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Ferri corti tra medici e direzione dell'Annunziata
Odissea dell’anziano lametino: ferri corti tra medici, pronti a scioperare, e direzione dell’Annunziata 27 ago 08 "La confusione nell'esercizio delle
competenze non giova né ai rapporti tra le Direzioni e i medici,
né serve a orientare il sistema dei servizi verso l'assicurazione
della qualità dell'assistenza". Lo ha sostenuto il direttore
generale dell'Azienda ospedaliera di Cosenza, Cesare Pelaia, in merito
alla presa di posizione dei medici dell'ospedale che hanno minacciato
uno sciopero qualora non venga revocata la sospensione decisa nei
confronti di un dirigente medico dopo il caso del pensionato di Lamezia
Terme rifiutato da 11 ospedali e poi ricoverato a Trani (Bari). Al
riguardo, la direzione dell'Azienda ospedaliera ha convocato per venerdì
prossimo un incontro con le organizzazioni sindacali mediche "per
superare le divergenze conseguenti alla sospensione". "La
Direzione - ha sostenuto Pelaia - auspica che prevalga il senso di
responsabilità che ha da sempre contraddistinto l'azione delle
organizzazioni sindacali mediche nella formulazione di linee di miglioramento
dei punti di maggiore criticità riscontrati, nel rispetto delle
competenze" CGIL “No a capro espiatorio”: "La Flai-Cgil chiede l'applicazione radicale e generale delle procedure disciplinari che hanno riguardato il caso dell'anziano di Lamezia Terme, costretto al ricovero fuori regione". A sostenerlo, in una nota, è il segretario generale Luigi Veraldi. "Sulla questione - afferma Veraldi - non condividiamo l'azione che ha individuato solo un capro espiatorio, con la contestazione dei provvedimenti cautelativi che risultano parziali rispetto alle effettive e più diffuse responsabilità del caso". "Per quello che ci riguarda - prosegue Veraldi - ci poniamo in una situazione di salvaguardia e tutela dei sanitari sotto accusa, appartenenti all'Azienda ospedaliera di Cosenza, e mentre denunciamo le carenze dell'intera rete ospedaliera-sanitaria, invitiamo a colmare quella che nei giorni scorsi abbiamo indicato come condotta omissiva di tutte le strutture ospedaliere che sono state interessate dal caso. Nello specifico, poi, chiediamo l'approfondimento e l'indicazione delle responsabilità, a partire da quelle del Policlinico Mater Domini". "Proprio i provvedimenti di sospensione degli operatori - aggiunge il segretario generale della Flai-Cgil - per risultare credibili, avrebbero dovuto essere il risultato concomitante dell'opera di verifica dell'assessorato regionale, con la individuazione delle responsabilità, e diventare motivo di eventuale rimozione dall'incarico degli stessi". "Ancora una volta - è detto ancora nella nota - si colpisce la parte più debole, cercando di rispondere all'episodio mediatico con altrettanto scalpore sanzionatorio. Nulla cambia, invece, sotto l'aspetto della programmazione, dell'accompagnamento delle aziende nel difficile ruolo di cambiamento, con i vincoli della razionalizzazione della spesa e della riorganizzazione, e delle verifiche". "Per evitare il ripetersi di episodi incresciosi - conclude Veraldi - vorremmo poterci confrontare con la Giunta regionale, in un percorso concertativo, rispetto alla nuova programmazione sanitaria regionale. Questa volta il presidente Loiero dovrebbe prendere in debita considerazione il contributo che può venire dalle forze sociali".
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del 28/01/2004
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