La Santelli condanna la pubblicazione
delle intercettazioni e afferma “Nelle telefonate non c’è
nessun reato”.
26/01 "Al di la' del merito delle accuse formulate nei confronti
di padre Fedele Bisceglia, il frate di Cosenza accusato di violenza
sessuale ai danni di una suora, credo debba sollevare sconcerto e
condanna la continua pubblicazione, anche sui quotidiani nazionali,
delle trascrizioni delle conversazioni telefoniche". Lo afferma
in una dichiarazione il sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli,
esponente di Forza Italia. "Il contenuto delle stesse - aggiunge
pero' la Santelli - di certo non costituisce di per se' un reato".
In attesa della decisone dei giudici
sulla richiesta dei domiciliari, Don Vitaliano: “un arresto
strano quello di Padre Fedele”. Visita di Magarò al Frate.
Il Riformista: "No alla gogna mediatica"
26/01 In attesa che il giudice prende una decisone sulla richiesta
di arresti domiciliari da passare in una cella di monastero presentata
questa mattina dai legali di Padre Fedele Bisceglia, il frate cappuccino
di 69 anni, arrestato lunedì scorso sulla scorta della denuncia
di una suora che ha collaborato con lui per oltre un anno, Don Vitaliano
della Sala, il prete no global, dalle pagine di Liberazione solleva
dubbi inquietanti. "Quello di padre Fedele secondo me e' un arresto
strano". "Sicuramente - scrive don Vitaliano - padre Fedele
e' un personaggio multiforme e fuori di ogni schema tradizionale per
un monaco. E' un frate che ha fatto dell'aiuto ai piu' poveri e diseredati,
che siano a Cosenza o in Africa non importa". Don Vitaliano ricorda
un episodio autobiografico: "Qualche anno fa un amico solitamente
bene informato mi mise in guardia da un accusa analoga" a quella
che ha portato in carcere padre Fedele, "Che stavano per diffondere
contro di me per screditarmi e per bloccarmi. Quella per dimostrare
l'infondatezza delle accuse rivoltegli dalla solerte Procura di Cosenza
sara' certamente la battaglia piu' difficile" per padre Fedele.
Salvatore Magarò visita Padre
Fedele
26/01 Salvatore Magarò, consigliere regionale della Rosa nel
Pugno, si è recato questa mattina presso la casa circondariale
di Cosenza per incontrare Padre Fedele Bisceglia con il quale si è
intrattenuto a colloquio. Al termine della visita incontrando i giornalisti
ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Conosco Padre Fedele
da oltre trent'anni, ne ho sempre apprezzato l'impegno nei confronti
delle persone più bisognose ed indigenti ed il lavoro instacabile
prestato al servizio della comunità. L'immagine caritatevole
di Padre Fedele Bisceglia ha varcato i confini nazionali attraverso
l'organizzazione di missioni in Africa centrale ed anche nei paesi
colpiti dallo tsunami nel dicembre del 2004. Ed è per questo
che ho appreso con incredulità la notizia del suo arresto.
Questa mattina ho avuto l'opportunità di incontrarlo e di verificarne
le condizioni di salute. Ritengo che sia dovere dei rappresentanti
istituzionali verificare che all'interno degli istituti penitenziari
venga rispettata la dignità dei detenuti, in linea con le battaglie
umanitarie portate avanti con i compagni della Rosa nel Pugno e che
sono culminate nello scorso mese di dicembre con la Marcia di Natale
e con la visita nelle carceri italiane. Padre Fedele mi è apparso
sereno e in buone condizioni. Mi ha pregato di chiedere scusa alla
sua famiglia e ai cosentini per averli inconsapevolmente coinvolti
in questa triste vicenda ed ha ribadito il suo perdono nei confronti
della suora che contro di lui ha mosso accuse tanto gravi. E mi ha
chiesto di portare il suo saluto agli ospiti dell'Oasi Francescana.
Il suo primo pensiero è stato per i volontari che operano nella
struttura che ha fondato per dare concretezza al suo spirito di solidarietà".
Al termine del colloquio Salvatore Magarò si è recato
all'Oasi Francescana per rassicurare gli ospiti e gli operatori sulle
condizioni di salute del frate francescano".
Entro oggi la decisone sugli arresti
domiciliari
26/01 Il gip del Tribunale di Cosenza, Giusy Ferrucci, dovrebbe decidere
entro oggi se concedere a padre Fedele Bisceglia il beneficio degli
arresti domiciliari. Il sostituto procuratore della Repubblica Claudio
Currelli, titolare dell' inchiesta che ha portato all' arresto del
frate francescano con l' accusa di violenza sessuale ai danni di una
suora, avrebbe gia' espresso, secondo quanto si e' appreso, il proprio
parere sulla richiesta avanzata dall' avvocato Tommaso Sorrentino,
difensore di padre Fedele. Da qui la convinzione, espressa anche dal
difensore del frate, che la decisione del gip non dovrebbe tardare.
La richiesta di concessione degli arresti domiciliari si basa, secondo
quanto si e' appreso, sulla mancanza di esigenze cautelari che giustificano
la custodia cautelare in carcere del sacerdote. Tanto piu', fa rilevare
la difesa di padre Fedele, che gli elementi di prova a carico del
frate sono tutti acquisiti all' inchiesta e non c' e' dunque alcuna
possibilita' che possano essere inquinati. La richiesta fatta dall'
avvocato Sorrentino e' che padre Fedele possa essere trasferito, in
regime di arresti domiciliari, in un monastero. Tanto piu' che le
condizioni del carcere di Cosenza, nel quale sono in corso lavori
di ristrutturazione e che e' privo, tra l' altro, di impianto di riscaldamento,
sono particolarmente penalizzanti per i detenuti.
Il Riformista: “No alla gogna
mediatica”
No alla ''gogna mediatica'' sia per Piero Fassino che per frate Fedele
Bisceglia. Lo chiede 'Il Riformista' in un corsivo pubblicato oggi
in prima pagina. ''La pubblicazione della telefonata tra Fassino e
Consorte -scrive il quotidiano diretto da Antonio Polito- ha suscitato
un gran dibattito sulla gogna mediatica cui si espongono spesso persone
talvolta neanche indagate (come Fassino) o comunque ancora ben lontane
da una sentenza definitiva, e dunque innocenti fino a prova contraria''.
''Nessuna protesta ha invece provocato la pubblicazione delle telefonate
erotiche di frate Fedele Bisceglia con alcune donne (evidentemente
consenzienti al dialogo telefonico). Il frate e' accusato di un reato
gravissimo, lo stupro, e se riconosciuto colpevole dovra' pagare il
suo conto con la giustizia, che ci auguriamo congruo. Ma che cosa
aggiunge al processo -si chiede in conclusione 'Il Riformista'- l'eccitazione
del voyeurismo popolare sulla sua vita privata, che un pm ha deciso
di dare in pasto alla gente?''
Video
Il TgTen di oggi con le interviste all'avv Sorrentino e all'on. Magarò