
Ettore e Andromaca nel deposito
Bilotti ritira due statue dal Museo
all’Aperto di Corso Mazzini
13/05 Il Museo all'aperto di Cosenza perde due opere. Si tratta del
"Cardinale" di Manzù e di "Ettore ed Andromaca"
di De Chirico. Le due statue sono state rimosse questa mattina dai
basamenti nel centro città e trasferite in un locale del centro
storico di proprietà della famiglia di Enzo Bilotti, fratello
di Carlo Bilotti, mecenate che aveva donato alla città le sculture.
"Purtroppo - ha detto Enzo Bilotti nel corso di una conferenza
stampa - il museo perde Manzù e De Chirico, ma spero temporaneamente.
Per poter posizionare al più presto le due sculture a Cosenza
avevamo studiato un comodato gratuito, che fu firmato da me e dall'
allora sindaco, Eva Catizone, per la durata di tre mesi, visto che
c' era poco tempo e non abbiamo potuto effettuare la donazione. Scaduti
i tre mesi, il commissario prefettizio nominato dopo lo scioglimento
del Consiglio comunale - ha spiegato ancora Bilotti - ha ritenuto
di non accettare la mia proposta di proroga del comodato, senza il
quale le statue sarebbero rimaste senza alcuna protezione e senza
alcun proprietario. Così stamattina le ho ritirate". "Le
opere sono in mia custodia - ha sottolineato - e spero che presto
possano tornare nella posizione in cui ormai i cittadini di Cosenza
erano abituati a vederle". Per quanto riguarda le altre opere
del Museo all'aperto, Bilotti ha ricordato che il contratto di donazione
ne prevede l' assicurazione, la cura e la manutenzione. "Se così
non fosse - ha aggiunto - ci sarebbe il pericolo di smantellare tutto.
Tra l' altro, ci sarebbero già tante città, tra le quali
Roma e Rende, pronte ad ospitarle. Confido però che la prossima
Amministrazione comunale di Cosenza mostri interesse e non privi la
città di un patrimonio che è unico al mondo".
Eva Catizone: “Mi dispiace”
''Mi dispiace profondamente, prima ancora che come ex sindaco, come
cittadina di Cosenza, sapere che questa mattina due statue, Ettore
e Andromaca di De Chirico ed il Cardinale di Manzu', sono state rimosse
dal Museo all' aperto di Cosenza''. Lo ha detto, in una dichiarazione,
l' ex sindaco di Cosenza, Eva Catizone. ''Mi dispiace sapere - ha
aggiunto l' ex sindaco di Cosenza - che un presidio di civilta' e
di cultura, un patrimonio collettivo che rappresentava e rappresenta
un punto di vero sviluppo futuro della citta', oggi sia stato depauperato.
Questo rappresenta un forte arretramento di Cosenza e denota ancora
una volta la grave carenza di una guida politica della nostra citta'''.
Sammarco “Grave affronto”
''Diciamoci la verita': era una pura operazione commerciale. Una
cosa diversa dal fare cultura. Era il classico 'do ut des'. La rimozione
delle due statue di Manzu' e di De Chirico dal Museo all' aperto e'
l' ennesimo grave affronto per i cittadini di Cosenza. L'ennesimo,
grave, intollerabile imbroglio''. A sostenerlo e' stato il capolista
dei Ds per il rinnovo del Consiglio comunale di Cosenza, Franco Sammarco.
''Il Museo all' aperto - ha aggiunto Sammarco - avrebbe dovuto trovare
e trovera' con noi una sua ragion d' essere in un piano complessivo
dei beni culturali della citta', con una struttura museale vera e
propria, un indirizzo preciso e una gestione competente, senza improvvisazioni
e velleitarismi, ma con il piu' ampio coinvolgimento delle associazioni
ambientaliste, degli artisti e degli intellettuali. Deve essere un'
occasione per ripensare all' immagine intera di Cosenza, a partire
dal centro storico, in una visione unitaria dei segni del passato
e di quelli presenti, col dovuto raccordo fra i monumenti del passato
e i nuovi interventi d' arte''
Il piedistallo della statua di Ettore e Andromaca
vuoto
Il piedistallo del Cardinale del Manzù vuoto