brava'. Era contento perche' questo processo rappresenta la fine di una vicenda che pesava sulla possibilita', in questo Paese, di esprimere dissenso e quindi democrazia. Se manifestare contro un G8 e farlo in modo pubblico puo' diventare cospirazione politica, allora vuol dire che non c'e' piu' il sale della democrazia''.

Agnoletto “Smentito un teorema”. ''E' stato smentito il teorema che voleva trasformare il grande movimento di Genova a una banda di cospiratori''. Cosi' l'europarlamentare Vittorio Agnoletto, ex portavoce del Genoa Social Forum, commenta l'assoluzione per alcuni esponenti del movimento No Global, dall'accusa di associazione sovversiva per i fatti del G8 di Genova. ''La cospirazione - secondo Agnoletto - vi fu, ma fu quella gestita dal governo Berlusconi di allora e dai vertici delle forze dell'ordine che usarono ogni mezzo illegale e ogni forma di violenza per reprimere l'enorme movimento pacifico di massa che scese in piazza nel 2001 e tentarono poi di manipolare la verita'. Domani, prosegue l'europarlamentare, ''si festeggia la Costituzione, che fu calpestata, offesa e ferita nei giorni del G8 di Genova. Oggi abbiamo vinto, ma sappiamo che quella e' una ferita ancora aperta: oggi piu' che mai vogliamo verita' e giustizia per i responsabili delle giornate cilene di Genova''.

Migliore (PRC) “Cade un teorema”. ''Esprimo la mia soddisfazione per il rapido verdetto di assoluzione nei confronti di Caruso e della Rete del Sud Ribelle''. Lo afferma Gennaro Migliore, presidente uscente dei deputati di Rifondazione Comunista, a proposito della sentenza emessa dalla Corte di Assise di Cosenza. ''Il pronunciamento rende giustizia dopo 7 anni e fa cadere un teorema volto solo a inibire parola e azione al movimento. Nel 2001 - conclude Migliore - si sono espresse parti di societa' che non possono essere imbavagliate''.

Ferrero “Una buona notizia”: ''Quella che arriva da Cosenza e' decisamente una buona notizia'': e' l'opinione del ministro uscente della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, in merito alla sentenza della Corte d'assise di Cosenza che ha assolto 13 esponenti del movimento no global dall'accusa di associazione sovversiva. ''Emerge infatti - dice Ferrero - come la protesta sociale e le grandi mobilitazioni di Genova del luglio 2001 non possano essere ridotte a fatti di ordine pubblico''.

 

 

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