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    Lettere al Direttore

     

     

    L'estate arriva e Camigliatello ha una scarsa programmazione

    Sta per arrivare l'estate le altre località turistiche in Italia presentano grandi concerti ed eventi mozzafiato, anche i nostri vicini si organizzano e pubblicizzano i propri eventi, un esempio per tutti: sul lago Ampollino, per il mese di agosto, sono stati organizzati una serie di eventi dedicati al cabaret con artisti di livello nazionale. Invece la perla della Sila, Camigliatello, con il suo Assessorato al Turismo, per il momento sta a guardare, si concentra su piccole cose che però non aiutano l'economia locale. Mi sento di scrivere questo appello perché, oltre ad essere un abitante di questo territorio, sono anche un operatore, per la precisione un albergatore, e vorrei avere un programma degno di questo nome da pubblicizzare e promuovere così da poter convincere più turisti possibile a scegliere per le loro vacanze la nostra località. Parlo di eventi degni di questo nome, che siano di richiamo per i turisti e non le solite "sagrette" di poco conto, piene di commercianti estranei al territorio che trasformano Camigliatello nella "Terra di Nessuno" senza alcuna regola a discapito degli operatori locali. Faccio questo appello perché, tranne due manifestazioni sportive di buon richiamo e qualche sagra realizzata da privati, ancora non c'è nulla di organizzato. Silenzio assoluto! Come dovrei fare io operatore ad organizzarmi e a prendere prenotazioni con questa incertezza, ma soprattutto con questa scarsa programmazione? Il mio appello, ma sicuramente quello di molti colleghi, è rivolto innanzi tutto all'Assessore al Turismo del Comune di Spezzano della Sila, poi alla Pro Loco di Camigliatello e per finire alla Regione Calabria: non abbandonateci al nostro destino, ma da buoni amministratori create un interesse per questa località e per il suo turismo. Almeno provateci! La primavera non è stata buona, abbiamo avuto un notevole calo di presenza. Speriamo che con il Vostro aiuto e intervento l'estate possa prendere una direzione diversa.

    Piero Cantore

    Diritti dei malati: immangiabile il cibo dell'Ospedale di Paola

    I diritti – una parola molto usata in questi ultimi anni, forse troppo, infatti sembra sia sbandierata ma non valutata. Si parla di diritto: dei bambini, dell’ambiente, degli animali, dei carcerati, degli immigrati, degli anziani, dei malati. Una parola, solo una parola, perché in effetti si nota il contrario, si vive e si soffre perché questa è una parola cantata ma non attuata. Sono stata ricoverata presso l’Ospedale di Paola in reparto chirurgia. Il personale è eccellente sia per professionalità, assistenza, umanità e cordialità tanto che ho detto che il malato è sofferente, ma i veri pazienti sono loro. Ma c’è una grande pecca: IL CIBO. Chi provvede pensa bene che importante è speculare, arricchirsi e non badare a far vivere i sofferenti in modo dignitoso. Il cibo arriva freddo, scotto, dal sapore cattivo IMMANGIABILE … anche un cagnolino ha rifiutato di mangiare la carne! VERGOGNA! VERGOGNA, ma questi signori dove hanno il cuore? Il direttore sanitario perché non prende provvedimenti? I diritti dei malati? Li ha dimenticati? I sofferenti hanno pagato i diritti assistenziali ed ora sono trattati così male. Non parlo per me, ma perché vedendo le persone che con gran disgusto prendevano qualche cucchiaio di minestra di natura imprecisata la rifiutavano. Siamo persone, con una certa dignità e reclamiamo perché i diritti dei malati siano RISPETTATI

    Cordiali saluti

    Lettera Firmata

    Se i padroni fanno ciò che vogliono. Denuncia di un figlio

    Vorrei raccontarvi l’ennesima storia su come funziona il mondo del lavoro nella nostra amata Cosenza, dove, oltre al lavoro in nero e buste paghe che non rispecchiano il compenso reale, purtroppo capita spesso che dipendenti con contratti regolari non ricevano la paga per mesi! La storia che racconto non è la mia, ma di mia madre, la quale fino al 2015 era dipendente di un centro diagnostico e, che a causa di una scissione della società, è stata convinta dalla società stessa a dare le dimissioni, venendo riassunta dal centro diagnostico per immagine presso altro centro. Prima di questa situazione aveva un contratto a tempo indeterminato e prendeva 1300 euro al mese, purtroppo non retribuita regolarmente, ed ora ha un contratto part-time a 700 euro al mese e continua a non essere retribuita regolarmente. Da ciò si capisce subito che chi ci ha guadagnato sono stati i padroni, che le hanno dimezzato lo stipendio e hanno anche potuto assumerla a tempo determinato, quindi ancora più ricattabile perché se alza la voce non le rinnovano il contratto, grazie al Jobs Act, prendendo anche incentivi in quanto risulta una nuova assunzione! Come se non bastasse avanza migliaia di euro di TFR che non vedrà mai perché affermano di non poter pagare; tutta questa situazione è una mortificazione non solo per lei, che si trova in difficoltà a mantenere la nostra famiglia, ma per tutti i lavoratori che sono nelle sue stesse condizioni, che sono costretti a lavorare come bestie nella speranza di vedere a fine mese almeno una parte del frutto del loro lavoro, mentre sappiamo bene che i soci delle suddette società questo problema certo non lo riscontrano. Un’altra denuncia che vorrei fare è sullo scarso livello di sindacalizzazione dei vari dipendenti del settore privato, che vengono imbrogliati dai propri datori di lavoro perché non conoscono i loro diritti e perché troppo spesso ritengono queste persone più oneste di quanto realmente siano. Spero che questo articolo possa spingere altri lavoratori che sono nella stessa situazione a venir fuori e raccontare la loro situazione, certo è che rimane tanta rabbia da parte di chi è sfruttato, abbandonato anche da chi dovrebbe tutelarlo, e non può far niente per far valere i propri diritti!

    Lettera firmata

    Signora ministra Lorenzin perché non si trovano i farmaci salvavita?

    “Questo farmaco non si trova, questo farmaco non arriva più, questo farmaco forse non lo fanno più”, sono queste le frasi pronunciate dai farmacisti e riportate a me, medico di famiglia, dagli assistiti. Sì perché ci sono periodi in cui alcune decine di farmaci salvavita e spesso senza possibilità di sostituzione non si trovano nelle farmacie. Il motivo è che vengono “dirottati” verso paesi dove il loro prezzo è molto più alto che in Italia e il guadagno è quindi maggiore. Purtroppo il 25 Aprile è successo anche a me. Sono corso in farmacia per comprare un farmaco per una patologia importante per mio suocero e il farmacista (che mi conosce) appena letta la ricetta mi ha detto “Dottò questo farmaco non c’è e non lo troverete da nessuna altra parte”. Sono incappato in uno di quei farmaci che spariscono dall’Italia perché venduti in altri paesi. E’ questo un fenomeno che dura ormai da anni e che è a conoscenza di tutti, dal ministro della salute in giù e al quale, anche Lei ministra Lorenzin, non ha saputo e/o voluto e/o potuto porre rimedio. In tutti e tre i casi si tratta di cosa estremamente grave perché: a) se non ha potuto porre rimedio ad un fenomeno così evidente e grave vuol dire che il sistema che antepone il profitto alla salute degli italiani è intoccabile nono stante i ripetuti richiami anche di papa Francesco sull’economia che uccide e sulla ingiustizia delle società che antepongono il profitto alla vita umana, b) se invece non ha saputo e/o potuto farlo è evidente che si dovrebbe dimettere perché incapace di garantire farmaci salvavita ai malati italiani. Eppure i farmaci non sono merce qualsiasi di cui è difficile individuare il percorso della filiera dalla produzione alla distribuzione e quindi identificare chi li sottrae per speculazione ai malati italiani. Quello che sconcerta è che neanche la magistratura non ha saputo o potuto sostituirsi, come ormai fa regolarmente, ai governanti e ai politici incapaci individuando i malversatori. Non so quanti morti ci sono stati a causa di questa mancanza di farmaci in Italia, ma se ce ne fosse stato anche uno soltanto ciò squalificherebbe il governo che permette questa macabra speculazione cioè di anteporre il profitto alla vita umana e queste sono cose che fanno gli scafisti con gli emigranti. Sig.ra ministra Lorenzin mio suocero è ancora in vita ma non certo per merito suo.

    dott. Nanci Giacinto medico di famiglia a Catanzaro

     

    Torna l'emergenza Rom a via Popilia

    Illustrissime Autorità, Invio la presente per sensibilizzare e mettere formalmente a conoscenza di un “problema” che, tra l’altro ho già segnalato sempre a mezzo mail molte volte ed in più svariate telefonate ai Vigili Urbani, Polizia Provinciale e non ultima giorno 07/03/2016 alle ore 12.09 sempre ai vigili urbani, puntualmente senza alcun intervento! A Cosenza, in via Poplia ed a pochi passi dal centro, nelle immediate vicinanze della sede dell’ASP e della Polizia Stradale (cfr. allegato) vi è un insediamento ROM abusivo, affacciato sulla strada principale e nessuno fa NULLA! Innanzitutto, come si può facilmente verificare dalle chiamate al 113, è più volte intervenuta la Polizia di Stato a causa delle numerose liti che avvengono nell’insediamento, ma non è stato preso alcun provvedimento. I migranti vivono in uno stato di abbandono totale privo delle più basilari norme igienico-sanitarie (paragonabili ad un villaggio Afghano) e, gli odori sgradevoli giungono sino alle nostre abitazioni. Si sono adagiati in un capannone non ad uso abitativo ed abusivamente. Sono a segnalare che non esistono bagni, pertanto defecano ed urinano a cielo aperto! Considerato che vi sono circa 15 persone (tra adulti e bambini), lascio immaginare lo spettacolo che giorno dopo giorno siamo costretti a vedere, nonché gli insani odori che giungono! Altresì, hanno un allaccio abusivo all’energia elettrica che potrebbe causare incendi o quant’altro, mettendo a repentaglio la loro vita e quella degli altri. Vengono accesi dei fuochi bruciando qualsiasi tipo di materiale, provocando intensi fumi e tossine sicuramente insalubri per gli esseri umani e l’ambiente. Chiedo con la presente, al fine di evitare tragedie (come ad esempio quella avvenuta in via XXIV maggio tempo fa), di provvedere prima possibile e trovare una soluzione per queste persone che, sicuramente, non possono vivere in queste condizioni. Allo stesso tempo noi che abitiamo nelle immediate vicinanze, abbiamo il diritto di vivere in una città pulita e priva di insidie, perché la libertà delle persone finisce dove inizia quella degli altri! Spero e confido nelle SS.LL., quali responsabili della gestione di tale emergenze, affinchè si addivenga ad una celere soluzione.
    Cordiali Saluti

    Lettera firmata

    Il tavolo tecnico truccato dell’assessore regionale ai trasporti

    Da oltre tre anni ormai è in corso una mobilitazione popolare senza precedenti per la salvaguardia e il rilancio della Ferrovia Ionica. Decine di associazioni, decine di sindaci e migliaia di cittadini lottano con determinazione per ottenere il diritto alla mobilità in treno, su standard europei. Lo stato pietoso della ferrovia ionica, con stazioni abbandonate, treni vecchi, disservizi continui e qualità pessima di trasporto è sotto gli occhi di tutti. Miopia politica, nazionale e regionale, e pratiche aziendali di stampo privatistico nel comparto del trasporto pubblico hanno portato all’isolamento dell’intera fascia ionica con evidenti ripercussioni negative su un sistema economico e sociale già fragile.
    La mobilitazione popolare si è configurata come una lotta di trincea, con manifestazioni in numerose cittadine ioniche, a cadenza quasi mensile. Una petizione popolare di 10 punti è stata lanciata all’indirizzo del Presidente della Regione Calabria da una rete di associazioni e movimenti (Rete FIBC - Ferrovia Ionica Bene Comune), sostenuta da sindaci, forze sindacali e di categoria. La pressione culturale e politica dal basso ha cominciato a dare i primi frutti quando l’assessore De Gaetano ha annunciato pubblicamente all’inizio del 2015 che un accordo con Trenitalia avrebbe permesso di avere finalmente alcuni treni nuovi per la linea ionica. E lo stesso assessore si dichiarava pronto ad aprire un tavolo tecnico per attivare iniziative volte a dare risposte concrete alle esigenze della comunità regionale. Le vicende politiche dell’estate hanno determinato una crisi istituzionale ed un terremoto che ha indotto il Presidente Oliverio ad affidare il ruolo di assessore ad un docente universitario dell’Unical, l’ing.Musmanno.
    Il neo-assessore sembrava animato, sulle prime, di buona volontà e spirito attivo. Ha infatti dato seguito alla istituzione del tavolo tecnico presso la Cittadella regionale, dichiarandosi pronto al dialogo costruttivo. Ma dopo un paio di incontri con gruppi di rappresentanti della Rete, si è assistito ad un cambio di atteggiamento. Forse non pienamente consapevole del suo ruolo e della necessità che un assessore tecnico debba assumere responsabilità ancora più politica di un ordinario politico di professione, ha cominciato a manifestare forme di fastidio nei confronti della Rete. Il confronto non poteva certo essere quello auspicato dall’assessore, ovvero “lasciatemi fare ed abbiate fiducia”; in una sana dialettica si confrontano delle posizioni e si cerca di dare risposte utili alla soluzione dei problemi. Le rappresentanze della comunità ionica non chiedono la luna, ma cose semplici come:
    - un intervento forte nei confronti di Ferrovie dello Stato per impedire l’opera di smantellamento dei servizi e dell’infrastruttura sul corridoio ionico, ivi compreso il taglio dei binari in numerose stazioni;
    - l’acquisto di veicoli ferroviari nuovi da parte dell’Ente Regione;
    - una riprogrammazione ed un potenziamento dei servizi ferroviari, anche attraverso una interlocuzione a livello ministeriale, nell’ottica di migliorare l’attrattiva del vettore ferroviario e riorganizzare i servizi di trasporto pubblico puntando sulla complementarietà delle componenti su ferro e su gomma anziché sulla deleteria competizione.
    Nell’interlocuzione con le rappresentanze di movimenti ed associazioni, è emersa purtroppo una visione molto diversa; l’assessore appare in una posizione debole nei confronti di Ferrovie dello Stato; non ha assunto alcun impegno per l’acquisto di treni in proprietà o di potenziamento dei servizi, appiattendosi su motivazioni di contabilità vincolanti (ci sono pochi soldi, quelli che il Governo ci dà, e ce ne saranno ancora meno l’anno venturo); ha promesso una riprogrammazione dei servizi e una ridefinizione del Contratto di Servizio che non sono maturate; ha elaborato e fatto approvare in periodo natalizio una discutibile Legge sul Trasporto Pubblico Locale, cassando peraltro tutte le numerose osservazioni avanzate dalla Rete delle associazioni. Ma che l’atteggiamento dell’assessore non sia dei più costruttivi lo si può dedurre dalle regole del gioco che ha calato, ancora una volta dall’alto e senza discussione alcuna, per la partecipazione al Tavolo tecnico, le cosiddette “Regole per l’accreditamento Associazioni Utenti dei servizi ferroviari regionali”. In sintesi al Tavolo potranno partecipare solo le associazioni che ne manifestino la volontà e producano quali allegati:
    - l’atto costituivo e lo statuto, redatti sotto forma di atto pubblico o di scrittura privata registrata, dal quale si evinca che la finalità associativa richiami espressamente il trasporto pubblico ferroviario;
    - l’elenco e gli estremi anagrafici degli iscritti alla data della richiesta, che devono essere in numero di almeno venti.
    Delle oltre 50 associazioni organizzate nella rete al momento nessuna ha le carte in regola. Quel che dispiace è che l’assessore dimostri di voler mortificare la partecipazione sociale, attraverso atti burocratico-dispotici. Il Tavolo tecnico evidentemente è truccato. In particolare appaiono singolari i paletti tesi ad escludere tutte quelle associazioni che non abbiano quale tema esplicitato nel proprio statuto il trasporto ferroviario (come se la questione fosse puramente tecnica e settoriale), i movimenti che non abbiano almeno 20 iscritti (perché proprio 20?), i movimenti che non abbiano la registrazione dell’atto costitutivo. Perfino il CIUFER di cui sono Presidente, pur essendo una delle maggiori associazioni di settore, con oltre 220 iscritti, riconosciuta perfino da Enti di governo nazionale, resterebbe fuori; l’associazione ha uno statuto, non registrato per semplici ragioni di economia. E perfino Altra Calabria, di cui sono coordinatore regionale, pur registrata ufficialmente e con un centinaio di iscritti, verrebbe tagliata fuori, non avendo nello statuto finalità che “richiamino espressamente il trasporto pubblico ferroviario”.
    Siamo pertanto ad esprimere una vibrata protesta, anche a nome di tanti altri cittadini e movimenti calabresi, ed a chiedere un intervento al Presidente della Regione perché restituisca rispetto e dignità alle rappresentanze sociali. La democrazia partecipativa si va affermando in tutta Italia e la politica non può non tenerne conto; se il Tavolo tecnico dev’essere truccato per impedire la libera espressione dei cittadini di manifestare i loro legittimi interessi, non ha senso sedervisi. In Germania le Regioni finanziano direttamente con fondi propri i Centri di Tutela dei Cittadini, rispondendo al principio ovvio che l’ente di governo debba essere al servizio della Comunità e non di interessi particolari. Non pretendiamo tanto, ma almeno non si giochi con carte truccate.

    Prof.Ing.Domenico Gattuso, Presidente CIUFER e coordinatore Altra Calabria

    Invalidità concessa con giustizia ed equita'? non sempre .....

    "Le scrivanie degli Uffici Legali sono inondate di casi di persone che, pur presentando patologie tumorali gravissime, talune in fase terminale, si vedono negare dalle competenti Commissioni ASL ed INPS ciò che spetta loro di diritto"....... Fin dal 2004, la Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10212 del 27 maggio di quell’anno, ha affermato alcuni principi di fondamentale importanza nell’ambito del riconoscimento delle provvidenze economiche di invalidità civile ai soggetti affetti da malattie oncologiche. Secondo la Suprema Corte, i malati oncologici, specialmente quelli che si sottopongo a cicli di chemioterapia, hanno diritto, anche durante il ricovero ospedaliero (cfr. successiva sentenza della Corte di Cassazione n. 2770 del 02.02.2007), al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, anche se per un periodo limitato nel tempo. Richiamando dati di fatto già ampiamente dimostrati da numerosi oncologi e specialisti in materia, la Suprema Corte ha riconosciuto che le malattie oncologiche, specialmente se accompagnate da cicli di chemioterapia, sottopongono il paziente a situazioni a dir poco devastanti, determinando – anche a causa dei gravi effetti collaterali della chemio – la compromissione dell’autonomia personale del soggetto, il quale accusa, in un simile stato di cose, grandi difficoltà a compiere gli atti quotidiani della vita. È pur vero che con una successiva sentenza del 22 ottobre 2008, n. 25569, la stessa Corte di Cassazione ha riconosciuto alle Commissioni Mediche ASL ed INPS incaricate dell’accertamento dei requisiti per il riconoscimento delle minorazioni civili un minimo margine di discrezionalità, invitandole ad esaminare caso per caso l’entità dei danni provocati dalla malattia tumorale e dai cicli chemioterapici. Tuttavia, appare evidente come una persona, affetta da patologie, le malattie oncologiche, spesso estremamente gravi e talora progressivamente ingravescenti, specialmente se sottoposta a forti cicli di chemioterapia, nella stragrande maggioranza dei casi purtroppo perda – anche se per un periodo di tempo limitato a pochi mesi o settimane – la propria autonomia non essendo dunque più in grado, in quel dato lasso di tempo, di adempiere agli atti della vita quotidiana. Nelle ultime settimane, le scrivanie degli Uffici Legali, sono inondate di casi di persone che, pur presentando patologie tumorali gravissime, talune addiritura in fase terminale, si vedono negare dalle competenti Commissioni ASL ed INPS ciò che spetta loro di diritto, cioè il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento quale invalido civile almeno per il periodo della chemioterapia, se non anche per periodi ulteriori dal momento che la Cassazione non preclude neppure questa possibilità. Un doveroso appello alle Commissioni Mediche ASL ed INPS, affinché si sforzino, nonostante il Governo centrale continui a chiedere di tagliare sulle spese e dunque anche sulle prestazioni di invalidità civile, di riconoscere sempre, con giustizia ed equità, quanto spetta alle persone disabili, specialmente ai disabili oncologici, che vivono una situazione particolarmente angosciante di sofferenza e di disagio personale e familiare. L’indennità di accompagnamento può essere concessa anche per periodi circoscritti nel tempo purché ricorrano le condizioni richieste dalla legge. Ciò vale anche per il malato che si deve sottoporre al trattamento chemioterapico quantomeno per il periodo delle cure.
    L’indennità di accompagnamento è una misura assistenziale pensata per tutti i cittadini, di qualsiasi età e a prescindere dal reddito. Come prevede la legge essa ha due presupposti: l’impossibilità a camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o l’incapacità a svolgere tutti gli atti quotidiani della vita come alimentarsi, prepararsi i cibi, provvedere alla propria igiene personale, vestirsi e andare a dormire.
    Questa lunga premessa in quanto investito da una esperienza familiare in tal senso. È di gran lunga noto a tutti cosa succede relativamente al tema in questione: finti disabili, finti invalidi che danno vita ad un sistema di assistenzialismo sanitario senza precedenti. Purtroppo esercito un lavoro che mi porta ad affermare con fermezza quanto detto, assumendomene le relative responsabilità.
    Ebbene, recarsi a visita presso la competente commissione ASL prima ed INPS dopo, senza dare vita a segni di cedimento per una mera dignità personale (mi riferisco a malessere celato, a spossatezza nascosta, solo per scelta personale e direi ad un tipo di cultura e mentalità che ormai pochi conservano), senza "farsi raccomandare", pur potendolo fare, perche' degni di una vita vissuta all'insegna dell'onesta'..........se tutto questo viene frainteso tanto da suscitare una reazione del tipo "ha un tumore in stadio avanzato, fa la chemio, e' devastata moralmente, fisicamente e psicologicamente..........ma cammina, non ha bisogno di accompagnatore"! a questo rispondo : la legge e' uguale per tutti e' un'utopia!!!! Vogliamo vivere ancora così? Bene, non è per me ma è per tutti coloro i quali di questo tipo di cultura ne fanno tesoro per speculare moralmente sulla onesta' di coloro i quali ne fanno (dell'onesta') una ragione di vita!!!!!! Mi auguro che questo mio sfogo personale venga letto da chi la pensa diversamente da me, in modo da instaurare un dibattito pubblico..........resto in attesa!

    Giuseppe D'Aprile

    L'uomo virtuoso farà quello che ritiene onesto anche se gli costerà fatica, anche se lo danneggerà o sarà rischioso; non compirà, invece, un'azione indegna, anche se gli procurerà denaro o piacere o potenza: niente lo distoglierà dal bene, niente lo indurrà al male. Quindi, se perseguirà sempre l'onestà, eviterà sempre la disonestà e in ogni azione della sua vita terrà presente questi due principî, non c'è altro bene che l'onestà, non c'è altro male che la disonestà.
    Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65

     

    Colline di Scalea come discariche di rifiuti

    Buona sera vi segnalo un deplorevole caso di pessima amministrazione del terrritorio che ho riscontrato quest'estate in Calabria. L'inettitudine della raccolta rifiuti nel comune di Scalea CS) fa bella mostra di sé in questo mese di agosto evidente al massimo grado lungo la strada che sale per la zona chiamata Petrosa. Da qui si dovrebbe godere il bellissimo panorama del litorale ed invece si costeggiano quelle che sono ormai diventate delle vere e proprie discariche. Ai bordi della strada si incontrano enormi mucchi maleodoranti di rifiuti che da settimane non vengono raccolti e che hanno già invaso parte della carreggiata arrivando a pochi metri dalle abitazioni nonché dall'ingresso dell'ASL. Al di la' dell'evidente problema igienico sanitario ciò che più indigna è la totale assenza di un qualsiasi segnale di volontà da parte di quanti sono preposti alla raccolta e al controllo che il servizio venga effettuato a porre un qualche rimedio alla situazione. La situazione raggiunge il paradosso se si considera che se quanti amministrano i numerosi parchi delle case vacanze di questa zona volessero provvedere autonomamente alla rimozione e trasporto in discarica dei rifiuti incorrerebbero in un reato penale: c'è da chiedersi se non lo sia anche la mancanza della raccolta degli stessi da chi è obbligato a farlo. Un'ultima considerazione: la maggior parte dei turisti che soggiornano in questa zona sono proprietari delle case e come tali hanno pagato l'imposta che dovrebbe garantire loro la raccolta dei rifiuti ma evidentemente il fatto che non risiedano a Scalea e che siano presenti solo per poche settimane agli occhi dell'amministrazione non li rende detentori del diritto di trascorrere le proprie vacanze senza essere circondati dall'immondizia. Se questa è la strada che si in intende percorrere per incentivare il turismo è sotto gli occhi di tutti dove alla fine porterà..Vi allego alcune foto piuttoste esplicite se ce ne fosse bisogno. Grazie per l'attenzione

    Ilaria Chiocchi

    Cooperative Cosenza, quale recupero sociale?

    Egregio direttore, vorrei approfittare del suo tempo per sottoporle il mio caso che, purtroppo, testimonia ancora una volta come si possano generare ingiustizie in tema di cooperative sociali. Tutto inizia nel 1999 con la legge sul reinserimento e recupero dei soggetti svantaggiati. Dopo aver scontato la mia pena, l’Amministrazione comunale presieduta allora dal Sindaco Giacomo Mancini mi diede l’opportunità fattiva di entrare nel mondo del lavoro. In base alle direttive del Comune, divenni il rappresentante legale della Cooperativa di tipo B “Venneri”, specializzata nel mantenimento del decoro urbano. Ho mantenuto tale carica fino a maggio del 2013, periodo in cui ho avuto la serenità economica di poter creare il mio nucleo familiare. Il fulmine a ciel sereno arrivò quando l’Amministrazione attuale decise di procedere al bando di gara a cui avrebbero dovuto partecipare le stesse cooperative operanti fino ad allora in cittá. Il problema nacque quando la Prefettura invió a Palazzo Bruzi i certificati antimafia richiesti. La conseguenza fu che uno sparuto gruppo di persone, tra cui anche degli incensurati, vennero estromessi dalla possibilità di accedere a tale bando. Io stesso mi ritrovai nella posizione di non poter piú ricoprire né l'incarico precedentemente ricoperto, né una nuova mansione. Questo nonostante io avessi giá effettuato il percorso di recupero sociale da ormai 25 anni e svolto nel modo piú professionale possibile i compiti assegnatimi nel 1999. Da qui, mi preme segnalare la disparitá di trattamento a cui sono sottoposto nonostante nelle altre cooperative operino soggetti con gli stessi miei problemi. Mi lamentai immediatamente con l’Amministrazione comunale che affibbió la responsabilitá a quella precedente, sottolineando come il Sindaco Occhiuto fosse giá stato di manica larga riguardo a questa situazione. La stranezza è che dalla Prefettura hanno negato che il mio nome compaia in una lista di interdetti, ma che ad esserlo era la cooperativa di cui facevo parte. La stessa, nel frattempo, fu costretta a modificare il Consiglio d’Amministrazione che ottenne subito l’ok della Prefettura, ma l’Amministrazione comunale non comunicó alla cooperativa la determinazione del Prefetto. Ció implicó l'impossibilitá a partecipare al bando. Mi chiedo, arrivati a questo punto, dove sia la trasparenza dell'Amministrazione e come sia possibile che il sottoscritto si sia ritrovato dalla sera alla mattina senza l'opportunitá di poter lavorare pur avendone i titoli per farlo, come testimoniano documenti ufficiali depositati a Bruxelles e i corsi regionali seguiti in tempi non sospetti. È un anno ormai che attendo risposte concrete sul perché della mia esclusione. Chiedo, a chi di competenza, innanzitutto di fare chiarezza su questa ingiustizia e soprattutto un immediato reinserimento nel mondo lavorativo. Contestualmente denuncio con vigore l'inerzia del mondo politico cosentino, attento alle nostre esigenze soltanto in periodo di campagna elettorale. Qualora le mie legittime richieste restassero inascoltate, mi vedró costretto a dar vita ad una battaglia finalizzata a far emergere la veritá, che per adesso racconta solo di come un errore per cui ho giá pagato stia vessando la mia famiglia, totalmente estranea a quanto successo.

    Massimiliano Mauro, ex presidente della cooperativa “Venneri”

     

    Cori razzisti durante la gara del Cosenza a San Miniato

    Ometto inutili premesse ma intendo condannare il coro "mafia mafia mafia..." Dopo il goal di De Angelis, Di alcuni soggetti presenti alla partita Tuttocuoio Cosenza...spero di sbagliare e aver frainteso l'audio del video, ma qualora così non fosse,spero vengano presi dovuti provvedimenti nei confronti dei colpevoli...( il tutto è' chiaramente documentato nel video della partita su Sportube...mi auguro venga dato giusto risalto alla segnalazione. Non mi esprimo in giudizi sul fatto e Forza Cosenza !!!

    Francesco F. - Rende

    Gli ex stagisti della Regione attendono risposte concrete

    “Quanto tempo e ancora” cantava Biagio Antonacci. Forse, intonare le note di quella canzona è la via giusta che devono intraprendere i ragazzi del programma Voucher 2008, meglio conosciuti dal “grande pubblico” come gli stagisti della Regione Calabria. Cantare per prenderla con un sorriso o semplicemente perché, cantando ti passa… il tempo, le speranze, le vite professionali di questi giovani e, soprattutto, la pazienza. E già, perché i (tristemente) famosi protagonisti di un bando che fu pubblicizzato come rivoluzionario ma che, ad oggi, di rivoluzionario ha solo il fallimento, vivono un’agonia lavorativa che in genere non si augura neppure al peggior nemico. E si che i giovani laureati dovevano essere, (volevano essere), gli amici più cari della Calabria. Amici più cari della loro terra, intendiamoci, non gli amici degli amici degli amici. Aspiravano a tanto perché “arruolati” con bando pubblico che prevedeva una selezione per titoli (conditio sine qua non era il voto di 110/110 a cui si aggiungevano master, dottorati, corsi di lingua ect..) e perché hanno investito cinque anni delle loro vite professionali a servizio degli enti pubblici calabresi. Aspiravano ad avere un’ occasione perché negli anni si sono distinti per il contributo portato nelle P. A. locali tanto da meritarsi un contratto di collaborazione prima e un successivo rinnovo poi e, queste occasioni, sono sempre state frutto di un continuo dialogo tra loro e le istituzioni competenti. Il premio per cotanto ardire, invece, è stata la scadenza dei loro contratti a fine maggio scorso servita, in maniera neppure tanto fredda, da un Consiglio Regionale che, a distanza di un paio di mesi dalle calorose pacche sulle spalle date loro insieme alla promessa di non abbandonarli (c’è da comprenderne lo stato d’eccitamento, si era in piena campagna elettorale!), ispirandosi ai testi biblici s’è lavato le mani dal loro destino come il buon caro e vecchio Ponzio Pilato. Restava la speranza. Quella, si sa, i figli di nessuno sono bravissimi a coltivarla e gli ex stagisti ci hanno provato credendo, con ingenuità, all’impegno proclamato da parte della Giunta regionale, nella persona del presidente Giuseppe Scopelliti e dell’Assessore Nazareno Salerno, i quali stesero con carità pia ed umana, sulla vergogna di questa esperienza, un telo ben ricamato di promesse. Lo si fece nel corso di una conferenza stampa, si pubblicò in preinformazione un bando pensato per risollevare le speranze di questi giovani laureati, anche se il bando in questione li faceva retrocedere dallo status di collaboratori contrattualizzati a quello di stagisti (il primo amore non si scorda mai!) e tutti (non proprio tutti a dire il vero) batterono le mani. A nulla valsero gli accorati appelli delle Pubbliche Amministrazioni che hanno da sempre chiedono al Consiglio Regionale di consentire la prosecuzione dell’esperienza lavorativa di questi ragazzi vista l’impossibilità, al momento, di poter procedere ad indire concorsi pubblici. A questo punto, se vi aspettate l’happy and cambiate storia. Dal mese di luglio il Bando compare in preinformazione ma ancora non è stato pubblicato ufficialmente sul BURC e gli stagisti sono ancora lì, dopo cinque mesi, in attesa di un bando che sembra essere sparito manco fosse capitato nel triangolo delle Bermuda. Nonostante il periodo storico avverso alla crescita professionale di giovani preparati e capaci, “gli stagisti” sono andati avanti convinti che il loro operato all’interno delle amministrazioni pubbliche fosse il biglietto da visita migliore. Fermi da più mesi, non possono continuare ad aspettare invano. Hanno bisogno di capire se questo lungo periodo a servizio della Calabria sia da annoverare sui loro Curricula come l’occasione di una vita o la sconfitta a cui non avrebbero mai pensato di andare incontro. Il resto è tutta vita (rubata). Questi giovani, giunti ormai al fondo della loro pazienza non possono più permettere che si giochi con le loro esistenze nell’indifferenza più oscena e totale, pertanto chiedono a gran voce l’immediata pubblicazione del bando. Nel frattempo, scaldano le ugole e intonano le loro voci. Se la Regione Calabria non li ascolterà chi lo sa, magari una via nazionale, che non si nega mai a nessuno, potrà dar loro una mano e, il cuore grande dei tavoli tecnici di Roma saprà comprendere le ragioni degli ex stagisti e trovare il modo per “faglie dì de si!”.

    I 350 ex stagisti della Regione Calabria

    Sorical taglia l'acqua a Rende, i cittadini protestano

    Buongiorno gentile direttore, oggi è il quarto giorno che non ho acqua a casa. Non è che ne ne arriva poca, è che proprio non ne arriva. Abito nell'ormai ex fiore all'occhiello di Rende, in Via della Resistenza. Apprendo solo stamane, dopo che da acqua potabili s.p.a. serizio guasti (numero verde 800.92.93.93) mi è stato detto che il ripsristino della portata idrica non avverrà prima del 14 ottobre c.m. che il motivo non è di tipo tecnico (solite rotture cicliche Abatemarco) ma è quello sotto riportato. Le conseguenze le devono pagare sempre i soliti? Che pagano le tasse (e l'acqua) normalmente? Se mi volete dare quanto meno un cenno di solidarietà vi ringrazio.
    G.B - Rende
    AVVISO SORICAL:
    Alla cittadinanza dei comuni di: RENDE – LOCRI. La So.Ri.Cal. s.p.a. svolge il servizio idropotabile all’ingrosso in favore di tutti gli Utenti/Comuni calabresi, ivi inclusi i Comuni di cui in elenco, giusta convenzione di concessione con la Regione Calabria del 13/06/2003; A fronte del citato servizio di fornitura ininterrottamente reso dalla So.Ri.Cal. S.p.A., e malgrado i numerosi solleciti inviati, tenuto conto della difficile situazione finanziaria in cui versa la Società che rischia di compromettere la normale e ottimale erogazione del servizio idropotabile i Comuni in elenco non hanno tuttavia provveduto all’integrale e tempestivo pagamento in favore della Società dei connessi corrispettivi; Considerato che: - la gravissima morosità dei Comuni mina la stessa stabilità del servizio e dunque legittima la scrivente Società – in un ottica quantomeno di contenimento dei propri costi di gestione - alla sospensione della propria prestazione di fornitura, salvo limitarsi, per unilaterale disponibilità, alla semplice riduzione della stessa; - che è stata trasmessa ai comuni in elenco apposita diffida al pagamento di un importo che rappresenta la soglia minima indispensabile alla Scrivente per la copertura finanziaria dei costi necessari a garantire la continuità del servizio erogato, pur senza rinunciare al maggior credito dovuto; - che sussistono comunque gli estremi di cui agli artt. 1219, 1454 e 1460 del codice civile. Si avvisa la cittadinanza dei Comuni in indirizzo che, se entro la data del 04 ottobre 2013 e fino a quando non avranno effettuato i pagamenti minimi richiesti, a partire dalle ore 8.00 del giorno 07 ottobre 2013 la portata di fornitura idropotabile verrà ridotta rispetto a quanto ordinariamente in atto, riconducendo la stessa ad una complessiva misura sicuramente sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico della popolazione residente, nonché dei servizi collettivi presenti nel territorio comunale, in quanto così determinata per discrezionale autolimitazione, attestandosi detti volumi ai valori riportati dalla normativa e dagli studi di settore; Per il solo Comune di Locri, si avvisa che, se entro la data del 18 ottobre 2013 e fino a quando non avrà effettuato i pagamenti minimi richiesti, a partire dalle ore 8.00 del giorno 21 ottobre 2013 la portata di fornitura idropotabile verrà ridotta rispetto a quanto ordinariamente in atto.

    La denuncia dei 37 operai del depuratore di Coda di Volpe

    Questo non è più un grido di dolore, ma un grido di denuncia! Il grido di dolore, 37 lavoratori lo rivolsero nel corso degli anni agli amministratori , poi alle autorità, poi ai rappresentanti politici. Hanno atteso invano una risposta e semmai un interessamento, un faro d'attenzione su questo caso che ha dell'inverosimile. In un Paese che, si dice, civile, oggi ci sono 37 famiglie, (cittadini italiani, contribuenti di una vita, fornitori peraltro di un servizio pubblico, famiglie sulle quali le vicissitudini della vita si sono succedute fino a portare questi onesti lavoratori a calpestare la propria dignità. Dopo aver vissuto gli splendori dell'azienda per cui prestavano la loro competenza e professionalità, della stessa ne hanno subito il fallimento con tutto ciò che ne deriva (mancanza degli ultimi sei stipendi, mobilità ecc.) Con molte difficoltà e senza le dovute retribuzioni i 37 lavoratori si sono rialzati e a salvarli è arrivata una nuova azienda che ha rilevato l'impianto di depurazione delle acque reflue dei 34 comuni consorziati, ed ha rilevato anche i lavoratori che, pur aspettando Con ansia tutti i soldi arretrati della precedente società passata nelle mani dei curatori fallimentari, si rimboccavano le maniche per iniziare a lavorare e finalmente a guadagnare ma, ancora una volta, dopo aver visto i primi due stipendi, si ritrovano ad affrontare il problema della mancanza di stipendio e quindi del pane per le famiglie e, non solo ciò, ma questa volta si ritrovano ad affrontare la paura della perdita del lavoro, perché la nuova azienda minaccia di andare via e manda le lettere di licenziamento a tutti i 37 lavoratori. Finalmente dopo mesi di disperazione e avvocati che curano i decreti ingiuntivi da parte di tutti i lavoratori, arriva una nuova azienda con tante nuove idee e buoni propositi, ma, la sorte si accanisce ancora sui 37 e, dopo i primi due stipendi anche questa azienda si ferma e minaccia di andare via, anche questa invia le lettere di licenziamento e anche questa dichiara che i Comuni a cui presta i servizi di depurazione non pagano, pertanto non si possono esporre più di tanto! I 37 lavoratori, abituati ormai, portano avanti ancora, dopo tanti anni, le lotte per poter avere solo ed esclusivamente il dovuto , lottano ancora per poter legittimamente portare a casa uno stipendio. Nessuno ascolta, nessuno aiuta, nessuno vuol sapere, nessuno da’ spiegazioni, perché? I 37 si aspettavano risposte, lettere, fax, convocazioni, aspettavano di poter Ieggre almeno una volta "Il Prefetto ORDINA", " il Prefetto DISPONE”, ma niente di tutto ciò è successo! I 37 occupano la sede del Consorzio dei Comuni, per poter dar voce ad un diritto, ma nessuno se ne occupa, la sede rimane occupata, invano, molto diligentemente gli impiegati del consorzio vanno a casa e lasciano lo spazio ai manifestanti che rimangono soli a lamentarsi fra di loro e, magari, viene loro tolta anche la giornata di lavorol!!!!!!!!!!!!!!! Un padre disperato è salito sul tetto minacciando di buttarsi giù e, dopo una cortese visita dei vigili del fuoco e delle forze deII’ordine, i 37 ancora soli e sempre più disperati sono rimasti soli, ma, ancora, un altro padre di famiglia angosciato da tutto ciò ha tentato di darsi fuoco per farla finita, ma per fortuna e solo grazie all'intervento dei colleghi, non c’è riuscito! Cosa deve succedere? Se avverrà‘ una disgrazia, sarà "una disgrazia annunciata! b" A i Questa lettera è I’ultima spiaggia di 37 lavoratori di un settore che dovrebbe e potrebbe funzionare, il settore dell'ambiente, la depurazione delle acque per la quale i controlli avvengono solo ed esclusivamente per quanto attiene la tutela del territorio e dell'ambiente e, per quanto attiene alla tutela del lavoratore? In tutta questa vicissitudine la ciliegina sulla torta: Pimpianto da mesi è stato messo sotto sequestroper inquinamento e, da allora, nessuno, nessuno, nessuno si e interessato di un eventuale clissequestro e/o di una riparazione di ciò che lo ha determinato e/oldi chiuderlo, comunque ‘di chiedersi: mag... qui si depura? Dove vanno i liquami? Non è che per caso va tutto al mare? i i ' i Qui si ha l'impressione che, visto che la depurazione delle acque è un processo non visibile, visto che il processo avviene sotto terra, non interessa a nessuno e, sotto terra come gli struzzi bisogna mettere la testa!!!! Questa lettera sarà la prova, per l'ennesima volta, che il caso umano e sociale di n.37 lavoratori non fa e non farà eco nemmeno nel ministero! Ma, per quell’unica goccia di speranza (se non altro di essere ascoltati) SPEDIREMO QUESTA LETTERA!

    I 37 lavoratori dell'impianto di depurazione di Rende
    sito in C/da Coda di Volpe - 87036 RENDE

    Da 2 mesi non viene consegnata la posta a S. Martino di Finita

    Da 2 mesi la corrispondenza non viene recapitata nel comune di san Martino di Finita in provincia di Cosenza. Ho sporto reclamo sul sito delle Poste e telefonicamente senza nessun risultato. E' una vergogna non degna di un Paese civile!

    Giorgio Francesco B.

    Processo alla Pasquin, processo al contrario

    Il giorno 24 maggio scorso i Giudici della Corte di Appello di Salerno hanno emesso la sentenza di secondo grado sulla vicenda della già Presidente di Sezione del tribunale di Vibo Valentia e Presid tribunale ff dott.ssa Patrizia Pasquin, addivenendo ad un verdetto di quasi totale assoluzione. I sette coimputati giudicati con lo stesso rito ( Castagna Settima, Sganga Giulio, Tulino Francesca, Aiello Michelangelo, Galizia Vincenzo, Grillo Guglielmo e Sganga Alberto ) sono stati tutti ritenuti indenni da condanne, con un abbattimento radicale dell'impostazione accusatoria della Procura di Salerno. Per i fatti oggetto di causa era stata emessa una raffica di ordinanze custodiali in carcere e ai domiciliari contro il Magistrato ed i principali indagati, con una gran cassa mediatica che per mesi ha imperversato su tutti i giornali nazionali e locali e sulle televisioni, con pubblicazione di intercettazioni ( molte di queste travisate ) coperte da segreto istruttorio, quindi con commisione di svariati reati in capo a chi pubblicava e a chi faceva trapelare le notizie. Si ricorda altresì che quasi tutti gli imputati del troncone giudicato con il rito abbreviato sono stati a loro volta assolti e tra essi segnatamente tutti gli avvocati ( Accorinti Michele, Accorinti Filippo, Scalamogna Gaetano, Vecchio Giovanni, Galati Antonio, Gurzillo Santino ). Già in precedenza, inoltre, erano stati assolti con formula piena altri coimputati le cui posizioni erano state stralciate ( tra questi: l'ex governatore Chiaravalloti, l'avv. Marchese Domenico del foro di Vibo Valentia ) o per le quali si era proceduto a parte ( il notaio Scordamaglia, i Muraca ); le posizioni di altri coimputati erano state addirittura archiviate ( così per i giudici Sirgiovanni e Francesca Romano, per i membri della commissione regionale del bando Por, per il funzionario del tribunale di Vibo, Rocco Scali, per lo psicologo dell'ASL Palaia ). Inoltre, con la sentenza di primo grado erano già cadute le più gravi imputazioni contro la dott.ssa Pasquin: cioè l'associazione a delinquere mafiosa, un'associazione a delinquere semplice, alcune corruzioni in atti giudiziari e alcuni falsi, l'aggravante di agevolazione mafiosa, tutte fattispecie per le quali né la Procura presso il tribunale di Salerno, né la Procura Generale hanno proposto appello essendo divenute così definitive dette assoluzioni subito e quindi sin dal maggio del 2011 ( peraltro dopo una serie di pronunzie endoprocessuali in senso assolutorio del tribunale del Riesame e della Cassazione sui medesimi reati ab initio.) E ciò, nonostante la procura procedente di Salerno avesse fondato tutta la sua attività sulla sussistenza di tali gravissimi reati, prorogando indagini per 4 anni contro la dott.ssa Pasquin, in violazione delle norme del codice di rito penale, a presidio dei diritti di difesa, ex artt. 406 e ss.cpp, cioè senza comunicare gli avvisi dfi proroga e quindi senza dare la possibilità ai difensori e agli imputati di interloquire. Anzi, sono state rigettate tutte le istanze della dott.ssa Pasquin ˆ che mai si è sottratta agli accertamenti e sin dal principio dell'operazione avrebbe voluto portare il suo chiarificatore contributo di verità - di essere sottoposta ad interrogatorio ed esame, sia nella fase delle indagini preliminari che durante il dibattimento di primo grado, con ciò generando anche la nullità integrale della sentenza di primo grado. Peraltro, la dott.ssa Pasquin in primo grado era stata condannata per una serie di reati di corruzione ed altro, reati necessariamente plurisoggettivi, i cui coimputati contemporaneamente, sempre a Salerno, erano già stati assolti per quelle medesime imputazioni in concorso con la dott.ssa Pasquin, perchè il fatto non sussiste ( ! ) : insomma non si capisce insieme con chi la dott.ssa Pasquin li avrebbe commessi: si sarebbe corrotta da sola.... Inoltre, nel mentre la dott.ssa Pasquin era imputata di associazione a delinquere mafiosa ( delitto per il quale è stata assolta perchè il fatto non sussite in primo grado dopo quattro pronunce dello stesse segno endo processuali, assoluzione non impugnata dai P.M. e quindi divenuta definitiva già da anni ) era anche parte offesa delle medesime persone, per lo stesso fatto... cioè sarebbe stata contemporaneamente mafiosa e parte offesa di se stessa... Emergevano dagli atti acquisiti dalla procura di Salerno responsabilità gravissime, ( estorsione, usura, appropriazioni indebite ) documentalmente provate, - alcune delle quali fatte denunziare dalla stessa dott.ssa Pasquin - di altri soggetti, per i quali mai si è proceduto. Inoltre, la parte più pesante della condanna in primo grado ( 9 anni e mezzo ) era dovuta alle imputazioni sub lett. G, per la vicenda del Melograno srl, in relazione alle quali è intervenuta assoluzione tombale per tutti gli imputati. Tutto questo ha dimostrato la pretestuosità della mostruosa operazione montata contro la dott.ssa Pasquin, vittima di evidente colossale 'forzatura', laddove i veri complici di mafia ed i veri corrotti all'interno del Tribunale di Vibo hanno potuto continuare ad agire indisturbati, senza più il controllo fermo ed oculato della dott.ssa Pasquin...... ( a buon intenditor poche parole ! ) ∑... La richiesta di pena del P.M. di primo grado ( dott.ssa Patrizia Gambardella ) ha dell'incredibile: 57 anni, senza attenuanti generiche e senza continuazione, così come anche assurda la condanna inflitta dal tribunale alla dott.ssa Pasquin di 14 anni e mezzo, nonostante l'assoluzione per i più gravi reati, - pena superiore al massimo edittale, come osservato dallo stesso Procuratore Generale di udienza in fase di appello a Salerno -; comunque lo stesso P.G. ha chiesto 8 anni e mezzo, pur con le sue richieste di assoluzione per insussistenza dei fatti da 12 capi di imputazione. La Corte ha poi condannato la dott.ssa Pasquin a 2 anni e otto mesi: il balletto delle pene testimonia di per sé la ridicolaggine dell'intera impostazione. Va osservato come dei tre reati residui, due per corruzione in atti d'ufficio e uno per una presunta falsa camera di consiglio, i primi due sono già prescritti e condonati ˆ anche se non vi è dichiarazione sul punto ˆ ed uno si prescriverà tra qualche mese. Sicchè la misura cautelare emessa nel 2006 non avrebbe avuto alcuna ragione di essere, posto che anche questi fatti residui erano all'epoca dell'arresto ( novembre 2006 ) abbondantemente conclusi. Peraltro, va puntualizzato, per moralizzare e chiarire l'intero contesto delle accuse, come anche queste imputazioni siano del tutto opinabili, posto che per quella A2 ( in concorso con il fallito Ventura Antonio ) i veri reati ( la sottrazione di circa un miliardo di vecchie euro dal libretto della procedura da parte di p.u., usure ed estorsioni varie a margine del concordato fallimentare, la svendita di una intera collina della massa fallimentare da parte del curatore avv Colloca Marcello al prestanome dei mafiosi di rango ) sono rimasti del tutto impuniti ed anzi misconosciuti, nonostante la inequivoca dimostrazione documentale; la corruzione della dott.ssa Pasquin - che ha fatto pagare i debiti fallimentari, dopo trent'anni di inattività ˆ con atti collegiali, dovuti, assentiti dai creditori e dal curatore, riconosciuti legittimi dagli stessi giudici di primo grado, si sarebbe concretizzata nella ricezione di qualche modesto genere alimentare......! - l'imputazione sub lettera b ) concerne una presunta corruzione in relazione ad un permesso sanitario per un bambino gravemente malato, identica a quelle precedenti concesse anche da altri giudici e meno ampia di quella del collegio successivo ( composto dai dr. De Martin, Romano,Sirgiovanni ) che ha addirittura, poco piùdi un mese dopo il provvedimento incriminato, consentito al prevenuto Valenzise di trasferirsi in Lombardia per curare il figlio ( così vanificando con un provvedimento abnorme la misura di prevenzione irrogata dal collegio Pasquin !!! ) Non si è mai capito in cosa sarebbve consistita la corruzione... l'imputazione P ) riguardante una camera di consiglio che non si sarebbe tenuta, riguarda una vicenda in cui il Collegio presieduto da Pasquin ha confermato l'esecutività di una sentenza di condanna civile in danni del soggetto che Pasquin avrebbe favorito.... In sostanza Pasquin avrebbe fatto da sola un provvedimento per favorire un ' amico' che invece ha avuto da quel provvedimento confermata la sua condanna... se questa è logica..... Non a caso la dott.ssa Pasquin ha intitolato la sua memoria difensiva in primo grado „ un processo al contrario „. Naturalmente vi è ancora da adire la Corte di Cassazione dinnanzi alla quale potranno essere fatte valere tutte le assorbenti nullità processuali eccepite e che rendono il processo oltre che ingiusto ed assurdo anche totalmente nullo ab origine. Quest'ennesimo, clamoroso caso di mala giustizia dove i fondamenti del diritto sono stati tutti violati: dal diritto alla difesa, alla privacy, al giusto e celere processo ( dall'arresto sono già passati 7 anni e mezzo e dall'inizio delle indagini oltre 10 anni ), nel quale un magistrato che era il simbolo della lotta contro l'illegalità è stato travolto per impedire la prosecuzione del suo lavoro, dovrebbe indurre a serie riflessioni e rivisitazioni normative e giurisprudenziali circa l'utilizzo delle intercettazioni, delle divulgazioni giornalistiche, che creano mostri laddove ci sono vittime, delle misure cautelari irrogate superficialmente, poi regolarmente smentite dalla decisione definitiva

    Rodolfo De Rossi - Torino

    L'A3 rimane un'incompiuta

    Egregio Direttore,
    le scrivo perché è da cinque anni che percorro tutti i giorni il tratto autostradale della A3 compreso tra gli svincoli di Cosenza e Lamezia-Terme, per lavoro. E‚ circa dallo stesso periodo, ossia da ottobre 2008, che sono iniziati i lavori sul tratto Altilia Grimaldi-Falerna di 18,8 km, che lunedì 20 maggio vedrà la terza inaugurazione (in pompa magna) in soli due anni. C‚è ne stata una prima nel luglio del 2011 di 7 km tra Altilia Grimaldi e San Mango d‚Aquino, poi una di 15,6 un anno dopo (che comprendeva di nuovo i primi 7) e infine quella di lunedì 14 maggio di 17,8 (che comprende i secondi 15,6). Ma a parte le date e le continue aperture, conseguenti a chiusure, perché ho scritto che i km ammodernati sono poco più di 17,8, anziché 18,8? E perché nessuno ne parla? Il chilometro che manca all‚appello è compreso tra gli svincoli di Altilia Grimadi e San Mango d‚Aquino. In corrispondenza della vecchia galleria „Tribito‰ la piattaforma di 25 metri, si restringe per dare spazio alla vecchia autostrada, molto più stretta e senza corsia d‚emergenza. Lato fiume si vedono i relitti di cemento armato abbandonati, che dovevano essere i piloni del nuovo viadotto autostradale che serviva da imbocco per la nuova galleria „Tribito‰. Lato montagna c‚è invece la cicatrice lasciata dal cordolo in ca e dalla paratia di pali. La vecchia galleria è in curva e ha le dimensioni della vecchia autostrada, quindi è pericolosa è stretta. Ma ha le strisce orizzontali bianche quindi è definitiva. Resterà lì per sempre? Per quello che mi risulta si. Occorrono ingenti risorse economiche per poter scavare, in sicurezza, quella roccia (che contiene naturalmente amianto). Ad oggi occorre trovare i finanziamenti per il tratto da Cosenza ad Altilia Grimaldi, non penso si trovino i fondi quelli per questo km, all‚interno di un tratto che lunedì verrà dato per ultimato. Detto ciò, anche se dopo quasi cinque anni, finalmente da lunedì impiegherò meno di un‚ora a fare 68 km di autostrada. Auguri Calabria!

    Cordiali saluti, Giuseppe, Cosenza.

    Consiglieri regionali si dimettano tutti

    Egregio Direttore,
    siamo la regione più povera e disoccupata d'Europa,col più alo tasso di criminalità,con la sanità allo sfascio,col turismo che funziona solo quindici giorni all'anno ed il mare sempre più sporco,con infrastrutture da terzo mondo,...e sapere che i nostri consiglieri regionali si fanno rimborsare i soldi per viaggi,cene,multe autostradali,gratta e vinci,caffè,detersivi,ecc. ecc. è a dir poco vergognoso,quando c'è gente che muore di fame e lavoratori che per mesi e mesi vengono lasciati senza stipendio.Insomma,fate almeno una cosa buona per la nostra regione,dimettetevi in massa e andate tutti a casa!

    Giovanni G. - Cosenza

    Catanzaro calcio, meglio tutti a casa!

    Che vergogna caro Direttore!!!
    Sono un vecchio tifoso giallorosso,deluso da una stagione fallimentare della nostra squadra. Qua si rischia di tornare in seconda divisione e sprofondare nuovamente nell'anonimato.Altro che play-off!!!Sconfitti ed umiliati(ieri) da una squadra(il Perugia)che ha giocato in dieci.Fa bene Cozza ad andar via a fine anno.Ma a seguirlo e cambiare aria dovrebbe essere tutta la squadra. Egregio presidente Cosentino vogliamo calciatori veri e seri non pagliacci!

    F. B. - Catanzaro

    Rodotà Presidente della Repubblica

    Preg.mo Direttore,
    da più giorni si è aperto il dibattito su chi potrebbe e dovrebbe essere il successore di Giorgio Napolitano al quirinale. Per quel che può valere il mio giudizio ritengo che dopo il grande Presidente che si è rivelato essere Giorgio Napolitano nonostante i giudizi dei soliti soloni della politica nazionale che vedevano in lui il grande comunista e portatore dello stalinismo sovietico.Sostengo con grande convinzione la proposta fatta dal consigliere regionale ex socialista Salvatore Magarò di eleggere a capo dello Stato il cosentino Prof. Stefano Rodotà giurista di fama internazionale con un curriculum vitae senza uguali ,nonchè ex senatore della Repubblica. Grandissimo socialista. Persona di grande profilo morale e politico,ma soprattutto grande meridionalista che potrebbe finalmente dare inizio alla- in un momento cosi difficile- ripresa economica e politica del paese.

    Antonio Domma - Cosenza

    Cosenza calcio, meglio se vanno tutti a casa

    Egregio Direttore.
    in qualità di vecchio tifoso del Cosenza, mi permetto di scriverla per esternare tutto il mio dissenso per quanto sta accadendo intorno al cosenza calcio. Premetto che non conosco ne il Presidente Guarascio, ne Fiore. Conosco solo il Cosenza ed i suoi colori. La situazione venutasi a creare in questi giorni con la spaccatura tra società ed area tecnica non può che causare solo danni a tutto l'ambiente. Soprattutto la presa di posizione di Fiore di dimettersi in una fase cruciale del campionato,la dice lunga,su quanto a lui interessano le sorti della squadra. In tanti anni che frequento il San Vito non mi era mai capitato di assistere ad una cosa del genere "ovvero" che un Direttore sportivo si dimette e tutto il resto della truppa a lui vicino si dimette.Salvo poi gridare allo scandalo se la società si attiva in modo sollecito a sostituirli. Vedi il caso di Marulla iunior,quasi cacciato dallo spogliatoio perchè persona poco gradita. Siamo alla follia pura. Come siamo addirittura alla pazzia quanto si arriva all'ammutinamento dei calciatori ed alle minacce di non giocare se non torna tutta l'area tecnica . Vorrei capire e vorranno capire tanti tifosi ,ma chi li paga i giocatori l'area tecnica con Fiore in testa, o il Presidente Guarascio???. per non parlare poi del vergognoso comunicato emenato dai giocatori,un comunicato che non lascia dubbi sul fatto che questi non giocano per la città e i colori che indossano. Si dovrebbero vergognare tutiiììì. Se vogliono fare una cosa utile alla città e a loro stessi farebbero bene ad andarsene tutti a casa!!!

    Spadafora Giovanni - Cosenza

    Il Cosenza mandi via a calci Gagliardi

    Profondamente sconcertati e rabbuiati, dopo le odierne dichiarazioni da parte dell'allenatore del Cosenza, Sig. Gianluca Gagliardi. Ma che calcio è questo??? Abbiamo veramente toccato il fondo a Cosenza... Dove si sente che un allenatore di una squadra di calcio intima alla società di parlare subito con i tifosi, altrimenti lui ed i giocatori vanno via?!? Questo è tutto l'amore per il Cosenza Calcio??? Ma per favore... Una società seria e presente certe prese di posizioni da quattro soldi, da parte di tesserati, non l'avrebbe consentite e li avrebbe sbattuti a calci nel sedere, immediatamente! Con profondo affetto.

    P.M. Tifoso del Cosenza

    Gagliardi si dimetta

    Egregio Direttore,
    vorrei dirle la mia sulla resa dei conti che c'e' stata tra il presidente Guarascio e l'area tecnica, che hanno portato alle dimisssioni di Stefano Fiore e del suo staff. Tutti questi discorsi mi sono sembrati un po' tardivi, andavano fatti qualche mese fa quando ancora c'era la possibilita' anche d'intervenire sul mercato, adesso possono avere l'effetto di turbare in qualche misura la serenita' dei giocatori, anche se probabilmente non essendovi piu' frizioni all'interno della societa', i giocatori non dovranno sopportare piu' il clima polemico che c'era precedentemente. Vorrei concludere affermando che se persino l'addetto stampa ha deciso di lasciare il Cosenza calcio, mi sembra piu' opportuno che lasci anche l'allenatore, visto che e' stata la prima e piu' importante scelta dello staff tecnico appena dimessosi, dando cosi' alla societa' la possibilita' di dare alla squadra la guida che ritengono piu' idonea. Distinti saluti.

    Antonello Napolitano

    Dalla Regione bugie sui pagamenti alle Comunità Montane

    La matematica è un‚'opinione !!! Vengono riportate spesso sul vostro quotidiano on line e sulla stampa locale, comunicati della Regione Calabria circa i pagamenti del personale delle Comunità Montane calabresi. Molto spesso tali note. contengono tali marchiane inesattezze da costituire una vera beffa. E' questo il caso dell'ultima nota del 7/2/2013 che trionfalmente annuncia il pagamento di tre mensilità stipendiali per il 2013 , lasciando immaginare di aver provveduto cosi ad erogare fino al mese di marzo , quando invece la situazione degli Enti è drammatica . Dal 2010 ad oggi non sono state né stanziate né erogate le cifre riportate, mancano alle casse delle Comunità Montane circa 10 mensilità, del resto chi ha scritto la nota, si tradisce affermando che per il 2012 sono state erogati 8 milioni entro l‚anno e un milione seicento a gennaio 2013 per un totale di 12 ??? Il personale, oggetto di una campagna denigratoria, è avvilito e mortificato, messo nell'impossibilità di lavorare essendosi interrotti i finanziamenti per investimenti al punto che mancano perfino le risorse per acquistare carta e toner per il servizio catastale. Alla stampa chiediamo che ci consenta di avere una voce, e di non subire oltre al danno anche la beffa.

    I dipendenti della Comunità Montana dell'Alto Jonio

     

    Pronti a pagare la rette dello scuolabus

    Sò che è solo un gesto simbolico ma attraverso la vostra redazione, in un momento particolare come questo che colpisce tutte le famiglie, mi offro per coprire le spese del servizio di scuolabus dello scolaro. Grazie

    Gentilissima redazione, risiedo nella citta' di Rende, nel leggere il giornale in data 10.12.2012, ho appreso del grave episodio accaduto al bambino fatto scendere dal bus, poiche' il padre non ha provveduto al pagamento del tesserino, per i motivi letti nell'articolo. Nel condannare il vile comportamento mantenuto dall'autista nei confronti del bambino , ove fosse possibile, sono pronto a farmi carico delle spese da sostenere fino alla fine dell'anno scolastico. Attendo Vostre disposizioni se lo riterrete opportuno, in attesa porgo distinti saluti.

    Ripulire il parco fluviale

    Egregio Direttore, da più tempo sto denunciando lo stato di abbandono e di degrado in cui e stato ridotto il parco fluviale dopo le manifestazioni musicali svoltesi l’estate scorsa. Faccio presente che quell’area e nata come polo sportivo in quanto oltre alle piste ciclabile vi sono anche i campi di calcetto e una piscina coperta in fase di ultimazione e le piste di joggin. Quell’area per ben tre lunghi mesi è stata occupata dalla manifestazione estiva denominata lungo fiume boulevard e.per ben tre mesi è stata violata la quiete degli abitanti che vivono a ridosso del lungofiume per via della musica che si e protratta fino all’alba- in sfregio alle leggi vigenti sulla quiete pubblica e nonostante le proteste degli stessi cittadini- -Oggi a distanza di due mesi dalla fine dell’evento, ci ritroviamo non solo con il parco ridotto in uno stato di degrado pietoso, ma addirittura ancora con i box che fanno bella mostra di se privando di fatto i cittadini a frequentare quel luogo per svolgere attività sportive. Chiedo al Sindaco che faccia in tempi ragionevolmente brevi smantellare quei box al fine di poter bonificare l’area e restituirla ai cittadini. Inoltre. Per il futuro mi permetto di formulare una proposta “reperire aree idonei allo svolgimento di manifestazioni che hanno durata medio lunghe,penso a Viale Magna Grecia. Sarebbe l’occasione per bonificare quella zona degradata e creare li un polo musicale.

    Tonino Domma

    Soprusi Rom a via Popilia

    Gentile direttore, in queste ore al secondo lotto di via Popilia un appartamento è stato forzato e occupato da una famiglia di rom, i quali oltre a non aver per niente timore della polizia, e dopo aver anche insultato con bestemmie quest'ultimi, si sono barricati in una stanza della casa e non sono assolutamente intenzionati ad andarsene....la povera signora che abita nell'appartamento in questione si trova in Sardegna con i figli e al momento sono dovuti intervenire i parenti per risolvere questa questione...la domanda che mi pongo è ma come mai nessuno parla o scrive di queste brutte e tristi avventure, e soprattutto con quale coraggio continuiamo ad accettare , NOI CITTADINI, questi soprusi, atti di inciviltà,violenza, e ancora come pensa il sindaco a dare alloggi a queste persone e non occuparsi dei cittadini che vivono e abitano a Cosenza? che sono senza una casa, che non lavorano? Sono rimasto senza parole davanti a questa scena...e si fidi che sono uno che parla tanto!!!

    Corrado Rossi - Cosenza

    Troppo alto il volume delle discoteche sulla costa tirrenica

    Egregio Direttore,
    sulla scia dell'accesa querelle tra la Regione Calabria e Legambiente, relativamente ai dati sulla balneabilità delle coste calabre, inoltro una e-mail da me inviata in data 5 Agosto al sindaco di San Nicola Arcella, relativa ad una problematica sicuramente meno importante ed eclatante, ma atta a dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, quanto le amministrazioni locali della Vostra regione siano poco attente alle problematiche esposte dai turisti ospiti nei vari centri, e quanto diffusa sia, evidentemente, la "interpretazione" che la colpa delle varie disfunzioni non ricada su chi le attua, ma su chi le porta alla luce... Nel mio caso, nostante la mail sia stata ricevuta dal destinatario principale (sindaco) e dagli altri per conoscenza (assessori comunali e consiglieri vari), alla data attuale, cioè oltre 15 giorni dopo, non ho avuto alcun cenno di risposta, di alcun tipo. La mia comunicazione è stata semplicemente ignorata. Proprio un ottimo comportamento da parte del primo cittadino di una località che dovrebbe fare del turismo la propria risorsa principale. Grazie per l'attenzione che almeno le Vostre redazioni - mi auguro - vorranno prestare alla mia piccola protesta.

    Antonio Francini Cinisello Balsamo (MI)

    Questo il testo della lettera:
    Egregio Signor Sindaco, amo molto il paese, la marina e le bellezze naturali di San Nicola Arcella, luogo dove mi sono recato più volte negli scorsi anni per trascorrere le mie vacanze, e dove avevo deciso di trascorrere anche l'attuale periodo estivo, ospite - come ormai consuetudine - di amici che risiedono nella bellissima Baia Azzurra. Non avevo tenuto conto, però, del fastidiosissimo "fenomeno" delle discoteche che espletano la loro attività sulle spiagge antistanti la suddetta Baia, operando in maniera indiscriminata e indisciplinata, senza alcun controllo delle emissioni sonore verso l'esterno soprattutto nelle ore notturne. Nei pochi giorni che ho trascorso a San Nicola Arcella, l'orario di funzione di questi esercizi (che credo risiedano nella cosiddetta "Rotonda") si è protratto fino alle sei del mattino, con musica a tutto volume almeno fino alle cinque, e a volume leggermante più basso dalle cinque alle sei... Conseguenza: notti in bianco e decisione di andar via anzitempo. Mi rendo conto che l'estate è un periodo più che altro dedicato alle attività ludiche, di spettacolo e di animazione; mi rendo conto che chi opera nel settore deve far di tutto per concentrare i guadagni in questi pochi mesi dell'anno; ma mi rendo anche conto che, da parte degli operatori del settore e di chi dovrebbe esser deputato, nella Sua zona, alla disciplina delle loro attività, non esiste la benché minima attenzione alle più comuni regole di convivenza civile. Sembrerà forse strano, ma esistono (ancora) persone che desiderano trascorrere una vacanza - mi permetta la banalità - all'insegna di una delle regole naturali più ovvie e comuni: star svegli di giorno e dormire di notte! E se tutto questo può, al giorno d'oggi, apparire superfluo, superato ed obsoleto, Le ricordo che il Codice Civile (all'articolo 844) e il Codice Penale (all'articolo 659) parlano chiaro e senza possibilità di eccezioni o fraintendimenti, richiamandosi anche al concetto di Tutela della Salute Pubblica, garantita dall'articolo 34 della Costituzione del nostro paese.
    Ho trascorso, negli anni, vacanze in altre località turistiche italiane, e Le assicuro che ovunque ho constatato una maggiore attenzione alle regole, al buon senso e al benessere dei cittadini tutti. Mi permetto di consigliarLe, quindi, la lettura di un documento redatto dai comuni della riviera romagnola (uno tra i tanti disponibili sul web) al fine di disciplinare le attività delle discoteche, dal quale si evince facilmente che non sono previsti limiti di orario solo ed esclusivamente quando le attività in oggetto non comportano emissioni sonore che si propaghino all’esterno dei locali, ovvero non creino disturbo alla gente. Tutte le altre attività - potrà considerarlo eccessivo o meno - hanno l'obbligo di chiudere i battenti alle ore 24!

    Odissea per carta d'identità al Comune di Cosenza

    Gent. redazione. Nel caso specifico le scrivo raccontandole la mia storia riguardante il comune di Cosenza e mi farebbe cosa gradita se la pubblicasse. In sostanza prima del 15 agosto per esigenze lavorative di viaggio di mia moglie mi rendo conto che serve la carta d'identità per i bambini uno di sei mesi e l'altro di 3 anni non potendo tra l'altro abbondare il più piccolo in quanto ancora nutrito dal seno materno. A quel punto vado sul sito del comune di cosenza al link http://www.comune.cosenza.gov. it/archivio16_procedimenti_0_66_14_3.html. siccome i due bambini e mia moglie sono residenti a Cosenza per esigenze di lavoro e io al mio paese di origine per lo stesso motivo cioè Montepaone Lido (CZ) a 120 km circa da Cosenza, dal link sopra riportato leggo che posso fare la carta d'identità dei bambini in un qualunque comune d'italia e trovandoci in questo periodo a Montepaone mi reco al Comune. Mi hanno prospettato una procedura quasi impossibile da realizzare! dunque vista l'urgenza di mia moglie di andare a Cuneo entro fine mese per motivi di lavoro ho pensato bene il giorno giovedì 16 agosto di alzarmi di buona lena, sacrificare una giornata di mare ai bambini, a 40 gradi metterli in macchina e recarmi al comune di Cosenza. Arrivo circa alle 9 orario d'apertura dell'ufficio anagrafe, dopo aver parcheggiato ai "Due fiumi" in modo da non stressare i bambini ulterioremente e lasciare pure la macchina al fresco per il ritorno che si prospettava infuocato vista poi l'ora centrale del giorno! prendiamo l'ascensore arriviamo davanti la porta ma aimè i dipendenti del comune di Cosenza, già di suo non molto avvezzi al lavoro, hanno pensato bene di farsi due giorni di ferie! alla porta c'era incollato un foglio di carta dove c'era scritto che per i giorni del 16 e 17 agosto gli uffici restavano chiusi! senza un timbro, una firma, ecc anche io l'avrei potuto fare un avviso del genere! dopo il primo momento di rabbia mi sono rimesso in macchina con i due bambini, i quali li dovrò sottoporre di nuovo in settimana prossima allo stesso stress e sono ritornato a Montepaone! adesso vorrei capire: è legale chiudere un ufficio anagrafe? ...perchè forse qualcuno si doveva fare proprio quei due giorni di ferie? le parla un libero professionista che non ha ferie! inoltre chi mi rimbrosa io costi del viaggio e il tempo perso, e lo stress dei bambini? e se uno viene ad esempio da Milano e quel giorno si doveva rifare la carta d'identità o un altro documento deve aspettare quando questi signori riaprono? e questo sarebbe un paese democratico e cosenza la migliore città del sud italia? io capito spesso in america dove i negozi o altri esercizi non chiudono neanche la notte. e noi qua da provinciali ci sentiamo i padri eterni!!!!!!!!!!!!!! e poi sono bravi ad aumentare le imposte comunali irpef, spazzatura, e di conseguenza riducono i servizi!!!!!! Le invio i migliori saluti.

    Lettera firmata

    Il fratello sbaglia, famiglia rovinata. Il grido d’aiuto di una laureata

    Ho deciso di scrivere questa lettera e di renderla pubblica non per manie di protagonismo o per pubblicità ma perché credo sia giusto far conoscere a quante più persone è possibile, la mia triste vicenda.
    Il mio nome è Francesca e nasco nel 1986 in una famiglia non proprio benestante, da madre casalinga e padre operaio. Insieme a mio fratello, abbiamo avuto un’infanzia contorniata sì da tanto amore ma anche da tanta sofferenza. Nella mia umile famiglia la parola d’ordine è sempre stata “sacrificio”. Sacrificio voleva dire non sprecare nulla, fare attenzione anche sulle più inutili banalità, stare attenti il più possibile su tutto…acqua, cibo, luce elettrica, vestiti, scarpe. Sono stata abituata ed educata al sacrificio fin tanto che non ci facevo più caso, anche se per una bambina non era facile comprendere che non avrei potuto più danzare perché la scuola era troppo costosa per noi. Non lo capisci, non puoi capirlo, ma comunque lo accetti. Gli anni passarono e comunque dentro di me speravo che, prima o poi, magari studiando tanto, la mia vita sarebbe potuta cambiare e la mia tenacia in questo mi ha aiutato. Ho lottato contro tutto e tutti e alla fine ho vinto. Ho raggiunto tanti traguardi importanti, come la Laurea in Infermieristica che ho conseguito quest’anno, ma purtroppo tutto questo lottare non è stato sufficiente perché è bastato un errore commesso da un mio familiare per rendere ancora più difficile una situazione già pesante. L’inizio del mio calvario porta la data del …. Dicembre 2010, quando mio fratello venne coinvolto in una brutta vicenda giudiziaria. Da quella mattina, la mia famiglia venne scaraventata in un mondo sconosciuto fatto di avvocati, giudici, procuratori, periti, penitenziari e via di scorrendo. Credo sia inutile spiegare lo stato d’animo di quei giorni, il dolore, lo sgomento e nello stesso tempo la rabbia che provavo perché dentro me già sapevo che, da quel momento in poi, la nostra situazione economica sarebbe peggiorata ulteriormente. Mio fratello lavorava come operatore ecologico presso la nota società Ecologia Spa e percepiva un dignitoso stipendio con il quale mandava avanti la famiglia, permetteva me di andare all’Università, mio padre (oggi pensionato e malato) di potersi curare. Ma dopo la sua carcerazione, ovviamente, tale stipendio non venne, giustamente, più corrisposto. Ma il contratto di lavoro firmato da mio fratello prevede che, in tali casi, è possibile di far subentrare nella posizione lavorativa dell’impossibilitato, una persona della sua famiglia, e quindi,visto lo stato di bisogno, decisi di prendere in mano la situazione e mi rivolsi ad un’associazione sindacale per chiedere aiuto ma senza successo; allora pensai bene di rivolgermi alla società interessata per chiedere spiegazioni in merito, ma, benché la mia richiesta era assolutamente fondata, nessuno se ne preoccupò. Presi parte a numerose riunioni, parlai con tante persone, ma alla fine solo tante promesse ma nessun fatto concreto. Oggi a distanza di quasi 2 anni mi sono stancata di tutte queste porte chiuse in faccia e di tutta questa indifferenza. La situazione economica e psicologica della mia famiglia non è migliorata anzi è addirittura peggiorata. In questi giorni, poi, come se non bastasse ho ricevuto per giunta la notizia dell’ipotesi di licenziamento per mio fratello. Io non chiedo di essere sostenuta economicamente, non chiedo sussidi o altro, voglio solo un lavoro perché io e la mia famiglia ne abbiamo veramente bisogno! Io mi appello al buon senso delle istituzioni e di coloro che hanno in mano il potere di far qualcosa di concreto per me. Vorrei che i miei diritti vengano rispettati e vorrei che la mia richiesta d’aiuto non venga dimenticata.

    Francesca - Cosenza

    Motorini sequestrati unico deposito in provincia di Cosenza, costi altissimi

    Sig Direttore E' un problema di tante persone! Ciao,sono Salvatore. Giorni fa',viene sequestrato,con relativo verbale,il ciclomotore a mio figlio,minorenne,perchè trasportava,l'altro mio figlio anchesso minorenne. In attesa delle scadenza dei 30 giorni,incomincio ad informarmi dei costi di custodia. Com mio rammarico, scopro che in provincia di Cosenza , vi è un solo deposito,che si trova a confine con la provincia di Crotone, precisamente a Mirto Crosia . Con una qualsiasi cartina stradale si puo' notare che si trova all'altro capo della provincia stessa. Adesso vorrei capire con quale metro si decide di rilasciare un unica autorizzazione a ditta per la custodia .Certamente voi sapete che la provincia di Cosenza è grande quando la regione Liguria è da un capo all'altro vi sono oltre 250 Km. Vengo al punto per ritirare il cilcomore,oltre a pagare il VERBALE ,la CUSTODIA di 30 giorni,MA SOPRATUTTO,SI DEVONO PAGARE I KILOMETRI dal posto dove è avvenuto il sequestro fino al deposito, ANDATA E RITORNO,E SE E' SUCCESSO DI FESTIVO IL TUTTO RADDOPPIA.La domanda è : Ma la legge è stata fatta per rovinare le famiglie?Per fare in modo che dato il COSTO SI RINUNCIA al ritiro,e che rimanga gratis alla ditta del deposito? A me sembra una truffa fatta ad hoc.
    Grazie Ciao

    Salvatore - Castrovillari

    Emigrato cosentino in Usa: Perchè non hanno votato arresto Lusi

    Salve amici e amici cosendini vorrei sapere il motivo incui il PDL non anno votato per mettere in carcere lusi forse per sono colpevole di reato alcuni di loro e anno paura di essere alcuni di loro ad essere indagati lusi dovrebe essere incarcerato come faciamo in America quando sono colpevoli di rubare come i nostri 2 governatori di illinois uno republicano e stato condannato a 7 anni e ora il demogratico a 13 anni perche voleva vendere un posto del senato e con lui anche tre grandi inprenditori ma in italia quando escono ci danno il migliore posto da chichago

    Un emigrato di Rende che ama la Patria

    I disabili non sono strumenti di propaganda elettorale

    EGREGIO DIRETTORE
    sono risentito dagli articoli che troppo spesso riempiono le pagine dei giornali, tante volte chi scrive e rilascia dichiarazioni sulla disabilità lo fa soltanto per fini propagandistici elettorali e politici. non tutti possono riempirsi la bocca della parola nobile e complessa quale “disabile” ne tantomeno chi non conosce ne il significato ne la drammaticità e la straordinarietà della realtà che circonda un disabile ed la sua sfera familiare. Nel corso della vita sono passato dal prodigarmi, come volontario, per i disabili ed i vulnerabili in generale, ad essere io stesso disabile per via di una patologia oncologica trattata dagli ospedali italiani da nord a sud in maniera approssimativa. e proprio per questa mia condizione di disabilità acquisita nel corso della vita che mi sento indignato quanto leggo sui giornali che a vario titolo chiunque abusa di questa categoria rimbalzandosi meriti e demeriti senza di fatto comprendere la reale esigenza dei disabili stessi e delle loro famiglie. A tutti coloro che impropriamente si arrogano il diritto di usare questa nobile e complessa parola quale “disabile” voglio indirizzare una mia personale considerazione di cosa significa essere disabile; il disabile e colui che ogni santo giorno convive con un duplice sentimento diametralmente opposto ed in confitto tra loro, ovvero la disperazione della propria condizione di disabilità e la straordinaria voglia di vivere e di essere partecipe, se pur con qualche sacrificio in più, della collettività, sorridendo alla vita e godendo della meraviglia che la vita ci regala ogni singolo giorno. Un disabile non vuole essere un peso per la società anzi vorrebbe lavorare e produrre come tutti gli altri, certo che se ciò non gli viene concesso o peggio in nome e per conto di questa categoria si bandiscono concorsi si attivano progetti si organizzano convegni ecc, dove i disabili sono solo sulla carta, va da se che oltre al danno vi è la beffa. L’approccio alla tematica della disabilità, andrebbe rivisto completamente, dalle piccole cose, per esempio in un convegno sulla disabilità, si dovrebbe invitare tra i relatori una persona disabile di modo che non solo si avrebbe la certezza che la struttura che ospita l’evento stesso è idoneo e dunque privo di barriere architettoniche, ma le stesse tematiche trattate sarebbero avvalorate da una immediata condivisione di un vero rappresentante ed un consumatore in prima persona dei servizi e delle attenzioni di che trattasi; un altro esempio potrebbe essere gli uffici dedicati ai disabili, che per assurdo tante volte sono assolutamente privi di ogni accorgimento in merito all’accessibilità di un disabile; o ancora alla vigilanza dei parcheggi riservati ai disabili, che sono diventati isole felici, dove ognuno parcheggia liberamente per le piccole commissioni, incurante di quanto disagio arrechi ad un disabile, che si vede sottratto di un banale ma essenziale diritto, per consentirgli il disbrigo autonomo delle piccole commissioni quotidiane. Un disabile è colui che non sbandiera la propria disabilità per ricevere i propri diritti sotto forma di compassione, anzi, stringe i denti, e con immane sacrificio e difficoltà raggira gli ostacoli per dimostrare prima a se stesso e poi agli altri che non è di compassione e di chiacchiere che ha bisogno, ma di solerzia e discrezionalità nel rispetto della persona tanto più se disabile. Il mio appello accorato, e rivolto al senso civico di ogni cittadino nel rispetto e nella sensibilità verso chi, non per scelta propria, ha subito un torto dalla vita, ma nonostante ciò sorride alla stessa e quotidianamente ne apprezza la sua straordinarietà, mentre a tutti coloro che a vario titolo occupano ruoli istituzionali, il monito che gradirei assimilassero e quello di adoperarsi nell’interesse dei disabili e delle loro famiglie come persone e non come eventuale consenso elettorale.

    Lucio L. - Rossano

    Problemi di sicurezza in via Mattarella

    Egregio Direttore,
    volevo porle un problema sentito dalla cittadinanza...a Cosenza stanno aumentando i furti o i tentati furti nelle abitazioni, mi riferisco in particolar modo nella zona di via Piersanti Mattarella, via Bosco Denicola, via Rosario Livatino... questa zona della città è priva di video-sorveglianza e ormai quotidianamente in varie ore della giornata c sono tentati furti...le chiedo da cittadino di evidenziare questo problema tramite il suo giornale online..la gente ha paura..!!!
    cordiali saluti

    Gabriele Barresi - Cosenza

    Col calcio è sempre la stesa storia

    Scrivo per esprimere il mio dissenso e la mia amarezza per l'inadempienza degli imprenditori, mi viene da ridere chiamarli così, che compongono la società della Nuova Cosenza verso i giocatori. Da ottobre che non prendono lo stipendio!! Ormai ho capito, se a cosenza si vinnanu i mozzarelle ti puoi chiamare imprenditore!! Tutti pinocchi e incapaci! Da Pagliuso agli ultimi ...... Ci rimane solo sperare sull'Italo Americano di Calabria che ha fatto soldi in America..se ci sei, ti prego, batti un colpo!!! Con affetto e sincerità.

    Piero, un cosentino a Modena

    Treni al sud e treni al nord

    Sulla situazione del treni, posso dire che se Atene piange, Sparta non ride. Concordo che tra soppressioni di linee e quant‚altro, il sud se la passa male ma, da cosentino trapiantato al nord, posso con certezza affermare che qui la situazione dei treni è pessima. Soppressioni, cancellazioni, ritardi. Tutto all‚ordine del giorno. Ora la moda è la soppressione del treno quando è partito. Tu parti ma alla stazione successiva devono scendere tutti perchè la corsa è soppressa (evidentemente si rompe il locomotore ma a te non lo diranno mai). Ergo devi aspettare (forse...) il treno successivo. La scorsa settimana sul Sondrio-Milano l‚altoparlante ha annunciato di salire sul primo vagone. Il motivo si è subito capito quando è arrivato il treno. Gli altri vagoni erano chiusi per vari motivi. Porte rotte, riscaldamento non funzionante, luci spente. Risultato: abbiamo viaggiato stipati in un vagone e, in caso di incidente, avremmo fatto la fine dei topi. Eppoi ricordati sempre dove sali!!! Infatti se ti sposti di vagone, puoi beccare quello che ha la porta d'uscita chiusa, rotta, sigillata. Ergo non riusci ad uscire alla tua stazione e, prima che correndo, superando vagone dopo vagone, trovi quello con la porta in uscita funzionante, il treno è ripartito. Altri due episodi poi finisco di tediarvi. Due settimana fa il treno si ferma. Non apre le porte e dopo un pò riparte. Risultato: tutti quelli che dovevano scendere a quella stazione non sono riusciti a scendere e sono dovuti scendere alla fermata successiva e tornare indietro con il treno corrispettivo un‚ora dopo. Venti giorni fa stazione di Bergamo. Annunciano treno per Milano partente dal binario 5. Tutti si fiondano a prenderlo. Per fortuna che qualcuno ha il buonsenso di guardare il tabellone luminoso sul binario. Perchè quello annunciato dall‚altoparlante e partente per Milano al binario 5, andava non a Milano ma a Brescia. Esattamente dalla parte opposta. Povero Sud ma anche povera Italia, tutta intera.

    Gianfranco Litrenta - Perego (LC)

    Sicurezza a Cosenza

    Egregio Direttore, volevo portare all'attenzione dell'amministrazione comunale e dei cittadini due situazioni in cui mi sono imbattuto negli ultimi giorni a Cosenza. La prima è la pericolosa curva a gomito sul ponte Alarico, nei pressi della chiesa di San Francesco di Paola, in cui ho rischiato due volte in pochi giorni di avere due incidenti del tutto simili. In pratica le auto che provenivano da Corso Plebiscito e si recavano verso il Comune, non hanno rispettato il codice stradale invadendo completamente la mia corsia; ho rischiato tutte e due le volte un incidente frontale, per mia fortuna evitato all'ultimo secondo. Sarebbe di aiuto, ma di certo non risolverebbe il problema della poca educazione stradale di certi automobilisti, il ripristino della segnaletica orizzontale e delle corsie sul ponte Alarico, in modo da far valere le proprie ragioni e tutelarsi in caso di incidente. L'altra spiacevole situazione è quella di aver trovato pochi giorni fa nel parcheggio dietro il Caffè Letterario, non lontano dalla mia, un'auto con un finestrino andato in frantumi ed il cofano aperto. Con ogni probabilità i "signori ladri" non sono riusciti nel loro intento. Basterebbe anche qui poco installando un'illuminazione degna di questo nome, la zona è del tutto buia e può diventare pericolosa sia per le auto lasciate in sosta che per le persone che vi si recano, è facile immaginare che una donna dovrebbe temerla maggiormente. Con l'augurio che questo appello venga recepito dagli amministratori pubblici porgo distinti saluti.

    Piero D. - Cosenza

    Precarietà loculi al cimitero

    Lettera aperta al Sindaco di Cosenza. Non so se è il modo migliore, ma di certo è l'unico modo per farle presente quanto segue: stamattina ho presenziato alla tumulazione di mia zia il cui feretro giaceva nella bara da giorni in un deposito squallido insieme a decine di bare, situazione sicuramente poco rispettosa per il defunto prima e per i parenti poi, i quali non possono nemmeno recarsi con serenità a visitare il congiunto in attesa della tumulazione. Dopo aver pagato euro 1700+200+150, mi ritrovo davanti ad un loculo realizzato in spazi architettonicamente lasciati liberi per motivi ben precisi. Loculi realizzati con strutture metalliche, tompagnatura con lastre di lamiera sigillate con silicone, il che potrebbe sembrare non rispettare nemmeno le norme sanitarie ed il cui costo è di gran lunga inferiore a quanto corrisposto. Con la sua professionalità di architetto nonchè di credente, la invito a recarsi sul posto e rendersi conto di persona dello squallore che la cittadinanza vive anche difronte ad una circostanza luttuosa. Non la colpevolizzo di quanto espresso, lei ha ereditato, ma con la sua autorevolezza la invito a fermare questa bruttura che non può avere nemmeno carattere di provvisorietà. La ringrazio e la invito stesso mezzo a rispondere a me e alla cittadinanza tutta.

    Francesco Silano.

    Diritto di replica

    Diritto di replica, riceviamo dallla Kompat srl e pubblichiamo la replica alla Signora Zotti:
    Preg.mo Editore, egregio Direttore,
    scriviamo in merito a quanto da Voi pubblicato il 28 novembre u.s. per nostro diritto di replica alla Signora Zotti, la quale di passaggio nel nostro negozio ad insegna Me4Me nel centro Commerciale Metropolis ha mostrato tutta la propria arroganza nei confronti del nostro personale, con la pretesa di "COMANDARE" al personale stesso di spostare gli arredi del negozio per un suo agevole passaggio in negozio con il proprio passeggino fuori misura !!!
    La signora ha ritenuto inveire contro una ragazza sul proprio posto di lavoro, mettendola vistosamente in difficoltà solo per una propria voglia di rivalsa verso l'altra ... più debole ... minacciandola di vedersi pubblicato sui quotidiani locali l'accadusto, dichiarando si essere una giornalista ; ciò evidenzia la chiara personale frustrazione, la pretenziosità, nonchè la bassissima stima e comprensione verso chi onestamente lavora e si mette a disposizione per soddisfare al meglio il cliente ! !
    Cogliamo l'occasione - smentendo categoricamente i fatti riportati - per confermare a Voi clienti la nostra gratitudine per averci preferito negli anni , ben 15 di nostra presenza nel Centro Commerciale trascorsi con serio lavoro per potervi servire nei modi migliori e fornirvi il vastissimo assortimento, il tutto nell'estrema cortesia come comporvato dalla costante preferenza accordata alla Me4Me.
    La nostra offerta è fatta di oggetti si , ma dietro ai quali c'è una fortissima e intensissima attività svolta dall'essere umano ! Ma evidentemente questo sfugge ad una persona su oltre 8.000.000 di visitatori tanti quanti entrati nel punto vendita Me4Me.
    Il personale di vendita è tutto il giorno alle prerse con il pubblico e forse la Signora ha dimenticato la norma della reciproca educazione ! ... sappiano bene che il cliente è sacro !
    E' una questione do Stile e Sensibilità... da cui .. parafrasando una canzone " Tutto dipende !"
    Non ci rimane che Augurare a tutti, Signora "in-compresa" un sereno Natale .
    Ringraziamo per il diritto di replica, ad onor del vero, a difesa della nostra preziosa collaboratrice.
    E distintamente salutiamo.

    Kompat Srl

    Vergognosa discriminazione in centro commerciale

    Gentile redazione, mi chiamo Silvia Zotti, sono pugliese ma vivo a Cosenza da un anno e in questo tempo ho imparato ad apprezzare le meraviglie della vostra terra e dei suoi abitanti. Purtroppo pero ieri sera mi è capitata una cosa spiacevolissima e vorrei che fosse resa pubblica. Nel negozio me4me presso il centro commerciale Metropolis la commessa non mi ha fatto entrare perché avevo il passeggino. Mi ha detto che sono regole del proprietario e che fuori era indicato. In realtà c'era solo un divieto di ingresso ai carrelli del supermercato e quando gliel'ho fatto notare mi ha risposto che era lo stesso anche se si trattava diun bambino nel passeggino. Allora le ho chiesto se al posto del passeggino avessi avuto una sedia a rotelle e candidamente si è stretta nellespalle e mi ha detto che le regole sono regole anche per un disabile e poi ha aggiunto sorridendo che tanto un disabile nn era mai entrato quindi nn si era posta il problema. Indignata misn rivolta alla direzione per tramita della vigilanza del centro commerciale e ho ricevuto le dovute scuse ma purtroppo nel negozio nn hanno cambiato idea. Io spero che il centro commerciale prenda i giusti provvedimenti nei confronti del titolare e intanto chiedo a questa testata giornalistica di voler pubblicare l'accaduto in modo da smuovere un Po le coscienze e il senso civico dei cosentini. Solitamente io mi rivolgo ai quotidiani locali della mia città ( Barletta) ma adesso sono cosentina e spero di incontrare la vostra solidarietà non tanto a me che spingevo un passeggino ma ad una madre che in quel negozio con un disabile non ci può entrare! Grazie per l'attenzione.

    Silvia Zotti

    Problemi con la corsia prefereniale di via Caloprese

    Egregio direttore, anche questa amministrazione, così come le altre, ha pensato bene , visto che i problemi seri, quali:lavoro, emergenza abitativa, Rom, microcriminalità ed illegalità diffusa, sono molto rognosi da affrontare, ha pensato bene dicevo, di "innovare" la viabilità. Prima con la novità delle scuole di via Roma (mi scusi se mi ostino a chiamarla così) e poi con la corsia preferenziale di via Caloprese. Da cosentino attento, non penso che un provvedimento simile, possa avere benefici sul traffico cittadino e soprattutto, sull'economia cittadina. Mi dica direttore, Lei che è cosentino come me: quanti cittadini utilizzano i mezzi pubblici? Perchè cercare di paralizzare nuovamente la città, dopo che, con l'apertura definitiva di viale Mancini,ultimamente, non vi erano problemi di traffico, perchè?? Il Sindaco e l'amministrazione lo sanno perfettamente che Cosenza non è una città a vocazione turistica. O si illudono che lo sia? Hanno riempito (non loro, per carità) la città di aree di sosta a pagamento, come se si trattasse di Roma, di Bologna, di Verona e adesso pretendono che il cosentino utilizzi i mezzi pubblici??Cosenza è un paesone ed i cosentini sono abituati a portare la macchina: la portano al bar, la portano a scuola, la portano a fare shopping, la portano sotto casa. Il sindaco pensa di essere in grado di eradicare simili abitutidini?? Le precedenti giunte sono passate alla storia per aver cambiato nome ad alcune delle più antiche strade e piazze cittadine e per avere aggravato, istallando centinaia di dossi, una situazione viaria già compromessa da buche innumerevoli. Speriamo che l'aministrazione Occhiuto non passi alla storia come la giunta delle teorie dinamiche impossibili.un consiglio al sindaco: ma ha mai pensato di togliere il sottopasso di via P. Rossi, che non serve a niente e blocca dalle 16 alle 19 tutta la città??

    Sandro De Rose - Cosenza

    Planetario, Ponte di Calatrava, ex Aula-Bunker.... cittadino chiede il Sindaco risponde

    egregio direttore Pippo Gatto complimenti per il sito innanzitutto... poi le volevo fare una domanda: nn le sembra il caso che il nuovo sindaco Occhiuto, dovrebbe, prima di pensare ai nuovi progetti, finire i progetti che sono già stati finanziati e che sono ancora in alto mare? il ponte di Calatrava il Planetario l'ex Aula-bunker di via degli stadi abbandonata nei topi... e poi il verde? le ville che si dovevano fare dove sono?

    Sergio Teobaldo - Cosenza

    Egregio sig. Teobaldo, abbiamo girato direttamente le sue domanda al Sindaco Mario Occhiuto, che ha prontamente replicato. Questa la sua risposta:

    "La logica "del prima di" non appartiene all'attuale Sindaco di Cosenza e alla nuova giunta perché è la logica del non far niente. Noi pensiamo e contemporaneamente facciamo, rivolgendo la nostra azione in più direzioni possibili. In particolare le opere pubbliche menzionate nulla hanno a che vedere con i nuovi programmi di investimento semplicemente perché sono opere già cantierate con finanziamenti finalizzati in parte diversamente utilizzati (problema quindi di natura completamente diversa ma che allo stesso tempo stiamo affrontando). Per quando riguarda le ville devo dire che è proprio una delle prime azioni di riqualificazione che la nostra amministrazione ha iniziato a svolgere, come ampiamente documentato.
    Saluti e buona domenica
    Mario Occhiuto
    "

    Welcome Nuova Cosenza Calcio

    Uno speciale ringraziamento al nuovo bravissimo Sindaco Mario Occhiuto , alla nuova dirigenza , a Stefano Fiore & Aristide Leonetti e a tutto l'intero nuovo staff . In bocca al Lupo e FOZA LUPI dagli States..
    THANK YOU!
    Cosenza Calcio Club New York (USA)
    Il pres. Raffaello Lello Marino

    Tireno inquinato: Arpacal smentisce, Raitre e Legambiente confermano

    Un cittadino ascoltando l'intervista al tg3 calabria di alcune settimane addietro della responsabile ARPACAL si sarebbe certamente rassicurato sullo stato di salute del mar tirreno cosentino poichè la funzionaria arpacal addebitava ad "un'alga la produzione di sostanza che i bagnanti hanno sempre scambiato per reflui fognari".Ma giorni dopo Legambiente confermava invece che presso alcune zone tra cui paola (cs) risultavano scarichi a mare di reflui fognari tanto da invitare i turisti a non fare il bagno in dette zone.Ma dove stà la verità?Forse nel mezzo direbbe qualcuno.E' possibile che la dirigente dell'ARPACAl al tg3 regionale parli di alghe e mucillagine e Legambiente parli di scarichi urbani? Nessuna certezza anche se semplici e ripetute analisi potrebbero sciogliere il dubbio.Non siamo in presenza di un caso complesso di cronaca nera.Anzi all'inizio dell'estate il procuratore di Paola(CS) sulla stampèa confermava che i depuratori del tirreno erano stati controllati e funzionavano al meglio.Mentre Legambiente è del parere opposto.Infine: la procura di paola non ha precisato che tipo di inquinamento è presente sul letto del fiume Oliva presso Amantea(CS), anche quest'ultimo è un caso misteroso e irrisolto.L'unica certezza è la sporcizia (o mucillagine?)che vedono i bagnanti in acqua.

    Teodoro G. - Cosenza

     

    Tagli al sociale indignano, ancor di più quelli alla disabilità

    Gentile direttore,

    in relazione alle notizie pubblicate sulla stampa sulla nuova manovra finanziaria, le scrivo in qualità di padre di un ragazzo con una paralisi agli arti inferiori che da 20 anni è costretto a spostarsi su una sedia a rotelle. Ciò in quanto sono preoccupato e indignato per gli ulteriori  tagli che si prevedono per le fasce più deboli del paese e persino per le persone con gravi disabilità, una categoria che ora è addirittura considerata privilegiata e un peso per il paese.  Sono state già ridotte le spese per la sanità, per la scuola, per gli insegnanti di sostegno, per le spese sociali. Ora c’è il dubbio che siano rimesse in discussioni persino le  indennità di accompagnamento, già fortemente limitate da una iniqua direttiva INPS. Sono una somma pari a 470 euro mensili che per le persone effettivamente non autosufficienti dovrebbero aumentare, anziché essere cancellate, soprattutto quando non possono godere più del sostegno dei familiari 24 ore su 24.
    Abbiamo passato una vita sicuramente non facile pur di aiutare i nostri figli a superare grandi difficoltà, per cercare di garantirgli il diritto alla vita, alla salute e alla loro inclusione sociale. Non pensavamo però di dover trascorrere l’ultima fase della nostra esistenza anche con una angoscia crescente  per il fatto che i nostri figli non ce la faranno a sopravvivere a lungo in una società sempre più ostile senza godere di un reddito minimo quando noi genitori non ci saremo più.
    E questo è profondamente ingiusto mentre non si riesce a tagliare anche solo marginalmente altissimi stipendi o pensioni,  non mettendo certo a rischio la sopravvivenza di persone.
    E’ da sottolineare che secondo la Banca d’Italia il 10% delle famiglie più ricche detengono il 45% della ricchezza. Al riguardo dall’ associazione delle società per azioni  è arrivata la disponibilità, che ho apprezzato, di contribuire a superare questa difficile crisi e a rilanciare l’economia, accettando di pagare un contributo dell’1 per mille.
    Si accusano leaders mediorientali di crimini contro l’umanità per aver represso con la forza proteste popolari. Probabilmente però  non ci si rende conto che togliere sostegni a persone non in grado di spostarsi, di girarsi nel letto da soli, di controllare gli sfinteri, di orientarsi da soli, quando hanno disabilità mentali o psichiche, significa aumentare il loro disagio già estremo e spingerli alla disperazione, accelerando la loro fine.
    L’Italia è riuscita a superare crisi altrettanto gravi ma non si era arrivati mai a un attacco di questo livello ai diritti umani sanciti anche dalla Costituzione e alle fasce più deboli.
    Mi auguro pertanto che ci sia un ripensamento e prevalga alla fine  la cultura della solidarietà.
    A tal fine mi appello all’intera classe dirigente  e a tutte le persone con sensibilità sociale, al di là delle loro appartenenze politiche.

    La ringrazio per l’attenzione.

    Vincenzo Gallo - Cosenza

    Vicenda Cosenza Calcio: Vergogna!

    Solo 2 parole per esprimere la mia amarezza per quanto è successo e succede intorno al COSENZA CALCIO: VERGOGNA! A TUTTA LA CLASSE DI IMPRENDITORI COSENTINA!

    Piero - Modena

    Melma e luridume anche sulla Costa degli Dei

    Dopo una vita o quasi trascorsa sul Tirreno cosentino ad ammirare gli indegni spettacoli descritti da Ortensio Longo (chi è senza peccato scagli la prima pietra), l'anno scorso sono stato a Copanello ammirando un paradiso; quest'anno volevo dare un'altra chance al Tirreno, rigorosamente non cosentino e sono andato a Zambrone, laddove (tra l'incredulità generale anche degli animatori dei villaggi, presenti da anni in zona) avrei potuto scattare foto simili a quelle di Ortensio Longo a meno dello scoglio. Mentre il Tirreno Cosentino vive di fatto di seconde case, per la gioia delle amministrazioni locali brave come pochi ad incassare tributi esorbitanti per servizi inesistenti, la Costa degli Dei vive di villaggi, residence ed alberghi, frequentati prevalentemente da turisti di altre regioni o nazioni, ed è uno dei pochi posti in Calabria dove si vive di turismo che funziona; di questo passo, rischieranno il collasso. Complimenti a tutti i responsabili, soprattutto istituzionali, di qualsiasi colore. Anche a quelli che vorrebbero mettere tutto a tacere. Anche a quelli che diffondono dossier rassicuranti, dal mare da bere al 90% di balneabilità. Tanto, poi a Settembre chiederanno scusa.
    VERGOGNATEVI TUTTI.

    Matteo Rosa

    Melma e luridume lungo lo Ionio

    Caro amico Teodoro G. di Cosenza non solo il tirreno ma anche lo jonio e' fortemente inquinato da melma e luridume vario. Purtroppo i depuratori non funzionano e nulla viene fatto dai nostri attuali amministratori regionali per risolvere questa situazione disastrosa.

    Mimmo C. - Schiavonea

    Tirreno inquinato, responsabilità anche di Longo

    Il sig. Ortensio Longo, coord.dei verdi spaccati in più rivoli,insieme ad altri (Diego Tommasi) è stato assessore al comune di cosenza e non ricordo se anche alla provincia.Del problema dell'inquinamento organico del tirreno è a conoscenza da tantissimi anni e come parte politica mi pare che abbia fatto ben poco insieme al presidente Oliverio, della stessa compagine politica(ricordate il mare da bere?) Chi doveva ed oggi deve risolvere il problema sono gli amministratori come il sig. Ortensio Longo e gli attuali.Oggi chi non amministra più ma ancora fà politca verde non deve scrivere facendo irritare cittadini come il sottoscritto ma deve impegnare la propria attività politica alla risoluzione del problema che tutti i vacanzieri già ampiamente conoscono.Per responsabilità come quelle del sig.Longo il sottoscritto da 10 anni è " costretto" a villeggiare in sicilia perhè mio figlio all'età di 5 anni per l'inquinamento del tirreno si è beccato un'impetiggine.

    Teodoro G. - Cosenza

    La replica:

    Leggo e rileggo l' appunto dell'anonimo lettore alla mia nota "un mare di sporcizia", ma e' difficile rispondergli perche' non si capisce bene cosa voglia dire. Solo dietrologia e voglia di polemiche da ballatoio. Si firmi la prossima volta, col suo vero nome!

    O. Longo

    Sindaco Occhiuto, auguri da Siena

    Buongiorno e Buon lavoro a tutta la redazione, inizio col farvi i miei complimenti per il servizio che date, soprattutto a noi che viviamo lontano dall'amata COSENZA. Nella speranza di ritornare a vivere in città e di ritrovarla al passo con le grandi cittadine del centro-nord, voglio fare gli auguri di buon lavoro al Sindaco e alla Giunta da lui nominata. Premettendo che non ho votato a Cosenza e che sono al di fuori di ogni campanilismo politico e sottolineando di non conoscere nessuno dei neo eletti Assessori, devo dire che leggendo i loro curriculum e soprattutto la loro data anagrafica, mi sembra un'ottima squadra, competente e giovane, il che non guasta. In tutto questo il mio "in bocca al lupo" va soprattutto ai miei concittadini che tutti i giorni lottano contro mille problemi, l'augurio più grande che posso fargli e che questa nuova Amministrazione Comunale possa risolvere qualche malanno dei tanti di cui soffre la città. L'ultimo pensiero non può non andare al Cosenza calcio che a tutti noi ha dato tante soddisfazioni, era il nostro orgoglio ed ha rappresentato la valvola di sfogo ed un riscatto sociale. Seguendo in giro per l'Italia i nostri lupi riuscivamo a confrontarci con altre realtà grandi e piccole ed era il mezzo per noi giovani per portare in giro i nostri colori, il nostro credo e il nostro essere COSENTINI. Spero che il rosso-blu continui a rappresentare non solo la città, ma l'intera provincia , nel calcio che conta. Da quello che ho potuto leggere il neo Sindaco si è dato abbastanza da fare per smuovere le coscienze dei pochi inprenditori (o presunti tali) che gravitano intorno alla città e alla squadra stessa. Nella speranza che ci riesca gli rinnovo i migliori auguri di buon LAVORO.

    Francesco Morrone - Siena

    Continui tentativi di truffe con falsi addetti luce e gas a Cosenza

    Ma cosa succede a Cosenza?
    E mai possibile che scivolino via nel nulla i continui tentativi in alcuni quartieri di intrusioni negli appartamenti da pseudo addetti alla luce,acqua, gas, ecc.?
    Ieri due giugno l'ultimo episodio a me raccontato da un parente.
    Quartiere di Via Popilia. Ore 14.00
    Bussano alla porta: "Signora, lettura gas"
    Il mio parente per fortuna risponde che non apre a nessuno.
    Che sfacciati che impunenti ! In un giorno festivo, presentarsi alle 14.00 !
    Beh, forse anche un pò polli ma l'episodio fa rabbrividire a pensare a quello che poteva o un giorno potrebbe succedere.
    Ciliegina sulla torta. Questo mio parente non ha manco l'utenza del gas !
    Ma la cosa fa paura.
    La polizia cosa fa? Come si prepara il nuovo sindaco a questa emergenza?

    Cittadino preoccupato

    Povera regione Calabria! Lettera aperta al Governatore

    Caro governatore Scopelliti, sono un cittadino(terrei a precisare, non legato ad alcun schieramento politico!) e vorrei porle una domanda:mi può dire,per cortesia, una cosa positiva che è stata realizzata in questo anno di legislatura in Calabria? Beh, sinceramente, siamo sempre la regione più disoccupata d'Europa ed i nostri giovani laureati continuano ad emigrare;si muore negli ospedali sempre più fatiscenti ed abbandonati;il mare risulta il più inquinato d'Italia ed i torrenti continuano a scaricare fogna senza che sia stato risolto il problema della depurazione;le spiagge sono sporche e le coste deturpate dall'abusivismo; il turismo funziona solo venti giorni all'anno;l'autostrada e le statali sono da terzo mondo;la 'ndrangheta spadroneggia nelle istituzioni e nella società...insomma,a noi non servono meeting e raduni organizzati e pagati della regione ma fatti concreti e nonostante il tg3 dei suoi colleghi di partito(Terremoto e Rositani) voglia far credere che tutto vada bene,può spiegare lei ai calabresi cosa è cambiato?Grazie! Cordiali saluti.

    Mario D. - Cosenza

    Grazie a Fiore, basta cialtroni nel Cosenza Calcio

    Caro Direttore,

    le parole di verità pronunciate da Stefano Fiore rendono onore alla sua intelligenza e alla sua lealtà.
    Esse denunciano non solo il fallimento di una gestione societaria e sportiva, che è sotto gli occhi di tutti, ma anche la crisi di un legame identitario tra città e squadra che non è esclusivo ma è particolarmente forte a Cosenza.
    Questo legame è vivissimo in chi, per scelte familiari o di lavoro, ha lasciato la città; è vivissimo a prescindere dall' età e dalla condizione di chi lo vive.
    la sciagurata e cialtronesca gestione dalla società Cosenza 1914 offende e colpisce anche questo legame speciale e sottrae a un numero indefinito ma vasto di cosentini la possibilità di calare nel tifo l' affetto e la nostalgia per la propria città.
    Grazie Fiore per aver dato voce anche a questi sentimenti,
    Cordiali saluti

    Avv. Francesco Pellegrini Roma

     

    Continua il degrado delle coste calabresi, turisti scappano

    Carissimo governatore della regione Calabria Giuseppe Scopelliti perchè non si fa un bel giretto sulle coste calabresi? Vedrà le nostre spiagge piene di bottiglie, copertoni, bidoni, bomboloni di gas, stufe, cucine...ed i torrenti che scaricano in mare fogna, melma ed altre schifezze! Cosa è cambiato rispetto al passato? Beh,l'estate è vicina, però mi sa che anche questo anno registreremo un fallimento nelle presenze sul nostro territorio. E quindi,c osa dovrebbe venire a fare un turista nella nostra regione? Eppure come dissi tempo fa, ci vorrebbe ben poco per risolvere il problema perchè noi non abbiamo industrie ed il nostro inquinamento è prevalentemente di tipo domestico. Beh,nonostante il tg regionale voglia far credere che tutto vada bene, continuo a ribadire che cambiano gli amministratori ma tutto resta immutato nella nostra martoriata regione. Cordiali saluti.

    G.D. Cosenza

    Degrado per le strade del centro di Cosenza

    E' da circa un anno che i cittadini della zona vicino al comune via Trento corso Umberto via Rivocati assistono a dei lavori con buche sul manto stradale che vengono lasciate non bitumate con polvere e sporcizia varia. Gradiremmo sapere se qualcuno viglili che sulla correttezza dei lavori e sul ripristino del manto stradale deturpato si ringrazia un cittadino seccato da anni di lavori.

    B.C. Cosenza

    Situazione di degrado nel centro storico

    Buon giorno , vi scrivo per segnalare una situazione a dir poco paradossale e che sembra del terzo mondo , ma che è invece nel Centro storico di Cosenza precisamente in via Lucrezia della valle n,5 .E un vicolo che va da Largo Vergini verso la Motta , salita Castello .Una zona che è stata sempre tranquila e che gli stessi abitanti hanno sempre tenuto al decoro degli immobili. Ma ormai da anni al ex palazzo Cavalcanti ora di proprieta' no si capisce se del Comune o della famiglia Lattari il palazzo e pericolante e abitato da abusivi in particolare da un Uomo giovane che non sta neanche bene mentalmente , vive di stenti e sta con almeno due o tre cani e svariati gatti che non escono mai , e lui in casa e senza servizi igienici . Voi direte come fa',niente di piu' semplice nel vicolo c'è un tombino che dista 10 metri dalla sua porta a pian terreno , e in questi dieci metri si e' fatta una scia di Melma , perche di notte riversa tutto per strada e pensate che neanche i temporali di questo inverno sono riusciuti a lavare eppure li si forma na jumara quando piove . Un paio di anni fa' andai io stesso con la presidente della Circoscrizione a vedere all'interno del palazzo dopo un crollo al interno del palazzo dove lo stesso Signore fu soccorso dal 118 perche' ando giu' insieme al pavimento . Quando entrammo la puzza era nuseante vi giuro una cosa inpressionante e la cosa piu' pericolosa e che hai piani superiori la coperturara e fatiscente e matenuta da qualche supporto e con queste pioggie prima o poi crollera' tutto . Lei dira' ma gli Organi competenti! li abbiamo chiamati tutti vigili urbani del fuoco assistenti sociali , carabinieri protezione civile ecc. ma nessuno fa niente .Le devo dire che il quartiere cerca di aiutare questa persona , anche perche' lui e' nato li , lo prendiamo con il buono ma non c'è verso ,ma non e' possibile che un essere umano possa vivere negli escrementi dato che non ha servizi e gli animali non escono da quel palazzo. Ora addirittura sub affitta a delle famiglie di zingari che lavano i bimbi e scodelle nel vicolo , e poi si vede qualche personaggio da BMW

    Di chi sono le statue del Mab di Cosenza?

    Leggo sui giornali di sabato 5 febbraio pressapoco ciò "Statua rubata, no la riprende il proprietario". Rabbia e indignazione hanno preso in me il sopravvento dopo aver letto i tre quotidiani della città, perchè incuriosito ho voluto leggerli tutti. Ed ora alcuni interrogativi mi frullano per la testa, che passo a voi sperando così di ottenere delle risposte. Bilotti è il proprietario delle statue? Quindi libero di poterle spostare o di disporne come meglio gli pare? Se è così, perchè si è parlato di donazione al comune di Cosenza, con tanto di eco sulla stampa, di intitolazioni di piazze (mai accettate peraltro), di servizio di video sorveglianza a spesa del comune, di manutenzione e quant'altro? Bene, se sono sue, visto che occupano suolo pubblico, paghi il dovuto, ne faccia ciò che vuole delle statue, rinunci al ruolo di mecenate cittadino e si ritorni a piazza Fera. Legittimo. Bilotti non è il proprietario delle statue? Ovvero, è solo il donatore-mecenate che con tanto di atti ufficiali le ha donate al comune di Cosenza ed ora non ha più diritti su di esse? Allora si comporti come un qualunque cittadino e rispetti le cose di tutti. Se non gli vanno bene alcune disposizioni o altro, lo esponga pubblicamente, ne discuta con il sindaco e la giunta e il consiglio per mutare o migliorare i basamenti e le collocazioni. Se non riesce a trovare subito l'interlocutore, è perchè questi possono essere impegnati e faccia come tutti i cittadini che attendono anche mesi prima di avere risposte per problemi certamente piu importanti delle statue. Sempre nel caso in cui Bilotti non sia più proprietario, il suo gesto di ieri, che ha mosso polizia municipale e alcuni amministratori allarmati per un furto o similari, va valutato attentamente perchè ha fatto perdere tempo ai suddetti soggetti per un falso allarme. E soprattutto va inquadrato sotto un altro aspetto: se a compiere la stessa azione fosse stato un qualunque cittadino, che cosa sarebbe successo? Probabilmente sarebbe scattata una denuncia per appropriazione di patrimonio pubblico, che, pur non essendo io una persona di legge, immagino si configuri un reato in ciò (anche se l'opera è stata portata via per un aggiustamento della base, ma nessuno lo sapeva) per lui e per la ditta che ha trasportato via l'opera, la quale ha eseguito un ordine da persona non legittimata a farlo. La faccenda si è concretizzata, come dicono i giornali, intorno alle due del pomeriggio, quando ovviamente in giro c'è poca gente. Il problema che ne scaturisce risiede nel fatto che l'accaduto può costituire un pericoloso precedente: chiunque, d'ora in poi, può fare lo stesso ed anche peggio. Infatti, se nessuno viene punito, perchè non si deve fare? Specialmente gli imprenditori che non vogliono perdere tempo, domani potrebbere iniziare a scavare le fondazioni di un fabbricato in piazza XI Settembre o altrove, adducendo la scusa che l'assessorato all'urbanistica ha tempi lunghi per le approvazioni! Qui si è invece perso il senso dell'umiltà e del diritto, è, e mi duole dirlo, una storia di arroganza perpetrata da chi si sente facultato a fare tutto in virtù del proprio potere economico. A questa prepotenza, antidemocratica, al di fuori di ogni regola e senso civico, non possiamo rimanere silenti o indifferenti, perchè costituirebbe un dannoso apripista. L'appello è alle Istituzioni tutte affinchè il caso venga gestito come se a compierlo fosse stato un generico individuo e un altro appello è all'autore del fatto: se le hai regalate non sono più tue, quindi tutto ciò che accade ad esse non deve riguardarti. Inutile preoccuparsi per i rischi o la valorizzazione, bisognava pensarci prima.

    Giulio Tallarico Cosenza

    Strisce pedonali invisibil in Corso Fera

    Egregi Signori, ricorro ancora una volta alla Vostra cortese attenzione per un caso che ritengo sia urgente risolvere. Il passaggio pedonale situato in Corso Fera (già Corso d'Italia), all'altezza dell'Ufficio delle Poste e della Clinica Sacro Cuore, frequentatissimo già per il solo fatto della presenza dei due predetti servizi, risulta da tempo presochè invisibile. Ritengo che abbia bisogno di una "rinfrescata" e, se possibile, che necessiti della evidenziatura in rosso tanto utile a dare maggiore visibilità all'attraversamento. Inoltre, proprio per la frequenza del traffico automobilistico e pedonale, sarebbe opportuno non attendere segnalazioni come la mia ma, invece, programmare una ripitturazione a scadenze utili a mantenere l'efficienza di quella segnaletica. Aggiungo, e quest'altra segnalazione non è secondaria alla prima, che in quel punto la fermata dei pullman dell'Atac è stata posizionata proprio immediatamente prima dell'attraversamento pedonale già descritto. In pratica, quando il pullman effettua la fermata, si arresta immediatamente prima oppure sopra le strisce e chi in quel momento volesse attraversare dovrebbe spuntare davanti al pullman stesso rischiando che chi arriva in auto non se ne avveda e lo investa! Dal momento che quel passaggio pedonale, in quella precisa posizione, è di vitale importanza per i pedoni della zona, sarebbe opportuno disporre lo spostamento della fermata del pullman 30/40 metri più avanti o più indietro di dove è adesso. Grazie per quanto vorrete fare e cordiali saluti.

    R.A. - Cosenza

    La vergogna delle Ferrovie dello Stato, lettera agli USA

    Sono un Italiano nato a Torremezzo di Falconara ed educato a Cosenza negli anni 1942-1952,Residente a Pittsburgh, Pa. (USA) sin dal 1953; Ritirato da due quotidiani locali (The Pittsburgh Press and The Pittsburgh Post-Gazette. Ogni giorno, leggo i giornali locali, nonche' il NuovaCosenza.com., e il giorno di Natale 2010, nel leggere l'articolo in merito al treno proveniente da Milano, assente di ogni mezzo igienico, rimasi molto sorpreso specialmente pensando che anche nell'anno 1942 sul tratto Paola-Cosenza, potevo mangiare e bere qualcosa, senza preoccuparmi dove rovesciarla, come e' successo a tanti viaggiatori su quel treno Intercity, (anche se di quei tempi, possibilmente veniva dispersa sui binari). Ammiro tanto la sua ardua responsabilita' nel pubblicare tale articolo, comunque non prevedo la soluzione, altro che': Invocare l'Inno di Mameli "L'Italia s'e' Desta, dell'Elmo di Shipio s'e' cinta la testa...", Forse allora,qualc'uno potra' intervenire su questi tragici eventi giornalieri. Grazie per avermi ascoltato,e un saluto alla mia Cosenza;

    tanti saluti,

    Carlo Veltri, Pittsburgh (USA)

     

    Concerto Mannoia, soldi buttati

    Come siamo felici , apprendiamo con gioia
    che a Capodanno ci sarà la Mannoia !
    L'han scritto i giornali , oramai è più che certo
    sarà la grande artista a tenere il concerto !

    E diciamo dunque grazie a Salvatore
    se potremo ascoltare IL PESCATORE
    siamo sicuri che con la sua voce sensuale
    Fiorella terrà un concerto speciale

    Arriveranno anche dai paesi vicini
    ad osannar Salvatore Perugini
    che con la sua grinta e volontà
    ha consentito il concerto in questa città!

    E dopo la neve caduta copiosa
    sarà una serata davvero gloriosa
    che fine d'anno , chissà quanta gente
    andrà ad ascoltar CAFFE' NERO BOLLENTE

    Posso rivolgere ora io una domanda :
    ma quanto ci costa IL CIELO D'IRLANDA ?
    Intra sa città in cui nenti funziona
    jiettau i sordi ppè ni fa senti 'na canzuna !

    Marcello Morrone

     

    Intero condominio senz'acqua, scarica barile delle istituzioni

    Caro Direttore,

    tutto il condominio "Campanaro" in via ex Dei Mille 59, oggi Via Carlo Bilotti (Torrealta) e' da venerdì senza una goccia d'acqua. Mia moglie è disperata, abbiamo telefonato più volte ai vigili urbani e solo dopo averli minacciati di denunciare l'accaduto ai carabinieri hanno fatto si che intervenisse un "tecnico" operaio del pronto intervento divisione protezione civile che con tutta la sua buona volontà ha solo potuto constatare l'inconveniente e che venuto a conoscenza che il giorno prima una ditta aveva effettuato dei lavori alla rete idrica per conto del comune proprio nei pressi della nostra abitazione e che quindi avrebbe potuto causare qualche danno, richiedeva telefonicamente al suo dirigente di rintracciare l'ing. Pecoraro per conoscere il nome della ditta. Questa mattina il comando viglili urbani ha comunicato ad uno dei condomini che la ditta era stata rintracciata ma visto che a loro dire non avevano provocato alcun danno, attribuivano l'inconveniente probabilmente al fatto che ripristinando l'acquedotto Abatemarco le acque avrebbero potuto portare detriti che avrebbero otturato "combinazione solo la tubazione del nostro palazzo"
    Scoperto il danno andiamo ora alla beffa !!!
    Secondo l'Amministrazione Comunale il danno è di nostra pertinenza e non avendo loro alcuna responsabilità, dovremmo provvedere alle riparazioni da soli. Pensa che adesso dovremmo metterci a rompere tutta la strada antistante il palazzo senza alcuna cognizione della mappatura della rete idrica comunale con il rischio anche di essere poi denunciati dalla stessa Amministrazione per aver provocato qualche danno. Quello che ti chiedo ora caro Direttore è se eventualmente potessimo far arrivare la notizia all'opinione pubblica attraverso il tuo giornale on-line, visto che continuando con questo "scarica barile" di responsabilità che credo si risolva solo con una denuncia da parte nostra ai Carabinieri, ma che intanto nessuno provvederà a risolvere il danno e nel frattempo a nessuno interesserà che domani sarà per noi il quarto giorno senza una gocciad'acqua !!!

    Lettera firmata

    Vessato dalla burocrazia e da Equitalia

    Diciamo subito che non è semplice rimanere calmi di fronte alle ingiustizie; dire che son indignato è dire poco… Purtroppo (o per fortuna) sono una di quelle persone che crede ancora in alcuni principi di lealtà, correttezza e giustizia. Parto dalla fine, affermando con assoluta certezza che causa questa vicenda, nell’ultimo mese il mio umore non è dei migliori e sento di dover esternare pubblicamente questa ingiustizia. Mi sento moralmente offeso, perché sono e sarò sempre un contribuente/consumatore corretto e leale e l’idea di essere in qualsiasi modo inserito tra “i cattivi pagatori” mi fa andare letteralmente in bestia… Sono stufo, ma non è una novità, dell’inefficienza, dell’ignoranza e della disorganizzazione totale di alcune importanti strutture burocratiche. Non mi va, soprattutto di rispondere di mancanze o ritardi a me non riconducibili; da sempre bado più ai fatti che non alle chiacchiere e le parole. Se le cose sono ingiuste, non è detto debbano rimanere tali, non dobbiamo subire in silenzio. Quello che mi sta a cuore è il principio, potrei far fronte a questo mio “presunto debito”, ma siccome i fatti credo siano indiscutibilmente contestabili, non vedo come mai l’Etr di Cosenza, ha rifiutato di effettuare l’annullo di una cartella esattoriale (essendo in possesso, tra l’altro, di un precedente documento attestante l’avvio dell’iter di annullo da parte dell’ente richiedente il pagamento). Cercherò di sintetizzare i punti temporali della vicenda, inerente un bollo auto per il quale risulterei in difetto. Nel luglio 2002 ho acquistato un’autovettura usata da un privato e dal precedente proprietario ho rilevato il bollo auto in corso. Lo stesso, scadente a dicembre dello stesso anno, viene regolarmente rinnovato alla scadenza presso l’ufficio ACI per l’anno 2003 e alla scadenza dell’anno successivo viene rinnovato presso una ricevitoria Lottomatica con scadenza dicembre 2004 e poi non più rinnovato poiché l’auto viene rottamata a novembre 2004. Negli anni seguenti, ricevo i primi avvisi di pagamento nel quale mi si reclama il mancato pagamento del bollo 2004. Provvedo a fare copia dell’avvenuto pagamento, allegando copia visura PRA attestante la radiazione del veicolo ed inviando il tutto a mezzo raccomandata A/R. Nessuna risposta da parte dell’ente, anzi, ricevo altri solleciti ai quali analogamente rispondo per fax e lettera A/R diffidando l’ente dall’effettuarmi richieste di pagamento non dovute. A dicembre 2007, ricevo altro sollecito ed allora per definire una volta per tutte la questione, mi reco personalmente a gennaio 2008 presso l’Ufficio Tasse Automobilistiche di Cosenza esponendo le mie ragioni e relativi giustificativi e il suddetto ufficio mi rilascia con tanto di timbro e firma la cartella con la dicitura “da annullare”. Beh, finalmente giustizia è fatta pensavo; mi sbagliavo di grosso, poiché con immenso stupore, nei primi giorni di novembre di quest’anno mi veniva notificata cartella esattoriale Equitalia !!! Vado doppiamente su tutte le furie; innanzitutto ritengo già di base non sia un pagamento dovuto ed a maggior ragione dopo che si son ricevute le rassicurazioni e della documentazione attestante l’annullo della pratica… vedermi recapitare un avviso Equitalia (con tanto di spese maggiorate rispetto all’importo richiestomi nel 2008)… no non mi sta bene. Mi reco immediatamente, dopo i colloqui telefonici con le resp. Dott.sse Fornaro e Dott.ssa Filice, presso la sede Equitalia di Cosenza (e qui ci sarebbe da aprire un altro capitolo su come viene gestito l’accesso alla struttura, che è qualcosa di veramente umiliante e vergognoso); vengo ricevuto dall’esimio Dott. Vito Giuseppe, al quale espongo le mie ragioni e la documentazione a supporto, chiedendo di immedesimarsi nei miei panni, ma l’unica risposta che mi dà è che non può annullare la cartella perché sono in difetto. Sarei in difetto per il seguente motivo; la scadenza originaria naturale del bollo per la mia autovettura (immatricolata nel lontano 1988) andava da settembre ad agosto dell’anno successivo. Negli anni precedenti al mio acquisto, uno dei precedenti proprietari, non ha effettuato il pagamento del bollo alla scadenza di agosto e quando lo ha poi fatto, non ha ripreso la scadenza di agosto, ma ha iniziato a pagare da dicembre a dicembre di ogni anno. E’ da li si è poi proseguito negli anni. In pratica, io ho in mano un bollo auto scadente dicembre 2004 mentre mi si richiede il bollo 2004 avente validità settembre 2004/agosto 2005. Io, nella mia massima diligenza, non ho fatto altro che “pagare” i rinnovi secondo la scadenza ereditata; non potevo sapere che negli anni scorsi c’era stata questa traslazione, ne tantomeno il 2003 quando ho effettuato il pagamento presso l’ufficio Aci mi è stata segnalata alcuna anomalia. Non mi sembra assolutamente una motivazione valida a supportare la causa per cui debba addossarmi e quindi esser io a pagare per ritardi o mancanze altrui. I terminali rilevano la mancanza del bollo settembre 2004/agosto 2005, ma siamo esseri umani non fredde macchine; abbiamo la ragione ed il cervello che ci distinguono o meglio dovrebbero distinguerci, visto che la mia storia mi insegna che non sempre è così. E poi come la mettiamo col fatto che io dal 2008 son tranquillo che non ho più alcun debito e due anni dopo mi vedo richiedere il pagamento maggiorato ? Se anche dovessi essere nel torto ed esser tenuto a pagare, non mi sembra giusto avere l’addebito delle ulteriori spese/more, ma semmai solo l’importo contestatomi a fine 2007. Il fatto è che il tempo passa velocemente, quasi 30 dei 60 giorni son trascorsi e le alternative sono pagare o far ricorso alla Commissione Tributaria, ma rifiuto entrambe le ipotesi perché rifiuto l’idea di far tutto ciò avendo fatto il mio dovere di cittadino pagando il bollo auto e perché tra raccomandate, fax, telefonate, giornate di lavoro ho già speso almeno l’equivalente e non vorrei andare oltre. Chiedo solo GIUSTIZIA e buonsenso. Spero vivamente, qualcuno prenda a cuore la mia storia, che la renda pubblica e mi aiuti a definire in tempi brevissimi, questo contenzioso con gli enti competenti se nel giusto o comunque ad avere un parere in merito. Sono a disposizione per fornire tutta la documentazione a supporto ed eventuali chiarimenti del caso. Non posso credere, che siamo destinati a soccombere, a rimanere in silenzio, perché “il sistema” è così, oppure che la gran parte della gente mi dice “magari è meglio se paghi” ti eviti le rogne. Pagare ? L’ho regolarmente già fatto… Io non ci sto.

    Lettera firmata

     

    Ospedale dell'Annunziata, cento famiglie a rischio per i tagli

    Egregio Direttore,
    Siamo oltre cento famiglie che oggi corrono il rischio dopo ben 18 anni di attività e sacrifici di perdere il lavoro (Part-Time) che, se pur misero stipendio (750 euro), ci da la possibilità di sostenere alla meno peggio la propria famiglia. Deve sapere che ben 18 anni fa A.O. di Cosenza esternalizzava dei servizi con appalti pubblici: Ristorazione =
    Lavanderia = Manutencoop
    Vigilanza = Istituto di Vigilanza Riuniti
    Sterilizzazione = Osaama
    Pulizie = P.DUSSMANN
    Inservientato P.DUSSMANN
    Premetto che su questi servizi esternalizzati solo per la ristorazione, la sterilizzazione , pulizie e inservientato le aziende che si aggiudicano la gara sono obbligati a tenere in forza gli operari esistenti. Questo accordo è stato sottoscritto dai sindacati in accordo con A.O. nel 1994 circa. Praticamente cambia il nome dell'azienda che si aggiudica l‚appalto e quindi, che ci assume ma alla fine, siamo sempre noi che operiamo all'interno dell'ospedale civile Annunziata , Mariano Santo e Santa Barbara di Rogliano. Inoltre deve sapere che da circa 14 anni la figura dell'inserviente „nominazione ambigua‰ non svolge solo le attività del capitolato d‚appalto che ha sottoscritto l‚azienda Dussmann ma siamo sempre stati usati difformemente per tamponare la carenza di figure tipiche ospedaliere, definite O.S.A. poi O.T.A. ed oggi O.S.S. Abbiamo più volte denunciato tale indeterminatezza sul lavoro effettivamente svolto, ma tutti compresi i sindacati hanno sempre risposto che se non si svolge questo lavoro non ha senso tenerci in forza e quindi dobbiamo essere licenziati. Siamo stati cosi bravi nel tempo a fare il nostro dovere spinti anche da un senso di responsabilità sociale e verso le persone che soffrono a svolgere questo mestiere, che la Regione Calabria con la deliberazione della Giunta regionale n. 21 del 15 aprile 2002 come modificata ed integrata dalla deliberazione della G.R. 446/2006, ha provveduto a riqualificarci svolgendo regolare corso di durata 24 mesi. Alla fine del corso abbiamo ottenuto finalmente la meritata qualifica di Operatore Socio Sanitario (O.S.S.), che è l‚unica figura che oggi potrebbe svolgere le mansioni che noi espletiamo tutt‚ora presso l‚ospedale. Nel mese di Maggio 2009 abbiamo saputo che l‚azienda stava organizzando una nuova gara d‚appalto( infatti ancora ad oggi siamo in proroga) e quindi, una delegazione di operai della ditta Dussmann si sono recati presso all‚epoca Direttore Generale Avv. Franco Petramala ha chiedere chiarimenti su come l‚Azienda Ospedaliera aveva intenzione di sistemarci dopo la riqualifica ottenuta. Il direttore, che secondo noi ha le idee più chiare sulla nostra situazione, visto che, proprio lui nel 1994 ha dato via alle esternalizzazioni, ha garantito che la gara è stata impostata con 3 figure ben precise e cioè: Pulizie ( da calcolare il numero di addetti operanti circa 150) ˆ facchinaggio ( 20 operatori)- OSS( circa 155). Questo ci ha fatto finalmente esultare perché le nostre battaglie che duravano ormai decenni avevano trovato risposta se pur sempre nel privato ma almeno ci veniva riconosciuto il lavoro da sempre svolto. Il 30 dicembre 2009 i sindacati ed una delegazione di lavoratori ad nuovo incontro con il Direttore Generale Puzzonia ha visto annientare tale riconoscimenti, in realtà il capitolato d‚appalto è stato modificato rispetto a quello del Dott.Petramala, di fatto il gruppo di 155 O.S.S. da appaltare è misteriosamente dissolto lasciando di fatto una elevata forza lavoro di circa 150 unità circa. Se questo programma va in porto si rischia di essere licenziati. Siamo stati fortunati perché tutto questo è capitato alle porte di una campagna elettorale regionale, quindi il cambio di formazione ha scongiurato il peggio. Oggi dopo alcuni incontri con il nuovo commissario Paolo Maria Gangemi che aveva fatto sperare di trovare una soluzione a favore dei lavoratori per servizio di inservientato, invece abbiamo notato grosse contraddizioni in merito. Primo, il servizio inservienti verrà affidato alle cooperative, mentre un attimo prima individua la mancanza di O.S.S., non vorremmo essere smentiti, ma tra un inserviente ed un Oss esiste una differenza pari ad almeno 24 mesi di formazione. Per Secondo nessuno ha parlato di passaggio diretto ed immediato del personale già esistente alla cooperativa vincente conservando qualifica, contratti, ecc.. Per Terzo sappiamo tutti che le cooperative, almeno in Calabria, hanno sempre portato a precarietà incondizionata, sia nei pagamenti, sia nelle organizzazioni del lavoro. In effetti stiamo ritornando alle organizzazioni di 20 anni fa. Non siamo d‚accordo per principio alle ditte private perché si crea un passaggio in più nella filiera lavorativa , quanto si potrebbe risparmiare un passaggio e quindi creare risparmio, ma almeno, l‚azienda Dussmann, multinazionale, ha sempre anticipato anni di stipendi pur non essendo pagati dalla Regione Calabria, facendo in modo di non creare problemi sia all‚ospedale per interruzione di servizi ( scioperi) ,che ai lavoratori. Riepilogando vogliono, non solo non riconoscere la riqualificazione che la regione Calabria ha finanziato con soldi pubblici nel 2008, ma ,vogliono anche non confermare il personale esistente riqualificato e lasciarlo come inserviente in un ditta con garanzie "Europee". Solo per risparmiare 2 milioni di euro? Noi abbiamo una soluzione che potrebbe far risparmiare ancora di più, ma non abbiamo modo di poterla proporla, perché porterebbe( a veduta di qualche politico) alla stabilizzazione del personale, e quindi alla libertà di poter scegliere domani i nostri rappresentanti politici senza essere condizionati da promesse che ormai durano da 20 anni. Chiediamo a voi di sollevare all‚opinione pubblica tale problema che in questi giorni invadano i giornali ma senza la contro parte interessata : i lavoratori.

    Giuseppe Molinari

    Per tutti i lavoratori riqualificati Dussmann

     

    Ponte di Calatrava disperso.................

    Egregio direttore l'ho sto segnalando da molti mesi... oggi anche il telegiornale della rete TEN ha sottolineato che i lavori di costruzione del ponte di Calatrava non sono nemmeno iniziati. E' possibile sapere come mai??? Capisco che a Cosenza ci sono problemi molto più importanti ma almeno sapere il perchè di tutto questo!!! Direttore, confido nella sua onestà intellettuale e spero che questo messaggio venga pubblicato. distinti saluti

    A.C. Cosenza

    Tempi certi e ragionevoli sui processi tributari. A Cosenza situazione drammatica

    Gentile direttore,
    in relazione al dibattito in corso sui temi della giustistia, in particolare sulla necessità di garantire tempi certi e ragionevoli ai processi, ai cui ha fatto riferimento ieri anche il presidente della Repubblica on Giorgio Napolitano, richiamo l'attenzione sui tempi dei processi tributari. In una recente relazione di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull'attività delle commissioni tributarie in Italia, presentata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nell'ottobre 2010, emerge che al 31/12/2009 in venti province italiane il numero dei ricorsi pendenti è risultato inferiore a 1000, mentre in altre province al contrario è estremamente elevato. In tre commissioni tributarie provinciali i ricorsi pendenti superano addirittura le 50.000 unità, in particolare a Roma 77.146, Cosenza 57.550 e Napoli 53.446. In rapporto al numero di abitanti la situazione più drammatica si registra a Cosenza, pur se nel 2009 sono stati definiti 17.144 ricorsi e ne solo pervenuti 5,604, con un saldo di - 11.540 (-16,70%). Nonostante l'impegno dei magistrati si stanno definendo ricorsi presentati alcune decine di anni fa, di cui in molti casi debbono rispondere gli eredi, dovendo pagare interessi che si sono accumulati in molti anni solo per l'inefficienza della pubblica amministrazione. Ciò mentre alcuni esperti ritengono che i pagamenti dovrebbero essere prescritti se la pubblica amministrazione non li richiede entro i 5 anni. Mi auguro pertanto che anche il problema dei tempi della giustizia tributaria possa essere affrontato al più presto sia dal Governo nazionale e sia dal Parlamento. Ringrazio per l'attenzione. Cordiali saluti.

    scarica: PDF la Relazione sul monitoraggio dei contenziosi tributari del Ministero delle Finanze (in pdf PDF)

    Lettera Firmata

     

    A Cosenza traffico impazzito per strade chiuse e lavori ovunque

    Lavori sul ponte che conduce a S. Francesco di Paola, lavori su Via S.Quattromani (ora terminati) lavori un pò ovunque,chiusura strada per "gradinate in scena" apertura dell'anno scolastico e la città è paralizzata.Dalle 13,30 fino alle 14,30 circa la città nella zona Sud è impraticabile.In caso di emergenza nessun mezzo di soccorso può attraversare queste strade.Manca assolutamente un minimo di programmazione sui lavori e controllo da parte della Polizia municipale.Ancora per fortuna non piove e i disagi sono alleviati.Piazza dei Valdesi così come organizzatata (dalla Catizone) non funziona anzi rallenta il movimento veicolare .Lungo Crati deve ritornare al doppio senso di circolazione e la pavimentazione(pavè) benchè nuova in molti tratti è saltata colpa dei lavori eseguiti non a regola dell'arte e mai fatti rifare in danno alla Ditta appaltatrice.Controlli assolutamente assenti.

    T.G. - Cosenza

    Gli utili degli swap del Comune vengano investiti in servizi

    Apprendo con piacere che il comune di Cosenza, nel quale risiedo ed al quale pago tasse sempre più alte ed inversamente proporzionali ai servizi ricevuti, ha chiuso i contratti swap realizzando un guadagno di 500.000 Euro; risultato ancor più importante se paragonato ai disastri finanziari di qualche vicino che, nel penoso tentativo di porre rimedio, (s)vende stadio, campi di calcetto, terreni ecc. Spero che questo guadagno venga investito non nelle consuete manovre preelettorali (consulenze, incarichi, tagli di nastro), bensì in primis nel pagamento dei debiti contratti dal comune verso società, cooperative, fornitori, cittadini ricorrenti/vincenti contro le multe prese sulle illegali strisce blu ecc. Ammesso che per pagare i debiti bastino 500.000 Euro, e che rimanga pure qualche spicciolo, mi permetto di suggerire qualche altra spesa ai nostri amministratori: riaccendere l'illuminazione pubblica dove è spenta da mesi/anni; pulire con maggior cura le strade (non dimenticando buche presenti ed asfalto assente) e le poche aree verdi ancora non cementificate; rimuovere varie carcasse di veicoli abbandonate ovunque; bonificare aree abbandonate e ruderi di vario genere. Tutto questo farebbe di Cosenza almeno una città vivibile e civile, ancor prima che europea (aggettivo fin troppo abusato); in tutti i quartieri, soprattutto in quelli dei quali ci si ricorda solo a ridosso delle elezioni, o solo per tracciare strisce blu ed impiantare dossi artificiali

    M.R. - Cosenza

    Corso pre-parto sospeso all'ultimo minuto

    Caro direttore voglio, attraverso la sua rubrica, segnalare l'ennesima assurdità della nostra regione. Sono gestante alla 35° settimana, nel mese di maggio, sotto indicazione della mia ginecologa, medico dell'ospedale che svolge attività intra moenia, mi reco nel reparto di ginecologia per prenotarmi per partecipare al corso pre-parto che l'azienda ospedaliera organizza per le partorienti dietro pagamento di ticket sanitario. Non ricevo nessuna notizia relativamente all'inizio del corso. In seguito ad alcune richieste di informazioni, visto che la data del parto si avvicina, mi rispondono che bisogna aspettare il mese di settembre perchè è sospeso durante l'estate. Finalmente nel pomeriggio di ieri ricevo una telefonata da parte dell'ostetrica che mi informa dell'inizio del corso oggi 8 settembre alle ore 15:00 presso la struttura di Molino Irto. Mi reco nel luogo indicato insieme a mio marito e lì ci sono almeno altre otto coppie in attesa. Verso le ore 15:20 arriva l'ostetrica che doveva tenere la lezione e ci informa che il corso è stato sospeso secondo direttive dell'amministrazione. Pare che, per il momento, non ci sono speranze che questo servizio venga erogato e che possiamo ritornare in amministrazione per in rimborso del ticket pagato. La situazione più vergognosa pare, però, si sia verificata questa mattina, durante il primo turno di corso, quando l'ostetrica e le coppie partecipanti sono state invitate ad uscire dalla palestra dopo che il corso era già iniziato. Non abbiamo avuto spiegazioni sulla motivazione di tale interruzione, pare che sia di ordine economico, veramente il costo di questo servizio che non è comunque gratuito è tanto oneroso? Pare si tratti solo di uno straordinario di 2/3 ore da riconoscere giustamente alle ostetriche che tengono le lezioni, è possibile che l'azienda ospedaliera non riesca a reperire una somma, ritengo irrisoria per un servizio così importante? Ma io, dopo avere raccontato l'accaduto, mi chiedo se, e fino a che punto possiamo continuare ad avrer fiducia nella struttura pubblica se si verificano situazioni così incresciose. E, forse anche spinta dagli ultimi avvenimenti di cronaca, ho seriamente paura di ciò che potrà succedere, a me o a qualunque altro paziente o partoriente, nello specifico, quando dovremo affidarci ad una struttura pubblica che lavora in questo modo. Da parte mia ripongo tutta la fiducia possibile nel personale medico e non però ...... Lascio a voi immaginare lo stato d'animo di noi partorienti in questo momento. Voglio sottolineare la gentilezza dell'ostetrica che si è recata personalmente ad avvisarci della sospensione quando le era stato detto di affigere un avviso al cancello così leggendolo saremo andati via. Le lascio immaginare l'indignazione di tutte le altre coppie presenti e non oso pensare a quella delle coppie che stamattina sono state mandate via dalla struttura.

    Gabriella Le Pera

    Via dei Mille abbandonata da mesi

    Ennesima beffa per i residenti di Via Dei Mille anche questa volta catalogati cittadini di serie B, non rientra in nessun modo nell‚operato di questa Amministrazione, che sta sventolando la bitumazione di tutta la Città ma quale città quella di comodo, ed a farlo presente dell‚ennesima svista nessuno di Palazzo dei Bruzi.
    L‚area dimenticata è nota (Via dei Mille ˆ Via Padre Giglio - Via Panebianco zona centrale che dovrebbe essere il cuore di questa Città incastonata in una posizione centrale della Città ),dove sono visibili le carenze che albergano, da troppo tempo fra l‚indifferenza più totale della Circoscrizione nella persona del Pres. Farina, anche dopo "l‚ottima affermazione elettorale‰ compiuta nelle scorse elezioni Preovinciali quando ha dovuto mettersi in prima persona ed alle spalle non aveva una squadra di giovani aspiranti consiglieri che lo hanno fatto sedere ad una tavola già bandita, e non sa che il triangolo dimenticato rientra nelle sue competenze, tranquillo Presidente non si sforzi di ampliare i suoi orizzonti anche se sono trascorsi 4 anni e 6 mesi, per nostra fortuna siamo a fine mandato.
    Ill.mi Assessori, Preg.mi Consiglieri Comunali, ricoprire una carica pubblica non è solo un lavoro da scrivania con compenso mensile, bisogna stare fra la gente e ascoltare la gente, venite a vedere la situazione di degrado che alberga nel triangolo dimenticato.
    In Via Dei Mille non esistono marciapiedi, non esistono parcheggi grazie alle concessioni di passi carrabili concessi a senso unico senza pensare che in quel tratto di strada risiedono circa 400 famiglie con una media di una macchina e mezza a testa tutte destinate ad albergare in 300 metri di strada, il manto stradale una groviera ridotto molto peggio di strade in procinto di essere asfaltate, attività selvagge padroni della strada, sterpaglia a ciglio strada, un operatore ecologico un miraggio, un Vigile Urbano un abbaglio, e pure l‚Ass. Conforti sta „esibendo‰ numerose iniziative ma a quale scopo a chi destinate?
    In Via Panebianco (alle spalle di Via Dei Mille) il tratto che da Piazza Europa giunge fino alla Sopra-elevata, uno scempio, architettonico e igienico, strutture fatiscenti rischiose per l‚incolumità del pedone e ai limiti igenici, ottimo ambiente per adunata di animali.
    Sterpaglia che arriva sino ai II° piani delle abitazioni, con rischio elevato in questi periodi di incendi che potrebbero arrecare danni a cose e persone, recinzioni a zig-zag effettuate da Imprenditori senza scrupoli col benestare delle istituzioni, divenute discariche abusive e ricettacolo di sterpaglia e animali, presenza di eternit assai nociva per la salute, e pure l‚Ass. Ambroggio parla di Città Europea, di nuove strutture e a questo scempio chi pone rimedio, perché non si pensa all‚esistente, quest‚aria sarebbe ottima se destinata a parcheggi, ad aree verdi ad aree attrezzate, no a cemento no interessi.
    Via Padre Giglio discarica a cielo aperto, un plauso a quei commercianti che fra l‚indifferenza dell‚Amministrazione e con sacrifici riescono ad andare avanti, poiché il famoso mercato della Sopra-elevata da troppo tempo non è piu‚ quello di una volta, ora trovi BOX chiusi o usati come depositi fra l‚indifferenza di tutti e alla faccia di qualche giovane o padre di famiglia che potrebbe trarne profitti da un‚attività, una passeggiata al mercatino della Sopra- elevata un incubo automobilisti indisciplinati e padroni della strada, il rischio che dai tetti dei Box possa caderti qualcosa addosso poiché sono usati come soffitta alla faccia dell‚occupazione del suolo pubblico e dell‚area pubblica. Ass. Ambrogio Marco per rimanere in famiglia Amministrazione di Cosenza, quanti anni passeranno per una riqualificazione di quest‚aria aspettiamo le prossime elezioni alle porte.
    E parliamo di una zona che dovrebbe essere il cuore di questa Città incastonata in una posizione centrale del
    Sono anni che si combatte una battaglia contro i mulini a vento per un diritto di tutti quei cittadini del triangolo dimenticato, che pagano le tasse alla pari dei cittadini „amici‰ classificati come cittadini di serie A.
    Egr. Sig. Sindaco, in periodo elettorale si è visto nei paraggi del „triangolo dimenticato‰, se vuole venire a verificare di persona nulla e cambiato ...... Solo e cresciuta l‚amarezza dei residenti per la gestione di questa Amministrazione.

    F.sco Leporato
    Comitato Spontaneo in Mille per Via dei Mille

    Chiusa, nell'indiferenza generale, Veterinaria a Catanzaro

    Caro Direttore , praticamente nessuno sa che la facoltà di Medicina Veterinaria di Catanzaro è stata chiusa nell'indifferenza totale di chi poteva ( e forse potrebbe ancora) fare qualcosa . Se ne parlava da tanto tempo ma nessuno ha fatto niente : il rettore , il governatore , l'assessore alla pubblica istruzione , il sindaco , il presidente della provincia ...insomma tutti . Tutti indifferenti a oltre 100 studenti ( e quindi oltre 100 famiglie) che potranno terminare si il corso di laurea a Catanzaro ma in una facoltà morta e quindi con scarse se non nulle prospettive di rimanere nella propria regione ; valige pronte dunque ! Valige pronte da subito per gli altri giovani che quest'anno avrebbero voluto iscriversi al 1° anno ... e questa la Calabria in cui ancora qualcuno osa parlare di futuro ? L'unico futuro è andar via , siamo come i nostri nonni , ma almeno loro non avevano studiato , non si erano illusi e non erano stati illusi dai tanti Agazi che girano per la nostra terra con gli occhietti furbi e il potere perenne . Comunque se vuole approfondire l'argomento , le inviamo l'annuncio simil mortuario fatto da noi studenti e il decreto del MIUR che sancisce la chiusura . Per essere ancora più convinto clicchi sul sito UNICZ e vedrà che nell'offerta formativa di quest'anno non compare Veterinaria . Cordiali saluti

    Un gruppo di Studenti del 4° anno di Medicina Veterinaria UNICZ

    Cosenza città piena di buche

    Egregio direttore le scrivo perchè non è ammissibile che una strada a scorrimento veloce, come la sopraelevata direzione vagliolise, presenti delle buche che rischiano di distruggere il semiasse di un'automobile!!! è da 3 mesi che segnalo questo stato di cose!
    sabato arriva la juve...
    che bella figura farà la nostra amministrazione comunale con i vari tifosi-turisti che si troveranno a passare da quella strada con la propria autovettura...

    Umberto da Cosenza

     

    Ma quale mare da bere!!!

    Egregio direttore,"Mare da bere"questa è la frase che due o tre anni fa pronunciò il presidente di allora e di oggi della Provincia di Cosenza, così rispose alle "iene" di Italia1.Io posso solo dire che Sabato 17 luglio 2010 sull'acqua a Paola galleggiava di tutto compreso molta cacca,onestamente non ho fatto il bagno per evitare di aggiungere al danno anche la beffa di qualche infezione.Volevo chiedere ai nostri politici se questo è il "mare da bere",se loro lo hanno mai visto lo stato di degrado in cui versa tutta la nostra stupenda costa, se si rendono conto che il nostro territorio oltre al degrado ambientale,deve sopportare,come se non bastasse,anche il degrado morale che li ha colpiti, siamo una Regione prostrata dalla corruzione,dalle cricche,dagli affari illeciti, che purtroppo hanno toccato in profondità i partiti e le istituzioni,con questi presupposti ritengo che non sarà facile estirpare la mala pianta che questa classe politica innaffia accuratamente e continua a far crescere e sviluppare.
    Dobbiamo ringraziarli anche per averci tolto l'opportunità di fare un bagno al mare......VERGOGNATEVI VERGOGNATEVI

    Pino Attento - Cosenza

    Il mare continua ad essere sporco

    Salve direttore. Volevo solo dire che condivido pienamente ciò che ho letto in una lettera che le è stata inviata riguardo le condizioni del mare.Beh si,è ancora più sporco degli anni passati nonostante i vari proclami del neo assessore regionale all'ambiente e del nostro nuovo presidente.Poveri turisti che arrivano in Calabria e trovano il mare che odora di melma!Eppure ci vorrebbe ben poco per risolvere il problema perchè noi non abbiamo industrie ed il nostro inquinamento è prevalentemente di tipo domestico.Mah!!! Comunque,cambiamo i vari amministratori ma tutto resta immutato nella nostra martoriata regione. Tanti saluti.

    P.M. Cosenza

    Cooperative sociali senza stipendi, ancora rimpalli del Sindaco Perugini

    Caro direttore chiedo un tuo interessamento sulla questione delle cooperative sociali del Comune di Cosenza ormai siamo sul ridicolo una settimana fa una lettera inviata alle vari sede di competenza del settore manutentivo del Comune da parte del Direttore Dattis, evidenziava l'esaurimento dei fondi necessari per quietenzare il lavoro eseguito dalle Cooperative; due gg. dopo interveniva il Sindaco dicendo che effettivamente i fondi erano esauriti per il mancato incasso di alcuni fondi regionali pari a 24.000.000,00€, ma la cosa non avrebbe creato criticità in quanto avrebbe fatto con una seduta del consiglio una variante al bilancio e trovato i fondi, oggi ancora non si è fatto niente non si sa niente della variante al bilancio e non s'è pubblicata la determina che impegna i soldini siamo ormai al secondo mese senza stipendio( se stipendio si può chiamare 620,00 € ) e tutto è normale , chiedo che la cosa diventi nota e che la finiscano di prenderci in giro

    Sul mare ancora parole, parole, parole

    Egregio Direttore vorrei porre l'attenzione su un gravoso problema che affligge oramai da anni la nostra martoriata regione e cioè le condizioni del mare. Ebbene si,cosa farà questa estate il nostro governatore Scopelliti, chiederà di nuovo scusa ai calabresi come fece il suo predecessore? No,perchè le condizioni del mare(sia jonio che tirreno) sono a dir poco disastrose ed addirittura ancora più sporco e schifoso degli anni passati.Oramai siamo quasi a metà luglio ed anche questa stagione è compromessa nonostante le varie promesse di soldi stanziati per la depurazione e sebbene molti tg regionali vogliano far credere il contrario.Spero solo venga pubblicato questo mio breve sfogo. Cordiali saluti.

    FB - Cosenza

    Ricordando Silvio Taranto

    ...La vita dei morti sta nella memoria dei vivi.(Cicerone). Era il 5 luglio del 2000 quando una notizia tremenda iniziò a fare il giro della Città ! Silvio Taranto era rimasto vittima di un incidente ! L'amico Silvio aveva terminato , in quella calda giornata di luglio ed in un modo così tragico ,la sua vita terrena ! Dieci anni sono passati d'allora ! Ma tutto questo tempo non è bastato a scalfire il ricordo dell'amico ! Alcune volte arrivo a chiedermi : ma davvero Silviuzzu è morto ? Mi sembra strano perchè è come se lo vedessi in continuazione ! Sarà forse perchè la sua foto è là , in bella vista, su una parete del mio negozio ? Ma no , non può essere per questo ! ho altre foto di amici che non ci sono più ,a cui ho voluto lo stesso bene che ho voluto a Silvio , e che guardo quotidianamente ma che non mi fanno lo stesso effetto ! No , Silvio è proprio un'altra cosa ! Non sono riuscito a trasformarLo in un‰ ricordo‰ . Sembra strano ma è così !Forse perchè al suo funerale , in quella chiesa gremita da parenti ed amici io non sono voluto andare ! E forse non ho sbagliato ! Era una morte che non accettavo ! Ed allora Silvio,per me,è ancora qui in mezzo a noi !
    Ciao Silvio

    il tuo federale ! (così mi chiamava )
    Marcello Morrone

     

    Egregio Direttore
    Sono uno degli ottocento soci della Banca di Credito Cooperativo della Sibaritide.
    Come Ella comprenderà, questa lettera è un grido d’allarme, direi un grido disperato.
    Domenica 19 ottobre 1919, a Spezzano Albanese, apriva i battenti la Cassa Rurale ed Artigiana. A fondarla Don Francesco Gullo, amatissimo arciprete della storia  ecclesiastica del centro arbëreshë. Il suo fine era quello di spezzare il fenomeno dell’usura, già all’epoca imperante, che sfruttava e impoveriva le classi meno abbienti.
    L’Istituto bancario nel tempo è stato un punto di riferimento non solo dal punto di vista strettamente creditizio ed economico, ma anche come strumento di sviluppo civile, sociale e culturale. Essere un semplice socio del nostro Istituto era motivo di  orgoglio e restituiva il senso di appartenenza ad una organizzazione territoriale più che ad una Banca, che, da parte sua, ha gestito in maniera oculata il denaro depositato, contribuendo, con equilibrio e senso di responsabilità imprenditoriale, a creare e distribuire ricchezza in tutto il comprensorio. La Cassa Rurale ha ricoperto un ruolo fondamentale  nella storia complessiva, inizialmente  a Spezzano Albanese e poi in tutta l’area della Sibaritide dalla quale ha preso il nome. L’idea originaria di Don Francesco Gullo, il De Cardona di Spezzano Albanese, è stata attuata, per un tempo rilevante, prestando attenzione al territorio,alle sue dinamiche strutturali,alle sue esigenze, perché ogni lembo d’Italia ha le sue necessità connesse al contesto locale. Dopodiché, qualcosa si è frantumato, piccole beghe tra fazioni rivali hanno creato inutili diatribe politico gestionali e la conseguenza è sotto gli occhi di tutti. Il futuro della BCC della Sibaritide  è nell'interesse della comunità ed infatti, dopo la lettera in difesa dell'istituto di credito firmata da otto sindaci del comprensorio, è arrivato l'appello del costituendo Comitato “Pro Bcc”, che per volontà di alcuni soci tenta di prendere forma ed aprire un dialogo fra le varie forze politiche, culturali, istituzionali  e sociali del territorio. Nonostante ciò l’impressione diffusa è quella di un clima di rassegnazione imperante. Il commissariamento da parte della Banca d’Italia se da una parte può essere considerato un atto “dovuto”, dall’altra deve aprire spazi di riflessione in seno allo stesso Istituto Centrale, a cui mi permetto di aggiungere anche il Ministero dell’Economia, in quanto deputato del ruolo di promotore dello sviluppo economico.
    Se consideriamo che  una parte rilevante dell’economia di mercato della nostra nazione è fondata sulla cooperazione, si comprende bene l’imprescindibilità del ruolo delle BCC.
    L’impressione è che tutto ciò non stia avvenendo, anzi non avviene affatto, non vi è intervento istituzionale che miri a coinvolgere ed organizzare nuove cordate, ma soprattutto non vi è coinvolgimento del territorio, delle sue ricchezze imprenditoriali,che pur esistono, al contrario, è notizia delle scorse settimane, l’obiettivo è quello di tirare in gioco attori esterni, sconosciuti e dunque inquietanti nel loro ipotetico ruolo nella partita.
    Vi prego alziamoci e ripartiamo con coraggio e determinazione, con tutti gli strumenti necessari,altrimenti piangeremo per decenni questo ulteriore impoverimento del nostro bellissimo lembo di Calabria.

    NATALE  BRAILE

    Mancini prima di Berlusconi ha insegnato...

    Pregissimo direttore, grazie per l'opportunità che mi da di scrivere i miei malumori in riferimento alla situazione in cui versa la città di Cosenza. Il grande Giacomo Mancini, 40 anni prima di Berlusconi, ci ha insegnato che una città per diventare grande deve partire dalla grandi opere, ecco che abbiamo visto partire dalle sue idee l'autostrada Salerno-Reggio Calabria con sede centrale Cosenza. L'università della calabria voluta da lui, non dimentichiamolo, il viale parco con metropolitana leggera annessa. Ora mi domando e dico: possibile che il nostro attuale sindaco non pensi a come far rinascere la ns città? Ponte di Calatrava, planetario, nuovo quartiere fieristico sarebbero delle grandi opere che darebbero spessore alla ns città. poi, ancora: via degli stadi abbandonata, l'ex aula-bunker vicino Castrolibero abbandonata con topi annessi... Se a a Rende vogliono creare un mega parco con lago annesso, perchè da noi non utilizziamo le moltissime zone abbandonate per creare ville o piccoli parchi? Il verde perchè deve essere solo una peculiarità di rende? Il ns centro storico, uno dei più belli di'italia, è oggetto in questo periodi di lavori di riqualificazione. sono contento ma per far rinascere una zona bisognerebbe creare in quelle zone locali per giovani: pub, ecc. Non è possibile che la sera i giovani della movida cosentina si recano sempre a rende dimenticandosi del ns centro storico. Cordiali saluti

    Umberto - Cosenza

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