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      Figliuolo a Cosenza: Calabria sta facendo bene; Spirlì: raggiunto 75% dosi - VIDEO

       

       

      Figliuolo a Cosenza: Calabria sta facendo bene; Spirlì: raggiunto 75% dosi

      26 mar 21 "I vaccini arriveranno,anzi sono già arrivati. La Calabria sta facendo bene e farà meglio in futuro". Lo ha detto il commissario per l'emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo appena giunto a Cosenza per una ricognizione nell'hub vaccinale dell'Esercito Italiano. Assieme a Figliuolo ci sono il presidente ff della Regione Calabria, Nino Spirlì, il Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.

      Spirlì: Raggiunto 75% dosi

      "La situazione sanitaria qui in Calabria la conosciamo bene e nonostante questo, la campagna vaccinale ha raggiunto il 75% e abbiamo le dosi per i richiami, ci sono e stanno arrivando. E il generale ci ha anche assicurato il raddoppio nell'invio per la Calabria. Negli ultimi giorni sono arrivate 20 mila dosi, poi 42 mila tra qualche giorno ed è arrivato anche AstraZeneca che utilizzeremo per vaccinare insegnati e altre categorie. I numeri sono quelli che riconoscono alla Calabria di aver fatto un ottimo lavoro per la campagna vaccinale". A dirlo il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì che accompagna il commissario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo e il capo del dipartimento di Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio nella loro visita ai punti vaccinali in Calabria. "Noi - ha aggiunto - dobbiamo considerare l'insieme dei vaccini. Abbiamo intenzione di mettere a posto mattone su mattone la situazione delle Asp e delle aziende ospedaliere che in pratica partivano da zero. Quello che stiamo ottenendo è oro colato. Invece di fare polemiche rimbocchiamoci le maniche tutti insieme. Faremo hub aggiuntivi sui vari territori . Siamo sotto organico, con strutture che sono quelle che sono. Longo e Spirlì non sono supereroi e non possono risolvere in 4 mesi problemi che ci portiamo dietro da 30 anni. Bisognerebbe andare a chiedere ai 'ladroni' che hanno devastato la Calabria nei 20 anni precedenti, ai commissari che si sono succeduti in questi 10 anni, cosa hanno fatto per la sanità calabrese. Tutti sappiamo come è messa la sanità calabrese e tutti stanno facendo uno sforzo grande e bisogna apprezzarlo. I numeri sono più o meno simili a quelli delle regioni del Nord molto più attrezzate di noi. Questo assalto alla Calabria deve cominciare a finire e lasciare lavorare chi sta portando avanti questa campagna vaccinale. Sono 83.000 su 130.000 gli ultraottantenni vaccinati. Chiedo al Governo quello che mi sembra logico. Capisco che quando si parla di 2 miliardi di debito possa fare notizia, ma è anche vero che se non si azzera questo debito è inutile che il governo mandi commissari che poi hanno le mani legate e non possono fare nulla. Questo significa lasciare i calabresi senza sanità per i prossimi 100 anni. Occorre azzerare questo debito".

      Figliuolo: incrementare hub vaccinali

      "Non sono preoccupato per la Calabria, ma per tutte le regioni affinché si possa chiudere il piano vaccinale e arrivare ai cinquecentomila, siamo in linea col piano". Lo ha detto il Francesco Paolo Figliuolo visitando il centro vaccinale gestito dall'Esercito italiano a Vaglio Lise a Cosenza. "Ieri la Calabria ha fatto settemila somministrazioni - ha poi aggiunto Figliuolo - e siamo andati a livello nazionale a 243mila. Stanno arrivando i vaccini, dobbiamo incrementare il numero di Hub vaccinali. Qui stiamo incrementando perché sono arrivati a rinforzo un medico e 4 infermieri e nei prossimi giorni arriveranno altri due medici. La Calabria oggi - ha aggiunto il commissario per l'emergenza Covid - è in pieno inserimento, secondo tutti i canoni, con il sistema centrale Poste di prenotazione, quindi tutti i problemi, figli di integrazione tra sistemi diversi, si stanno risolvendo"

      Obiettivo 500 mila dosi al giorno 7 regioni sotto la media

      Sono 7 le Regioni/Province Autonome (Calabria, Campania Piemonte , PA Bolzano, Puglia,Toscana, Valle d'Aosta) che si trovano sotto la media nazionale della capacità di somministrazione giornaliera di dosi vaccinali nell'ultima settimana, ma non sono le uniche che devono migliorare la propria performance. Emerge dalla 45ma puntata dell'Instant Report Covid-19 dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica (Altems) di confronto sistematico dell'andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. Considerando il valore 500.000 pari al 100% delle somministrazioni indicate come obiettivo dal Piano Vaccinale Anticovid, il gap giornaliero medio dell'ultima settimana è pari al 69% (343.499 somministrazioni), in quanto nell'ultima settimana la capacità media di somministrazioni giornaliere è stata pari a 156.501, di cui 87.861 sono prima dose e 68.820 sono seconda dose. Negli ultimi 7 giorni, le regioni che hanno effettuato il maggior numero di inoculazioni per punto di somministrazione sono state: Piemonte (6023), Lombardia (2299) e Molise (2140).Al contrario, Liguria (317), Puglia (208) e Valle D'Aosta (363) sono le regioni che hanno registrano il numero più basso di somministrazioni. Ad oggi è statom vaccinato il 6,59% dell'obiettivo dei 41 milioni da raggiungere al 30 settembre 2021, pari a 2.706.381 persone vaccinate. Alla luce del target fissato dall'UE per il 22 Settembre 2021, data in cui si chiede ai Paesi membri di raggiungere l'obiettivo del 70% della popolazione adulta ad oggi sono state vaccinate il 9,44% dei circa 29 milioni da raggiungere, pari a 2.706.381 persone vaccinate. Riguardo invece al monitoraggio di un altro obiettivo Ue, al 31 Marzo 2021, in cui si chiede ai Paesi membri di raggiungere l'obiettivo dell'80% di persone vaccinate (operatori sanitari e sociosanitari, e persone over 80 anni) ad oggi Altems sottolinea che si registrano 2.552.563 di persone vaccinate, il che corrisponde ad un buon andamento nelle vaccinazioni, tuttavia ipotizzando sia lineare non si raggiunge nei tempi stabiliti (31 marzo) l'obiettivo fissato dall'UE, ma solo il 53% di tale obiettivo.

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