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      Arresti dei carabinieri nella Locride, colpita cosca Cordì

       

       

      Arresti dei carabinieri nella Locride, colpita cosca Cordì

      06 lug 22 I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito stamattina un'operazione, denominata "New Generation-Riscatto II", contro la cosca Cordì di Locri della 'ndrangheta. L'operazione ha portato all'arresto di 29 persone in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip distrettuale di Reggio Calabria su richiesta della Dda, diretta da Giovanni Bombardieri. Arresti nell'ambito dell'operazione sono stati eseguiti, oltre che nel Reggino e nella Locride, nelle province di Pavia, Udine, Terni e Catanzaro. Le persone coinvolte sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso; produzione, traffico e detenzione illegale di sostanze stupefacenti; detenzione illegale di armi e munizioni, danneggiamento, estorsione pluriaggravata e traffico e spendita di banconote false. L'operazione rappresenta il seguito dell'inchiesta "Riscatto" che, nell'agosto del 2019, aveva portato all'arresto di numerose persone presunte affiliate alla stessa cosca Cordì.

      Arresti grazie anche a denunce

      Sono scattate anche grazie alle denunce da parte degli imprenditori riguardo le richieste estorsive subite le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Gruppo territoriale di Locri che hanno portato all'arresto di 29 giovani presunti affiliati alla cosca di 'ndrangheta dei Cordì. I militari, in una nota stampa, sottolineano il "coraggio" dimostrato dagli stessi imprenditori nel denunciare i tentativi di estorsione messi in atto ai loro danni e la loro "ribellione" di fronte alla tracotanza dell'organizzazione criminale. I 29 arresti che sono stati eseguiti, fanno sapere inoltre i carabinieri, rappresentano il compendio di due inchieste finalizzate alla disarticolazione del gruppo di giovani presunti esponenti della cosca Cordì.

      La cosca risolveva anche questioni private

      La cosca "Cordì" di Locri, considerata tra le più influenti della provincia di Reggio Calabria, si sarebbe attivata, nel corso degli anni, per risolvere questioni legate a controversie private su richiesta di cittadini che, anziché alla giustizia ordinaria, preferivano rivolgersi al gruppo criminale. È quanto è emerso dall'inchiesta "New Generation-Riscatto II", condotta dalla Dda di Reggio Calabria con il supporto investigativo dei carabinieri, che ha portato all'arresto di 29 persone. Le questioni sulle quali la cosca Cordì sarebbe intervenuta sono state numerose, consentendo di risolvere le controversie in maniera più rapida rispetto a quanto sarebbe avvenuto se ad occuparsene fosse stata la giustizia ordinaria. Un andazzo che i carabinieri definiscono "notorio e preoccupante". I cittadini che avrebbero seguito questo metodo "non si sono resi però conto - fanno rilevare ancora gli investigatori - di rimanere così coinvolti in dinamiche criminali da cui era poi difficile affrancarsi". I 29 arrestati vengono indicati dagli investigatori come le "nuove leve" della cosca Cordì. Elementi giovani attivi, in particolare, nel settore delle estorsioni ad imprenditori e commercianti.

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