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Economia e Finanza
dal 17/9/04 al 12/2/05

 

Prossima, a Vibo, l’apertura del più grande centro commerciale calabrese

12/02 Sono iniziati da qualche giorno, nella zona industriale di Vibo Valentia, i lavori di costruzione di quello che e' destinato a diventare il piu' grande centro commerciale della Calabria. Su 65 mila metri quadrati di superficie sara' realizzato un complesso di 50 mila metri quadrati su due piani. Il resto dell' area e il terrazzo del complesso faranno da parcheggio ai visitatori. ''Dal punto di vista economico e dell' occupazione - spiega il presidente del Consorzio industriale di Vibo Valentia, Nazzareno Salerno - avremo un grande ritorno. Percio' il Consorzio ha valutato di particolare interesse la richiesta di cessione dell' area ad una societa', la Gam di Cosenza, gia' proprietaria di alcuni grandi centri commerciali calabresi''. ''Nel progetto del nascente centro commerciale - riferisce un comunicato - sono previste tre aree: food, non food e abbigliamento. In quest' ultima area, attorno a una corte centrale, saranno realizzati 50 negozi all' interno di eleganti gallerie. Nello spazio all' aperto, inoltre, e' previsto il servizio allamericana, con asporto del cibo in vassoio e consumazione in automobile. Tutte queste attivita', una volta entrate a regime, secondo le stime della Gam, richiederanno tra 250 e 280 dipendenti''. ''Questa e' la conferma - conclude il presidente Salerno- che Vibo Valentia sta tornando ad essere una piazza commerciale molto ambita. Il Consorzio industriale, se si presenteranno le occasioni, ha intenzione di incoraggiare iniziative nel terziario, un settore trainante per tutta l' economia dellaprovincia e in grado di dare risposte a tutte quelle persone che ogni giorno chiedono lavoro, lavoro e lavoro''. ''I lavori del centro commerciale - e' detto ancora nel comunicato - si concluderanno entro l' anno. In alcune attivita' e' prevista l' operativita' immediatamente successiva alla consegna dei lavori''.

Il Governo firma il contratto per l’insediamento industriale di San Marco Argentano

11/02 Uno stabilimento industriale destinato alla produzione di ortaggi, tuberi precotti e surgelati, cereali e zuppe sorgera' a San Marco Argentano, nel cosentino. L' investimento complessivo, gia' operativo, e' di oltre 32 milioni di euro. A regime e' prevista l' occupazione di 215 dipendenti. Il contratto di localizzazione e' stato siglato oggi a Roma dal ministero dell' Economia e delle finanze, dal Ministero delle Attivita' produttive, dalla Regione Calabria e da Sviluppo Italia. Il programma degli interventi era gia' stato approvato lo scorso luglio dal Ministero delle Attivita' Produttive. Il contratto di localizzazione, e' scritto in un comunicato di Sviluppo Italia, e' il nuovo strumento operativo dedicato alle imprese straniere che intendono investire in Italia, promosso da Sviluppo Italia in collaborazione con il Ministero delle Attivita' Produttive ed il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il contratto, stipulato tra Sviluppo Italia, Amministrazione pubblica a livello centrale e locale e impresa, ''garantisce disponibilita' di infrastrutture e aree industriali, certezza nei tempi di insediamento, erogazione degli incentivi finanziari e sostegno alla ricerca e alla formazione''. Il progetto approvato fa capo alla societa' Vegitalia, partecipata al 40% dalla multinazionale giapponese Kagome Co. e da altri tre soci italiani. ''Il gruppo nipponico - e' scritto nella nota - e' uno dei principali operatori mondiali nel settore della produzione di alimenti e bevande, con un fatturato superiore ad un miliardo di dollari. La realizzazione di una nuova unita' produttiva in Calabria risponde alla strategia di espansione del gruppo a livello europeo. Il 67% della produzione sara' destinato al mercato italiano, mentre il 33% sara' esportato all' estero, soprattutto in Inghilterra e Francia''. L' attivita' dello stabilimento si basera' su due linee di produzione di ortaggi e tuberi per una capacita' oraria complessiva di 2.300 kg, una linea di lavorazione di legumi e cereali con una capacita' produttiva oraria di 1.000 kg, una linea di produzione di pastellati con una capacita' produttiva oraria di 500 kg, una linea di repacking e una di confezionamento. ''Per attrarre investimenti esteri - ha sostenuto l' amministratore delegato di Sviluppo Italia, Massimo Caputi - il nostro Paese deve garantire agli imprenditori affidabilita', certezze e tempi rapidi. Il contratto di localizzazione riesce a rispondere a queste esigenze e l' esperienza di Vegitalia e' stata sicuramente positiva. L' approvazione del contratto di Vegitalia fa seguito a quella del progetto di investimento di Roccoforte in Sicilia e a breve saranno siglati anche i contratti di localizzazione di Donnafugata in Sicilia e Cfp in Sardegna. Questo dimostra che il Mezzogiorno ha tanto da offrire in termini di opportunita' e competitivita'''.
L' accordo che porta in Calabria il gruppo Kagome e' stato firmato anche dal ministero dell'Economia e dal ministero delle Attivita' Produttive al fine di garantire disponibilita' di infrastrutture e aree industriali, certezza nei tempi di insediamento, erogazione degli incentivi finanziari e sostegno a ricerca e formazione. La realizzazione di una nuova unita' produttiva in Calabria risponde alla strategia di espansione del gruppo a livello europeo, considerando che la multinazionale giapponese Kagome Co. (che partecipa al progetto tramite la societa' Vegitalia S.p.a., con il 40% ed altri tre soci italiani) e' uno dei principali operatori mondiali nel settore della produzione di alimenti e bevande, con un fatturato superiore ai tre miliardi di dollari. Lo stabilimento che sara' realizzato sara' di oltre 21mila mq coperti nell'area industriale del Fullone (dove vi sono gia' piu' di venti unita' produttive). La scelta della zona presenta numerosi vantaggi sia per gli aspetti logistici (vicina ad una stazione ferroviaria, distante 80 Km dall'aeroporto di Lamezia Terme e 120 Km dal porto di Gioia Tauro) sia per la posizione centrale rispetto al bacino agricolo di approvvigionamento, tra i piu' importanti della Calabria, che comprende la media Valle del Crati, la piana di S.Marco Roggiano e la piana di Sibari. L'attivita' dello stabilimento si basera' su due linee di produzione di ortaggi e tuberi per una capacita' oraria complessiva di 2.300 Kg. ''Per attrarre investimenti esteri - ha dichiarato Massimo Caputi, l'amministratore delegato di Sviluppo Italia - il nostro Paese deve garantire agli imprenditori affidabilita', certezze e tempi validi. Il contratto di localizzazione riesce a rispondere a queste esigenze e l'esperienza di Vegitalia e' stata sicuramente positiva''.

Incontro Confidi Magna Grecia – Banche, in Confindustria

10/02 Fare il punto sulle attività svolte nel corso del 2004 e individuare modalità operative condivise attraverso le quale sviluppare, nel 2005, le relazioni e tra il Confidi Magna Grecia e gli Istituti di Credito con esso convenzionati.
Questo è l’obiettivo di un incontro previsto per venerdì mattina, con inizio alle ore 10.00, presso l’Associazione degli Industriali di Cosenza ed organizzato proprio dal Confidi Magna Grecia che, con questa iniziativa, intende rafforzare ancora di più il rapporto con le Banche convenzionate per affrontare meglio le sfide dei prossimi mesi con l’auspicio che, grazie alla sinergia ed alla condivisione di progetti ed obiettivi con le Banche partners, si possano raggiungere risultati sempre più importanti che vanno nell’ottica di sostenere le PMI del territorio, aiutandole e supportandole non soltanto nell’accesso al credito ma, anche, nelle loro decisioni di natura finanziaria e di sviluppo.
“Il nuovo quadro legislativo – ha affermato il presidente del Confidi, Francesco Coscarella – ci impone scelte fondamentali e decisive per il nostro futuro. Su questo, ma anche sulle iniziative che porteremo avanti nei prossimi mesi, auspichiamo il coinvolgimento ed il contributo fattivo degli Istituti di Credito”.

Ass. Gentile. “Dieci milioni di euro disponibili per le imprese artigiane”

10/02 Dieci milioni di euro sono disponibili per le imprese artigiane calabresi. Lo si apprende da una nota dell'Assessore alle Attivita' Produttive, Pino Gentile, il quale sostiene inoltre che ''sono stati finalmente sbloccati i fondi che la Giunta regionale aveva stanziato nel dicembre scorso, su proposta del Dipartimento alle Attivita' Produttive per far fronte alle 1.150 domande di finanziamento pervenute dopo la scadenza del bando a sportello che la Regione aveva attivato nel 2004''. A tale decisione la Giunta regionale e' giunta dopo un protocollo d'intesa tra l'Assessore Gentile ed i vertici delle organizzazioni Artigiane calabresi nel quale si era deciso, per dare risposta a tutte le domande, di finanziare solo operazioni di leasing e credito agevolato. Regione ed Artigiancassa, in seguito al reperimento prima ed al successivo sblocco dei fondi, attiveranno in tempi brevi le procedure per l'ammissione a finanziamento delle imprese artigiane che hanno avanzato richiesta di contributo. ''La Giunta Regionale - sostiene Gentile - ha onorato l'impegno da me assunto il 12 ottobre 2004 con le organizzazioni regionali dell'artigianato in Calabria, e formalizzato in un protocollo d'intesa sottoscritto dalla Regione e dai responsabili delle predette organizzazioni. Voglio sottolineare che questo e' solo l'ultimo di una serie di provvedimenti della Giunta Chiaravalloti in favore dell'artigianato calabrese. Questo ulteriore stanziamento si aggiunge agli oltre 16 milioni di euro stanziati negli anni 2003 e 2004, che hanno incentivato investimenti produttivi per oltre 42 milioni di euro e circa 500 nuovi occupati. Voglio ricordare, inoltre, che per quanto concerne l'accesso al credito delle imprese artigiane, la Regione compartecipa, con un impegno per il 2004 di 2,5 milioni di euro al 'Fondo Europeo di Investimenti' che garantisce con un contributo del 50% l'accesso al credito delle imprese artigiane attraverso la Fidart e consentira' di attivare prestiti per 36 milioni di euro alle imprese artigiane calabresi''. ''Va infine considerato - ha concluso Gentile - che numerose imprese artigiane figurano tra le quasi 2.000 aziende beneficiarie di contributi concessi con leggi Sabatini e 598, con un intervento regionale di circa 117 milioni di euro che solo nella presente legislatura ha generato investimenti privati per 341 milioni di euro. Alla luce dei dati che ho solamente accennato credo di poter affermare, senza poter essere smentito, che questa Giunta regionale ha tenuto nella massima considerazione le esigenze dell'artigianato calabrese, con uno sforzo finanziario e normativo senza precedenti nella storia dell'amministrazione regionale calabrese''.

Nasce lo sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese

10/02 Regione Calabria, Unioncamere Regionale e Istituto Nazionale per il Commercio con l'Estero hanno costituito lo Sportello regionale per l' internazionalizzazione delle imprese ''Sprint Calabria''. Lo si e' appreso da una nota del Presidente della Camera di commercio di Catanzaro e dell'Unioncamere Calabria, Paolo Abramo. L'accordo e' stato sottoscritto per la Regione Calabria e per l'Unione Regionale rispettivamente dal dirigente generale dell'Assessorato alle Attivita' Produttive, Stefano Torda e dal segretario generale dell'Unioncamere Calabria, Maurizio Ferrara. ''La nuova struttura - ha detto l'Assessore alle Attivita' Produttive, Giuseppe Gentile - e' frutto della sottoscrizione di un accordo di programma intervenuto recentemente tra Regione e Ministero delle attivita' produttive al fine di creare le massime sinergie tra l'azione regionale e quella nazionale per migliorare l'intervento pubblico in favore del sistema produttivo calabrese. La regione Calabria ha inteso avvalersi della collaborazione dell'Unione Regionale delle Camere di Commercio della Calabria in quanto ente capace di modulare le finalita' dell'intervento a sostegno dello sviluppo imprenditoriale locale e di conoscere l'articolata realta' economica delle diverse province''. ''La rete dello sportello 'Sprint-Calabria' - ha concluso Gentile - si articolera', infatti, anche attraverso cinque diramazioni provinciali che avranno la loro naturale postazione presso le singole Camere di Commercio, che dovranno garantire l'interfaccia con il pubblico''. La rete degli sportelli ''Sprint'' realizzera' attivita' promozionali e di sensibilizzazione delle imprese sul territorio e avra' il compito di stimolare la domanda interna attraverso l'erogazione di servizi qualificati. ''Quello che occorreva alle nostre imprese - ha detto Paolo Abramo - era una struttura deputata a promuovere azioni finalizzate alla divulgazione dei vantaggi e delle opportunita' per l'impresa che si internazionalizza ed in grado di porre in essere azioni di sensibilizzazione sulle tematiche dell'internazionalizzazione attraverso il contatto diretto e costante con l'impresa; serviva, insomma, una rete capace di promuovere le produzioni calabresi sui mercati esteri stimolando possibili sinergie tra imprese del territorio ed imprese di Paesi terzi''. Tra le attivita' promozionali di ''Sprint'' anche l'organizzazione di missioni commerciali all'estero , con la realizzazione di brochure informative e la divulgazione delle opportunita' e delle potenzialita' del territorio calabrese all'estero,allo scopo di attrarre investimenti. Attraverso lo sportello sara' effettuata anche l'erogazione di servizi formativi, di orientamento, informativo-promozionali, finanziari, assicurativi, doganali e certificativi. ''Tutto questo - ha concluso Paolo Abramo - partendo dai bisogni dell'impresa-utente perche' solo attraverso un serio check-up aziendale si possono predisporre gli strumenti piu' adeguati ed il tipo di assistenza necessaria a supporto dell'impresa''.

Riparte la “de Tomaso” calabrese. Approvato un progetto per produrre un SUV russo

07/02 La UE ha approvato il finanziamento per costruire in Calabria il SUV russo Simbir e le nuove Pantere e Vallelunga. Imminente la vendita a un fondo privato inglese. Lo annuncia la De Tomaso. Il primo segnale e' arrivato dalla Commissione Europea di Bruxelles, che lo scorso 19 gennaio ha dato il via libera definitivo per l' aiuto di stato di 81 dei 136 milioni di Euro necessari per la realizzazione di un impianto di produzione di automobili a Cutro, in provincia di Crotone. Annunciato nel 2000, questo progetto dunque riparte, nonostante abbia dovuto superare due momenti critici: la morte di Alejandro De Tomaso il 21 maggio 2003 e la successiva messa in liquidazione da parte degli eredi, della De Tomaso Modena lo scorso 25 maggio. Mentre sono rimaste pienamente operative la De Tomaso Consortile e soprattutto la Uaz Europa. Quest'ultima infatti, oltre ad essere l' unica titolare della commercializzazione in Europa del Suv estremo Simbir, prodotto sinora in Russia dalla UAZ , ha portato avanti negli ultimi mesi tutta la parte progettuale e di collaudo per realizzare e mettere a norma europea questa vettura che avra' il telaio della Uaz ed un motore Iveco. Bisogna, ora in pratica, solo produrla. Il passaggio a Bruxelles del finanziamento, spalanca quindi le porte anche alla commercializzazione del Simbir, la cui rete di concessionari europei e' gia' stata determinata. L' altra mossa riguarda i 55 milioni di Euro che la De Tomaso deve immettere di mezzi propri. Ma gli interrogativi su questi capitali, essendo in liquidazione la capogruppo De Tomaso Modena proprietaria del marchio e dei progetti, stanno per dissolversi. Ambienti vicini all' azienda fanno sapere che e' prossima la cessione di tutto il gruppo ad un fondo privato. Isabell Haskell, vedova ed erede unica di Alejandro De Tomaso, firmera' entro febbraio e da quel momento il reperimento dei mezzi per realizzare l' impianto di Cutro non saranno piu' un problema, anzi si dovra' fare in fretta. Le norme della Commissione Europea pongono infatti precise scadenze perche' l' operazione possa essere conclusa con le modalita' approvate.

Mercoledì 9 a Lamezia la consegna delle agevolazioni 215/92 alle imprenditrici calabresi

07/02 Saranno consegnati mercoledi' 9 febbraio, nel corso di una manifestazione che si svolgera' nel Centro servizi avanzati di S. Pietro Lametino, i decreti di concessione delle agevolazioni a 290 imprenditrici calabresi titolari delle imprese beneficiarie delle agevolazioni previste dalla legge 215/92. Lo riferisce un comunicato dell' Ufficio stampa della Giunta regionale. Alla manifestazione parteciperanno il presidente della Giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti e l' assessore regionale alle attivita' produttive, Giuseppe Gentile.

Chiaravalloti:”Il progetto Mezzogiorno è un sussulto di vitalità”

04/02 ''Il progetto Mezzogiorno e' un sussulto di vitalita' per delle regioni sempre a rimorchio di altre idee portate da fuori che si impongono come culture egemoni''. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti che ha preso parte questo pomeriggio agli stati generali dell'economia, svoltisi nella sede di Assindustria Salerno. Chiaravalloti era l'unico presidente delle regioni meridionali presenti all' assise. ''I furbissimi miei colleghi Bassolino e gli altri, hanno pensato bene di delegare gli assessori al ramo piu' preparati. Io sono l' unico non impegnato nelle competizioni nazionali e sono nel semestre di Nerone''. Chiaravalloti ha dichiarato inoltre che ''il problema del Mezzogiorno e' il problema dell'Europa''. Secondo il presidente della Regione Calabria bisogna recuperare un credito storico. ''L'Europa - ha affermato - ha capito che le aree depresse sono una zavorra per tutti i Paesi. L' Italia, invece, sta impegnando piu' tempo a maturare questa consapevolezza. La Calabria - ha concluso Chiaravalloti - ha una dotazione infrastrutturale del 42 per cento inferiore alla media nazionale''.

Chiaravalloti aderisce all’iniziativa di Confindustria, “Economia Sud”

03/02 Un ampio dibattito ed un confronto sullo stato dell' economia meridionale. E' quanto intende sollecitare un' iniziativa promossa dalla Confindustria che, nell' ambito del Comitato Mezzogiorno, ha elaborato un documento denominato ''Progetto Mezzogiorno'', presentato e fatto proprio dal presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e dalle altre categorie. Sul documento ha voluto aprire il confronto, dopo una riunione straordinaria del Comitato Mezzogiorno di Confindustria, l' Assindustria di Salerno che ha invitato per domani i Presidenti delle Giunte regionali del Mezzogiorno per illustrare il testo sottoscritto ed individuare i punti di forza, definendo concrete azioni di sviluppo. All' iniziativa - secondo quanto riferisce una nota del portavoce della Regione Calabria - hanno aderito, insieme al presidente Giuseppe Chiaravalloti, anche gli altri ''Governatori'' del sud.

In aumento i consumi di energia in Calabria

02/02 I consumi di energia elettrica sono cresciuti dello 0,4% nel 2004 rispetto al 2003. Il totale dell'energia richiesta in Italia è stato pari a 322 miliardi di kWh. E' cresciuta anche del 2,5% la produzione nazionale. E' quanto ha reso noto il Gestore nazionale della rete elettrica nei dati di pre-consuntivo sui consumi nazionali relativi al 2004. Il risultato, si legge nella nota, ha risentito di fattori calendariali (5 giornate lavorative in più rispetto al 2003) e di fattori climatici (temperature medie mensili più basse in estate e più alte in inverno, rispetto all'anno precedente). Depurata da questi effetti la variazione è pari a +0,8%. Dall'analisi effettuata dal Gestore della rete emerge che a livello territoriale l'andamento dei consumi, registrato nel 2004 rispetto al 2003, è stato disomogeneo sul territorio nazionale: si è avuta, infatti, una crescita superiore alla media (+2,1%) nell'area della Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, in Sardegna (+1,6%) e nell'area della Toscana ed Emilia Romagna (+1,6%), mentre si è registrata una diminuzione della domanda in Lombardia (-1,3%), nel Triveneto (-0,9%) e nell'area del Piemonte e Valle d'Aosta (-0,4%). I 322 miliardi di kWh richiesti risultano distribuiti, complessivamente, per il 45,9% al Nord, per il 29,6% al Centro e per il 24,5% al Sud. Nel 2004 il fabbisogno nazionale di energia elettrica è stato coperto per l'85,8% con la produzione nazionale e per la quota restante (14,2%) dal saldo con l'estero, in forte diminuzione rispetto all'anno precedente (-10,5%). Il calo del contributo estero si spiega con le riduzioni delle importazioni di energia elettrica che, iniziate a partire da settembre 2003 per esigenze di sicurezza del sistema, si sono protratte fino a tutto ottobre 2004. Complessivamente la produzione nazionale netta (276,3 miliardi di kilowattora) è aumentata del 2,5% rispetto al 2003. In particolare, si sono registrati incrementi per la produzione termoelettrica (+0,7%), idroelettrica (+10,1%), eolica (+25,6%) e geotermoelettrica (+1,6%). Altri due fenomeni hanno caratterizzato l'andamento della richiesta nel 2004, conclude la nota, sono stati la nuova punta storica di domanda sulla rete elettrica nazionale, pari a 53.606 megawatt, registrata lo scorso 16 dicembre, e superiore dello 0,4% rispetto all'anno precedente; ed il nuovo picco di domanda nel periodo estivo, verificatosi il 23 luglio in concomitanza con una forte ondata di caldo, pari a 53.507 megawatt e superiore dello 0,8% rispetto al 2003.

Aumenta il numero di imprese in Italia. In Calabria la maggiore vitalità

02/02 Sfiora quota sei milioni il numero delle imprese registrate presso le Camere di Commercio al 31 dicembre 2004. Di queste, secondo la rilevazione di Unioncamere, che per la prima volta ha incluso nella propria indagine anche l'universo delle imprese agricole, quasi 48.00 sono società di capitali, (erano poco più di 29.000 nel 1998), 13.700 sono società di persone e 26.728 le ditte individuali. E' il Sud l'area in cui, percentualmente, il numero delle imprese è cresciuto in misura più rilevante: il 33,2% delle imprese registrate si concentra infatti nel Mezzogiorno, con un incremento del +0,8% rispetto al 1998 . Stabile invece l'andamento demografico di Nord e Centro, con variazioni che dal '98 ad oggi risultano minime. In flessione invece il numero della aziende del Nord-Est che , sullo stesso periodo, registra un calo pari a 0,8 punti percentuali. Dato che, spiegano da Unioncamere "non va interpretato in maniera assolutamente negativa, perché riflette anche modificazioni necessarie e inevitabili in quel tessuto sociale, e soprattutto sta ad indicare anche un fenomeno di accorpamento e quindi di crescita delle aziende stesse". La Calabria, con un tasso di crescita del 3,85%, risulta la regione con maggior vitalità, seguita dalla Campania (2,02%) e dalla Lombardia (1,88%). Ultima in questa classifica la Basilicata, con un tasso di crescita dello 0,26%, dato comunque in crescita rispetto al -0,44% dello scorso anno. A contribuire in maniera decisiva al trend positivo, spiega la relazione di Unioncamere, è l'aumento del numero delle imprese gestite da titolari immigrati, provenienti principalmente dai Paesi dell'Europa dell'Est, dal Nord Africa e dalla Cina. In alcuni settori in particolare il loro apporto risulta fondamentale per la tenuta del comparto; è il caso del commercio al dettaglio, settore in cui il saldo delle ditte individuali immigrate (10.372) supera da solo il saldo complessivo del settore (pari a 7387 unità), e di quello degli alberghi e dei ristoranti, dove il contributo percentuale degli immigrati sul saldo totale è del 269,5%. Anche in comparti in cui il numero delle attività cessate nel corso del 2004 supera il numero delle nuove nate il dato delle imprese immigrate risulta in controtendenza; ad esempio nel settore della confezione abbigliamento ad un saldo complessivo di -671 fa fronte un saldo delle imprese con titolare straniero pari a 662. Complessivamente i settori più prolifici, quelli in cui il rapporto tra natalità e mortalità delle imprese segnano un saldo positivo, sono stati quello delle costruzioni, con quasi 30.000 unità, quello dei servizi alle imprese, (22.651 unità) e quello del commercio (18.555 unità). Saldo negativo per il comparto dell'agricoltura, dove il rapporto natalità/mortalità è pari a meno 14.041 unità.

La Adecco in Calabria ha avviato al lavoro quasi mille persone

02/02 Adecco, il gruppo multinazionale ''numero uno'' nella gestione delle risorse umane, nel 2004 ha impiegato 280.103 lavoratori (54% uomini, 46% donne), e di questi 986 in Calabria. Lo ha reso noto la stessa societa'. Il 38% dei lavoratori avviati, al termine di una missione media di 2 mesi e' stato assunto stabilmente dalle oltre 17.000 aziende (oltre 50 in Campania) che nel 2004 si sono avvalse dei servizi offerti da Adecco. Per quanto riguarda i settori di inserimento, e' scritto in una nota, continua la richiesta di flessibilita' da parte dei settori chimico, tessile, manifatturiero e gomma-plastica con il 64% (dato nazionale: 26%), seguiti dai settori minori con il 27% (dato nazionale: 13%), dal settore terziario con il 7% (dato nazionale: 34%) e dall'industria metalmeccanica con il 2% (dato nazionale: 27%). Per quanto riguarda il livello di istruzione dei circa mille nuovi impiegati in Calabria, il 38% ha un diploma di scuola media superiore, mentre il 53% ha il diploma di scuola media inferiore e il 5% la laurea. La Lombardia (22%) continua ad essere la regione col maggior numero di rapporti di lavoro instaurati, seguita dal Triveneto e dal Nord-Ovest (14%) e dall' Emilia Romagna (6%). Buona anche nel Centro la percentuale dei nuovi occupati (28%) e nel Sud (16%). La durata media della missione lavorativa in Calabria e' di 23 giorni (dato nazionale: 40 giorni) mentre l'eta' media dei lavoratori di Adecco e' di 30 anni. ''Il 2004 - ha sostenuto Carlo Scatturin, amministratore delegato di Adecco - e' stato l' anno in cui abbiamo ottenuto la migliore performance dal 2001, a dimostrazione di una significativa ripresa del mercato del lavoro. Per noi, ha, fra l' altro, sancito la trasformazione inAgenzia per il lavoroposizionandoci come l' operatore polifunzionale di riferimento del mercato. Il 2005 sara' l' anno in cui implementeremo tutti i nuovi servizi introdotti dalla Legge Biagiper contribuire ad aumentare le opportunita' di lavoro e per rendere l' occupazione piu' trasparente e accessibile a tutti''. Rilevante, sottolinea la nota, il ruolo svolto dalla formazione ai fini dell' inserimento lavorativo. Adecco Formazione, nel corso del 2004, ha avviato 8.346 corsi di formazione e formato oltre 38.000 persone con un investimento pari a 20.760.000 di euro. La Fondazione Adecco per le pari opportunita', la onlus che attraverso progetti specifici, promuove politiche attive del lavoro per favorire l' inserimento nel mondo del lavoro di gruppi di persone tradizionalmente svantaggiate, ha inserito oltre 15.000 persone: 665 disabili, 3.171 donne con carichi di famiglia, 10.569 over 40, 521 disoccupati di lunga durata e 96 atleti al termine della carriera agonistica. ''Adecco - conclude la nota - e' leader mondiale nella gestione delle risorse umane. Presente in 72 Paesi con 6.000 filiali, offre ogni giorno lavoro a piu' di 700.000 persone e servizi dedicati a piu' di 200.000 imprese. E' quotata alle Borse di Zurigo e New York. In Italia Adecco e' presente dal 1997. E' l' azienda numero uno del settore con una rete di 500 agenzie capillarmente distribuite su tutto il territorio che offrono servizi a circa 15.000 aziende. Con 2.000 dipendenti diretti e 33.000 lavoratori al giorno, Adecco e' uno dei primi datori di lavoro in Italia''.

Convenzione con la Carime per i dipendenti regionali

02/02 Il Presidente della Regione ha firmato una convenzione con la Banca Carime rappresentata dal direttore dell' agenzia n.4 di Catanzaro Salvatore Signorello, per l' erogazione di una serie di agevolazioni a favore dei dipendenti regionali. L' accordo prevede, tra l' altro, di ottenere prestiti a condizioni favorevoli, evitando, quindi, una serie di comprensibili problemi, legati alle necessita' dei lavoratori di accedere a dei mutui, da parte di diverse societa' finanziarie. L' importo dei prestiti non potra' superare i 30 mila euro. La durata, con periodicita' mensile, va da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 60. Il tasso d' interesse varia rispetto alla durata del prestito. Ad esempio per un prestito personale a tasso fisso con durata fino a 36 mesi, attualmente, viene calcolato un tasso pari al 5,90%; per un presto a tasso variabile fino a 60 mesi il tasso attuale e' del 5,70%. Le trattenute mensili di ciascun prestito non potranno superare la quinta parte dello stipendio mensile. I dipendenti, poi, potranno usufruire dei servizi di conto corrente con un canone mensile fisso di sei euro. In questa somma sono previsti anche una serie di altri servizi che oggi sono pagati separatamente.

Il Confidi Magna Grecia annuncia una crescita del 41%

01/02 Presieduto dall’ing. Francesco Coscarella, il Consiglio Direttivo del Confidi Magna Grecia ha analizzato nei giorni scorsi, l’andamento delle attività nel corso del 2004 soffermandosi, in particolare, sui volumi espressi in termini di finanziamenti bancari garantiti e di garanzie rilasciate per conto delle PMI consorziate. Rispetto al 2003, l’anno appena conclusosi, ha visto una forte crescita (+ 41,7%) dei finanziamenti sui quali è stata deliberata la garanzia pari, in valore assoluto, a poco più di 35mlni di euro; di questi ben 11,2mlni sono stati favorevolmente deliberati dalle banche con un incremento del 26% rispetto al 2003. Complessivamente, attraverso il Confidi Magna Grecia, il sistema bancario ha erogato nel corso dell’intero 2004, ben 16,7 milioni di euro considerando, pure, le operazioni deliberate dal Consorzio sul finire del 2003 e perfezionate nel nuovo anno. Anche questo dato ha fatto registrare, rispetto al 2003, un trend positivo con una crescita pari al 60%.
Importanti, per il raggiungimento di questi significativi valori, sono risultate le sinergie messe in campo con le Banche convenzionate e, in particolare, con: Banca Popolare di Crotone (che rappresenta quasi il 25% dei nuovi impieghi), BCC Mediocrati, Banca Carime e BCC dei Due Mari di Calabria, ognuna delle quali rappresenta poco meno del 20% degli stessi impieghi. Si è registrato, viceversa, il quasi totale disimpegno degli Istituti di Credito a valenza nazionale.
Il positivo andamento dell’attività del Confidi Magna Grecia nel 2003, è confermato anche dal valore delle garanzie rilasciate che, pari a poco più di 8,5mlni di euro, fa registrare un incremento del 70% rispetto all’anno precedente. L’importo supera i 10mlni se si aggiungono i 2mlni di euro di garanzie rilasciate dal Fondo Centrale di Garanzia, su richiesta di Confidi Magna Grecia, direttamente agli istituti di credito convenzionati con quest’ultimo.
Particolarmente significativa per le attività svolte da Confidi Magna Grecia, è la capacità di contenere i rischi assunti con il rilascio delle garanzie, mediante l’acquisizione di controgaranzie pubbliche e private. Il Confidi cosentino, infatti, alla fine del 2004 era il 5° organismo per numero e valore delle operazioni controgarantite tra tutti quelli (banche comprese) che ricorrono, a livello nazionale, al Fondo di Garanzia gestito dal Mediocredito Centrale. Inoltre, grazie all’accordo stipulato l’anno scorso con Unionfidi Piemonte, primo confidi italiano per volumi di attività, Confidi Magna Grecia ha riassicurato oltre il 50% delle operazioni garantite. Nel 2004 si è operato per rendere il credito, oltre che più agevole, anche più conveniente. Sono state rinegoziate, infatti, diverse convenzioni bancarie, allineandone le condizioni a quelle migliori del mercato nazionale.
“L’anno che si è appena chiuso ci presenta un Confidi quanto mai dinamico e che consolida ulteriormente la propria presenza.” – ha dichiarato il Presidente Coscarella – “I risultati lusinghieri del 2004 sono la base sulla quale costruiremo i nostri progetti futuri che ci vedono impegnati su vari fronti. Primo tra tutti quello della nuova configurazione organizzativa e giuridica che il confidi assumerà per stare al passo con le esigenze dettate dal mutato quadro legislativo e dalla sempre più imminente applicazione di “Basilea 2”.
Il Direttore del Confidi, Giuseppe Zappa, ha preannunciato che nei prossimi giorni si terrà un incontro con i rappresentanti degli istituti di credito convenzionati per individuare le linee entro cui sviluppare, nel 2005, le comuni attività.

Due aziende calabresi della nautica al Seatec 2005 di Carrara

31/01 Due aziende calabresi parteciperanno a Seatec 2005, terza edizione della Rassegna internazionale delle tecnologie e della subfornitura per la cantieristica navale e da diporto in programma a Carrara dal 3 al 5 febbraio con circa 400 espositori da tutto il mondo. Si tratta della Europan di Cosenza e della Dynamis di Catanzaro. La prima, e' scritto in un comunicato, e' leader nella produzione di pannelli per impianti di climatizzazione, la seconda progetta e realizza allestimenti e arredamenti nautici. Entrambe sono punti di forza delle imprenditoria calabrese. Seatec e' l' unico evento fieristico in Italia e in Europa dedicato alla componentistica navale e anno dopo anno si sta affermando come vetrina specializzata del settore. L' edizione del 2004 ha registrato la presenza di oltre 300 marchi con 180 espositori italiani da 15 regioni, 69 stranieri da 17 Paesi, 6.370 visitatori. L' incremento nel 2005 supera il 50% per gli espositori e il 30% per i marchi.

Eurostat conferma i fondi per il Mezzogiorno 2007-2013. Calabria sempre in obiettivo 1

28/01 Dagli ultimi dati dell'Ufficio statistico dell'Ue (Eurostat) sulla ricchezza per abitante delle regioni europee per il 2002 giunge una nuova conferma che Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, rientrano nei criteri comunitari per continuare a beneficiare dei fondi strutturali europei dal 2007 al 2013. Lo aveva preannunciato la commissaria alla politica regionale Danuta Hubner. Dai dati statistici 2002 - pur non ancora definitivi - giunge anche la conferma che la Basilicata dovrebbe uscire ''per effetto statistico'' dal gruppo delle regioni del Mezzogiorno beneficiarie dell'obiettivo per le aree piu' in ritardo (obbiettivo 1). L'allargamento dell'Ue a 10 nuovi paesi ha infatti fatto abbassare i livello statistico della ricchezza europea per abitante. Di conseguenza, per la futura programmazione dei fondi strutturali, si abbassera' la soglia del Pil a partire dalla quale le regioni potranno beneficiare di contributi all'obiettivo convergenza (l'attuale obiettivo 1). La Sardegna si conferma in uscita dall'obiettivo 1, ma lo sarebbe stata anche senza l'allargamento dell'Unione. La Sardegna dovrebbe comunque poter beneficiare di un contributo che gli permettera' un passaggio progressivo verso l'obiettivo di competitivita' (per le aree in difficolta', l'attuale obiettivo 2). Nella stessa situazione sono altre dodici regioni europea. La media dei dati sul Pil per abitante per ogni regione europea per il triennio 2000-2001-2002 costituisce uno dei criteri per poter accedere al beneficio dei fondi strutturali europei. La pubblicazione dei dati Eurostat per il 2002 - pur non ancora definitivi - permette quindi di avere una fotografia piu' precisa sulle regioni che nell'Europa a 25 potranno rimanere nel futuro fondo Ue di convergenza dove il Pil per abitante e' inferiore al 75% della ricchezza media in Europa. Per i 15 paesi della vecchia Europa sono ancora 32 le regioni (ossia il 14% della popolazione) dove il Pil comunitario e' inferiore al 75% della media comunitaria: sei in Germania, otto in Grecia, quattro in Italia, Spagna, Francia e Portogallo, due in Gran Bretagna. Sono invece 17 le regioni (di cui 16 nella vecchia Europa), ossia oltre il 4% della popolazione europea escono per ''effetto statistico'' dai beneficiari dell'attuale obiettivo 1 per le regioni piu' in ritardo economico. Per l'Italia c'e' la Basilicata oltre a cinque regioni tedesche, quattro spagnole, tre greche, una belga, una portoghese e una britannica. Tra i nuovi stati esce anche Malta. Dai dati Eurostat emerge anche che si aggravano le divergenze tra le aree piu' ricche e quelle piu' povere nell'Unione. Nei nuovi 10 stati membri oltre il 92% della popolazione vive con un Pil pro-capite al di sotto del 75% del Pil medio europeo mentre per il 61% la ricchezza pro-capite e' inferiore al 50% della media europea.

Banca Carime ha attivato la sezione Tecnologie digitali

27/01 Banca Carime (Gruppo BPU Banca) ha comunicato di avere azionato, "prima in Italia, la sezione tecnologie digitali del Fondo di Garanzia, istituita dal ministero delle attivita' produttive e dal ministero per l'innovazione e le tecnologie con lo scopo di favorire gli investimenti delle piccole e medie imprese in innovazione di processo e di prodotto, da realizzare con le nuove tecnologie digitali". L'iniziativa di Banca Carime, spiega una nota, "si e' concretizzata con l'approvazione, nei giorni scorsi, di un primo finanziamento destinato ad un programma di investimenti della Bioplast Srl, azienda di Fisciano (SA), per la gestione on-line degli ordini della clientela e la digitalizzazione dei processi di produzione. L'operazione conclusa da Carime - continua la nota - conferma il fattivo sostegno della banca verso tutte le aziende locali che, in un contesto sempre piu' globalizzato, hanno individuato nella ricerca e nell'innovazione i fattori piu' determinanti per essere piu' competitive e stare al passo con i cambiamenti del mercato".

Per Eurostat la Calabria rimane la regione più povera ma non è più ultima in Europa

25/01 La Provincia autonoma di Bolzano resta la regione italiana piu' ricca, la Calabria quella piu' povera. Lo dice Eurostat, l'ufficio europeo di statistica, che oggi ha reso noto la classifica delle regioni dell'Unione europea in base al prodotto interno lordo per abitante nel 2002, espresso in termini di potere d'acquisto. La fotografia complessiva, nella sostanza, ricalca quella dello scorso anno, relativa al 2001, con la regione di Londra (Inner London) al primo posto nell'Europa a 25, seguita da Bruxelles capitale e Lussemburgo, mentre tra le dieci regioni piu' povere sei sono polacche. Il mezzogiorno italiano recupera rispetto al resto del paese ed all'UE. Secondo i dati pubblicati oggi da Eurostat sul pil pro capite in termini di potere d'acquisto, la Calabria, con un 67,8% rispetto alla media comunitaria, non e' piu' la cenerentola d'Europa, ma si colloca davanti a tre regioni portoghesi che non superano rispettivamente il 62, 63,1e 65,8% e ad ad una Greca (65,7%). Nell'insieme dell'UE, una regione su quattro ha un reddito pro capite inferiore al 75% della media UE in base a dati calcolati in standard di potere d'acquisto (SPA). Esse sono in Polonia, con cinque regioni ed un minimo del 32%, Repubblica ceca, Ungheria, Germania, Spagna. Bolzano e la Lombardia, con un reddito pro capite rispettivamente al 159 ed al 143,8%, si collocano invece nel gruppo delle regioni o provincie che superano il 125% della media Ue: una regione su sette, con in testa molte citta' capitali, a cominciare da Londra (315%), seguita da Bruxelles (234%), Lussemburgo (213%), Amburgo (188%), Parigi(176%), Vienna (174%). All'8 ed al 9 posto la provincia autonoma diBolzano e Stoccolma (158%).
Nel quadro riferito all'Italia, Eurostat indica che il nord-ovest va meglio del nord-est. Con la provincia autonoma di Bolzano (160% di pil pro-capite considerando 100 la media Ue), al secondo posto per ricchezza si conferma la Lombardia, seguita dall'Emilia Romagna, dalla Valle d'Aosta e dalla Provincia autonoma di Trento. In coda invece ci sono ancora Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, tutte e quattro con un pil pro-capite inferiore al 75% della media Ue e quindi con la possibilita' di continuare a beneficiare, anche dopo il 2007, dei fondi europei destinati alle regioni povere che nella nuova politica di coesione saranno inserite nell'obiettivo ''convergenza''. Al centro Italia, il Lazio e la Toscana, che superano la media italiana (109%), vanno un po' meglio dell'Umbria e della Marche, entrambe, tuttavia, con pil pro-capite superiore alla media europea. Bolzano non solo si conferma la regione piu' ricca d'Italia, ma resta saldamente inserita anche tra le dieci regioni piu' ricche dell'Ue-25 dove figura all'ottavo posto, dopo Londra, Bruxelles, Lussemburgo, Amburgo, la regione parigina dell'Ile de France, Vienna e tre contee inglesi (Berkshire, Buckinghamshire e Oxfordshire). Le regioni piu' povere sono invece tutte dei nuovi dieci paesi entrati a far parte dell'Ue. Non c'e' una regione polacca con un pil pro-capite superiore al 75% della media europea. Un andamento superiore alla media, nei nuovi paesi Ue, si rileva a Praga nella Repubblica Ceca (152%) e a Bratislava in Slovacchia (120%), ma anche in questi paesi il resto delle regioni ha un pil pro-capite di molto inferiore al 75% della media Ue e dunque tali da poter accedere ai fondi europei. Questa la classifica resa nota da Eurostat, l'ufficio europeo di statistica, delle dieci regioni piu' povere e delle dieci piu' ricche dell'Unione europea. Per ciascuna regione e' indicata anche la percentuale del Pil pro-capite considerando 100 la media Ue-25. A seguire un quadro anche delle regioni italiane in base al prodotto interno lordo per abitante, misurato in standard di potere d'acquisto.


UE: REGIONI PIU' RICCHE - REGIONI PIU' POVERE

Inner London (GB) 315% - Lubelskie (Po) 32%
Bruxelles (B) 234% - Pordkarpackie (Po) 33%
Lussemburgo (L) 213% - Warminsko-Mazurskie (Po)34%
Amburgo (G) 188% - Podlaskie (Po) 35%
Ile de France (F) 176% - Swietokrzyskie (Po) 36%
Berkshire, Oxfordshire 168% - Eszak Magyaroszag (Un) 37%
Buckinghamshire (GB) 162% - Opolskie (Po) 37%
Provincia Bolzano 160% - Eszag-Alfold (Un) 38%
Stoccolma (S) 158% - Vychodne Slovensko (Sk) 39%
Alta Baviera (G) 158% - Lettonia 39%

Italia: REGIONI PIU' RICCHE - REGIONI PIU' POVERE

Provincia Bolzano 160% - Calabria 68%
Lombardia 142% - Campania 72%
Emilia-Romagna 137% - Sicilia 72%
Valle Aosta 133% - Puglia 73%
Provincia Trento 129% - Basilicata 77%

Galati “Forum Italia-Cile, Sudamerica mercato naturale per l’Italia”

24/01 ''Quello sudamericano e' un mercato naturale per l' Italia. A parita' di condizioni e di qualita' il nostro paese ha facolta' di penetrazione che altri non hanno per la presenza nel sub continente americano di milioni di cittadini di origine italiana''. A sostenerlo e' stato il sottosegretario alle Attivita' produttive, Giuseppe Galati, in merito al Forum di cooperazione Italia-Cile in programma in questi giorni a Santiago del Cile. ''E' per me motivo di particolare compiacimento - ha sostenuto Galati - accompagnare, come capo della delegazione del Parlamento, 250 imprese italiane al Forum di Santiago del Cile per mettere a punto strumenti di cooperazione economica, industriale e tecnologica tra il nostro paese e il Cile. Come calabrese sono particolarmente soddisfatto perche' tra le 250 imprese ben 40 sono calabresi, tutte tecnologicamente avanzate e in grado di competere sui mercati globali''. ''L' Italia - ha proseguito Galati - ha gia' avuto modo di distinguersi in Cile per la presenza di imprenditori italiani che li' hanno impiantato le loro aziende e che hanno fatto onore non solo al loro lavoro, ma anche al nostro paese. Il Cile, tra i paesi sudamericani e' quello che cresce di piu' e che gia' oggi ha un interscambio con l' Italia di tutto rispetto. Le nostre industrie attraverso joint-ventures possono essere presenti nel settore dei semilavorati e in quelli dell' agricoltura e del turismo. A questo proposito occorre compiere ogni sforzo perche' siano rafforzate al massimo strutture pubbliche in grado di rappresentare permanentemente il lavoro, la qualita' dei prodotti, e l'insieme del nostro paese onde assicurare non solo viaggi di andata ma anche ritorni significativi a vantaggio dell'economia italiana''.

Per i cento consiglieri in più alle regionali aumento di spesa di 15 milioni di euro

21/01 Lievitera' di oltre 15 milioni di euro l'anno la spesa che dovranno sostenere le Regioni, e quindi i cittadini, per pagare gli stipendi degli oltre 100 consiglieri in piu' che alle prossime elezioni di primavera entreranno in carica grazie all'approvazione dei nuovi statuti. Con le nuove carte costituzionali regionali, infatti, si e' previsto quasi ovunque, con la sola eccezione, almeno finora, del Piemonte, l'aumento del numero dei consiglieri regionali, che crescera' mediamente di 10 unita', con qualche eccezione, come in Campania, dove si prevede di passare da 60 a 80 consiglieri eletti (ma lo Statuto non e' ancora approvato). Per il resto, il Lazio passera' da 60 a 70 consiglieri, piu' il presidente della Regione, l'Abruzzo da 40 a 50, la Puglia da 60 a 70, la Basilicata da 30 a 40, la Calabria da 40 a 50, le Marche da 40 a 42, l'Umbria da 30 a 37, la Toscana da 50 a 65, cosi' anche l'Emilia, la Liguria da 40 a 50 oltre al presidente della giunta. Questo 'proliferare' di consiglieri, conti alla mano, costera' parecchio ai cittadini, anche perche' in tempi abbastanza recenti numerosi consigli regionali hanno approfittato dell'approvazione dei bilanci per mettere mano ad una revisione 'in alto' delle loro indennita'. La maggior parte delle Regioni a Statuto ordinario fino a poco tempo fa, infatti, avevano leggi che stabilivano che l'indennita' di base di un consigliere fosse pari al 65% di quella dei parlamentari. Ma alcuni consigli regionali hanno rivisto queste percentuali, passando al 75%, all'80% o anche a percentuali superiori. Questo significa che, dal momento che l'indennita' lorda di un parlamentare e' pari a 10.974 euro, quella di un consigliere regionale, che percepisce il 65% di quella indennita', e' di 7.133 euro lorde a cui pero' bisogna togliere le trattenute di vitalizio, quelle di reversibilita' e l'Irpef. A questa somma base bisogna poi aggiungere una serie di altre voci, variabili da Regione a Regione: diaria, rimborsi spese, indennita' di funzione (a seconda se si e' presidente del consiglio regionale o della giunta, vicepresidente, o presidenti di commissioni o capigruppo ecc.), benefit (alcune regioni prevedono, per esempio, un 'tot' di biglietti aerei o, se non se ne usufruisce,i consiglieri hanno diritto alla restituzione dell'intera somma). La critica che arriva da piu' parti e' che i costi degli enti regionali siano in costante aumento e non solo per l'accresciuto peso delle indennita' dei consiglieri: ogni gruppo consiliare, infatti, ha un costo poiche' deve sostenere spese per il suo funzionamento, e' dotato di una segreteria e, spesso, di un ufficio stampa. Tutti oneri che finiscono col gravare sulle tasche dei contribuenti. Ora, calcolando come costo medio mensile per un consigliere la cifra di 10.000 euro lorde (comprensive di diaria, rimborsi spese, indennita', benefit ecc.) e moltiplicandolo per 13 mesi, la cifra arriva a quasi 15 mln di euro l'anno: almeno tanto costera' dunque la carica dei nuovi 100 amministratori regionali che saranno eletti il 3 e il 4 aprile prossimi.

50 imprese calabresi hanno fatto domanda a Fincalabra per il bando ILSRE

18/01 Sono state in tutto 50 le domande pervenute negli uffici di Fincalabra relative al Bando per l' attuazione del Programma Regionale di Azioni Innovative Ilsre ''Iniziative Locali per lo Sviluppo Regionale nella Regione Calabria''. ''Un vero e proprio record - e' scritto in una nota - se si pensa che in un mese e mezzo e' stato fatto il bando, stilate le graduatorie, assegnati i fondi e firmati i primi contratti che saranno esauriti nei prossimi giorni. Le azioni previste dal bando erano due. L'azione 7.8 che ha la funzione di sostenere lo sviluppo di micro iniziative imprenditoriali coerenti con la filiera territoriale intersettoriale individuata per ciascun sistema locale di sviluppo. In tal caso gli interventi dovevano caratterizzarsi per il livello di innovazione del prodotto/servizio realizzato e per il loro contributo al progetto di filiera territoriale. L' azione 7.9 che ha l' obiettivo di sostenere interventi, promossi e realizzati da soggetti imprenditoriali collettivi (consorzi tra operatori), che implementano le funzioni di rete all'interno dei sistemi locali e delle specifiche filiere settoriali ed intersettoriali. Sono rientrate in questa categoria le azioni finalizzate a costruire iniziative di cooperazione tra i singoli operatori per la realizzazione di servizi comuni che permettano di realizzare economie di scopo e di scala e di superare le aree di maggiore criticita' delle microimprese''. La Regione Calabria, nella persona del Direttore Generale del dipartimento Bilancio, finanze, programmazione e sviluppo economico Renzo Turatto ha deciso di avvalersi di Fincalabra per la gestione delle due azioni. Le imprese ammesse e finanziate per cio' che concerne l' azione 7.8 sono state in tutto 17, una sola impresa e' stata ammessa con parziale copertura finanziaria, mentre 7 sono state le imprese non ammesse e non finanziate. Per quanto riguarda l' azione 7.9 invece, sono state 3 le imprese ammesse e finanziate mentre 4 sono state quelle non ammesse al finanziamento. Per il risultato raggiunto, grande soddisfazione e' stata espressa dal presidente di Fincalabra Antonio Gargano. ''Queste azioni - ha detto Gargano - non sono riuscite ad avere molto successo nel Quadro Comunitario di Sostegno e, se i fondi non si fossero attivati entro la fine dell'anno 2004 si sarebbero persi. Il dottor Turatto ha cosi' pensato ad affidare la gestione a Fincalabra chiedendomi di realizzare qualcosa in modo che i fondi non andassero persi. Cosi' abbiamo pensato a due bandi che potevano essere realizzati in un settore estremamente innovativo per la Calabria ossia le filiere. Abbiamo individuato, sulla scorta delle materie che a suo tempo erano state indicate dalla Regione Calabria, quelle che potevano essere raggruppate in filiera e messo in piedi la possibilita' di creare delle filiere produttive che sono state successivamente sottoposte all' esame dei Pit. Ogni Pit ha scelto la filiera produttiva che riteneva di poter gestire e che fosse piu' vicina alla sensibilita' del proprio territorio, anche se in gran parte e' stata scelta quella della ricettivita'. Il vero punto d' eccellenza e' che, in tre mesi, abbiamo pensato il bando, lo abbiamo discusso con i Pit e con la commissione e in questi giorni firmeremo tutti i contratti con le imprese ammesse al finanziamento''.

Quaranta industrie calabresi in Cile per il Forum di cooperazione economica

17/01 Sono 40 le aziende calabresi, su un totale di 250 imprese italiane coinvolte nella missione, che parteciperanno, dal 23 al 25 gennaio, a Santiago del Cile, al primo ''Forum di Cooperazione economica, industriale e tecnologica Italia - Cile''. A guidare la delegazione che si rechera' nel paese sudamericano - e' detto in un comunicato - sara' Adolfo Urso, viceministro alle Attivita' produttive, con delega al Commercio estero. ''Ancora una volta - ha sostenuto Urso - il Sistema Italia si muove in modo compatto, dobbiamo riconquistare il Sudamerica: questo e' il significato della nostra missione''. Nel corso dell' iniziativa, promossa dai Ministeri delle Attivita' Produttive e degli Esteri, con la collaborazione dell' Ice - e' detto nel comunicato - il viceministro Urso incontrera' tra gli altri Jose Miguel Insulza, vicepremier e Ministro dell' Interno; Jorge Rodriguez Grossi, Ministro dell' Economia e Sergio Bitar Chacra, Ministro dell' Educazione insieme a Pedro Corona Bozzo, presidente Camera Nazionale di Commercio. A giudizio di Urso ''sicuramente il Cile e' tra i Paesi piu' organizzati ed affidabili in America Latina, rappresenta la naturale porta d'accesso del made in Italy che vuole conquistare l'intero continente. La filiera del legno, che presenta una grande disponibilita' di materia prima ideale per fabbricare semilavorati per l' industria del mobile - sottolinea Urso - e' uno dei settori piu' importanti insieme a quello delle telecomunicazioni, delle infrastrutture e dell' agricoltura''. La Calabria che all' interno della delegazione ha la rappresentanza piu' nutrita, sara' presente con le aziende: Ecosystem, Salvaguardia ambientale, Edilteco, Cooperativa Annunziata, Tornatora Sedie, Eurolipter, Publinet, Rugolino & associati, Edilcavallaro, Pavimento Antiacidi Prasi, Salteg, Amministrazione provinciale di Catanzaro, Lametiaeuropa,Azienda agricola Stefano Di Fauci Randolfo, Caseificio crotonese, Coi - Consorzio volontari olivicoltori, Conche Cosenza, Stocco Mammolese, Ice Maker, Cariglino Paolo, Cotec Consorzio Olivicolo Terre di Calabria, Daniele Emilio, Distillerie Lucrezio, Fattoria del Casaro, Lazzaro Emilio, Oleifici Smeraldo, Aiello, Attina', Azienda agricola Fauci, Corma, Mediterranea Foods, Oleificio Portaro, Val di Neto SRL, Penelope, Effe Chateau, Cerra Pasquale, Bergatrade, Europannello, Ismeg e Universal Gronda Joe De Luca.

Crescono i mutui agli enti locali (+6%). Cresce anche il debito (+5.4%)

14/01 Crescono i mutui degli enti locali: nel 2003 - evidenzia un'indagine condotta dalla Ragioneria Generale dello Stato appena pubblicata - la nuove concessioni di mutui sono state pari a 7.388 milioni di euro con un incremento del 5,9% (pari a 2.526 milioni) rispetto al 2002. Il dato ribalta quindi una tendenza alla leggera flessione registrata negli ultimi due anni ma e' precedente alla nuova normativa messa a punto dal ministero dell' Economia per regolamentare il ricorso a strumenti derivati da parte degli enti locali. Dall' indagine statistica, realizzata su un campione di banche e sulla cassa depositi, cresce anche la consistenza del debito (il debito residuo e le rate di ammortamento) che al primo gennaio 2004 era a 44.094 milioni contro i 41.866 del primo gennaio 2003 (+5,3%). Per i mutui l'inversione di tendenza - segnalano dalla Ragioneria - e' dovuta pressoche' in egual misura all'apporto creditizio della Cassa Depositi e Prestiti (+52,3%), sia a quello degli altri Istituti (+50,4%). La classifica (relativa pero' al 2002) stilata dalla Ragioneria evidenzia come il forte aumento sia diffuso in ogni classe di enti, con una incidenza maggiore, tuttavia, nei comuni capoluogo e piu' moderata nelle amministrazioni provinciali. Tornando al 2003 si evidenzia invece una maggior richiesta indirizzata soprattutto alla realizzazione delle opere pubbliche e in particolare viabilita' e trasporti, edilizia sociale e strutture ricreative. Rispetto al complesso dei mutui concessi, infatti i settori della viabilita' e trasporti e dell'edilizia sociale mantengono le maggiori quote di finanziamento (rispettivamente il 26,9% e il 17,4%). Nodale l'apporto della Cassa Depositi e Prestiti che nel 2003 ha contribuito al finanziamento di opere pubbliche per oltre l'84%, mentre con riferimento al complesso delle finalita' di investimento l'apporto si e' attestato sull'80% circa, superando quindi i livelli di questi ultimi anni. Sotto il profilo della distribuzione territoriale, il Lazio diventa la regione che assorbe la maggior quota del credito (16,9 % del totale nazionale), seguito dalla Campania (12,9%) e dalla Lombardia (12,6%). Rapportando i valori osservati nelle singole aree geografiche alle rispettive popolazioni, si puo' osservare che i valori pro-capite piu' alti si rilevano nel Lazio, nell'Abruzzo e nel Piemonte, mentre i piu' bassi si verificano nel Molise, in Sicilia e in Puglia. Per quanto attiene all'incidenza percentuale dell'intervento finanziario della Cassa Depositi e Prestiti, in rapporto al complesso dei mezzi creditizi attivati dagli Enti locali in ciascuna regione, i valori piu' elevati si riscontrano per gli Enti della Valle d'Aosta (100%), della Campania (99,2%), e della Calabria (97%), mentre i valori piu' bassi si registrano in Piemonte (62,7%), nella Toscana (66%) e in Liguria (66,7%). Di seguito una tabella con la classifica della distribuzione regionale dei mutui concessi nel 2003 agli enti locali:
Nella graduatoria stilata per regione sono indicati i milioni di euro in valore assoluto, il valore in percentuale e l’importo procapite.
1) Lazio 1.251 16,93% 240,42
2) Campania 951 12,87% 165,01
3) Lombardia 931 12,60% 100,71
4) Piemonte 793 10,73% 185,75
5) Veneto 470 6,36% 101,16
6) Toscana 466 6,31% 130,61
7) Emilia Romagna 361 4,89% 88,49
8) Sicilia 320 4,33% 64,04
9) Puglia 297 4,02% 73,48
10)Calabria 267 3,61% 132,89
11)Abruzzo 248 3,36% 192,66
12)Friuli VG 216 2,92 179,93
13)Marche 186 2,52% 123,60
14)Sardegna 171 2,31% 103,86
15)Trentino AA 158 2,14% 163,83
16)Liguria 120 1,62% 76,21
17)Umbria 97 1,31% 114,49
18)Basilicata 50 0,68% 84,35
19)Molise 18 0,24% 55,96
20)Valle d'Aosta 17 0,23 136,67
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TOTALE ITALIA 7.388 100,00 127,62

Inaugurazione del corso di studi “Per una economia civile e di comunione” il 21 a Cassano

12/01 ''Per una economia civile e di comunione'' e' il tema del corso di studi organizzato dalla scuola di formazione ''Don Carlo De Cardona'', istituita dalla diocesi cassanese guidata dal vescovo Domenico Graziani, in collaborazione con il movimento dei Focolari e l' universita' Bicocca di Milano. Il corso, che prevede interventi di teoria economica di taglio prevalentemente accademico e organizzativo e operativo, e' aperto a tutti coloro che sono interessati ''a formarsi a una visione di economia incentrata sul principio di reciprocita', una economia, quindi, civile e di comunione'' e si articolera' in cinque fine settimana tra gennaio e maggio. La cerimonia di inaugurazione e' prevista per venerdi' 21 gennaio, alle ore 17, presso l' hotel Corallo di Villapiana Lido.

Aumenta il numero delle Imprese (+1.2%) in Italia. In Calabria l’aumento è del 3.4%, a Cosenza il 3%

29/12 Quest'anno in Italia sono attive circa 60mila imprese in più rispetto al 2003, per una crescita del numero complessivo di attività imprenditoriali dell'1,2%. E' positivo il bilancio per le imprese italiane tratto da un'indagine della Camera di commercio di Milano che ha messo a confronto i dati del Registro delle imprese del terzo trimestre 2003 con quelli dello stesso periodo del 2004. A crescere più di tutti gli altri è il settore "sanità e altri servizi sociali", con un aumento del numero di imprese del 5,9%. Il numero di attività in questo campo ha subito una vera e propria impennata in Friuli-Venezia Giulia, con una crescita del 37,8%. Seguono le imprese di "produzione e distribuzione di energia elettrica e di acqua", che aumentano del 5,4% sul territorio nazionale. Per quanto riguarda le attività in campo energetico, Molise, Marche e Abruzzo sono le regioni che crescono di più, con incrementi superiori al 17%. Il primo settore per numero di attività resta il commercio che, con oltre 1 milione e 440mila imprese, costituisce quasi il 28% dell'intera impresa italiana. Seguono agricoltura (19,1%), costruzioni (13,6%) e attività manifatturiere (12,7%). E' la Calabria la regione dove sono nate più imprese negli ultimi 12 mesi. L'incremento delle attività in questa regione è superiore alla media nazionale, attestandosi al 3,4%. La Sardegna, seconda, cresce "solo" del 2%. Anche le province imprenditorialmente più virtuose sono in Calabria. Dopo Milano che con una quota pari al 6,57% sul totale nazionale che rimane in testa, segue la capitale Roma (4,44%) e poi Reggio Calabra che cresce del 4,3%. Ottime le performance delle altre province calabresi con Catanzaro che cresce del 3,2%, Crotone e Cosenza del 3% e Vibo Valentia dell 2,9%. Le altre province importanti sono Napoli (4,26%), Torino (3,81%),Bari (2,65%) e Brescia (2,05%). La Lombardia, che resta la prima regione per numero assoluto di imprese, con il 15,5% delle attività imprenditoriali italiane concentrate sul suo territorio, è terza nella classifica di crescita annuale, con un +1,7%. Sopra la media nazionale sono anche Campania (+1,6%), Emilia Romagna e Toscana (entrambe +1,3%). Tra i settori che hanno trainato maggiormente la crescita numerica delle aziende c'e' la sanita' (+5,94%), seguita dalle multiutility (+5,45%), immobiliare, noleggio, informatica e ricerca (+4,54%), ma anche costruzioni (+4,36%) e istruzione (+4,06%), mentre hanno chiuso con un saldo negativo agricoltura, caccia e silvicoltura (-1,79%), miniere e cave (-1,26%) e attivita' manifatturiere (-0,59%).

De Rose scrive ai Ministri Siniscalco, Marzano e Gasparri “Sviluppo Italia determinante per il Mezzogiorno”

28/12 Umberto De Rose, gia' Presidente di Assindustria Cosenza e componente della Commissione Mezzogiorno di Confindustria, ha scritto una lettera ai ministri Maurizio Siniscalco, Antonio Marzano e Maurizio Gasparri ed al sottosegretario Pino Galati, esprimendo ''vivo apprezzamento per la scelta di assegnare, con la legge finanziaria, un ruolo centrale a Sviluppo Italia nella formulazione degli investimenti per il Mezzogiorno''. Per De Rose ''la misura gia' prevista, consente di poter ben sperare , non solo per la volonta' espressa di rilanciare gli investimenti nel Sud ( ed in questo quadro e' da salutare positivamente la prossima iniziativa del premier di incontrare le parti sociali) ma anche e soprattutto per la buona esperienza di cui Svi e'portatore''. ''Come calabresi - continua De Rose- non possiamo non sottolineare la presenza di Francesco Samengo, vice presidente di Svi, che gia' da Presidente di Bic Calabria ha avuto un ruolo fondamentale nell'individuazione di risorse innovative per la piccola e media imprenditoria''. De Rose si dice ''sicuro che si potra' rilanciare la competitivita', privilegiando idee e forme in grado di far riprendere la marcia al meridione''.

Stipulato l’accordo tra Regione e ICE per l’assistenza alle imprese produttive

23/12 E' stato stipulato oggi tra la Regione Calabria e l' Ice (Istituto per il commercio estero) un ''Accordo di Programma'' per garantire assistenza alle imprese produttive calabresi a partire dal 2005. Il presidente dell' Ice, Beniamino Quintieri, e il direttore generale del Dipartimento Attivita' produttive della Calabria, Stefano Torda, hanno siglato, nella sede dell' Ice, la convenzione che prevede l'affiancamento e l' assistenza dell' Ice alle imprese produttive calabresi che intendono partecipare alle principali manifestazioni fieristiche mondiali. Assistenza ed affiancamento, e' scritto in un comunicato, che si sostanzieranno, tra l' altro, nella realizzazione da parte dell' Ice di studi di fattibilita' personalizzati per quelle imprese calabresi che vogliono internazionalizzarsi. L' accordo prevede la partecipazione della Calabria a mostre internazionali di assoluto rilievo nei settori della gioielleria (Dubai), dell' abbigliamento (Parigi) e dell' arredamento. Per quest'ultimo settore l' Ice organizzera' una vera e propria ''show room'' in Calabria invitando operatori qualificati della domanda e giornalisti. L' Accordo prevede interventi per un importo di 1.200.000 euro, con un onere ripartito al 50% tra i due contraenti. ''In realta' - e' scritto in un comunicato dell' assessorato - si e' trattato della formalizzazione istituzionale di un rapporto di collaborazione che Regione ed Ice avevano avviato da circa due anni e che si era concretizzato nell' apertura dello Sportello Regionale per l' Internazionalizzazione (Sprint) che ha visto la Regione come promotore e l' Ice come partner principale. Con l' apertura dello Sportello, che ha sede nell' aeroporto di Lamezia e diramazioni telematiche in tutte e cinque le Camere di commercio calabresi, Regione ed Ice hanno reso disponibile alle imprese calabresi che vogliono affrontare i mercati esteri dell' import-export un importante strumento di consulenza, d' indirizzo e di orientamento che sta dando nuovo impulso all' inserimento in reti commerciali complesse dei prodotti calabresi''. La convenzione firmata oggi prevede, tra l' altro, il potenziamento delle attivita' promozionali gia avviate da Srint Calabria.

Enel ufficializza l’uscita dal settore acqua

22/12 Oggi a Parigi, Enel e Compagnie Generale des Eaux, capofila del settore acqua nell'ambito del gruppo Veolia Environment, hanno sottoscritto i contratti per il trasferimento a quest'ultima del 100% del capitale di Enel Hydro, cui fanno capo le iniziative nel settore idrico di Enel in Calabria e in Provincia di Latina, e del 20% del capitale di Idrosicilia, veicolo tramite il quale Enel partecipa alle attivita' relative alla grande adduzione nella Regione Siciliana. Lo rende noto un comunicato. Il controvalore complessivo dell'operazione e' di circa 36 milioni; il trasferimento delle azioni e' previsto entro il primo trimestre 2005, a seguito delle necessarie autorizzazioni Antitrust. Enel e Veolia hanno inoltre concordato opzioni put e call sulla restante partecipazione detenuta da Enel in Idrosicilia, pari al 40% del relativo capitale sociale. Con la firma di questi contratti si completa l'uscita di Enel dal business dell'acqua e si compie, nei tempi annunciati ai mercati finanziari, un ulteriore passo in avanti nella strategia di focalizzazione sui settori dell'elettricita' e del gas.

Firmata una convenzione tra Regione Calabria e ICE

20/12 Alla presenza del presidente dell' Istituto nazionale per il Commercio Estero (Ice), Beniamino Quintieri, del Direttore generale, Ugo Calzoni, e del direttore generale delle Attivita' produttive della Calabria, Stefano Torda, e' stata firmata oggi la convenzione tra la Regione Calabria e l' Ice nell' ambito della gestione dello sportello regionale per l' internazionalizzazione delle piccole e medie imprese (Sprint Calabria). L' accordo prevede la nomina dell' avv. Domenico Neri, funzionario Ice, quale direttore dello Sportello che ha sede presso l' aeroporto calabrese di Lamezia Terme. Gli obiettivi perseguiti dello Sprint Calabria sono quelli inerenti l' internazionalizzazione delle imprese, utilizzando tra l' altro i fondi del Programma operativo regionale della Regione Calabria. Promosso da Ministero per le attivita' produttive, dalla Regione Calabria, dall' Ice, dalla Sace, dalla Simest e dall' Unioncamere della Calabria, lo Sportello calabrese prevede anche la collaborazione con gli Enti preposti allo sviluppo al sostegno delle piccole e medie imprese e con gli Sportelli provinciali presso le cinque Camere di commercio della regione, al fine di assicurare lo stesso standard di offerta servizi nei confronti delle Pmi calabresi. Saranno inoltre coinvolti i responsabili dei Patti territoriali, al fine di creare dei distretti produttivi. Gia' nella fase iniziale di attivita' dello Sprint, si pensa di potere coinvolgere circa 300 aziende dei vari settori merceologici fra cui la gioielleria, l' abbigliamento, la ceramica artistica, i mobili in legno.

Sviluppo Italia: “Grazie all’autoimpiego oltre 4000 nuove imprese”

18/12 Nel 2003/2004 le iniziative di Sviluppo Italia Calabria a sostegno all' autoimpiego, i finanziamenti per il 50% a fondo perduto e per il restante 50% con mutuo agevolato fino ad un massimo di circa 129.000 euro, hanno fatto registrare la creazione di 4.050 nuove imprese creando nuovi posti di lavoro per un' occupazione complessiva di 4.489 addetti con una media di un nuovo occupato per ogni 277 abitanti. A renderlo noto e' stato l' amministratore delegato di Sviluppo Italia Calabria, Leonardo Loprete, riassumendo l' attivita' svolta nel corso dell' anno dell' agenzia di sviluppo. Sviluppo Italia Calabria fa capo alla holding nazionale Sviluppo Italia e partecipata anche dalla Regione Calabria. La societa', la piu' grande tra le agenzie regionali della capogruppo Sviluppo Italia, con sistema di qualita' ed ambientali certificati ed in possesso della registrazione Emas, e' scritto in un comunicato, e' presente oltre che a Cosenza, dove ha la propria sede legale, con l' incubatore d' impresa di Catanzaro, situato a Settingiano, e con gli uffici di Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia, oltre ad una sede di rappresentanza a Bruxelles. Sviluppo Italia Calabria si occupa di creazione di nuove imprese e di sviluppo di Pmi e del territorio, oltre che dell' attuazione delle misure gestite dalla holding nazionale quali ''Attrazione investimenti'', ''Supporto alla committenza pubblica'' ed altre. Tale attivita' viene realizzata attraverso l' attuazione di progetti, leggi, misure incentivanti, oltre che attraverso la realizzazione di una capillare ed attenta azione di informazione ed orientamento del territorio. Le iniziative che Sviluppo Italia attua per il sostegno al lavoro autonomo (prestito d' onore e microimpresa), e' scritto nella nota, vengono condotte dalla partecipata regionale con attenzione alle propensioni e vocazioni regionali anche attraverso un' opera di coinvolgimento dei Comuni ed Enti Locali, presso i quali, attraverso la definizione di protocolli d' intesa e convenzioni, stanno aprendo sportelli informativi/operativi (Info-point) atti a promuovere presso cittadini ed imprese l' accesso alle opportunita' offerte da Sviluppo Italia Calabria. Per il Parco Nazionale del Pollino e' stata realizzata una iniziativa specifica, il progetto Nipp che, prosegue la nota, ha fatto registrate significativi risultati: ''la creazione di 20 nuove imprese; la promozione di imprese agroalimentari gia' operative; la promozione di imprese del settore turismo attraverso il Cts che si pone l' obiettivo di 500 prenotazioni per la stagione 2005''. ''Il sostegno e la crescita delle aziende esistenti, tuttavia - e' scritto nel comunicato - si attua non solo attraverso l' implementazione di percorsi di formazione manageriale o di creazione di opportunita' di mercato, ma anche attraverso l' acquisizione da parte delle aziende di servizi che determinano vantaggi competitivi. E' il caso della certificazione di qualita', per la quale Sviluppo Italia Calabria, negli anni ha svolto una grande opera di divulgazione assistendo moltissime imprese e contribuendo sensibilmente alla crescita del numero delle imprese certificate, 5 nel 1995, oggi oltre 1000''. Attualmente Sviluppo Italia Calabria e' impegnata nell' attuazione della Legge Regionale 11/2001 che prevede incentivazioni per la certificazione di qualita' ISO 9000 per le aziende calabresi operanti nel settore sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale pubblico e privato. Per quanto riguarda l' accesso alle agevolazioni, regolato da bandi pubblici, fino ad oggi ne sono stati pubblicati due, nel 2002 e nel 2003. In tutto oltre 500 le aziende richiedenti e circa 200 quelle ad oggi finanziate, di cui 114 gia' hanno conseguito il traguardo della certificazione di qualita'. ''Gli obiettivi che si pone l' agenzia di sviluppo regionale - conclude la nota - sono quelli di sempre piu' elevati traguardi per il 2005: la creazione di nuove imprese, il sostegno attraverso l' attuazione di progetti speciali alle categorie disagiate, l' incremento della certificazione di qualita' da parte delle organizzazioni esistenti, il conseguimento della certificazione ambientale da parte di aziende operanti nell' area del Parco del Pollino, la realizzazione di progetti di ricerca applicata dedicati alle piccole e medie imprese, anche in chiave di internazionalizzazione. Per ciascuno di questi obiettivi esistono gia' progetti ed azioni pronti per essere avviati, e questo rende gli stessi obiettivi ragionevolmente concretizzabili''.

Eurispes: Campanello d’allarme dalle imprese della media valle del Crati

17/12 Secondo l'indagine Eurispes sull'economia della Media Valle del Crati la maggior parte delle imprese (ben il 39% del campione intervistato) ha fatto registrare una diminuzione di fatturato nel corso del 2004; per 38 aziende su 100 il fatturato è rimasto pressocchè invariato. Diametralmente opposta la situazione di un significativo numero di aziende per le quali l'anno che sta per concludersi ha rappresentato un passo in avanti: +23% di fatturato.
Il particolare:
L’indagine Eurispes-Bcc Mediocrati fotografa un anno di attività delle pmi dell’area della media valle del Crati: fatturati in calo rispetto al 2003 per il 39% delle aziende. Il portafoglio ordini non si è discostato di molto dai valori dell’anno scorso. Solo il 33% degli imprenditori farà investimenti nel 2005. Oltre 8 imprenditori su 10 puntano sulla banca locale. Nei prossimi mesi verranno presentati i risultati del primo Rapporto sull’economia in provincia di Cosenza. Oltre 200 le imprese cosentine coinvolte nell’indagine.
Il 2004 non ha rappresentato l’anno delle grandi novità per le numerose piccole e medie imprese presenti nella media valle del Crati. Portafoglio ordini e liquidità non si sono discostati in maniera significativa dai valori dell’anno scorso; performance piatta anche sul versante del posizionamento concorrenziale che secondo il 54% del campione intervistato è rimasto invariato rispetto al 2003. Pochi imprenditori, appena un terzo, hanno effettuato investimenti nel corso dell’anno e ha programmato di effettuarne durante il 2005. Stabilità, dunque. Anzi, stagnazione. E’ quanto emerge dal Rapporto provinciale sull’economia realizzato dall’Eurispes per conto della banca di credito cooperativo del Mediocrati i cui risultati complessivi verranno presentati, nei prossimi mesi, dai vertici dell’istituto di credito. «Questi primi dati dell’in dagine congiunturale realizzata dall’Eurispes – ha dichiarato il presidente dellla Bcc Mediocrati, Nicola Paldino – ci porta a fare una duplice valutazione. Da un lato, presenta una situazione di stagnazione economica dell’area della media valle del Crati che, se dovesse trovare conferma anche per l’intero territorio provinciale, rappresenterebbe un pericoloso fattore di rischio e, dunque, prefigurerebbe un quadro economico e sociale abbastanza allarmante. Dall’altro - ha continuato Nicola Paldino – rilancia con forza l’importanza del ruolo della banca locale nei processi di sviluppo e di crescita del territorio. L’82,5% degli imprenditori che hanno dichiarato di intrattenere rapporti con la banca locale responsabilizza ulteriormente le aziende di credito cooperativo sia nella necessità di conservare la vicinanza tra istituto di credito e aziende locali e sia di reinvestire sul territorio la raccolta effettuata».
Oltre 200 le imprese coinvolte nel territorio provinciale con un focus di analisi e ricerca dedicato all’area della media valle del Crati. E così, imprese operanti nei cinque settori dell’agricoltura, del commercio, delle costruzioni, dei servizi, dell’industria e dell’artigianato hanno collaborato con i rilevatori dell’Eurispes per offrire informazioni adeguate sulla congiuntura economica della provincia di Cosenza. «Secondo i dati congiunturali rilevati – ha spiegato il presidente dell’Eurispes Calabria, Raffaele Rio – si registra un generale accorciamento dell'orizzonte degli investimenti e una diffusa preoccupazione degli imprenditori per il futuro. Le aziende si rivolgono agli istituti di credito non per ricevere un sovrappiù per gestire il presente, ma un surplus per scongiurare lo spettro dell’isolamento e dell’abbandono per il futuro. Occorre, quindi, ripensare il sistema creditizio come un interlocutore che sappia promuovere la crescita della comunità economica locale, in grado valutare il rischio evitando, al tempo stesso, la penalizzazione della businness idea imprenditoriale per mancanza di conoscenza della realtà. In questa direzione – ha concluso Raffaele Rio – il sistema creditizio deve mettere in campo idee e strategie per scongiurare il rischio di essere definitivamente assorbito da altre realtà extraregionali».
Ma veniamo al dettaglio della ricerca. Come già anticipato, la maggior parte delle imprese (ben il 39% del campione intervistato) della media valle del Crati ha fatto registrare una diminuzione dei regimi di fatturato nel corso del 2004; per 38 aziende su 100 il fatturato è rimasto pressocchè invariato rispetto all’anno precedente. Diametralmente opposta la situazione di un significativo numero di aziende per le quali l’anno che sta per concludersi ha rappresentato un passo in avanti: +23% di fatturato. Il borsino degli investimenti non muta sia se riferito a risorse impiegate nel 2004 sia alla programmazione delle risorse da impiegare per l’immediato futuro: solo il 33% degli imprenditori (a fronte del 67% di segno opposto) ha effettuato e effettuerà investimenti per incrementare i fatturati aziendali. Nell’ultimo anno, inoltre, si è verificato un miglioramento nella posizione concorrenziale solo per il 18% degli imprenditori presenti nell’area monitorata dall’indagine; un peggioramento per il 28% mentre per oltre 1 impresa su 2 il posizionamento strategico della propria attività imprenditoriale sui mercati di riferimento è rimasta invariata rispetto all’anno precedente. Invariata anche l’acquisizione del portafoglio ordini per il 50% esatto del campione. In calo per il 26% e in aumento per il 24% delle imprese locali.
La ricerca ha, inoltre, approfondito gli atteggiamenti e gli orientamenti e le relazioni degli imprenditori con il sistema creditizio. A tal riguardo, il 63% degli intervistati ha dichiarato di intrattenere rapporti con una sola banca a fronte del 37% che, al contrario, si rivolge a più di un istituto di credito. Sia nel primo che nel secondo orientamento, la stragrande maggioranza delle imprese hanno manifestato una spiccata prefernza per le banche locali: si va dal 62,2% nel caso di imprenditori che hanno dichiarato di “lavorare” con più istituti di credito fino addirittura all’82,5% per quelle aziende orientate a intrattenere rapporti con una sola banca. Un atteggiamento che sembra voler premiare uno dei punti di forza principali delle aziende di credito cooperativo: la creazione del valore deve soddisfare non solo i soci finanziatori, ma anche i soci imprenditori-clienti.

Per Unioncamere 3 assunzioni su 10 sono immigrati

17/12 Alla fine del 2004 gli immigrati assunti nelle imprese italiane saranno 195 mila, pari al 28,9% del totale degli assunti nell' anno. E' quanto emerge dai dati dell' indagine Excelsior, realizzata da Unioncamere e ministero del Lavoro. La regione che, secondo le previsioni per fine anno, assumera' nel complesso piu' extracomunitari e' la Lombardia con quasi 37 mila assunzioni previste (per quasi la meta' concentrate nella provincia di Milano). Seguono il Veneto, con circa 21 mila assunzioni (soprattutto a Verona e Vicenza) e l' Emilia Romagna (oltre 20.900). Nel centro guida la classifica il Lazio (14.800 assunzioni), mentre la Campania e' il polo di attrazione del sud (oltre 11.700 assunzioni previste entro la fine dell' anno). In base alle statistiche Movimprese, condotte trimestralmente sulla demografia delle imprese iscritte alle Camere di Commercio, alla fine di settembre risultavano inoltre in attivita' poco piu' di 168 mila imprese individuali con titolare nato in un Paese extracomunitario. Primo Paese di provenienza degli imprenditori, con oltre 29 mila presenze, e' il Marocco, seguito dalla Cina, con oltre 18 mila imprese individuali. Anche in questo caso la Lombardia e' la regione piu' gettonata, con oltre 30.700 imprese guidate da extracomunitari. Secondo posto per la Toscana (oltre 17 mila imprese), seguita dall' Emilia Romagna (piu' di 16.000). Unioncamere ha diffuso i dati in occasione della nascita del nuovo osservatorio dedicato a lavoratori e imprenditori extracomunitari. L' obiettivo e' quello di realizzare ricerche e analisi sulle imprese di immigrati e sui fabbisogni professionali rivolti a manodopera immigrata. Ecco in una tabella le assunzioni di personale extracomunitario previste dalle imprese delle varie regioni per l' anno in corso.
DI fianco la regione il numero di assunzioni previste.
Piemonte 15.888
Valle d'Aosta 632
Lombardia 36.928
Liguria 5.423
Trentino Alto Adige 5.741
Veneto 21.141
Friuli Venezia Giulia 6.394
Emilia Romagna 20.989
Toscana 11.857
Umbria 3.612
Marche 6.640
Lazio 14.848
Abruzzo 6.163
Molise 754
Campania 11.727
Puglia 9.294
Basilicata 1.286
Calabria 3.747
Sicilia 8.121
Sardegna 3.824
-------------------
TOTALE 195.009

Aumenta l’indebitamento dei consumatori calabresi

15/12 ''Compri oggi paghi l'anno prossimo'': con questa formula del credito al consumo, che va per la maggiore in questo periodo prenatalizio, i debiti degli italiani sono gia' aumentati per circa 14 milioni di euro. In pratica, ogni cittadino, compresi i poppanti, ha in media debiti per 228 euro. Nel 2004 l'Italia ha registrato un aumento del 15% del credito di consumo (presiti personali, prestiti finalizzati, uso della carta di credito e della carta revolving, cessione del quinto) rispetto all'anno precedente. La palma degli indebitati - secondo i dati di Listaconsumatori - spetta ai sardi, con 308 euro di debito pro capite, seguiti dalla Toscana con 305 euro e dalle Marche e il Piemonte a pari merito con 272 euro. Nel 2004, rispetto all' anno precedente, si e' registrato in Calabria un aumento del 15% del credito al consumo (prestiti personali, prestiti finalizzati, carta di credito, carta revolving, cessione del quinto. Lo ha reso noto il movimento Listaconsumatori secondo cui, nella regione, si e' verificata ''un' impennata che ha portato a quota 530 milioni di euro circa l' indebitamento dei consumatori''. In base alle rilevazioni del movimento, si potrebbe dire ''che ogni cittadino residente in Calabria ha contratto prestiti per circa 230 euro. Le famiglie coinvolte sono principalmente quelle con reddito mensile compreso tra i 1.000 e i 1.500 euro''. ''Anche in Calabria - e' scritto in un comunicato di Listaconsumatori - si e' diffusa la pratica del ricorso al credito al consumo per effettuare gli acquisti e questo avviene a causa del carovita che da tre anni ha falcidiato i redditi delle famiglie, costringendole all' indebitamento per effettuare gli acquisti. Se prima si ricorreva a questi tipi di prestiti per acquistare l' automobile o il grande elettrodomestico, o per comprare beni costosi e non essenziali adesso si ricorre al credito al consumo per mantenere lo stesso tenore di vita degli anni passati, e lo dimostra il fatto che i finanziamenti avvengono per tutti i tipi di acquisti, compresi generi di prima necessita' come pasta, latte, uova, farina''. Per il movimento politico ''si tratta pero' di una pratica assai pericolosa perche' se adesso siamo allettati dall' idea di acquistare un prodotto e iniziare a pagarlo dal 2006, dobbiamo ricordare che prima o poi arrivera' il momento di saldare le rate e il nostro stipendio non sara' certo piu' elevato di quello attuale. Anche per questo i consumatori alle prossime regionali devono creare una lobby per difendere i propri interessi e i propri soldi. Soprattutto - conclude Listaconsumatori - perche' le tre proposte di legge in materia di contenimento dei prezzi e tutela del risparmio che avevamo presentato a marzo al Parlamento, sono rimaste inascoltate, e l'indebitamento degli italiani e' il risultato di tanto disinteresse da parte della classe politica. Disinteresse che anche in Calabria, sia da parte dell'attuale Presidente della Regione, che dell'opposizione, ha creato evidenti danni ai consumatori''. Questa la tabella del debito procapite (in euro) divisa per regioni:
Sardegna 308
Toscana 305
Marche 272
Piemonte 272
Lazio 270
Sicilia 264
Valle d'Aosta 262
Abruzzo 253
Lombardia 247
Calabria 230
Liguria 220
Puglia 220