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Crisi al Comune: Sammarco ritira le dimissioni
Sammarco ritira le dimissioni 26/02 Il presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Franco Sammarco,
ha ritirato stamani le dimissioni presentate venerdì scorso.
Lo ha fatto con un intervento nella seduta odierna dell'assemblea.
"Ringrazio la maggioranza in Consiglio - ha sostenuto, tra l'altro,
Sammarco - perché, sollecitandomi a rivedere la posizione,
mi esprime per la seconda volta un atto di fiducia che era non dovuto,
poiché nessuna sfiducia era stata avanzata nei miei confronti.
Ho necessità di respingere la suggestione che le dimissioni
siano state il frutto di un fatto personale. Si è parlato di
prova di forza, qualcuno addirittura di prova di beatificazione. Anche,
strumentalmente, di indennità, di mozioni di sfiducia, di interferenze
reciproche fra legittime iniziative ed aspettative, in una sorta di
ricatto incrociato. Non era e non è un problema di indennità
o modifiche che potessero contenere la possibilità di sfiduciare
il presidente da parte del Consiglio. Sul problema delle indennità
credo che nessuno possa immaginare che il presidente del Consiglio
ponesse questioni di legittimazione o diritto dei consiglieri comunali
a percepire l'indennità. Tale diritto è sancito dalla
legge". "Le mie dimissioni - ha proseguito Sammarco - non
volevano e non vogliono essere un momento di confusione, ma riflessione,
seria, aperta, senza riserve mentali, in un momento critico nella
vita della città, che, forse è vero, ha radici lontane
ma che abbisogna dell'impegno massimo di ciascuno di noi. La mia preoccupazione,
che non è accusa, né censura o rilievo nei confronti
di nessuno, è che in una situazione di questo genere si perda
di vista l'obiettivo, che non può essere quello di gestire
esclusivamente la vittoria elettorale. Noi dobbiamo governare la città,
con equità sociale. Se non saremo capaci di uscire dal pantano,
e dalla tentazione di gestire esclusivamente il risultato, rischiamo
di impantanare il Consiglio comunale in una attività che non
farebbe bene alla collettività". "La mia ambizione
- ha sostenuto, tra l'altro, Sammarco - è quella di un Consiglio
comunale che riesca a porsi come laboratorio politico del territorio,
che rifletta e dica la sua sul rapporto tra partiti, istituzioni e
rappresentanza, rivendicando il suo ruolo egemone ed autonomo di elaborazione
della linea politica, difendendo il proprio ambito decisionale, impedendo
che il proprio ruolo si risolva nella proiezione di interessi di parte.
Non era solo questo il disagio che ha portato alle mie dimissioni.
Credo che dobbiamo fare uno sforzo per andare avanti, evitando la
personalizzazione del confronto politico, sempre sintomo di incapacità.
La città guarda avanti mentre pare che la politica guardi solamente
indietro. Perché non considerare la possibilità di corretta
evoluzione del quadro politico, non in termini di accordi precostituiti,
ma di confronto sereno e pacato nell'interesse della città,
magari per congiunture, ma questo Consiglio comunale esprime un centro
sinistra che rappresenta circa il 90% del consiglio comunale. Tutto
ciò continua a presentare anomalia del quadro politico dell'intero
paese. E' incomprensibile, e i cosentini si chiedono: perché
solo in questa città? Bisogna gestire e governare la città,
i percorsi che possono portare alla migliore realizzazione dei progetti
della giunta, evitando contrapposizioni faziose che non avrebbero
più nessun ascolto nei cittadini e nella città".
"Non posso non dire che il garbato quanto deciso invito dei consiglieri
di maggioranza a riprendere il mandato - ha concluso Sammarco - viene
accolto dal presidente del Consiglio dimissionario, ma nella accezione
e con lo spirito che queste parole hanno voluto rappresentare come
contributo ai lavori interi del consiglio comunale" La Rosa nel Pugno: Dimissioni non revocabili 26/02 L'atto di dimissioni presentate dal presidente del Consiglio
comunale di Cosenza, Franco Sammarco, "é perfetto ed efficace,
ed è automatico che lo stesso non sia revocabile". A sostenerlo
sono i consiglieri del gruppo della Grande alleanza con la Rosa nel
pugno che per protesta oggi hanno disertato la seduta del Consiglio
comunale che è ripresa, sotto la presidenza di Sammarco, dopo
la sospensione della tarda mattinata che ha fatto seguito al ritiro
delle dimissioni annunciato in aula dallo stesso Sammarco. Sulla questione
della revocabilità delle dimissioni, An ha chiesto un parere
al segretario generale del Comune, Francesco Grassi, il quale ha evidenziato
che l'argomento "non è oggetto di una particolare disciplina"
e che l'irreversibilità della decisione "non è
prevista neanche dello statuto". Grassi, secondo quanto è
stato riferito, ha anche evidenziato che non si può comunque
considerare ininfluente ciò che accade dopo le dimissioni e
prima della seduta del Consiglio comunale che sarebbe chiamato ad
eleggere un nuovo presidente. All'ordine del giorno della seduta di
oggi non era previsto questo argomento. Secondo il gruppo della Grande
alleanza con la Rosa nel pugno, "ogni atto unilaterale ricettizio
è per sua natura irrevocabile, nel senso che si perfeziona
con il verificarsi dell'esternazione della volontà e della
ricezione di tale dichiarazione. Nel caso del presidente del consiglio,
non è prevista dall'ordinamento (legge e statuto comunale)
alcun atto del Consiglio al quale è subordinata l'efficacia;
ciò è tanto vero, che il presidente cessa (nel caso
ha cessato) dalle funzioni al momento del deposito presso la casa
comunale delle dimissioni. Dal momento delle dimissioni, infatti,
è giuridicamente subentrato il vice presidente anziano. La
notazione è confermata anche dallo statuto che individua come
unico adempimento conseguente alle dimissioni del presidente l'immediata
convocazione del consiglio comunale, evidentemente per una nuova elezione.
Le dimissioni del presidente del consiglio, in assenza di contraria,
esplicita disposizione, sono efficaci e, perciò, irrevocabili,
nel momento in cui vengono a conoscenza dell'organo che ha il potere
dell'elezione". "Ancora una volta - hanno sostenuto, in
una nota, i consiglieri del gruppo della Grande alleanza con la Rosa
nel Pugno - la maggioranza che governa Palazzo dei Bruzi ha dimostrato
di essere frammentata e confusa, in una parola, priva di una forte
guida politica. Il capolista dei Ds e presidente del Consiglio si
è sgolato in aula per denunziare lo stato di degrado amministrativo
in cui versa la città, opinione condivisa dalla stragrande
maggioranza dei cosentini. Tutto ciò é la conferma delle
critiche che sin dall'inizio il nostro gruppo ha avanzato ed ha reso
evidenti appropriandosi dell'ordine dei lavori del consiglio comunale".
"Nonostante ciò, questa maggioranza - conclude la nota
- anziché occuparsi di discutere dei problemi sollevati dal
nostro gruppo consiliare e dal presidente, si è inventato uno
stravolgimento delle regole, che ha condizionato il corso dei lavori,
facendo scempio del ruolo dello stesso consiglio". Polemiche sulle dimissioni tra maggioranza e opposizione 26/02 Dopo il ritiro delle dimissioni da parte del presidente del
Consiglio comunale di Cosenza, Franco Sammarco, c'é stato un
vivace scambio di opinioni tra maggioranza e minoranza. Dopo l'intervento
di Sammarco, Vincenzo Adamo, della Grande Alleanza con la Rosa nel
Pugno, riporta una nota del Comune, ha sostenuto che "le parole
di Sammarco non possono passare inosservate. Mi pare un fatto politico
importantissimo e ritengo che il Consiglio Comunale debba discuterne.
Propongo di mettere ai voti una questione pregiudiziale rispetto all'ordine
del giorno di affrontare temi spinosi e centrali che, anche per l'insolita
presenza del pubblico, sono temi che interessano alla città
e per questo faremmo cosa buona affrontandoli pubblicamente. Chiedo,
quindi, che se ne discuta in aula". Dopo una richiesta di sospensione
di, Roberto Sacco, dell'Udeur, il vice presidente del Consiglio comunale,
Francesco Incarnato, che ha presieduto la seduta essendo Sammarco
dimissionario ha accolto la richiesta convocando una conferenza dei
capigruppo. Alla ripresa dei lavoro, Sammarco ha chiesto a Incarnato
che gli restituisse "la posizione che mi compete" avendo
ritirato le dimissioni. A questo punto Saverio Greco è intervenuto
per dire che "la democrazia è regola, prima si deve avviare
il dibattito". Dal canto suo, Incarnato, ha affermato di avere
"avviato i lavori perché dalla segreteria mi hanno comunicato
le dimissioni del Presidente Sammarco. Da Presidente ho avviato i
lavori di questa assise. Il Presidente mi chiede di restituire il
suo posto. Non me ne voglia Sammarco - ha proseguito Incarnato - e
neanche il mio gruppo consiliare, ma c'é bisogno di un parere
legale e perciò sospendo i lavori del Consiglio". La minoranza,
secondo quanto riferito in una nota del Comune, ha interpretato la
sospensione come chiusura dei lavori con conseguente riconvocazione
a domicilio, mentre la maggioranza ha contestato la decisione. Al
termine di un confronto informale è stato stabilito che la
sospensione è da intendersi temporanea. I lavori del Consiglio comunale sono ripresi dopo la sospensione. Il Vice Presidente Franco Napol.i presiede la seduta comunicando
di essere stato delegato dal Vice presidente anziano, Francesco Incarnato,
i). quale ha deciso di abbandonare i lavori del Consiglio. Greco espone la spazzatura sul banco 26/02 Rifiuti domestici inorganici: sono quelli che Saverio Greco,
consigliere comunale socialista di Cosenza, ha esposto sul proprio
banco del consiglio durante la seduta odierna. A chi chiedeva divertito,
Greco rispondeva: "siamo abituati alla raccolta differenziata,
ci prepariamo per quando i socialisti torneranno a governare e riprenderanno
a far funzionare i servizi di igiene urbana secondo modalità
europee; solo che questa mattina non me la sono sentita di insozzare
le strade colme di rifiuti che traboccano dai cassonetti, e allora
me li sono portati appresso". Quanto ai lavori odierni Greco
ha dichiarato: "I rifiuti servono pure a richiamare gli edonisti
di maggioranza, ormai in preda all'egocentrismo più irrefrenabile,
che mentre loro praticano sedute collettiva di psicoterapia, la città
affoga nei rifiuti" Il Consiglio vota un documento a favore di una facoltà in centro 26/02 Un documento a favore dell'istituzione di una facolta' universitaria
nel centro storico di Cosenza e a rapporti sempre piu' proficui con
l'Universita', e' stato approvato dal Consiglio comunale a conclusione
della seduta odierna. Il documento, e' scritto in una nota del Comune,
originato da una iniziativa di An che aveva promosso una petizione
popolare in proposito, e' il risultato di una sintesi tra l'ordine
del giorno della stessa An e dell'Udc, con quello proposto dal sindaco
Salvatore Perugini e sottoscritto dalla maggioranza. Hanno votato
a favore i consiglieri di maggioranza e Rifondazione comunista mentre
si sono astenuti i due consiglieri dell'Udc. Erano assenti i consiglieri
della Grande alleanza con la Rosa nel pugno, firmatari di un terzo
ordine del giorno sull'argomento, che l'assemblea ha deciso di accantonare
proprio per l'assenza dei sottoscrittori. Nel documento approvato,
il Consiglio comunale delibera di impegnare il Sindaco e la Giunta
''a proseguire nell'azione intrapresa; a colloquiare con l'Universita'
della Calabria, fissando apposito incontro e con successive informative
al Consiglio, affinche' si possa dislocare nel centro storico una
facolta' universitaria; a proseguire nelle iniziative di collaborazione
nei settori gia' individuati della ricerca e della innovazione, della
cultura, della residenzialita', dei trasporti, del rilancio del Pit
delle Serre cosentine; perseguire ogni altra utile iniziativa, compatibile
con le esigenze universitarie, per dislocare a Cosenza, preferibilmente
nel centro storico, attivita' didattiche ad alto contenuto scientifico,
che valgano a perseguire obiettivi condivisi di integrazione e crescita
territoriale''. Perugini, intervenendo a conclusione del dibattito,
ha ricordato ''quanto l'Amministrazione sta gia' facendo ed ha intenzione
di fare per stringere rapporti di sempre piu' stretta collaborazione
con l'Unical. Oltre 500 persone - ha detto - hanno firmato una petizione
per un'esigenza che il Consiglio non puo' non considerare e che deve
diventare ambizione di tutta l'assemblea. C'e' anche un cammino gia'
avviato: e' stato aperto un rapporto istituzionale con l'Universita'
sui temi della ricerca, della residenzialita', del rilancio del Pit
delle Serre, della cultura. Un gruppo di lavoro e' gia' costituito
con rappresentanti delle due istituzioni. Ancora, c' e' un accordo
con l'Aterp per favorire le residenzialita' nel centro storico. Il
documento finale del Consiglio deve sintetizzare tutti questi punti''.
Quindi la votazione che ha registrato 21 voti favorevoli e due astensioni
dell'Udc.
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