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Crisi al Comune: Sammarco ritira le dimissioni

 

 

Sammarco ritira le dimissioni

26/02 Il presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Franco Sammarco, ha ritirato stamani le dimissioni presentate venerdì scorso. Lo ha fatto con un intervento nella seduta odierna dell'assemblea. "Ringrazio la maggioranza in Consiglio - ha sostenuto, tra l'altro, Sammarco - perché, sollecitandomi a rivedere la posizione, mi esprime per la seconda volta un atto di fiducia che era non dovuto, poiché nessuna sfiducia era stata avanzata nei miei confronti. Ho necessità di respingere la suggestione che le dimissioni siano state il frutto di un fatto personale. Si è parlato di prova di forza, qualcuno addirittura di prova di beatificazione. Anche, strumentalmente, di indennità, di mozioni di sfiducia, di interferenze reciproche fra legittime iniziative ed aspettative, in una sorta di ricatto incrociato. Non era e non è un problema di indennità o modifiche che potessero contenere la possibilità di sfiduciare il presidente da parte del Consiglio. Sul problema delle indennità credo che nessuno possa immaginare che il presidente del Consiglio ponesse questioni di legittimazione o diritto dei consiglieri comunali a percepire l'indennità. Tale diritto è sancito dalla legge". "Le mie dimissioni - ha proseguito Sammarco - non volevano e non vogliono essere un momento di confusione, ma riflessione, seria, aperta, senza riserve mentali, in un momento critico nella vita della città, che, forse è vero, ha radici lontane ma che abbisogna dell'impegno massimo di ciascuno di noi. La mia preoccupazione, che non è accusa, né censura o rilievo nei confronti di nessuno, è che in una situazione di questo genere si perda di vista l'obiettivo, che non può essere quello di gestire esclusivamente la vittoria elettorale. Noi dobbiamo governare la città, con equità sociale. Se non saremo capaci di uscire dal pantano, e dalla tentazione di gestire esclusivamente il risultato, rischiamo di impantanare il Consiglio comunale in una attività che non farebbe bene alla collettività". "La mia ambizione - ha sostenuto, tra l'altro, Sammarco - è quella di un Consiglio comunale che riesca a porsi come laboratorio politico del territorio, che rifletta e dica la sua sul rapporto tra partiti, istituzioni e rappresentanza, rivendicando il suo ruolo egemone ed autonomo di elaborazione della linea politica, difendendo il proprio ambito decisionale, impedendo che il proprio ruolo si risolva nella proiezione di interessi di parte. Non era solo questo il disagio che ha portato alle mie dimissioni. Credo che dobbiamo fare uno sforzo per andare avanti, evitando la personalizzazione del confronto politico, sempre sintomo di incapacità. La città guarda avanti mentre pare che la politica guardi solamente indietro. Perché non considerare la possibilità di corretta evoluzione del quadro politico, non in termini di accordi precostituiti, ma di confronto sereno e pacato nell'interesse della città, magari per congiunture, ma questo Consiglio comunale esprime un centro sinistra che rappresenta circa il 90% del consiglio comunale. Tutto ciò continua a presentare anomalia del quadro politico dell'intero paese. E' incomprensibile, e i cosentini si chiedono: perché solo in questa città? Bisogna gestire e governare la città, i percorsi che possono portare alla migliore realizzazione dei progetti della giunta, evitando contrapposizioni faziose che non avrebbero più nessun ascolto nei cittadini e nella città". "Non posso non dire che il garbato quanto deciso invito dei consiglieri di maggioranza a riprendere il mandato - ha concluso Sammarco - viene accolto dal presidente del Consiglio dimissionario, ma nella accezione e con lo spirito che queste parole hanno voluto rappresentare come contributo ai lavori interi del consiglio comunale"

La Rosa nel Pugno: Dimissioni non revocabili

26/02 L'atto di dimissioni presentate dal presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Franco Sammarco, "é perfetto ed efficace, ed è automatico che lo stesso non sia revocabile". A sostenerlo sono i consiglieri del gruppo della Grande alleanza con la Rosa nel pugno che per protesta oggi hanno disertato la seduta del Consiglio comunale che è ripresa, sotto la presidenza di Sammarco, dopo la sospensione della tarda mattinata che ha fatto seguito al ritiro delle dimissioni annunciato in aula dallo stesso Sammarco. Sulla questione della revocabilità delle dimissioni, An ha chiesto un parere al segretario generale del Comune, Francesco Grassi, il quale ha evidenziato che l'argomento "non è oggetto di una particolare disciplina" e che l'irreversibilità della decisione "non è prevista neanche dello statuto". Grassi, secondo quanto è stato riferito, ha anche evidenziato che non si può comunque considerare ininfluente ciò che accade dopo le dimissioni e prima della seduta del Consiglio comunale che sarebbe chiamato ad eleggere un nuovo presidente. All'ordine del giorno della seduta di oggi non era previsto questo argomento. Secondo il gruppo della Grande alleanza con la Rosa nel pugno, "ogni atto unilaterale ricettizio è per sua natura irrevocabile, nel senso che si perfeziona con il verificarsi dell'esternazione della volontà e della ricezione di tale dichiarazione. Nel caso del presidente del consiglio, non è prevista dall'ordinamento (legge e statuto comunale) alcun atto del Consiglio al quale è subordinata l'efficacia; ciò è tanto vero, che il presidente cessa (nel caso ha cessato) dalle funzioni al momento del deposito presso la casa comunale delle dimissioni. Dal momento delle dimissioni, infatti, è giuridicamente subentrato il vice presidente anziano. La notazione è confermata anche dallo statuto che individua come unico adempimento conseguente alle dimissioni del presidente l'immediata convocazione del consiglio comunale, evidentemente per una nuova elezione. Le dimissioni del presidente del consiglio, in assenza di contraria, esplicita disposizione, sono efficaci e, perciò, irrevocabili, nel momento in cui vengono a conoscenza dell'organo che ha il potere dell'elezione". "Ancora una volta - hanno sostenuto, in una nota, i consiglieri del gruppo della Grande alleanza con la Rosa nel Pugno - la maggioranza che governa Palazzo dei Bruzi ha dimostrato di essere frammentata e confusa, in una parola, priva di una forte guida politica. Il capolista dei Ds e presidente del Consiglio si è sgolato in aula per denunziare lo stato di degrado amministrativo in cui versa la città, opinione condivisa dalla stragrande maggioranza dei cosentini. Tutto ciò é la conferma delle critiche che sin dall'inizio il nostro gruppo ha avanzato ed ha reso evidenti appropriandosi dell'ordine dei lavori del consiglio comunale". "Nonostante ciò, questa maggioranza - conclude la nota - anziché occuparsi di discutere dei problemi sollevati dal nostro gruppo consiliare e dal presidente, si è inventato uno stravolgimento delle regole, che ha condizionato il corso dei lavori, facendo scempio del ruolo dello stesso consiglio".

Polemiche sulle dimissioni tra maggioranza e opposizione

26/02 Dopo il ritiro delle dimissioni da parte del presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Franco Sammarco, c'é stato un vivace scambio di opinioni tra maggioranza e minoranza. Dopo l'intervento di Sammarco, Vincenzo Adamo, della Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno, riporta una nota del Comune, ha sostenuto che "le parole di Sammarco non possono passare inosservate. Mi pare un fatto politico importantissimo e ritengo che il Consiglio Comunale debba discuterne. Propongo di mettere ai voti una questione pregiudiziale rispetto all'ordine del giorno di affrontare temi spinosi e centrali che, anche per l'insolita presenza del pubblico, sono temi che interessano alla città e per questo faremmo cosa buona affrontandoli pubblicamente. Chiedo, quindi, che se ne discuta in aula". Dopo una richiesta di sospensione di, Roberto Sacco, dell'Udeur, il vice presidente del Consiglio comunale, Francesco Incarnato, che ha presieduto la seduta essendo Sammarco dimissionario ha accolto la richiesta convocando una conferenza dei capigruppo. Alla ripresa dei lavoro, Sammarco ha chiesto a Incarnato che gli restituisse "la posizione che mi compete" avendo ritirato le dimissioni. A questo punto Saverio Greco è intervenuto per dire che "la democrazia è regola, prima si deve avviare il dibattito". Dal canto suo, Incarnato, ha affermato di avere "avviato i lavori perché dalla segreteria mi hanno comunicato le dimissioni del Presidente Sammarco. Da Presidente ho avviato i lavori di questa assise. Il Presidente mi chiede di restituire il suo posto. Non me ne voglia Sammarco - ha proseguito Incarnato - e neanche il mio gruppo consiliare, ma c'é bisogno di un parere legale e perciò sospendo i lavori del Consiglio". La minoranza, secondo quanto riferito in una nota del Comune, ha interpretato la sospensione come chiusura dei lavori con conseguente riconvocazione a domicilio, mentre la maggioranza ha contestato la decisione. Al termine di un confronto informale è stato stabilito che la sospensione è da intendersi temporanea.

I lavori del Consiglio comunale sono ripresi dopo la sospensione.

Il Vice Presidente Franco Napol.i presiede la seduta comunicando di essere stato delegato dal Vice presidente anziano, Francesco Incarnato, i). quale ha deciso di abbandonare i lavori del Consiglio.
Napoli, prendendo atto del ritiro delle dimissioni, invita il Presidente Sanimarco a riprendere il proprio posto alla presidenza.
Per Fabrizio ]aivo (An), però, “la discussione non ha chiarito il punto centrale, sulla revocabilità o irrevocabilità delle dimissioni. Neanche le noinie chiariscono se dopo le dimissioni presentate formalmente debba seguire la presa d’atto del Consiglio comunale oppure se il presidente dimissionano possa semplicemente ritirarle e ritornare al su.o posto.
Credo che si debba procedere ad una nuova elezione, convocando una nuova riunione del Consiglio con ail’odg l’elezione del nuovo presidente. An, vista I.a situazione di vera e propria crisi che si è venuta a determinare all’interno della maggioranza, chiede al Segretario comunale di chiarire la vicenda dal punto di vista giuridico”.
Jnterviene così il Segretario Generale, Francesco Grossi: “la materia delle dimissioni del Presidente del Consiglio, al contrario di quanto avviene per Sindaco e Consiglieri, non è oggetto di particolare disciplina da parte del legislatore. Le dim issioni del sindaco sono efficaci e irrevocabili dopo 20 giorni dalla presentazione, per i consiglieri comunali le dimissioni sono irrevocabili e immediatamente efficaci. La i.rrevocabilità delle dimissioni del Presidente del Consiglio comunale, invece, non è prevista espressamente neanche dall.o statuto comunale. E previsto solo che, nel caso delle dimissioni del Presidente, il Consiglio debba essere in] med.iatamente convocato per la successiva elezione. Tuttavia non può essere considerata ininfluente ogni vicenda successiva, né la presentazione può produrre effetti irreversibili non contemplati in alcuna nonna”.
“Mi pare abbastanza chiaro — commenta il Vice Presidente Franco Napoli, che ringrazia il Segretario Comunale e chiama il Presidente Sammarco a prendere il suo posto. Nelle more, dopo che il gruppo della Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno abbandona l’aula, Franco Napoli chiede la rimozione di. una busta di rifiuti lasciata sul banco dal Consigliere Saverio Greco.
Franco Samuiarco riprende il suo ruolo e procede alla votazione sulla mozione presentata dal Consigliere Vincenzo Adamo prima della sospensione dei lavori per l’apertura di un dibattito sulla relazione del Presidénte.
Damiano Covelli (Ds) interviene constatando l’assenza del proponente la mozione e chiedendo di proseguire i. lavori secondo l’ordine del giorno previsto.
Per Francesco Gaudio (Rifondazione Comunista) “Le cose accadute sono tali e tante per cui dovremmo prendere l’impegno sostanziale — visto che considero vergognoso l’episodi.o accaduto questa mattina — che qùesta discussione sia ai. primo punto all’odg del prossimo Consiglio. Altrimenti penso che sia megli.o affrontare il dibattito anche in assenza delle forze proponenti perché è un diritto della città conoscere le ragioni di queste dimissioni”.
Fabrizio Falvo (An): “Sono facilmente comprensibili le ragioni per le quali il capogruppo Ds ha chiesto di soprassedere. An, invece, intende fare propria la mozione della Rosa nel Pugno. Avviamo una operazione di trasparenza importante per questo Consiglio, sulle ragioni politiche che harin.o spinto il Presidente Sammarco a rassegnare e a revocare le dimissioni. Faremmo un male alla città non aprendo il dibattito su temi importanti, come la crisi politico-istituzionale nella quale si dibatte la maggioranza. Strozzando il dibattito si fa un danno alla città e ai cittadini, perché non si. capirebbe il motivo per cui ancora una volta siamo costretti a rinviare la discussione su importanti punti all’odg”.
Damiano Covelli (l)s): “siamo pronti a fare la discussione, anche se ci dispiace constatare che chi ha avanzato la proposta abbia lasciato l’aula”,
Messa ai voti, la mozione presentata dal consigliere Adamo e ribadita dal Consigliere Falvo è approvata con 26 favorevoli e la sola astensione del presidente Sammarco.
Lo stesso Sammarco, dovendo trattare un argomento in cui è parte in causa, chiede al Vice residente Napoli di sostituirlo.
Si apre il dibattito:
Massimo Bozzo (Udc):”le dimissioni del Presidente Sammarco hanno messo in luce problemi seri, politici, della maggioranza. Ci si aspettava un dibattito con tutte le forze politiche e mi dispiace che la Grande Alleanza abbia lasciato l’aula. In questi, giorni si è parlato di indennità, della possibilità di sfiduciare il presidente. E mentre si parlava la città ha continuato ad andare indietro.
Personalmente sarei stato più felice se si fosse votato per la Presidenza, perché questa volta Franco Sammarco avrebbe preso i voti dell’opposizione, anche se non credo che avrebbe preso tutti i voti dell.a maggioranza.
Mentre il centrosinistra pensa a gestire la vittoria, come ha detto il Presidente Sammarco nei suo intervento, la città affonda nel pantano,
Spero ch.e ora si possa andare avanti per il ‘bene della città, dopo aver parlato solo d.i indennità, di bilancio, di statuto, dimostriamo di poter discutere di tutti, i punti per il bene della città. Anche per questo mi auguro che non si alzi nessuno per chiedere un ulteriore rinvio”.
Fabrizio FaIyo (An): era doveroso discutere di un gesto politico- istituzionale così importante e significativo come le dimissioni del Presidente del Consiglio. Un gesto di questo genere ha delle motivazioni profonde, gofferte. Credo che il Presidente Sammarco abbia fatto le sue valutazioni con attenzione e rispetto per l’istituzione che rappresenta. Si può far passare questo gesto nel silenzio più assoluto? Ritengo di, no. La democrazia impone un dibattito, per capire cosa sta succedendo.
Non ho dubbi sulla rielezion.e di Franco Sammarco e mi auguro, a questo punto, che egli non si, faccia ingabbiare dal documento altamente laconico della maggioranza, che non disvela in nessun modo le vere ragioni per le quali si è giunti alla ennesima rottura tutta interna alla maggioranza di centrosinistra che momentaneamente guida la città.
Mi rifiuto di credere che questo sia avvenuto per le indennità, i gettoni di presenza o per la modifica del regolamento. Il ragionamento va oltre, è sotto gli occhi di tutti. D’altra parte quando Sammarco dice che bisogna riprendere il dibattito istituzionale e politico lo dice alla maggioranza, mentre chi vive in questa città sa solo una cosa: che vive peggio di ieri. A noi il compito di addi.tarvi come la peggiore gestione che ci sia stata negli ultimi 30 anni”.
Francesco Gaudio (Rifondazione Coi» unista): “Rifondazione avrebbe abbandonato l’aula se il dibattito fosse stato solo incentrato sui rapporto tra maggioranza e Presidente del Consiglio.
Oggi, invece, dalla relazione di Sammarco è uscita una analisi più seria, Non problemi interni alla maggioranza ma questioni politiche. Gli rimprovero di aver tenuto in attesa la città, di non aver mai spiegato prima il suo gesto. Ma oggi., nel contenuto anche se non nei toni, Sanimarco ha usato le stesse afferm azioni che la minoranza di sinistra di questo Comune sta facendo dall’insediamento di questo Consiglio Comunale. Sono passati nove mesi e 25 consiglieri di maggioranza non hanno mai proposto un argomento alla discussione del Consiglio se non quello dei gettoni di presenza. Mi sembra un risultato risibile.
Oggi si parlava d.el ruolo del Consiglio Comunale, ma si è persa un’occasione, Si propone un argomento di quella entità, presentandolo come precondizione, e poi tutto sparisce, tutto torna come prima.
Facendo abortire questo inizio di dibattito ci si prende delle responsabilità enoiizii nei confronti della città. Quello che è accaduto non può essere un episodio perché altrimenti i problemi cresceranno e sovrasteranno la incapacità politico amministrativa di questa Giunta”.
Dai,iia.no Covelli (Ds): “Sono soddisfatto d.i come si è chiusa la vicenda delle dimissioni, pn.:ma annunciate poi formalmente presentate, del presidente Sammarco. Non più tardi. di qualche mese fa questa maggioranza ha eletto Sammarco in maniera convinta, voluta. Nessun. altro lo ha votato, anche ch.i stasera ha parole di apprezzamento nei suoi confronti.
La maggioranza consiliare, se ce ne fosse stato bisogno, ha rinnovato piena fiducia a Sammarco, chiedendogli di riprende il ruolo che gli aveva affidato e che non era mai stato messo in discussione.
Probabilmente ci sono stati equivoci., malintesi, ma credo che, da persone ragionevoli, che ci sia stato anche il giusto chiarimento, Non c’è stata nessuna delegittimazione del Consiglio Comunale, che, è bene
precisarlo, trova i.J. suo fondamento nella volontà popolare.
Mai come in qu4esta consiliatura — dice Covelli - il Consiglio e i Consiglieri comunali sono tenuti nella giusta, sacrosanta considerazione. Rigetto al mittente, quindi, le accuse di chi dice che il Consiglio non discute dei problemi,
La campagna elettorale è stata fatta a maggio consegnando alla città un governo, con una proposta politica, di condivisione, partecipazione. Non ci sono stati due centrosinistra che si sono affrontati, ma due modi di interpretare il governo della città. Uno riferito al passato, con un modello decisionista, incarnato da una personalità importante, autorevole; l’altro, invece, con un modello diverso basato sulla condivisione delle scelte. Premiando il ruolo dei consiglieri comunali. La città ha premiato questa visione politica. Il risultato non era scontato, eppure i cosentini ci hanno riconosciuto il 60% dei, consensi,
Ha ragione Franco Sammarco, ci sono tante cose ancora da fare, ma la situazione in cui abbiamo trovato le casse comunali è davvero ave.
Ha ragione Sammarco nel riferirsi a Mons. Nunnari, m a dovrebbero essere tutti i partiti e i gruppi consiliari a cambiare e invertire la tendenza. E invece vedo il tentativo becero di strumentalizzare la
commissione antirnafia. Chi, alza steccati? Noi o chi ha perduto quella campagna elettorale?
Domenico Frainmartino (Federazione Socialista Cala.brese) esprime l’esigenza di manifestare due valutazioni, una personale e l’altra politica. Ribadisce l’adesione al gruppo della Federazione Socialista Calabria. “Rimane in piedi la mia identità di socialista. — commenta - Al Sindaco dico che sarò leale, perché me lo chiede la forza politica alla quale ho aderito. Riguardo alla relazione del presidente Sammarco
— prosegue Frammartino - Ci, sono messaggi importanti per i partiti, per
il Consiglio Comunale, per l’Amministrazione, Una scossa tellurica di alta intensità che non ha prodotto danni materiali ma che ha dato degli avvertimenti che non dobbiamo mettere da parte.
Un altro merito, a mio giudizio, è quello di proporre una pacificazione politica. Credo sia questa una esigenza della città, far rientrare in futuro una anomalia che è solo cosentina e che porta ad una radicalizzazione della lotta politica”.
Massimo Co.”.’odaro (Udc): sono felice che il Presidente del Consiglio abbia revocato le proprie dimissioni. Dobbiamo dargli atto di
avere svolto il proprio ruolo nel migliore dei modi, garantendo anche le minoranze, pur non essendo un compito facile. In. questi mesi ci siamo sentiti garantiti.
La nostra città non ha bisogno di polemiche, né di contrasti. Ai cittadini. interessa una classe politica che sappi.a trovare soluzioni efficaci.
I-Io apprezzato il riferimento alla pastorale di Mons. Nunnari, E vero necessita la presenza di una classe politica capace di lavorare per il bene di. tutti. Il Consiglio comunale deve tornare ad essere un laboratorio politico dove ci si confronta.
La Giunta non ha fallo una grande partenza. Ci sono persone che si impegnano, ma le soluzioni sono n..ancante. In città i cassonetti sono pieni di immondizia, molte famiglie sono vicine alla soglia di povertà e
c’è ‘un disagio giovanile crescente.
Perciò cogliamo l’invito del Presidente del Consiglio, cerchiamo di collaborare per favorire una accellerazione dell’azione amministrativa.
Noi continueremo ad impegnarci, lo faremo con proposte che invito la maggioranza a cogliere. Superiamo tutti insieme questo momento critico per la città. Siamo stanchi delle polemiche vogliamo solo un’azione amministrativa valida ed efficace per la Città di Cosenza”.
Il dibattito viene concluso dall’intervento del. Sindaco Salvatore Perugini: “Se il clima della discussione in questo Consiglio Comunale, nel rispetto dei ruoli, fosse sempre il clima di questa discussione credo che tanti problemi sarebbero superati. In assoluto sarebbe superato il tema di tutte le amministrazioni democraticamente elette: il rapporto tra maggioranza e opposizione.
Perché colgo serenità in questa discussione, monca quanto alla presenza. Se questo è il clima anche tante criticità, obiettivamente fotografate, potranno essere tranquillamente superate con risposte «igliori alla richiesta di qualità della vita, coesione sociale, riappacificazione. Temi che ci hanno visto impegnati nella campagna elettorale, che sentiamo di, condividere con tutta la città e che ritroviamo nel pensiero pastorale ma anche sociale e civile di Mons, Nunnari, con il quale quotidianamente ci confrontiamo su questi argomenti.
Ringrazio ed apprezzo, con significato politico e non solo di attestazione personale, Mimmo Frammartino, Ha fatto una scelta all’interno della sua tradizione politica e in uno stile di equilibrio e saggezza politica che gli, è propria che tutti gli riconosciamo. Gli rispondiamo ‘Benvenuto in questa squadra’, lavoreremo insieme e cercheremo di dare risultati concreti alla città.
Second.o apprezzamento, molto più politico, a Franco Sasnmarco. I nostri rapporti personali son.o arcinoti. L’apprezzamento e il ringraziamento ha una motivazione politica doppiamente sottolineata, perché la scelta di eleggere Franco Sammarco, oggi ribadita, è quella di offrire alla città non solo una presidenza prestigiosa ma anche l’idea di un Consiglio che svolge in pieno il. suo ruolo mettendosi al servizio dei territori e dei cittadini.
Abbiamo fatto bene ad eleggere Sammarco in questa direttrice di marcia, farà benissimo il Presidente del Consiglio nella prosecuzione della attività.
Squarciamo allora questo velo: se c’è una legge evidentemente c’è una idea e mia finalità ben precisa. L’idea di una politica aperta a tutti che non torni alle differenze di cen.so, questo è quello di cui discutiamo in linea di principio.
Diciamo pure che l’indennità dei consiglieri comunali non è qualcosa che essi si attribuiscono al di là o oltre la legge. Diciamo la verità alla città. Il Consiglio Comunale di Cosenza, come quelli di Roma, Vicenza, Potenza, non de].i.bera di istituire le indennità ai consiglieri. Questo è un falso!
Sfatiamo questo mito mediatico, strumentalmente agitato forse da chi la vuole e fa finta di non volerla, secondo cui questo Consiglio Comunale vorrebbe istituire qualcosa ch.e va al di là della noiiiiativa o dei costi che L’Amministrazione comunale per legge è chiamata a sostenere.
Fatto questo chiarii,i.en.to possiamo discutere tempi, modi e opportunità, ma sii iettiamola di delegittimare il Consiglio Comunale di Cosenza e i suoi Consiglieri, come se fossero esclusivamente interessati alla introduzione della indennità forfettaria al posto del gettone di presenza.
Cosa fare d.i più? C’è un aspetto politico ed uno amministrativo.
L’aspetto politico: la regola della democrazia è una soltanto e si chiama rappresentanza. So bene che la campagna elettorale è finita, forse altri devono di:rnostrare di averlo capito.
La Giunta è qui e resta qui., sta lavorando alacremente nelle difficoltà. Di qu.i a poco parleremo del bilancio e il. bilancio sarà la verità di ciò che abbiamo trovato.
Nessuna recriminazione, quindi, ma nessuna strumentalizzazione al contrario, perché altrimenti si altera la regola del corretto gioco della politica.
Capisco che ci sia un gioco delle parti politiche, una dialettica che porta anche ad essere duri nei contrasti e nelle diversità. Ma il dialogo non si fa da soli, presuppone la logica della reciprocità.
Che le invettive personali restino fiori. Questo è il teiieno della democrazia, Stamattina c’è stato il tentativo di delegittimare il Presidente del consiglio che all’esito di un suo ragionamento ha deciso di ritirare le dimissioni. Se questa è la volontà di dialogo ne prendiamo atto.
Noi vogliamo un dialogo che sia reahiiente basato sulle cose da fare.
Questo è un Consiglio comunale che in sette mesi si è riunito più di quanto in altre consiliature si sia fatto per anni. E un dato che i consiglieri di opposizione dovrebbero valorizzare anziché pensare di delegittimarlo. Una Giunta può cadere, non sarebbe la prima volta, ma delegittimando il Consiglio Comunale avremo inferto un colpo mortale alla democrazia in questa città.
Noi abbiamo grande voglia di dialogo, ma nel fermo, fermissimo rispetto dei ruoli. Nessuno pensi che l’esecutivo rinunci a svolgere il suo ruolo, Guai a scambiare le persone democratiche come persone deboli. Sono convinto esattamente del contrario, più si è democratici più si acquisisce autorevolezza.
Prima di concludere — dice il Sindaco Perugini — guardiamo a quello che è stato fatto, nonostante tutti i problemi che abbiamo trovato:
abbiamo aperto una parte di viale parco, appaltandone un’altra; a breve finali i ,ente scopriremo questo oggetto misterioso del parcheggio di Porta piana; stiamo per aprire i laboratori di Santa Lucia; sta partendo il piano strategico, il PSU, si stanno licenziano i PRU; faremo la Fiera di San Giuseppe guardando al Centro Storico e a Gergeri, ormai abbandonata e derelitta; stiamo bonificando dei siti, abbiamo fatto la stagione lirica, la stagione d.i prosa, la bellissima festa di capodanno. Abbiamo sottoscritto l’accordo con l’Università della Calabria. Abbiamo jedatto il regolamento dei. disabili, quello sui criteri per gli uffici e i servizi, il regolamento del commercio, quello degli spazi pubblici e pubblicitari, il regolamento sui decentramento, E, poi., la stabilizzazione di 14 vigili urbani, d.i il LSU-LPU; la delibera di riorganizzazione dei servizi, la riorganizzazione delle cooperative.
Qui sono stati portati alcuni, rifiuti come se la situazione della Valle Crati l’avessimo prodotta noi. Io so che la città sa che siamo occupati da mesi nel tentare di dare una soluzione positiva al Valle Crati, nonostante quello che abbiamo trovato, A noi interessa il servizio e stiamo lavorando per questo.
Tutte queste cose non si fanno di botto, dietro c’è il lavoro di questa Amministrazione che non sta lesinando il proprio impegno e che, anzi, nella fase di partenza sta cercando di fondare basi solide affinché lo sviluppo futuro possa essere duraturo”.
Al termine degli interventi i lavori prosegu.ono secondo l’ordine del giorno precedentemente fissato. Il Presidente Sammarco mette in votazione il verbale della seduta precedente, approvato all’unanimità. Si discute, poi, dell’argomento al secondo punto all’odg riguardante l’istituzione di una facoltà universitaria nel Centro storico.

Greco espone la spazzatura sul banco

26/02 Rifiuti domestici inorganici: sono quelli che Saverio Greco, consigliere comunale socialista di Cosenza, ha esposto sul proprio banco del consiglio durante la seduta odierna. A chi chiedeva divertito, Greco rispondeva: "siamo abituati alla raccolta differenziata, ci prepariamo per quando i socialisti torneranno a governare e riprenderanno a far funzionare i servizi di igiene urbana secondo modalità europee; solo che questa mattina non me la sono sentita di insozzare le strade colme di rifiuti che traboccano dai cassonetti, e allora me li sono portati appresso". Quanto ai lavori odierni Greco ha dichiarato: "I rifiuti servono pure a richiamare gli edonisti di maggioranza, ormai in preda all'egocentrismo più irrefrenabile, che mentre loro praticano sedute collettiva di psicoterapia, la città affoga nei rifiuti"

Il Consiglio vota un documento a favore di una facoltà in centro

26/02 Un documento a favore dell'istituzione di una facolta' universitaria nel centro storico di Cosenza e a rapporti sempre piu' proficui con l'Universita', e' stato approvato dal Consiglio comunale a conclusione della seduta odierna. Il documento, e' scritto in una nota del Comune, originato da una iniziativa di An che aveva promosso una petizione popolare in proposito, e' il risultato di una sintesi tra l'ordine del giorno della stessa An e dell'Udc, con quello proposto dal sindaco Salvatore Perugini e sottoscritto dalla maggioranza. Hanno votato a favore i consiglieri di maggioranza e Rifondazione comunista mentre si sono astenuti i due consiglieri dell'Udc. Erano assenti i consiglieri della Grande alleanza con la Rosa nel pugno, firmatari di un terzo ordine del giorno sull'argomento, che l'assemblea ha deciso di accantonare proprio per l'assenza dei sottoscrittori. Nel documento approvato, il Consiglio comunale delibera di impegnare il Sindaco e la Giunta ''a proseguire nell'azione intrapresa; a colloquiare con l'Universita' della Calabria, fissando apposito incontro e con successive informative al Consiglio, affinche' si possa dislocare nel centro storico una facolta' universitaria; a proseguire nelle iniziative di collaborazione nei settori gia' individuati della ricerca e della innovazione, della cultura, della residenzialita', dei trasporti, del rilancio del Pit delle Serre cosentine; perseguire ogni altra utile iniziativa, compatibile con le esigenze universitarie, per dislocare a Cosenza, preferibilmente nel centro storico, attivita' didattiche ad alto contenuto scientifico, che valgano a perseguire obiettivi condivisi di integrazione e crescita territoriale''. Perugini, intervenendo a conclusione del dibattito, ha ricordato ''quanto l'Amministrazione sta gia' facendo ed ha intenzione di fare per stringere rapporti di sempre piu' stretta collaborazione con l'Unical. Oltre 500 persone - ha detto - hanno firmato una petizione per un'esigenza che il Consiglio non puo' non considerare e che deve diventare ambizione di tutta l'assemblea. C'e' anche un cammino gia' avviato: e' stato aperto un rapporto istituzionale con l'Universita' sui temi della ricerca, della residenzialita', del rilancio del Pit delle Serre, della cultura. Un gruppo di lavoro e' gia' costituito con rappresentanti delle due istituzioni. Ancora, c' e' un accordo con l'Aterp per favorire le residenzialita' nel centro storico. Il documento finale del Consiglio deve sintetizzare tutti questi punti''. Quindi la votazione che ha registrato 21 voti favorevoli e due astensioni dell'Udc.

 

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