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      Estradato il boss Morabito, deve scontare 30 anni reclusione

       

       

      Estradato il boss Morabito, deve scontare 30 anni reclusione

      06 lug 22 Il boss della 'ndrangheta Rocco Morabito, 56 anni, considerato uno dei piu' importanti trafficanti internazionali di droga al mondo, è atterrato all'aeroporto di Roma - Ciampino nella mattinata di oggi, estradato dal Brasile, dove era stato arrestato il 25 maggio 2021 dalla polizia federale brasiliana, nel corso di un'operazione congiunta con i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Reggio Calabria, supportati dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia - progetto I-CAN e dalle agenzie statunitensi DEA e FBI. Deve scontare una pena definitiva di 30 anni di reclusione. L'arresto di Morabito in Brasile era stato fatto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura generale di Reggio Calabria, diretta da Gerardo Dominijanni. Morabito era inserito nell'elenco dei latitanti di massima pericolosità facenti parte del "Programma speciale di ricerca" del Ministero dell'Interno. Morabito fu localizzato a João Pessoa mentre era insieme ad un altro latitante di 'ndrangheta, Vincenzo Pasquino, a sua volta ricercato dal Comando provinciale di Torino dei carabinieri, che stavano conducendo indagini parallele coordinate dalla Procura distrettuale del capoluogo piemontese, diretta da Anna Maria Loreto.

      Morabito,estradato grazie raccordo Italia-Brasile

      La procedura di estradizione in Italia dal Brasile del boss del narcotraffico internazionale di droga Rocco Morabito, che sembrava essersi arenata a causa di un procedimento penale aperto dalla magistratura di San Paolo a carico dello stesso Morabito, è stata resa più rapida e possibile, riferiscono in un comunicato i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Ros, "grazie all'intensa attività di raccordo tra l'Ambasciata d'Italia in Brasile, il Progetto I-Can e le autorità del Paese sudamericano". "Il Progetto I-Can, promosso e finanziato dall'Italia attraverso Interpol - si aggiunge nella nota - ha costituito una rete di 13 Paesi in tutto il mondo per il contrasto alla minaccia globale costituita dalla 'ndrangheta., La sinergia investigativa tra i reparti dell'Arma dei carabinieri e la Polizia federale brasiliana, in costante raccordo operativo con il Servizio di cooperazione Internazionale di Polizia - progetto I-Can e con il supporto delle agenzie statunitensi Dea e Fbi, ha ulteriormente confermato come la fattiva e intensa collaborazione investigativa tra forze di polizia possa portare a colpire i più importanti esponenti del narcotraffico che operano in una dimensione transnazionale".

      Boss di grande spessore criminale

      "Grande soddisfazione" per l'estradizione in Italia del boss della 'ndrangheta Rocco Morabito, arrestato nel Paese sudamericano nel 2021 dopo 25 anni di latitanza trascorsi tra Italia, Uruguay e Brasile, è stata espressa dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore generale di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri e Gerardo Dominijanni. "Si tratta - affermano - di un criminale ritenuto esponente di spicco della 'ndrangheta, ed in particolare della cosca di Africo Morabito-Bruzzaniti-Palamara, già facente capo al leader storico del gruppo criminale, Giuseppe Morabito, detto 'Tiradritto'. Già la circostanza delle plurime condanne delle autorità giudiziarie del nord e del sud Italia, alcune per associazione mafiosa e tutte per associazione finalizzata al traffico internazionale e reati in materia di stupefacenti, danno conto dello spessore criminale di Morabito. La cattura nel 2017 di Morabito a Montevideo aveva fatto ritenere conclusa la sua latitanza. Ma nel giugno del 2019, quando ormai era prossimo il suo trasferimento nel nostro Paese, era riuscito ad evadere ed a fare perdere le sue tracce. Da quel momento sono state avviate in maniera serrata le indagini finalizzate a ricostruire la rete di fiancheggiatori ed a pervenire alla sua cattura dai carabinieri del Ros, del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Gruppo territoriale di Locri, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia ed in collegamento con la 'Fiscalia', l'ufficio della pubblica accusa, di Montevideo, con cui numerosi sono stati i contatti e proficua la collaborazione. L'attività d'indagine particolarmente complessa e svolta senza sosta in Italia ed in Sud America, anche grazie alla collaborazione dell'Interpol, attraverso il progetto "I-Can" (Interpol Cooperation Against 'ndrangheta), e della Polizia giudiziaria dell'Uruguay e del Brasile, unitamente all'importante supporto delle agenzie statunitensi Dea e Fbi, ha consentito, nel maggio del 2021, di individuare Rocco Morabito nel nord del Brasile, insieme ad un altro importante latitante, Vincenzo Pasquino. Per cui, d'intesa e con il coordinamento delle Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria e di Torino, si è proceduto al loro arresto". "Oggi finalmente, con il suo rientro in Italia - dicono ancora Bombardieri e Dominijanni - Morabito è stato assicurato alla giustizia del suo Paese, dove dovrà scontare la lunga pena cui è stato condannato. Un particolare ringraziamento va rivolto al Capo dipartimento per gli Affari di giustizia ed al Direttore generale degli Affari internazionali e della Cooperazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, che hanno seguito personalmente la vicenda dell'estradizione di Morabito in Italia".

      Nel curriculum di Morabito valigia da 2.9 mld di euro

      Nel 'curriculum' criminale di Rocco Morabito, il boss della 'ndrangheta estradato oggi in Italia dal Brasile, c'è anche un fatto di ormai quasi 30 anni fa e che all'epoca saltò fuori da un'inchiesta milanese: il trafficante internazionale di droga, uno dei più importanti al mondo, venne fotografato dagli investigatori mentre, il 15 marzo del 1994, in doppiopetto grigio, accompagnato dal cognato Domenico Mollica, teneva in mano in piazza San Babila, pieno centro di Milano, una valigetta con dentro 2,9 miliardi di lire dell'epoca. L'inchiesta milanese, coordinata all'epoca dal pm Laura Barbaini, poi passata alla Procura generale e ora in pensione, portò a scoprire che Morabito stava consegnando quei soldi destinati ai narcos colombiani. Sulla base di quell'indagine, che accertò come il boss, che all'epoca non aveva ancora 30 anni, passasse da incontri in San Babila e nella zona della Galleria Vittorio Emanuele a quelli nelle banche in Svizzera, Morabito fu condannato nel '97 dalla Corte d'Appello milanese per associazione mafiosa e traffico di droga a 28 anni di carcere, poi confermati dalla Cassazione nel 2000. L'ordine di arresto per i 30 anni da scontare, che ha portato all'estradizione, invece, è stato firmato dalla magistratura di Reggio Calabria per una condanna successiva.

      In cvo Montevideo anche 12 carte di credito

      Rocco Morabito, il boss della 'ndrangheta re del traffico internazionale di droga, nella villa con piscina a Montevideo in cui fu arrestato nel 2017 aveva con sé 12 carte di credito e 13 telefoni cellulari. Materiale che gli serviva per gestire i suoi affari illeciti e mantenere i rapporti con i suoi sodali sparsi in tutto il Sud America ed in vari Stati europei. Il boss nel suo rifugio uruguayano aveva anche una serie di carnet di assegni, una consistente somma di denaro in contanti, una Mercedes ed un passaporto brasiliano. Il 24 giugno del 2019 Morabito evase, insieme ad altri tre detenuti, dal carcere di Montevideo attraverso un tunnel e si rifugiò a João Pessoa, in Brasile, dove fu arrestato per la seconda volta il 25 maggio del 2021. Era da quest'ultima data, dunque, che si attendeva l'estradizione in Italia del boss, concretizzatasi stamattina con il suo arrivo nell'aeroporto di Ciampino.

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