Padre Fedele respinge tutte le accuse.
“Sono vittima di un complotto di chi vuol gestire la struttura”
e rifiuta gli arresti domiciliari.
24/01 E' terminato intorno alle 18.30, dopo tre ore e mezza, l'interrogatorio
di garanzia di padre Fedele Bisceglia, il frate francescano di 69
anni, tratto in arresto ieri mattina dalla squadra mobile della Questura
di Cosenza, con l' accusa di violenza sessuale privata e di gruppo
nei confronti di suora che poi ha denunciato il missionario. Insieme
a padre Fedele, che e' rinchiuso nel carcere di Cosenza in stato di
isolamento, e' stato arrestato con la stessa accusa Antonio Gaudio,
39 anni, collaboratore dell'Oasi Francescana, che si trova ai domiciliari.
Ad interrogare Padre Fedele e' stato il gip Giusy Ferrucci, che ha
emesso l'ordinanza di arresto su richiesta del sostituto procuratore
Claudio Curreli che ha coordinato le indagini. . E Padre Fedele si
e' dichiarato completamente estraneo ai fatti contestati Secondo quanto
si e' appreso il frate cappuccino, assistito dal suo legale, l'avvocato
Tommaso Sorrentino, rispondendo alle domande del gip Giusy Ferrucci,
non solo ha respinto tutte le accuse, ma avrebbe espresso anche la
convinzione che tutta la vicenda sia frutto di un ''complotto''. Padre
Fedele ha detto al magistrato di essere assolutamente innocente e
che le accuse a suo carico sono una montatura. Il religioso ha fatto
intendere al magistrato che ''probabilmente questa cosa e' legata
al fatto che li all'Oasi altri vogliono gestire la struttura''. E
che si tratti di complotto e' convinto anche Tommaso Sorrentino, l'avvocato
di padre Fedele. ''Sono persuaso al mille per mille - ha detto il
prof. Sorrentino- che si tratta complotto. E appena sapremo chi lo
ha ordito agiremo di conseguenza''. “Avevo contattato queste
religiose – ha dichiarato durante l’interrogazione il
frate- perché nella struttura volevo delle suore che fossero
capaci di darmi una mano, visto i miei molteplici impegni e visto
la grandezza della struttura, e la scelta è caduta su queste
suore, non molto conosciute, l’opera della cui fondatrice, però,
mi ha colpito molto per la somiglianza con quanto stavo facendo io”.
Da li poi la venuta di queste suore che hanno cominciato a dargli
una mano. Poi qualche incomprensione e qualche atteggiamento poco
consono. “Per esempio la sera –dichiara padre Fedele-
suor Tania si toglieva il vestito religioso ed usciva in borghese
con quelli dell’Oasi”. Padre Fedele ricorda bene e racconta
l’opera delle suore all’interno della struttura. “La
sua presenza e il suo modo di fare però ha creato molte divisioni
e scontenti all’interno dell’Oasi e ne sono rimasto preoccupato”.
Quindi qualcosa non andava per il verso giusto. Ma una cosa non capisce,
e la racconta al Gip, Padre Fedele, che continua a chiamarla “sorella”,
così come è abituato a fare con tutti coloro che gli
stanno intorno. Negli ordini religiosi, eventi del genere di solito,
prima di essere divulgati, vengono denunciati presso le curie vescovili,
verso la massima autorità religiosa, “è molto
strano” ha aggiunto il frate “che invece di andare dal
Vescovo si sia ricorsi direttamente alla denuncia presso la polizia.
Un atteggiamento non normale” ha aggiunto Padre Fedele. Nel
corso del lungo interrogatorio, inoltre, padre Fedele, rispondendo
alle domande del gip, ha detto di ''non avere violentato nessuno e
meno che mai una suora. Tutto questo e' assurdo e lo dimostero'''.
E a sua difesa ha riferito al magistrato di avere ''da qualche mese
problemi di impotenza, quindi - ha aggiunto - e' impensabile che possa
avere avuto rapporti addirittura di violenza sessuale. Le vittime
sono assolutamente pazze''. E per avvalorare questa tesi il religioso
ha anche riferito al magistrato il nome del medico che lo cura. Padre
Fedele ''ha controbattuto punto per punto'' ci ha dichiarato Sorrentino.
E la sua impressione e' che ''si e' difeso benissimo e che in qualche
misura ha turbato i magistrati nel senso che gli argomenti che ha
portato, tutti quanti convincenti e supportati da elementi oggettivi,
hanno fatto vacillare l'ipotesi accusatoria''. “Se c' e' qualcuno
che vuole rovinarmi – ha detto Padre Fedele - ha fatto male
i suoi conti. Mi attivero' per individuare gli autori di questa macchinazione
che e' stata ordita ai miei danni''. Nel corso dell' interrogatorio
si e' fatto anche riferimento alle intercettazioni telefoniche in
cui padre Fedele s' intrattiene a colloquio con ragazze che sarebbero
state legate al sacerdote da rapporti di amicizia. Colloqui in cui
si fa anche riferimento ad argomenti di carattere sessuale. ''Erano
dialoghi scherzosi - ha detto a tale proposito padre Fedele - e non
facevano riferimento a situazioni reali. In ogni caso i colloqui oggetto
delle intercettazioni non hanno nulla a che vedere con l' accusa di
violenza sessuale che mi viene contestata''. Tra le ipotesi contestate
a Padre Fedele infatti vi e' quella che per ''uno dei questi rapporti
di gruppo da un ignoto sarebbe stata versata la somma di 160mila euro''
come contributo a sostegno della struttura . ''Ipotizzare che qualcuno
abbia potuta pagare 160mila euro per un rapporto con una suora e'
ridicolo'', ha detto il frate al magistrato. Padre Fedele, comunque,
perdona ''coloro che hanno con tanta malvagita' agito contro di me
pero' mi consultero' con i miei avvocati per sporgere denuncia''.
L'avvocato Sorrentino, intanto, non ha presentato istanza di scarcerazione
perché Padre Fedele non vuole gli arresti domiciliari. “Questa
cella è più comoda della mia” ha aggiunto il Frate.
Probabilmente, però, nella mattinata di domani l’avv.
Sorrentino presenterà lo stesso l’istanza di scarcerazione.
Per le 10, infine, presso l’Oasi è stata indetta una
conferenza dei collaboratori di Padre Fedele.
Cosenza ha perso i lumi della ragione?
Una vicenda triste e squallida i cui contorni sono la città
di Cosenza precipitata nel baratro di pozzo senza fondo, profondo
e simile a quello della città di Sodomia e Gomorra. La perdita
completa di etica e regole, che va al di là e ben oltre una
qualsivoglia moralità bacchettona, impone delle profonde riflessioni
su quanto accaduto, e su quanto sta accadendo a Cosenza, città
di relazioni che danno scandalo selle prime pagine dei giornali così
come se fossero delle normali puntate di un gossip televisivo qualunque.
Ma il tragico è che il gossip è tutto finzione, e quanto
sta accadendo è la tragica realtà di una città
che ha perso il controllo dei suoi limiti. Dalle relazioni di Adamo
ed Eva allo scandalo della monaca con il monaco, passando tra le vicende
calcistiche di chi va allegramente a sconquassare i bar di uno sconosciuto
paesino della Campania, ci sta tutto lo squallore della caduta di
un impero che puzza tanto, di vecchio impero romano decaduto. La vicenda
di Padre Fedele continua, in tutto questo, a tenere banco e dividere.
Alimenta riflessioni e discussioni e mette in evidenza la perdita
di quel senso del giusto della ratio che sembra sfuggito in una città
che corre a rotoli verso la fine di un declivio. La mancanza di un
sistema politico efficiente di riferimento, l’imbarbarimento
dei rapporti dettato dal “tutto è lecito”, il mancato
rispetto delle più semplici regole sociali, dal rapporto familiare
genitore-figlio al rapporto cittadino-istituzioni, rispetto delle
regole e delle leggi, oltre che della democrazia e decenza del vivere
comune, buttano una luce tetra su Cosenza che da città modello
da esportare diventa città modello da non imitare. E’
tutto lecito per un grande show. Pazzesco. Schierarsi con il frate
o con la suora per dichiarati gruppi di appartenenza, per passione
o simpatia, siano essi ultrà che femministi, sono il chiaro
sintomo che il periodo più importante dell’essere umano,
del vivere comune, e cioè la riflessione, è andato perso.
Anarchia totale o follia collettiva? Qua non si tratta di salvare
a tutti i costi chi, con i fatti, è davvero un santo, ma si
tratta di recuperare un modo di vivere e di esistere che sta minando
tutta una comunità.
L’agghiacciante e incredibile
racconto della suora che accusa Padre Fedele
E’ un incredibile racconto quello fatto dalla suora agli inquirenti
e che avrebbe indotto all’arresto di Padre Fedele Bisceglie,
il frate di quasi 70 anni che viene descritto come un provato attore
dell’hard core. Un racconto che parla di abusi, violenze, ricatti.
E ancora filmini usati per ridurre al silenzio la vittima, pillole
per stordirla, lacci emostatici per legarla, foto. Ingredienti da
film porno, o quasi. Un quadro sconvolgente quello che emerge dagli
atti dell’inchiesta che supporta l'ordinanza di custodia cautelare
che ieri ha portato il francescano Padre Fedele Bisceglia, in manette
insieme al suo assistente Antonello Gaudio. L'atto d'accusa, che ha
fatto inorridire anche i piu' esperti investigatori, e' stato messo
nero su bianco da una religiosa sulla cui identita' viene mantenuto
il piu' stretto riserbo. Di lei trapela soltanto che sia siciliana
e che faccia parte di un ordine semi sconosciuto con sede a Roma.
Nell’interrogatorio Padre Fedele rivela che si era profondamente
innamorato della fondatrice di quell’Ordine perché viveva
la sua stessa missione tra i laici. Lui che da tempo aveva chiesto
di poter avere delle suore nella struttura per gestirla avrebbe trovato
l’accordo con le suore di questo ordine, con sede a Roma, per
potergli dare una mano, visto che da solo non poteva farcela e che
comunque voleva delle religiose a gestire la struttura.
Però l’imprevisto. ''Una pazza che si e' inventata tutto'',
l'ha definita mentre veniva portato in cella il monaco-ultra', fondatore
del centro ''Oasi francescana' di via Asmara, la struttura da lui
voluta e realizzata per ospitare i poveri, i diseredati e le ragazze-madri.
Un luogo di inferno, invece, stando all'allucinante resoconto reso
della religiosa e affidato al sostituto procuratore della Repubblica
Claudio Curreli e al capo della Procura Alfredo Serafini, nonche'
al gip Giuseppa Ferrucci, che ne ha firmato l'ordinanza d'arresto.
Una persona che era arrivata a Cosenza con molte ambizioni, ha detto
nell’interrogatorio di oggi, e che “ha gettato solo scompiglio”
ha rivelato durante l’interrogatorio di garanzia.
Però le accuse durissime, pesanti come macigni, soppesate attentamente,
hanno spinto gli inquirenti a ordinare sia una perizia psicologica
''diretta a scandagliare la psiche della vittima'', sia ad ordinare
una consulenza medica-ginecologica per ''verificare la veridicita'
del racconto offerto dalla parte offesa''. E il verdetto ha confermato
i peggiori sospetti, e cioè che la suora è stata violentata.
Una consulenza medica contestata però dal suo difensore.
Inoltre, a spingere i magistrati a ordinare l'arresto di padre Fedele
Bisceglia e del suo assistente, la conferma ai particolari emersi
nelle indagini ed emersi dai racconti di altre donne ospiti dell'Oasi,
le quali hanno ammesso di aver subito molestie sessuali dall'insospettabile
frate, che interrogato oggi dagli inquirenti ha respinto le accuse.
A completare il quadro dei riscontri, una lunga serie di intercettazioni,
l'analisi dei tabulati telefonici e il materiale trovato ieri nel
corso della perquisizione all''Oasi francescana', ora al vaglio degli
investigatori.
Accuse che il frate oggi ha respinto punto per punto in toto, precisando
situazioni e testimoni per ogni singolo capo dell’accusa.
. Dagli atti dell'inchiesta si legge anche che Padre Bisceglia aveva
intuito di essere nel mirino delle forze dell'ordine. Il 19 gennaio,
infatti, gli investigatori avevano sollecitato la Procura ad accelerare
i tempi, dal momento che il francescano era venuto a conoscenza dell'inchiesta
aperta su di lui. Tant'è che, secondo la polizia, era pronto
a a lasciare Cosenza e probabilmente a trasferirsi all'estero. Ma
quattro giorni dopo è stato arrestato
Ma andiamo con ordine. Tutto comincia, secondo il racconto denuncia
della religiosa che ha detto di aver trovato il coraggio di trascinare
in cella il frate grazie all'aiuto di una consorella, tra il 28 febbraio
e il primo marzo 2005. Padre Fedele stava per lasciare Cosenza per
andare in Africa, come è suo solito fare e dove opera da lungo
tempo come missionario. Recandosi nella stanza del frate – racconta
la suora- per portargli il pranzo, e' stata assalita. Dopo aver chiuso
la porta a chiave, padre Fedele l'avrebbe trascinata su un letto,
si sarebbe tolto il saio e, dopo averle strappato la tonaca di dosso,
l’avrebbe picchiata. Dopo averla costretta a toccarlo nelle
parti intime, l'avrebbe infine violentata.
Per metterla a tacere, padre Fedele sarebbe ricorso al ricatto: silenzio
o altrimenti si sarebbe rivolto ad un boss mafioso del paese natale
della religiosa per minacciare i suoi famigliari. Da allora, e' cominciato
il calvario della religiosa. Di ritorno dall'Africa, il 29 marzo 2005
–secondo il racconto della suora- padre Fedele torna all'attacco.
La suora viene trascinata nella stanza del frate, che la picchia.
Sul palcoscenico entra in scena per la prima volta il suo assistente,
Antonello Gaudio, ora agli arresti domiciliari, insieme ad una terza
persona che viene presentata come un magistrato, ma che in realta',
stando almeno alle indagini fin qui portate avanti, non e' un giudice.
Il racconto della suora prosegue affermando di essere stata drogata
con una pillola che la stordisce e costretta a masturbarsi, mentre
viene ripresa con una videocamera e fotografata in posizioni oscene.
La religiosa, in stato di semincoscienza, sarebbe stata violentata
da padre Fedele mentre i due avevano gia' lasciato il luogo. Alla
fine, tornano le minacce e i ricatti.
La terza violenza, che ha davvero dell’incredibile, si consuma
il 23 aprile 2005. Stavolta, trascinata nuovamente nella stanza di
padre Fedele, la religiosa viene bendata e legata per i polsi al letto.
Entra uno sconosciuto che a quel punto violenta la religiosa, che
non e' in grado di descriverlo perche' bendata, sotto gli occhi del
francescano. L'uomo esce e stavolta sarebbe padre Fedele a prendere
il suo posto e ad abusare della donna. Una volta finito, il frate
le confessa che per quella prestazione il misterioso sconosciuto ha
pagato 160mila euro. Incredibile.
Il quarto episodio di violenza si realizza l'11 maggio, con le stesse
modalita' del 23 aprile. Immobilizzata al letto con dei lacci emostatici,
''perche' cosi' non sarebbero rimasti segni sul polso'', la suora
viene violentata. Stavolta cambierebbe la somma pattuita: 100 mila
euro che sarebbero stati versati sul conto corrente dell'Oasi francescana.
Nuove minacce, telefoniche, perseguitano la religiosa, che non puo'
fare altro che tacere per evitare ritorsioni sui famigliari.
L'ultimo dei presunti abusi contestati dagli inquirenti al francescano
si verifica il 1 giugno 2005. Se lo ricorda bene, la religiosa, in
quanto il giorno prima, ha fatto mettere a verbale la suora, ''padre
Fedele ha celebrato una messa all'Oasi, e piu' esattamente alla Madonnina,
nel corso della quale, essendosi completamente ubriacato, urlava,
ci invitava a spegnere le luci della strutture e a chiedere di far
suonare le campane. Insomma fu una celebrazione indimenticabile''.
Ecco perche', il 1 giugno, le resta impresso cio' che le accade.
Anche stavolta cambia lo scenario: la suora viene attirata con un
pretesto nello studio medico dell'Oasi di via Asmara. E' qui che il
frate la fa sdraiare su un lettino ginecologico costringendola prima
ad una visita gineocologica e poi violentandola. Ma l'inferno per
la religiosa non finisce qui. Il 25 giugno la donna viene attirata
a bordo di un'auto, di colore nero, da un gruppo di 4 uomini che dovevano
riferirle qualcosa da parte di padre Fedele. La suora,a bordo dell'auto
viene condotta in campagna, sarebbe stata violentata da uno dei quattro.
Quattro giorni piu' tardi, il 29 giugno, mentre alcune suore facevano
i bagagli per lasciare l'Oasi, la religiosa viene avvicinata da padre
Fedele e da Antonello Gaudio. Secondo il racconto le danno una pasticca,
come gia' avvenuto in precedenza, e qui si sarebbe verificato uno
degli episodi piu' controversi della scabrosa vicenda: i due avrebbero
spinto la suora a uccidersi, a lanciarsi dall'ultimo piano dell'Oasi
''perche' sapeva troppo e aveva visto troppo'', annotano gli inquirenti.
A salvarla, sarebbe stato l'imprevisto arrivo di un ospite fissa della
casa e in quell'occasione,anche se stordita, la suora riusci' a sottrarsi
alle grinfie dei due uomini. Un episodio davvero incredibile.
Ma perche' e quando la religiosa ha deciso di raccontare tutto ai
magistrati? La denuncia e' del 24 ottobre scorso. La suora, in ritiro
spirituale, era stata colpita dall'invito lanciato dal religioso che
conduceva gli esercizi e che aveva proposto una riflessione ''sulle
ferite che ci portavamo dentro e sulla necessita' di liberarci dal
dolore che esse ci provocano''. Il religioso aveva invitato a scrivere
su dei fogliettini quali fossero queste ferite e a bruciarle poi in
un braciere. E cosi' la suora racconta di aver fatto.
Trasferitasi a Roma, si e' confidata a lungo con la madre superiora,
che l'ha spinta a rivolgersi alla Giustizia. ''In quel momento ho
sentito dentro di me di tirare fuori tutto il dolore che mi aveva
accompagnato fino ad allora'', ha raccontato agli inquirenti fornendo
un ampio quadro delle violenze. Che non si sarebbero limitate solo
alla religiosa. Emergono infatti, dalle indagini, anche presunte molestie
nei confronti di altre suore e di altre donne. Padre Fedele, scrivono
gli inquirenti, ''era persona proclive a molestare sessualmente le
ospiti della struttura. Nei loro confronti non si limitava ad amene
proposte di incontri sessuali, o ad ambigue battute di cattivo gusto,
egli cercava di soggiogare le ospiti del Centro alle propri voglie
attirandole nella stanza da letto o nell'ufficio, dove si faceva trovare
svestito e irretendole con promesse di benefici o con larvate minacce''.
Qualche esempio? Quello di una giovane rumena che ha raccontato agli
investigatori di non aver ceduto alla violenza del frate e si essere
stata immediatamente allontanata, il giorno dopo, dall'Oasi. Ecco
cosa ha raccontato a verbale: ''Padre Fedele mi ha invitato a visitare
alcune stanze dell'ufficio'' e, dopo essere andata alla toilette,
tornando ''mi sono accorta che si era tolto il saio''. Cosa accadde?
''A quel punto il religioso si e' avvicinato a me, mi ha detto che
avevo un bel seno e me lo ha toccato, appoggiandomi sopra entrambe
le mani. ha aggiunto che ero una bella ragazza, che potevamo diventare
amici, che ci potevamo provare''.
''Io mi sono ritratta e lui ha cominciato a sbottonarsi la camicia,
invitandomi a non fare la stupida e a fare la brava ragazza perche'
lui mi avrebbe potuto aiutare a restare in Italia facendomi avere
i documenti. Io gli ho risposto che non volevo assolutamente avere
con lui alcun rapporto sessuale, e a quel punto lui, alzando la voce
e diventando rosso dalla rabbia mi ha detto: ''Sei una puttana, non
lo sai che tutte le donne dell'Oasi sono state con me? Sei arrivata
tu e fai la preziosa''. Poi mi ha chiesto di seguirlo nella sua stanza,
mi ha invitato a sedermi sul letto. Io gli ho risposto di no e gli
ho chiesto,per favore, di aprirmi la porta. A questo punto lui si
e' abbassato la cerniera dei pantaloni....''. Il racconto si conclude
con le che scoppia a piangere e il frate che alla fine la lascia andare.
All'indomani, la rumena apprende di essere la prima tra gli stranieri
in uscita dal centro 'Oasi' di via Asmara. Vero o falso? La parola
ora tocca ai magistrati.
.Infine le dichiarazioni del Questore. "Sono stati approfonditi
tutti gli aspetti investigativi" ha spiegato alle televisioni
oggi il questore di Cosenza Guido Marino, che ha parlato di "quadro
indiziario che non lascia scampo". Il Questore ha aggiunto che
nell'Oasi francescana sono stati sequestrati alcuni Dvd o Dvx che
la polizia sta visionando. Il sospetto è che possano contenere
le scene di violenza sessuale descritte dalla suora. Quindi nessun
filmino è stato trovato agli atti così come confermato
oggi nell’interrogatorio di garanzia.
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