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      Deputato M5s D'Ippolito rinviato a giudizio per frode processuale

       

       

      Deputato M5s D'Ippolito rinviato a giudizio per frode processuale

      22 mar 22 Il gip di Lamezia Terme, Francesco De Nino, ha disposto il rinvio a giudizio di Giuseppe D'Ippolito, avvocato e deputato del M5s, per il reato di frode processuale. L'udienza, dinanzi al Tribunale monocratico dì Lamezia Terme, è stata fissata al 26 maggio 2022. Il reato sarebbe stato commesso da d'Ippolito nell'udienza del 7 maggio 2018 dinanzi al Tribunale monocratico, in un altro processo penale nel corso del quale l'avvocato e parlamentare è stato condannato per il reato dì diffamazione nei confronti dell'ex senatore Pietro Aiello. In quella circostanza, D'Ippolito - secondo quanto riferisce il legale di Aiello, l'avv. Nunzio Raimondi - ha prodotto in giudizio "una registrazione della propria conferenza stampa nel corso della quale aveva pronunziato le espressioni che il senatore Aiello aveva giudicato diffamatorie, sostenendo di non aver pronunziato le espressioni offensive. Di seguito, venne prodotto l'originale della registrazione con relativa relazione di consulenza trascrittiva, dalla quale emerse che D'Ippolito aveva effettivamente pronunziato le espressioni offensive". Dopo la sentenza di condanna dell'avvocato D'Ippolito, l'ex senatore Aiello, assistito dal suo legale, denunciò l'on. D'Ippolito per frode processuale. All'odierna udienza, assente l'imputato, difeso dall'avv. Silvia Gulisano, il pm ha chiesto il non doversi procedere perché il fatto non sussiste. L'avv. Raimondi, dopo una lunga discussione, ha insistito per il rinvio a giudizio. La difesa del parlamentare ha richiesto, invece, il proscioglimento dell'imputato perché il fatto non sussiste. "La richiesta di proscioglimento avanzata quest'oggi dall'Ufficio di Procura - ha detto l'avv. Raimondi - contrastava con la prova granitica raccolta a carico dell'avvocato D'Ippolito nel corso delle indagini preliminari. Nonostante gli sforzi compiuti dall'ottima difensore dell'imputato, il giudice non ha potuto, quindi, che prendere atto degli inoppugnabili elementi di prova a carico e rinviare a giudizio l'imputato. L'accusa nei confronti dell'imputato riguarda una condotta molto grave che, se dimostrata nel prossimo dibattimento, potrebbe condurre ad una pena severa proprio in quanto idonea a trarre in inganno un giudice in un procedimento penale".

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