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      Assenteismo a Reggio Calabria, 22 dipendenti rinvati a giudizio

       

       

      Assenteismo a Reggio Calabria, 22 dipendenti rinvati a giudizio

      11 mar 20 La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri, ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a 22 dipendenti della Città Metropolitana accusati di assenteismo. I decreti sono stati consegnati dai militari della Guardia di Finanza del comando provinciale. Gli indagati, secondo l'ipotesi accusatoria, devono rispondere di truffa aggravata. I finanzieri, coordinati dal Procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto Paolo Petrolo, ha monitorato per tre mesi con videoriprese, pedinamenti e controlli i movimenti degli indagati che "attraverso un collaudato sistema basato su favori reciproci ed espedienti posti in essere per attestare la presenza lavorativa presso gli uffici di appartenenza, riuscivano ad assentarsi indisturbati dal luogo di lavoro anche per diverse ore al giorno". In alcuni casi - scrivono gli inquirenti - "alcuni impiegati, addirittura, non facevano neppure ingresso nella sede, sebbene figurassero regolarmente in servizio". Per la Procura emerge "un sistema di malaffare che, per i suoi caratteri di pervasività e diffusione nel contesto amministrativo dell'Ente, non poteva che realizzarsi e perdurare nel tempo attraverso atteggiamenti di radicata complicità tra i singoli indagati, per perseguire personali benefici, in un clima di cronico disinteresse per le funzioni pubbliche svolte e di totale assenza di senso del dovere". La Guardia di Finanza ha infatti accertato che "con artifici e raggiri i dipendenti attestavano falsamente la propria presenza lavorativa, raccogliendo, a rotazione, più tessere magnetiche vidimandole per certificare la presenza, facendo sì che il solo 'vidimatore' intraprendesse il servizio e che, solo in seguito, arrivassero alcuni degli altri, riuscendo così ad eludere ogni forma di controllo interno". Alcuni impiegati, 'coperti' da colleghi d'ufficio, non si presentavano neppure sul luogo di lavoro, pur risultando regolarmente in servizio "assentandosi liberamente e a propria discrezione, per poter così fruire di lunghe pause caffè nei diversi bar della città, per andare a fare shopping, per fare la spesa o, addirittura, per dedicarsi ad altra attività lavorativa".

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