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Cronaca
Viale Mancini: due arresti e diciotto indagati

Lavori su Viale Mancini, due arresti eccellenti. In manette l’amministratore della società consortile Urban200 e un direttore di banca.

13/03 Un imprenditore ed un direttore di banca, cugini, sono stati arrestati dai carabinieri a Cosenza con l'accusa di falso ideologico e riciclaggio di denaro. L'inchiesta della procura della Repubblica di Cosenza riguarda i lavori effettuati per conto del comune su viale Parco. Un viale che a due anni dall'inaugurazione ha fatto registrare voragini e crepe in piu' parti, causando la chiusura dell'arteria in diverse occasioni. In manette sono finiti l'imprenditore M. V., presidente dell'associazione temporanea d'imprese Urban 2000, che si era aggiudicata la costruzione dell'opera per circa 15 milioni di euro, ed E. C., direttore di filiale di un istituto di credito, accusati, a vario titolo, di falso, frode nelle pubbliche forniture e riciclaggio.. Secondo la procura i lavori non sarebbero stati effettuati a norma. Nell'inchiesta sarebbero coinvolti anche funzionari del comune, imprenditori ed altri professionisti. I carabinieri dalle prime ore del mattino hanno eseguito alcune perquisizioni. L'inchiesta e' stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Antonio Bruno Tridico. L'imprenditore Mariano Vulnera, 49 anni, nativo di San Marco Argentano e residente a Cosenza, ed E.C., 45 anni, direttore di filiale di un istituto di credito, sono accusati a vario titolo di falso materiale ed ideologico, frode nelle pubbliche forniture e riciclaggio (quest'ultimo reato viene contestato solo a E.C.). Numerosi i documenti sequestrati e 18 sono le persone che, per il momento, risultano iscritte nel registro degli indagati. L'inchiesta della procura cosentina era stata aperta nell'aprile del 2005 in seguito all'improvvisa apertura di una voragine in una delle carreggiate di viale Parco, a Cosenza, che determino' la chiusura dell'arteria. L'operazione compiuta dai carabinieri e' stata chiamata 'Bynderopoli'. Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi.

Lavori fatti male e materiali scadenti

13/03 Sarebbero stati utilizzati dei materiali non idonei nella realizzazione di Viale Parco, a Cosenza, dove nell'aprile scorso si e' aperta una voragine che porto' alla chiusura di una delle carreggiate della strada. E' quanto emerso dalle indagini dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale che stamane hanno arrestato Mariano Vulnera, 49 anni, di San Marco Argentano, amministratore unico dell'associazione temporanea di imprese Urban 2000 aggiudicataria dei lavori di realizzazione del terzo lotto di Viale Mancini, e il cugino E.C., 45 anni, direttore di un istituto di credito locale. Nell'ambito dell'inchiesta sono anche indagate 18 persone, tra cui funzionari comunali e imprenditori. Ai due arrestati e' stata notificata una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Cosenza che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Antonio Tridico. Dalle indagini dei carabinieri, i cui particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa tenuta dal comandante del nucleo tutela patrimonio culturale, Raffaele Giovinazzo (nella foto) , e' emerso che nella realizzazione di Viale Parco, fra il 2000 e il 2002, ci fu una cattiva esecuzione dei lavori con l'utilizzo di materiali non idonei per qualita' e quantita'. In particolare non e' stato utilizzato il bynder, ovvero il tappetino che si frappone fra il bitume e il massicciato della sede stradale. Inoltre fu utilizzato calcestruzzo a dosaggio e non a resistenza. Gli investigatori avrebbero anche individuato il riciclaggio di ingenti flussi di denaro presumibilmente stornati dall'appalto. Il costo dei lavori, finanziati con fondi europei, era di 15 milioni di euro e fu aggiudicato con un ribasso del 36%. ''Quella di oggi e' solo la prima fase - hanno detto gli investigatori - l'inchiesta e' destinata ad avere ulteriori importanti sviluppi sia per quello che si nasconderebbe sotto la sede stradale, rifiuti, carcasse d'auto utilizzati come riempimento, sia e soprattutto per i mancati controlli sulla realizzazione di un'opera pubblica cosi rilevante'

 

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