La crisi al Comune si trasferisce
anche in Regione. Battibecco tra la Bruno Bossio ed il giornalista
Stella. Nuova parentopoli? Nicola Adamo chiede alla Procura l’apertura
di un'inchiesta. An e UDC pronte a votare la sfiducia.
22/12 Assume contorni sempre più incredibili la crisi apertasi
al Comune di Cosenza dopo la presentazione delle 18 firme dei componenti
del centrosinistra che sfiduciano il Sindaco. Nella vicenda, dopo
una articolo pubblicato sul Corriere della Sera a firma del giornalista
Gian Antonio Stella, esplode un caso di simil parentopoli. Stella,
infatti, nell’ambito del servizio sulla sfiducia, cita la manager
calabrese del settore delle nuove tecnologie, Enza Bruno Bossio, la
quale avrebbe spinto il marito, il vicepresidente della Regione Calabria,
Nicola Adamo, a chiedere le dimissioni del sindaco citando anche presunti
appalti pubblici alla societa' amministrata dalla stessa manager.
Nell' articolo, dopo avere fatto riferimento alla relazione che c'
e' stata tra Adamo ed il sindaco di Cosenza, Eva Catizone, dalla quale
e' nato un figlio, e' scritto, tra l' altro, che ''la citta' era percorsa
da mille pettegolezzi. Primo fra tutti quello secondo cui la moglie
di Adamo avrebbe dato al marito un ultimatum: per farsi perdonare
doveva far dimettere quel sindaco''. Nell' articolo, inoltre, si parla
di appalti ''che sarebbero finiti spesso a societa' che ruotano intorno
alla 'Cm sistemi Spa' di cui la moglie di Adamo era presidente e amministratore
delegato''. "È tempo che cessi ogni speculazione sulla
mia persona - ha duramente replicato in una nota Enza Bruno
Bossio - e anche sulle mie attivita' professionali in relazione
alle vicende relative alle questioni politico-istituzionali riferite
alla giunta e al sindaco di Cosenza e ai loro destini. Non staro'
qui stucchevolmente a evidenziare a quali criteri di rigore, trasparenza
e lealta' ho ispirato le mie scelte personali e professionali. La
mia e' una storia! L'articolo apparso sul Corriere della Sera a firma
del sig. Gian Antonio Stella - prosegue Bruno Bossio - riferito alle
vicende politiche ancora una volta in maniera strumentale, provocatoria
e impropria, mi tira in ballo, evidenziando la pretestuosita' di ogni
riferimento sulla mia persona e sulla mia attivita' professionale,
in termini altamente diffamatori, utilizzando illazioni e indicazioni
prive di qualsivoglia fondamento". ''Per tali motivi ed a tutela
dell' immagine mia e dei miei figli - ha concluso Enza Bruno Bossio
- ho dato incarico all' avv. Franco Sammarco di intraprendere tutte
le azioni, in sede penale ed in sede civile, nei confronti di quanti
si ostinano a mistificare intenzionalmente fatti e circostanze''.
Alla dichiarazione della Bruno Bossio è subito seguita quella
del giornalista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella
che in una successiva dichiarazione ha replicato alla dichiarazione
fatta oggi dalla moglie del vicepresidente della Giunta regionale
della Calabria, Nicola Adamo. ''Vincenza Bruno Bossio ha tutta la
nostra comprensione: non deve essere facile finire sui giornali nel
ruolo della moglie ferita che le e' stato assegnato non dai giornalisti
ma, con una pubblica intervista, da chi le e' caro. Merita rispetto
e rispetto dal 'Corriere' ha avuto''. ''Forse, pero' - aggiunge Stella
- sarebbe opportuno che non si inoltrasse in accuse spericolate su
temi deontologici. Al momento, dopo essere stata fino a poche settimane
fa socio di maggioranza della societa' Touch-net (progettazione e
realizzazione di sistemi informatici), risulta essere amministratore
delegato del consorzio Clic (consorzio lavori informatici calabresi)
e consigliere della CM-Sistemi Sud (software) e direttamente interessata
a pubbliche commesse nazionali e locali in materia di sistemi tecnologici.
Il marito, Nicola Adamo, e' non solo vicepresidente della Giunta regionale,
ma ha anche la delega all' Economia. Per capirci: i cordoni della
borsa, in Calabria, li tiene lui. Sia cosi' gentile da rispondere,
la signora Bossio: se una cosa simile vedesse protagonisti un marito
e una moglie di Forza Italia o dell'Udc, cosa direbbe la sinistra?''.
E quindi in tarda serata il vicepresidente della Regione Calabria,
Nicola Adamo, ha dichiarato: ''Ho incontrato il Procuratore
della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi, per chiedere l'apertura
di una indagine ai fini di accertare la veridicita' e le eventuali
responsabilita' nell'esercizio delle mie funzioni rispetto a quanto
ha scritto il signor Gian Antonio Stella nell' articolo pubblicato
oggi dal 'Corriere della Sera' '' ''Questa richiesta - dice Adamo
- la formalizzero' domani mattina con la presentazione di un esposto-denuncia.
Deve essere fatta chiarezza fino in fondo a proposito dei veleni e
degli appalti di cui scrive Stella. L'articolo del 'Corriere della
Sera' riferisce di fatti totalmente inesistenti e pertanto falsi.
Mi riservo, ancor piu', a conclusione dell'esito sicuro dell'indagine
richiesta, di intraprendere le necessarie e consequenziali iniziative
per tutelare l'immagine dell' istituzione e di coloro i quali nell'articolo
sono esposti ad oggettivi danni morali rinvenienti da accuse improprie,
false e strumentali''.
Forza Italia: “La sfiducia
mostra lo sfascio amministrativo”
''Oggi con la mozione di sfiducia presentata si e' dimostrato alla
citta' che la responsabilita' dello sfascio amministrativo va per
intero addebitata ai Ds e al centrosinistra''. E' quanto sostiene
in una nota il coordinatore provinciale di Forza Italia a Cosenza,
Sergio Bartoletti, circa la mozione di sfiducia al sindaco presentata
dal centrosinistra. ''Solo cosi' - ha aggiunto - si e' potuto fare
finalmente chiarezza senza nascondere i fallimenti della sinistra
e senza pretendere, finanche, di avere i voti di quella citta' che
ha respinto la loro idea amministrativa. Forza Italia nel 2002 era
lealmente dall'altra parte e li' e' rimasta con le proprie idee e
con i propri uomini. La sinistra invece ha squassato la citta' e dopo
aver sbagliato oggi vorrebbe con una arroganza che non trova pari
sostituire un Sindaco con un altro senza nulla ferire. Tutto cio'
non e' accettabile e riteniamo sia giunta l'ora di fare chiarezza
e di proporre una alternativa credibile alla guida della citta'''.
''Disse un giorno Lord Chesterfield - ha proseguito Bartoletti - che
'il modo migliore per tradire la verita' e' farla apparire diversa,
facendo trionfare la menzogna'. L' idioma calza a pennello sulla vicenda
della lunga ed estenuante crisi politica al comune di Cosenza che,
lungi dal dimostrare il fallimento del centrosinistra, registra un
inquietante e torbido giuoco di interessi al di fuori della politica.
Penso che sia giunta l'ora di stabilire i fatti e di far trionfare
quella verita' che viene ferita anche da chi tenta di innescare strumentali
polemiche personali. Forza Italia e' ben conscia che l'esperienza
del centrosinistra e' stata fallimentare, ma non ne addebita la responsabilita'
solo al Sindaco''. ''Sarebbe facile e presuntuoso - ha concluso -
scaricare ogni responsabilita' politica su una persona che ha avuto
rapporti intensi con l'attuale maggioranza, ne e' stata espressione
fedele e oggi viene rinnegata sulla base di nessun presupposto chiaro
e limpido. Bisogna riconoscere il fallimento progettuale del centrosinistra
che risale almeno all'ultimo quinquennio e che non ha prodotto risultati
operativi sulla disoccupazione, sulla cultura, sugli investimenti''.
Il coordinatore provinciale di Forza Italia evidenzia inoltre che
''Cosenza ha la piu' alta percentuale di cessazioni d'attivita', in
media al Pil, del Paese ed una disoccupazione giovanile che e' superiore
alla media del meridione. I Ds e gli altri partiti alleati queste
cose le hanno sempre negate, difendendo a spada tratta un modello
amministrativo, salvo tirarsi fuori, improvvisamente, per diatribe
ed inciuci interni che la citta' deve sapere, e per il timore che
la Catizone diventi Deputato''. ''Tutte le nostre proposte sulla citta'
- ricorda infine Bartoletti - e soprattutto quelle del Senatore Antonio
Gentile, sull'Universita' nel centro storico sono state cestinate,
eppure avrebbero consentito a Cosenza di respirare e di rivitalizzare
la sua fragile economia. Forza Italia, che e' forza responsabile,
come era prevedibile non abboccato all'amo dei Ds e della Margherita
che volevano coprire i loro ''panni sporchi'' utilizzando i consiglieri
comunali del centrodestra''.
UDC “La sfiducia, un atto
concreto, noi la voteremo”
''La presentazione della mozione di sfiducia da parte dei 18 consiglieri
di maggioranza e' un atto concreto, ma aspettiamo di vedere cosa succedera'
in Consiglio: noi ci saremo e faremo il nostro dovere, votando a favore
della mozione e contro un centrosinistra che deve lasciare al piu'
presto la guida della citta'''. E' quanto sostiene in una nota il
segretario provinciale dell'Udc di Cosenza, Raffaele Cesario, circa
la mozione di sfiducia al sindaco, Eva Catizone, presentata dal centrosinistra.
''E' bene chiarire - ha aggiunto - che non sara' un referendum contro
o a favore di una persona, ma si decretera' il fallimento del modello
Cosenza e di tutto il centrosinistra che ha disamministrato il territorio.
Bisogna evidenziare la grande contraddizione del Pse: ha voluto ed
imposto a tutti la Catizone, e' uscito dalla maggioranza accreditandosi
addirittura come opposizione del Sindaco, ma si e' ben guardato dal
firmare la mozione di sfiducia. Un comportamento che dimostra come
in realta' la Lista Mancini non volesse lo scioglimento. La citta',
nell' ultimo quinquennio, ha vissuto una forte regressione. il commercio
e' in crisi, non si intravedono possibilita' legate all'innovazione,
e' rimasto insoluto ed irrisolto il problema dei rapporti fra universita'
e citta', Cosenza e' l'ultima citta' italiana nella graduatoria relativa
all'occupazione''. ''Tutto cio' - ha proseguito Cesario - e' stato
prodotto dal centrosinistra nella sua interezza che ha anche prodotto
un rafforzamento dell'idea popolare di pregiudizio rispetto alla politica
innescando comportamenti di trasformismo e di instabilita'. Sembra
paradossale il tentativo degli stessi partiti che hanno voluto, imposto
ed appoggiato Catizone di passare come oppositori del Sindaco, quando
ne hanno condiviso scelte e decisioni. Lo stesso atteggiamento della
Margherita che da una parte firma la mozione di sfiducia e dall'altra
tiene incollati alla poltrona i suoi assessori e' quantomeno incomprensibile''.
''L' Udc - ha concluso - ritiene, in maniera inconfutabile, responsabile
di questo fallimento l'intero centrosinistra che, ancora una volta,
dimostra nei fatti l'incapacita' di dimostrarsi classe di governo
affidabile anche laddove, come a Cosenza, ottiene consensi tali da
garantire una tranquilla governabilita'''.
An voterà la mozione di sfiducia
del centrosinistra
''An votera' la mozione di sfiducia come atto politico che certifica
il fallimento di un modello del centrosinistra che non e' perpetuabile
e che ha conosciuto luci ed ombre solo nell'esperienza amministrativa
guidata da Giacomo Mancini senior: un'esperienza che nessuno di quella
coalizione oggi puo' ambire a rappresentare''. E' quanto sostiene
in una nota il commissario provinciale di An di Cosenza, Geppino Caputo,
circa la mozione di sfiducia al sindaco, Eva Catizone, presentata
dal centrosinistra. ''Sia chiaro che con la fine della sindacatura
Catizone - ha aggiunto - si consuma uno strappo fra la citta' ed il
centrosinistra, che ha dimostrato di non sapere governare il territorio
pur disponendo di una maggioranza di 32 consiglieri su 41. Il modello
Cosenza ha regalato alla citta' litigiosita' ed una presenza di conflittualita'
sociale rilevante, aumentando il divario fra ceti sociali e non provvedendo
in alcun modo ad includere Cosenza nei meccanismi e nei processi della
modernita'''. ''Ora il centrodestra - ha proseguito Caputo - ha la
possibilita' storica di essere classe dirigente e di governo, ma ci
riuscira' solo se sapra' intercettare i bisogni di rinnovamento del
comprensorio. Dobbiamo iniziare a lavorare per indicare un Sindaco
che rappresenti tutti e che sia scelto solo sulla base del suo gradimento,
senza rivendicare etichette di partito che sarebbero deleterie''.
''Catizone - ha concluso - e' lo specchio di una fallimento complessivo
di una coalizione che merita di essere mandata all'opposizione: le
democrazie si rigenerano con le alternanze ed il centrosinistra sta
governando Cosenza da 20 anni, con risultati di evidente regressione''.
Sapia (AN) “La Catizone getta
fango sulla città”
"Come il suo carattere bilioso denunciava, questo sindaco che
non ha ormai piu' numeri, che la gente vorrebbe mandare a casa, getta
nel fango una citta' e persone esatrenee alla politica a cui ha fatto
gia' del male: penso che il vicde presidente della Giunta regionale
calabrese, Nicola Adamo, abbia grandi responsbailita' politiche, ma
a lui ed alla sua famiglia sono solidale per un attacco rozzo che
non fa parte della tradizione di Cosenza". Lo afferma, commentando
le dichiarazioni del sindaco di Cosenza al Corriere della Sera, il
subcommissario provinciale di An, Michele Sapia. "Eva Catizone
dovrebbe parlare di quando nel 1999 - afferma Sapia- acquisto' libri
della casa editrice di proprieta' del marito per centinaia di milioni,
non esimendosi nemmeno dal non partecipare alla Giunta. Ed ancora
dovrebbe parlare del viale Parco, degli indici di fabbricazione improvvisamente
alzatisi in favore di una famiglia 'benefattrice', della campagna
elettorale del 2002 e di come cerco' i voti per la vittoria. Di tutto
questo - conclude Sapia - ne parleremo comunque noi".
Cosa dice la legge
Per capire come funziona, pubblichiamo di seguito, per intero, l’articolo
37 della legge 142 del 1990 a riguardo della sfiducia-
Art. 37. Mozione di sfiducia. - 1. Il voto del consiglio
comunale o del consiglio provinciale contrario ad una proposta del
sindaco, del presidente della provincia o delle rispettive giunte
non comporta le dimissioni degli stessi.
2. Il sindaco, il presidente della provincia e le rispettive giunte
cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia
votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti
il consiglio. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta
da almeno due quinti dei consiglieri assegnati e viene messa in discussione
non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio
e alla nomina di un commissario ai sensi delle leggi vigenti.
Art. 37-bis. Dimissioni, impedimento, rimozione,
decadenza, sospensione o decesso del sindaco o del presidente della
provincia. - 1. In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione,
decadenza o decesso del sindaco o del presidente della provincia,
la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio. Il
consiglio e la giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo
consiglio e del nuovo sindaco o presidente della provincia. Sino alle
predette elezioni, le funzioni del sindaco e del presidente della
provincia sono svolte, rispettivamente, dal vicesindaco e dal vicepresidente.
2. Il vicesindaco ed il vicepresidente sostituiscono il sindaco e
il presidente della provincia in caso di assenza o di impedimento
temporaneo, nonché nel caso di sospensione dall'esercizio della
funzione adottata ai sensi dell'articolo 15, comma 4-bis, della L.
19 marzo 1990, n. 55, come modificato dall'art. 1, L. 18 gennaio 1992,
n. 16.
3. Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della provincia
diventano irrevocabili e producono gli effetti di cui al comma 1 trascorso
il termine di venti giorni dalla loro presentazione al consiglio.
4. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale determina
in ogni caso la decadenza del sindaco o del presidente della provincia
nonché delle rispettive giunte.