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Cronaca
Decade il Consiglio comunale di Cosenza. Dimessi in 32.

 

Finisce con le dimissioni di 32 consiglieri la crisi al Comune di Cosenza, Si va verso la nomina del commissario. Mancini: "Finalmente Liberi"

17/01 ''Resto al mio posto e continuero' serenamente a lavorare fino a quando in Consiglio non si aprira' un corretto dibattito politico su quanto e' avvenuto in queste ultime settimane''. Non e' passato nemmeno un mese da quando, il 23 dicembre dello scorso anno, Eva Catizone pronuncia questa frase, tre giorni dopo la presentazione di una mozione di sfiducia sottoscritta da 18 consiglieri del centro sinistra, che il consiglio comunale avrebbe dovuto discutere oggi. E nella mattinata la Catizone ''smarca'' tutti, dimettendosi a sorpresa dalla carica di sindaco. Una mossa che provoca una reazione immediata: nel pomeriggio 32 consiglieri comunali, dopo un paio di rinvii dovuti alla tragica scomparsa del giornalista Antonino Catera, anticipano lo scioglimento del consiglio comunale sottoscrivendo in segreteria le dimissioni da consigliere. Una procedura che da' la possibilita' al Prefetto di Cosenza di sospendere immediatamente il consiglio comunale nominando un commissario in attesa del decreto da parte del Presidente della Repubblica e che di fatto impedisce alla Catizone di potere eventualmente ritirare le sue dimissioni come prevede la legge entro venti giorni dalla data di presentazione della dimissioni. Finisce cosi ''l'era politica di Eva Catizone''. Una esperienza politica, la sua, iniziata con una serie di contrasti interni alla sua stessa maggioranza. I guai maggiori per il primo cittadino cominciano presto, nella primavera del 2004, quando in giunta entrano Ds e Margherita, che prima l'appoggiavano dall'esterno. I manciniani del Pse non gradiscono, infatti, e i nuovi arrivati, pur forti dell'assessorato all'urbanistica e ai lavori pubblici di Franco Ambrogio e di un altro a Maria Lucente, cominciano a rivendicare piu' peso. Attaccata da tutti, Eva Catizione resiste continua a lavorare. Resta al suo posto, anche se Ambrogio l'accusa di complicita' con il centrodestra. Catizone parla di quel passaggio che imbarco' i diessini e scarico' i manciniani come di un errore: ''ho ceduto alle pressioni dei Ds, sacrificando un ancoraggio politico importante. Ma mi trovavo in condizioni particolari''. Fra le condizioni particolari, c'e' all'epoca anche la sua relazione d'amore con il segretario regionale dei Ds, e oggi vicepresidente della Regione, Nicola Adamo. Una storia che conquista le pagine di quotidiani e settimanali nell'estate del 2004, quando Eva annuncia in un'intervista a un giornale locale, il 'Quotidiano', che aspetta un figlio. Al bimbo dara' il suo cognome visto che il padre, di cui non rivela il nome, non pare intenzionato a riconoscerlo, annuncia il sindaco facendo scalpore. Dopo poco, Nicola Adamo fa il suo 'coming out' sulla 'Gazzetta del Sud' e, chiedendo scusa ad amici e compagni e perdono a moglie e figli, riferisce di essere lui il padre. Fine della storia d'amore, ma non, com'e' ovvio, dei suoi strascichi politici. Con il primo rimpasto la Catizone prende atto delle novita' del quadro politico, dando grande peso ai Ds e scontentando il Pse. Ma i partiti del centrosinistra comunque vogliono una giunta ridisegnata ma non riescono ad accordarsi. A novembre la Catizone vara la terza giunta: immette quattro nuovi assessori, due politici (Italia dei Valori e Margherita) e due 'indipendenti', fa due spostamenti, qualche modifica nelle deleghe, crea tre nuovi organismi di democrazia partecipata. Ma l'Unione non e' soddisfatta. Il 25 novembre i Ds annunciano l'apertura ufficiale della crisi, sostenuti da Sdi, Verdi, Pse, Comunisti per l'Unione, mentre Udeur e Dl restano in attesa, pronti a firmare. Nel frattempo i due assessori Ds si dimettono, quelli della Margherita invece sara' il sindaco a doverli sospendere, pochi giorni fa. Il 30 novembre l'assestamento del bilancio passa nell'assenza di una parte della maggioranza dall'aula, grazie a Forza Italia che pur votando contro garantisce il numero legale. Il 22 dicembre diciotto firme (Ds, Margherita, Idv, Psdi, Comunisti per l'Unione, Udeur, Gruppo misto, Alleanza riformista) siglano la mozione di sfiducia, che in consiglio puo' contare anche sui voti di 4 consiglieri di An e dell'Udc e non ha dunque bisogno di quelli del Pse e dello Sdi, che non si sa se la voteranno o no. Il resto e' cronaca delle ultime ore, con l'annuncio delle sue dimissioni e di 32 consiglieri comunali su 40. Dimissioni che di fatto anticipano lo scioglimento dell'assemblea.

Il video dell'intera giornata

La cronaca della giornata

Il Consiglio comunale di Cosenza si scioglie in una giornata tragica, segnata dalla morte di un giornalista, Antonino Catera, avvenuta a pochi passi dalla sala consiliare dove era in programma la discussione della mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra nei confronti del sindaco, Eva Catizone. Una giornata caratterizzata non solo dal dolore, ma anche da un susseguirsi di avvenimenti, a cominciare dalle dimissioni presentate dalla Catizone, dall' aggiornamento dei lavori dell' assemblea a domani ed, infine, dall' atto decisivo che chiude definitivamente l' esperienza amministrativa portata avanti dalla stessa Catizone, con le dimissioni di 32 consiglieri comunali. Il centrosinistra, dunque, riesce a stoppare la Giunta Catizone, ma seguendo una strada diversa da quella intrapresa con la presentazione della mozione di sfiducia. Antonino Catera, 44 anni, doveva seguire i lavori del Consiglio per il Quotidiano della Calabria, ma un infarto lo ha stroncato mentre stava salendo gli ultimi gradini della scalinata che conduce all' aula consiliare. La sua morte segna l' inizio della giornata politica cosentina, la piu' attesa e la piu' ''calda'' da tanti anni a questa parte. Tutti si aspettavano di vedere cosa avrebbe fatto Catizone dopo settimane di polemiche con settori del centrosinistra. Ed e' proprio lei a fare il primo passo presentando le dimissioni al segretario generale del Comune mezz' ora prima dell' inizio previsto dei lavori. ''Prendo atto - scrive Catizone in un messaggio che il presidente del Consiglio comunale Saverio Greco avrebbe dovuto leggere al Consiglio, ma che poi, per il precipitare degli eventi, non leggera' piu' - della situazione venutasi a determinare e nella quale ogni regola politica e' stata sovvertita. Considerato che si e' ormai di fronte ad una totale assenza di agibilita' democratica, con decisione sofferta, rimetto il mio mandato''. La voce comincia a circolare nei corridoi e nell' androne di Palazzo dei Bruzi. Tutti attendono l' inizio dei lavori, ma cio' non avviene. Greco, dopo le 11, fatto l' appello comunica la drammatica notizia della morte di Catera (il cui corpo, per gli adempimenti burocratici previsti in questi casi, resta per oltre due ore sulle scale), sospendendo la seduta. Nelle stanze retrostanti l' aula consiliare cominciano incontri febbrili per decidere il da farsi. Passano alcune ore e verso le 13.30 26 consiglieri tornano in aula. Greco comunica la notizia delle dimissioni del Sindaco e subito un consigliere, Antonio Ciacco, dei Comunisti per l' Unione, chiede un aggiornamento. Nel corso dei contatti tra i partiti comincia a farsi strada l' ipotesi delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali. Un' ipotesi caldeggiata e sostenuta da mesi da Giacomo Mancini, della Rosa nel pugno, leader del Pse-Lista Mancini e nipote ed omonimo dell' ex segretario nazionale del Psi. Tutto, pero', sembra sfumare quando Greco torna in aula insieme a 27 consiglieri. I lavori vengono nuovamente aggiornati, questa volta a domani, in segno di rispetto per la morte di Catera. Ed e' a questo punto che la situazione si sblocca. I firmatari della mozione, conclusi i lavori, diffondono una dichiarazione nella quale si dicono disponibili, ''fin da subito ed in qualsiasi momento'', a rassegnare le dimissioni. E' un attimo. I consiglieri del Pse sono ancora nel corridoio, rapidissimo scambio di opinioni e poi tutti si recano nell' ufficio del segretario generale. Sulla lettera solo poche parole (''con il presente atto i sottoscritti rassegnano le dimissioni dalla carica di consiglieri del Comune di Cosenza'') e poi, in calce, 32 firme, di quasi tutti i gruppi consiliari. E' la fine dell' esperienza amministrativa del sindaco Eva Catizone, la prima donna sindaco della citta', sulla poltrona di primo cittadino di Cosenza dal giugno 2002 dopo l' investitura ricevuta dal leader socialista, Giacomo Mancini. E' la fine, dice il nipote del leader scomparso che porta il suo nome, ''di un' esperienza negativa. Oggi inizia una nuova stagione che dovra' essere guidata da dirigenti che devono farsi indirizzare dall' amore per la citta'''

Consiglio comunale di Cosenza verso lo scioglimento

Trentadue consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni questo pomeriggio dando così avvio alle procedure di scioglimento, come previsto dalla legge. Dopo una giornata convulsa, iniziata con la tragedia della morte, sulla soglia della Sala consiliare, del giornalista Antonio Catera, il Consiglio si era riunito giusto il tempo per ascoltare le espressioni di cordoglio del Presidente Saverio Greco. Quindi i lavori erano stati interrotti per dare modo alla conferenza dei capigruppo di riunirsi. Dopo un’altra breve riunione in Sala e una nuova sospensione, chiesta dal consigliere Antonio Ciacco alla luce delle pervenute dimissioni del Sindaco Eva Catizone, infine il Consiglio, dal quale si erano intanto allontanati gli esponenti di centrodestra, aveva deciso un rinvio fino a domani in segno di rispetto per la morte del giornalista. Ma non era finita. Qualche minuto dopo, infatti, 31 consiglieri del Pse, dello Sdi, dell’Udeur, della Margherita, dei Ds, del Gruppo comunista per l’Unione, dell’Udc, di An, del Gruppo misto, si sono ritrovati in Segreteria Generale e davanti al Segretario Francesco Grossi hanno apposto la loro firma a un documento di dimissioni dalla carica. Poco dopo è arrivato e si è unito agli altri anche il consigliere Francesco Savastano, dell’Alleanza Riformisti socialisti europei. Le firme dei dimissionari sono, dunque, quelle di: Vincenzo Adamo, Domenico Ambrosiano, Elio Bozzo, Enrico Carnevale, Piercarlo Chiappetta, Antonio Ciacco, Salvatore Cinerari, Agostino Conforti, Damiano Covelli, Stefania Covello, Giovanni Cuconato, Sergio Del Giudice, Giovanni De Rose, Fabrizio Falvo, Saverio Greco, Elena Hoo, Alessandra La Valle, Ortensio Longo, Francesca Lopez, Elvira Maddaloni, Salvatore Magnelli, Giacomo Mancini, Pietro Mari, Giuseppe Nardi, Fausto Orsomarso, Salvatore Perugini, Amedeo Pingitore, Antonio Ruffolo, Carlo Salatino, Francesco Savastano, Luca Trimboli, Raffaele Zuccarelli. Non hanno firmato i consiglieri di Forza Italia (Sergio Bartoletti, Franco Perri, Eugenio Gagliardi, Alessandra Lo Polito), Massimo Lo Gullo del Gruppo Misto, Enzo Paolini dei Radicali socialisti per l’Ulivo, Carmensita Furlano dei Ds, Francesco Cribari degli Europei per Cosenza.

Le dimissioni del Sindaco prima della riunione del Consiglio

Il sindaco Eva Catizone si era dimessa stamani, prima della riunione del Consiglio comunale. Nella sua comunicazione al Consiglio aveva scritto: “Preso atto della situazione venutasi a determinare e nella quale ogni regola politica è stata sovvertita; considerato che si è ormai di fronte ad una totale assenza di agibilità democratica, con decisione sofferta, rimetto il mio mandato di Sindaco. Desidero rivolgere un particolare ringraziamento alla Città, a tutti coloro che in questi tre anni e mezzo di sindacatura hanno lavorato al mio fianco con impegno e dedizione e a coloro che sino all’ultimo mi sono rimasti accanto.”

Giacomo Mancini: “Finalmente Liberi”

''Finalmente liberi. Oggi decretiamo la fine di un' esperienza negativa che ha piu' responsabili''. A sostenerlo e' stato il deputato Giacomo Mancini, della Rosa nel Pugno, consigliere comunale di Cosenza, nipote dell'ex segretario del Psi e leader del Pse-Lista Mancini, dopo le dimissioni presentate dalla maggioranza dei consiglieri al Comune di Cosenza che hanno decretato la fine dell'esperienza amministrativa guidata dal sindaco, Eva Catizone. Tra i responsabili Mancini indica ''il Sindaco che ha tradito - sostiene - il mandato elettorale avuto nel 2002 dagli elettori. Gli concediamo l'onore delle armi - ha proseguito - anche perche' ha avuto la dignita' morale di riconoscere i suoi errori che ha pagato pesantemente''. Gli altri responsabili, secondo Mancini, sono ''le forze che nel maggio 2004 hanno cacciato i socialisti dal governo della citta' facendo tornare all'interno del Comune la peggiore partitocrazia che Giacomo Mancini aveva sempre tenuto a debita distanza''. ''Oggi - ha aggiunto Mancini - inizia la sfida della Rosa nel Pugno. Il nostro appello e' rivolto alle donne e agli uomini che amano Cosenza, a iniziare da tutti i socialisti nelle diverse collocazioni. In questi venti mesi ci sono stati amministratori che hanno governato perseguendo un proprio tornaconto personale. Fortunatamente questa stagione e' finita ed oggi ne inizia una nuova che deve essere guidata da dirigenti che devono farsi indirizzare dall' amore per la citta'''

Franchino (DS) “Il centrosinistra esce unito”

''L' intero centrosinistra esce unito dalla vicenda conclusiva di oggi pomeriggio al Comune di Cosenza ed il centrodestra, invece, ne esce spaccato: Forza Italia e' l'unica forza politica, infatti, che e' rimasta con il Sindaco''. Lo sostiene, in una dichiarazione, il segretario provinciale di Cosenza dei Ds, Mario Franchino. ''Il progetto di governo del centrosinistra per il Comune di Cosenza - aggiunge Franchino - rimane dunque pienamente in campo per assicurare una nuova guida alla citta' che sia serena, capace ed affidabile''.

Ambrogio (DS) “Dimostrata inesistenza di una guida”

''L' ampiezza delle dimissioni dei consiglieri comunali dimostra inesistenza accertata della guida politica e amministrativa di Cosenza e la profondita' della crisi nel rapporto tra il Sindaco e la citta'''. Lo sostiene, in una dichiarazione, Franco Ambrogio, dei Ds, ex deputato ed ex assessore comunale. ''Purtroppo si e' arrivati a questo epilogo - aggiunge Ambrogio - in quanto non e' prevalsa la linea di unita' della coalizione e di un governo capace e innovatore che ha visto in questi mesi impegnati in prima linea i Democratici di sinistra. E' venuto cosi' meno un operato costruttivo di tutti i partiti e le forze, linea sulla quale da stasera in avanti i Ds continueranno a lavorare per il bene della citta' e il rafforzamento dell' alleanza di centrosinistra''.

DL “Tagliato il cordone con il vecchio modo di far politica”

''Cosenza da oggi taglia anche simbolicamente il suo cordone ombelicale con un modo vecchio di concepire la politica e con una parte del suo passato che, per quanto illustre, interpreta in maniera anacronistica ruoli e funzioni della politica e delle istituzioni''. E' quanto scritto in una nota della Margherita di Cosenza. ''Adesso - e' aggiunto nella nota - pur forte della sua tradizione, deve fare da se con l'entusiasmo e l'energia dei nuovi gruppi dirigenti che dovranno consentire alla comunita' di crescere come in una qualsiasi citta' normale. La Margherita, primo partito di questa citta', non si lascera' trovare impreparata ed insieme al resto della coalizione del centrosinistra sapra' affrontare le sfide che questo tempo ci impone. La tragica scomparsa di Antonino Catera ci impedisce di fornire una lettura serena delle ultime vicende politiche della citta', sulle quali ci riserviamo di ritornare piu' approfonditamente prossimamente. Tuttavia per rispetto alla necessaria informazione dovuta ai cittadini non possiamo non sottolineare, senza alcun tipo di soddisfazione, che si tratta di un epilogo annunciato''. ''Le motivazioni - prosegue la nota della Margherita - poste alla base della mozione, le decisioni assunte dai partiti piu' significativi del centrosinistra, la tenuta e la correttezza dei consiglieri comunali rispetto alle indicazioni fornite dalle forze politiche, lasciavano intendere senza dubbi che, nonostante l'ambiguita' dei manciniani e di Forza Italia, l'attuale esperienza amministrativa era alla fine. Purtroppo la genesi stessa della sindacatura espressione, diretta ed unilaterale del PSE e l'evoluzione successiva degli eventi, hanno impedito che si potessero ricostruire le necessarie solidarieta' politiche attorno alla figura del Sindaco. Noi ringraziamo comunque il Sindaco per quanto ha dato o cercato di dare alla citta'. Anche lei ha responsabilita' precise su quanto e' successo cosi' come noi''. ''Pero' sarebbe ingiusto e sleale - conclude la nota - non sottolineare come sia stata costretta ad affrontare una situazione particolare molto condizionata da iniziali difficolta' strutturali e cioe' che anche a Cosenza la societa' si e' evoluta e che il confronto andava ricondotto fra le coalizioni di riferimento del sistema bipolare e non agli epigoni, nemmeno tanto rappresentativi, di forti personalita' politica''.

Covelli, Zuccarelli e Ciacco: “Esperienza non più sostenibile”

'L' epilogo della vicenda comunale, segnato dalla tragica scomparsa del capo redattore del Quotidiano, Antonino Catera, pone fine ad una esperienza amministrativa che non era piu' sostenibile e che l' ampiezza stessa delle dimissioni dei Consiglieri certifica''. A sostenerlo sono stati i consiglieri al Comune di Cosenza Damiano Covelli e Raffaele Zuccarelli, dei Ds, ed Antonio Ciacco, dei Comunisti per l' Unione, dopo le dimissioni dei 32 consiglieri che hanno portato allo scioglimento dell' assemblea. ''Da stasera in poi - hanno sostenuto i tre consiglieri - i Ds e le forze federate continueranno a lavorare affinche' si costituisca una forte e ampia coalizione che veda insieme tutte le forze politiche del centrosinistra assieme alle forze e alle intelligenze migliori della citta'''.

Forza Italia: “Una brutta pagina”

''Dovremmo essere compiaciuti per l'ingloriosa ed anticipata fine del governo comunale e del progetto politico del centrosinistra a Cosenza e tuttavia non possiamo non evidenziare quel senso di amarezza che deriva dal trovarci dinanzi ad una delle piu' brutte pagine di politica scritte nella nostra citta'''. E' quanto scritto in una nota del gruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Cosenza. ''Forse - prosegue la nota - sarebbe stato piu' giusto riuscire a far emergere tante cose che probabilmente resteranno celate. Eppure la citta' avrebbe il diritto di sapere perche' una maggioranza di 31 consiglieri su 40 si squaglia come neve al sole in un mare di veleni. Deve essere chiaro a tutti comunque che nessuno puo' pensare di rifarsi una verginita' caricando lo sfascio politico-amministrativo solo sul Sindaco Catizone. Le responsabilita' sono di tutto il centrosinistra, ma con livelli maggiori che appartengono al partito guida i Ds e poi agli altri, sindaco compreso. Qualcuno, i furbetti del quartiere aveva tentato di far fuori il Sindaco alla chetichella senza discussioni. Noi di Forza Italia abbiamo impedito questo ulteriore insulto alla citta'. Come i fatti, hanno dimostrato, noi non avevamo accordi ne' diritti ne' trasversali. Il fatto e' che non prendiamo ordini dalla sinistra''. ''Anzi - conclude il gruppo di Forza Italia - abbiamo scelto di non sostenere le loro scelte ne tantomeno di accodarci inutilmente alla feroce volonta' di eliminare un avversario e di trovare un capro espiatorio senza il pudore di fare un minimo di autocritica, affermando ad esempio che il progetto politico della sinistra e' fallito miseramente''.

DS Calabria: “Le minacce non sono tollerabili”

''Le forze libere e democratiche di Cosenza e dell'intera Calabria devono fare fronte comune contro il tentativo di condizionamento e di intimidazione che caratterizza le minacce giunte a Carlo Guccione e Salvatore Perugini''. E' quanto scritto in una nota della segreteria regionale dei Ds circa le minacce a Guccione e Perugini. ''Non e' tollerabile - prosegue la nota - che la democrazia possa subire un simile atteggiamento di limitazione, proprio mentre si consumano le scelte fondamentali per esercitare il diritto-dovere alla rappresentanza. Cosenza e la Calabria tutta necessitano di un clima sereno e libero, nel quale ognuno possa esprimere le proprie idee tenendo sempre ben salda la barra del rispetto delle istituzioni e delle regole civili e democratiche''. ''A Guccione e Perugini - conclude - va non solo la piena e sentita solidarieta' della segreteria regionale dei Democratici di sinistra, ma anche l'incoraggiamento pieno a continuare nel loro percorso politico e istituzionale fatto di sano e profondo impegno''

Precedenti:

Minacce a Guccione e Perugini: “Infastiditi ma non intimoriti”. Numerose solidarietà. Oggi in Consiglio la sfiducia. Prima del Consiglio di dimette l'ass. Morrone.

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