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Cronaca
Omicidio Calipari, indagato il militare USA che sparò

 

Il Marine USA che sparò a Calipari alla Sgrena e l’ufficiale del Sismi indagato per omicidio. Per gli americani la vicenda è chiusa.

22/12-(servizio a cura di MartinaGatto)- Omicidio volontario, questo è il reato per il quale la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il soldato americano Mario Lozano, ipotizzando che sia stato lui a sparare i colpi che uccisero nei pressi dell'aeroporto di Baghdad l'alto funzionario del Sismi Nicola, Calipari. Il provvedimento e' stato preso dai pubblici ministeri Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio, ai quali e' affidata l'inchiesta. Gli inquirenti hanno inoltre ipotizzato nei confronti del marine statunitense l'accusa di tentativo di omicidio nei riguardi di Giuliana Sgrena e dell'ufficiale del servizio segreto militare che era alla guida della Toyota. La sparatoria nella quale mori' Calipari avvenne la sera del 4 marzo scorso, quando un'automobile Toyota di tipo Corolla, sulla quale c'era anche Giuliana Sgrena, la giornalista del 'Manifesto' appena liberata dai suoi rapitori, si dirigeva verso l'aeroporto di Baghdad, dove c'era in attesa un aereo che avrebbe riportato in patria Calipari e la Sgrena.
Il soldato Lozano, che era di presidio ad un posto di blocco nei pressi dell'aeroporto, sparo' contro la Toyota che percorreva a velocita' sostenuta il tratto di strada che immetteva nell'aeroporto. Nella sparatoria rimase ferito anche un ufficiale del Sismi che era alla guida dell'automobile. La decisione di iscrivere Lozano nel registro degli indagati e' stata decisa sulla base di una perizia depositata nei giorni scorsi nell'ufficio del pubblico ministero, perizia che ha ricostruito quanto accaduto quella tragica sera del marzo scorso ed e' contenuta in un rapporto consegnato dai Ros dei Carabinieri, ai quali la Procura di Roma aveva chiesto di effettuare appronfondimenti utili per l'identificazione del militare americano al centro dell'azione di fuoco nella quale rimase ucciso Calipari.
Resta, molto difficile, a meno di risposta da parte degli Usa alle rogatorie inviate dalla procura di Roma tramite il ministero della Giustizia, che il militare possa subire un processo. L' indagine, a meno di colpi di scena, si avvia verso un' archiviazione. Secondo quanto si e' appreso, l'idea originaria della procura di Roma era di formulare un'accusa di eccesso colposo di difesa. Una ipotesi che e' stata scartata anche in considerazione di un eventuale, quanto improbabile, dibattimento in cui la difesa di Lozano potrebbe provare appunto di aver sparato contro un'auto senza segni di riconoscimento. Il militare, di origini ispaniche e residente, secondo il rapporto dei carabinieri del Ros che sono risaliti alla sua identita' grazie al rapporto decrittato da un giovane italiano nei mesi scorsi, non potra' essere processato in contumacia in quanto non e' imputabile di reato contro un corpo dello Stato. L'identificazione di Lozano, anche se parziale, e' stata fatta dai Ros che hanno accertato che il marine, proveniente dalla guardia nazionale di New York e residente fino a poco fa nel Queen's, era alla mitragliatice sulla torretta del mezzo blindato e che proprio quell' arma, grazie all'analisi balistica fatta dagli esperti della polizia di Stato, ha sparato sulla Toyota.

Per il Dipartimento di Stato americano la vicenda è chiusa. Aperto un breafing

Le circostanze dell'uccisione di Nicola Calipari ''sono state indagate a fondo'': sono state oggetto di un'inchiesta congiunta i cui risultati ''sono stati resi pubblici''. Lo ha oggi ricordato all'ANSA un portavoce del Dipartimento di Stato americano, notando che per gli Stati Uniti la vicenda e' chiusa. Il portavoce rispondeva a una domanda sugli sviluppi dell'inchiesta della magistratura italiana, che ha formalmente messo sotto indagine un soldato della Guardia Nazionale di New York, ritenuto lo sparatore. L'auto su cui erano Calipari e la Sgrena, con un autista, incappo' in un posto di blocco americano che apri' il fuoco. Le conclusioni dell'inchiesta congiunta, che non furono sottoscritte dall'Italia, raccomandavano che non fossero prese ulteriori iniziative contro i militari presenti al posto di blocco.
Intanto, le domande sugli sviluppi della vicenda dell'uccisione di Nicola Calipari hanno oggi aperto a Washington il briefing del portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack. A una domanda sulla decisione della magistratura italiana di aprire un'inchiesta su un soldato americano, Mario Lozano, McCormack ha risposto: ''C'e' stata un'inchiesta su questo tragico incidente condotta insieme alle autorita' italiane. L'indagine e' stata conclusa e non ci sono state conclusioni condivise tra Stati Uniti e Italia. Per quanto ci riguarda, la materia, per quanto tragica, e' chiusa''. Sollecitato da altre domande, il portavoce ha aggiunto che ''Calipari era un coraggioso servitore del popolo italiano'' e che ''la sua morte e' stata una vera e proprie tragedia. Ma l'indagine sui fatti e' conclusa, per quanto ci riguarda''. Alla domanda su eventuali azioni legali per proteggere il soldato Lozano, McCormack ha risposto: ''E' una questione per cui e' competente il Dipartimento della Difesa''.

Dal Pentagono un no alle iniziative contro i soldati USA

Il Pentagono ribadisce, ancora una volta, di ritenere valide le conclusioni dell'inchiesta congiunta sulla morte di Nicola Calidari, non sottoscritte dall' Italia, che scagionavano i soldati americani presenti al posto di blocco a Baghdad. Lo ha detto un portavoce del ministero della Difesa americano, commentando gli sviluppi delle indagini a Roma. Il Pentagono, ha detto all'Ansa il comandante di Marina Joe Carpenter, ''non commenta un' indagine in corso da parte di organismi di un altro governo'', quale quella che riguarda il soldato della Guardia Nazionale di New York Mario Lozano. Pur non entrando nel merito dell'inchiesta penale, il Pentagono pero' ribadisce che gli Stati Uniti ''si rifanno all' indagine gia' svolta'', quella congiunta Italia-Usa che si concluse senza un accordo tra i due Paesi. ''Ribadiamo la validita' - ha dichiarato Carpenter - dell'indagine della Coalizione condotta la scorsa primavera, incluse le conclusioni ufficiali che raccomandavano che non fossero prese ulteriori iniziative contro i soldati presenti al posto di blocco''.

I commenti

Commentando la decisione di iscrivere il militare americano nel registro degli indagati,il pm Ionta ha sottolineato che la magistratura italiana ha dimostrato ''la sua indipendenza, autonomia e capacita' di indagine'' anche in assenza di una risposta alle rogatorie fatte dalla Procura di Roma presso le Autorita' statunitensi. ''La decisione della Procura di Roma di incriminare il soldato Mario Lozano per omicidio volontario di Nicola Calipari merita rispetto e sostegno da parte del governo italiano. La reazione dell'amministrazione Bush, che pretende immunita' per i propri soldati, e' inaccettabile e offensiva della dignita' e della sovranita' del nostro Paese'', ha affermato il coordinatore dei Verdi, Paolo Cento. ''I Verdi chiedono al governo di intervenire nelle sedi diplomatiche -ha aggiunto- contro questo tentativo di condizionare l'esito delle indagini e di garantire alla Procura di Roma piena disponibilita' nel lavoro che sta conducendo per accertare la responsabilita' della morte di Nicola Calipari''.
L'iscrizione sul registro degli indagati di Mario Lozano viene definito ''un passo importante verso la verita''' sull'omicidio di Nicola Calidari, dal responsabile Sicurezza e Difesa dei Ds, Marco Minniti, che critica il comportamento di Washington. ''La magistratura italiana -aggiunge- pur muovendosi in condizioni molto difficili e non potendo contare su alcuna collaborazione dell'amministrazione statunitense e' giunta a conclusioni che confermano quello che purtroppo a noi era apparso chiaro sin nell'immediatezza dei fatti: una responsabilita' diretta e volontaria di militari statunitensi nella morte di Nicola Calipari''. ''E' tuttavia inaccettabile -sostiene ancora l'esponente della Quercia- che non si sia data alcuna risposta alle richieste di rogatorie internazionali avanzate dalla magistratura italiana. E' altresi' inaccettabile la supina acquiescenza del governo italiano al silenzio americano quando sarebbe doveroso pretendere una piena collaborazione. A maggior ragione, oggi, dopo che la magistratura e' giunta a una prima ma molto significativa conclusione''. ''L'incriminazione di Mario Lozano -evidenzia ancora Minniti- e' una risposta forte a quanti pensavano che la questione fosse ormai chiusa e che si trattasse soltanto di lasciar passare il tempo per archiviarla. Si tratta, dunque, di andare avanti sapendo che la morte drammatica di Nicola Calipari impone a tutti di non lasciare nulla di intentato nella ricerca della verita'. Convinti che, in questo caso, la verita' e' il primo passo verso la giustizia''.
Un duro attacco viene dal senatore Gigi Malabarba (Prc), membro del Copaco, che dichiara: ''La decisione della Procura di Roma di incriminare il soldato Mario Lozano per omicidio volontario di Nicola Calipari e' un atto di dignita' della magistratura italiana nei confronti dell' arrogante boicottaggio dell' inchiesta da parte delle autorita' Usa''. Si tratta, spiega Malabarba, ''di un primo passo nel tentativo di accertare la verita' su quella che io chiamo 'creazione premeditata delle circostanze' che hanno portato all' assassinio dell' agente del Sismi''. ''La ridicola Commissione d' inchiesta italo-americana - secondo il senatore - non poteva chiudere il caso e oggi questo spiraglio che si apre, anche grazie ad analoghi atti di altre magistrature, come quella spagnola, per individuare nomi di possibili responsabili anche se non forniti direttamente dalle autorita' americane, deve consentire di risalire anche ai mandanti''. ''Come ho gia' avuto occasione di dire in aula al Senato - prosegue Malabarba - non ho prove documentali, ma sufficienti elementi politici per accusare l' ex ambasciatore Usa in Iraq, John Negroponte, di aver pianificato l' incidente in cui e' stato ucciso Calipari e ferita Giuliana Sgrena. Non e' dietrologia - sottolinea - ma riprova della volonta' americana di imporre anche con la forza ai propri alleati la linea della fermezza per la liberazione degli ostaggi. Ne' piu' ne' meno che con la vicenda dei voli segreti della Cia: non vi piacciono, ma li dovete accettare''.
Inoltre, si registra la dichiarazione dell’ avvocato, Alessandro Gamberoni, di Giuliana Sgrena(giornalista del Manifesto): ''Giudichiamo con favore l'iscrizione di Mario Lozano sul registro degli indagati della procura di Roma per omicidio volontario, ma continuiamo i nostri accertamenti per verificare se a sparare sia stata piu' di una persona''. ''L'ipotesi di omicidio volontario - spiega Gamberini - e' coerente soprattutto con l'accertamento, fatto in sede tecnica sulla Toyota dai periti balistici, sulla velocita' dell'auto su cui viaggiavano Calipari, Sgrena e il maggiore dei carabinieri del Sismi. E' stato accertato che la vettura aveva una velocita' di 60/70 chilometri orari. Insomma quel posto di blocco ha sparato su un'auto che si stava fermando all'alt. E se si sceglie questa condotta, sparare nonostante ci si stia fermando allo stop imposto, si assumono tutti i rischi conseguenti ad un comportamento doloso e non colposo''. L'avvocato Gamberini ha spiegato che la parte civile sta ''procedendo con esami ulteriori autonomi'' per quanto riguarda ulteriori perizie di tipo balistico sulla Toyota. L'ipotesi e' quella, contrariamente alle conclusioni a cui sono giunti i consulenti della procura, che a sparare sia stata piu' di un'arma.
''Il governo italiano ha onorato al meglio la memoria di Nicola Calipari''. Lo afferma Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento, intervenendo al Tg di La7. ''Membri del governo come Gianni Letta hanno pianto per la sua morte. A mio avviso il caso non si risolve addossando tutte le colpe su un semplice soldato italo-americano''.
Infine, "La vicenda dell'iscrizione nel registro degli indagati di Mario Lozano, il marine che avrebbe sparato contro l'autovettura su cui viaggiavano Sgrena e Calipari, e' un primo ed importante passo che dimostra come le autorita' preposte si siano mosse secondo rettitudine. Va,infatti,valutato positivamente il lavoro e l'atteggiamento di Ros e magistratura che hanno dato prova di autonomia, ma e' necessario accertare le reali e dirette ed indirette responsabilita'. A chi dava davvero fastidio Calipari? A chi nuoceva davvero il suo modo di essere e di lavorare? E' necessario che venga fatta chiarezza, al piu' presto. Ne ha diritto la famiglia, ne hanno diritto tutti gli italiani". Lo chiede Marco Rizzo, del Pdci.

 

 

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