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      Grazie al Lockdown in Europa salvate 3.1 mln di vite umane

       

       

      Grazie al Lockdown in Europa salvate 3.1 mln di vite umane, forse merito mascherine

      09 giu 20 Con più di tre milioni di morti evitate in 11 Paesi europei il lockdown per arginare la pandemia di Covid-19 è stato un successo, e se in Italia nei tamponi il numero delle particelle di virus sta decisamente riducendosi rispetto a quanto si osservava in febbraio il merito va probabilmente alle mascherine. Ovunque siano state adottate in Europa, le misure di contenimento stanno dimostrando la loro efficacia. Anche se al momento mancano dati certi e rilevazioni statistiche, si comincia a considerare che il rallentamento dell'epidemia non sia dovuto a un indebolimento del virus, quanto ai comportamenti in grado di metterlo all'angolo. La stima che traduce in cifre il successo del lockdown è stata pubblicata sulla rivista Nature, elaborata dal gruppo dell' Imperial College di Londra guidato da Seth Flaxman e Samir Bhatt. Considerando come base il numero dei decessi, il modello indica che il lockdown è riuscito a evitare almeno 3,1 milioni di morti in 11 Paesi europei, compresa l'Italia. Negli stessi Paesi si stima che fra 12 e 15 milioni di individui abbiano contratto il nuovo coronavirus dall'inizio dell'epidemia fino a maggio, pari a una media compresa fra il 3,2% e il 4% della popolazione, con grandi fluttuazioni Paese per Paese. L'Italia si colloca al quarto posto dopo Belgio (8%), Spagna (5,5%) e Gran Bretagna (5,1%) per un totale di oltre 2,7 milioni di persone. In tutti i Paesi considerati le misure di contenimento adottate fra il 2 e il 29 marzo hanno ridotto i livelli di trasmissione del virus fino a consentire il controllo dell'epidemia. Quanto all'Italia, si comincia a osservate che i contagi stanno avvenendo con dosi di virus più basse rispetto a gennaio e febbraio. L'elemento che salta agli occhi è che "in quel periodo l'uso delle protezioni, prime fra tutte le mascherine, non era ancora molto diffuso", ha osservato il virologo Francesco Broccolo, dell'Università di Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano. "La gravità della malattia - ha proseguito l'esperto - dipende dalla dose infettiva: se c'è meno carica virale, la sintomatologia più bassa. Su questo tema non ci sono ancora dati ufficiali, anche se "l'evidenza clinica indica che ci sono meno casi gravi e meno casi urgenti, meno ricoveri nei pronto soccorso e meno nelle unità di terapia intensiva, ma su questa base non si può dire che il virus non c'è più, né che si è attenuato o adattato all'uomo. Non c'è infatti un solo lavoro scientifico che dica che virus si sia modificato o che abbia subito una mutazione che ne giustifichi un'attenuazione". Quello che si osserva è che "nei tamponi la carica virale è più bassa ed è più difficile isolare il virus, ma questo - ha detto - non significa che il virus sia cambiato: vediamo che c'è meno virus nei tamponi, ma il perché è da capire". Ad ora è possibile soltanto formulare ipotesi, che non possono però basarsi sul comportamento del virus. Può darsi che siano invece gli esseri umani a comportarsi diversamente, anche se "questa al momento è solo un'ipotesi".

      Il lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19 è riuscito a evitare almeno 3,1 milioni di morti in 11 Paesi europei, compresa l'Italia. Negli stessi Paesi si stima che fra 12 e 15 milioni di individui abbiano contratto il nuovo coronavirus dall'inizio dell'epidemia fino a maggio, pari a una media compresa fra il 3,2% e il 4% della popolazione, con grandi fluttuazioni Paese per Paese. L'Italia si colloca al quarto posto dopo Belgio (8%), Spagna (5,5%) e Gran Bretagna (5,1%) per un totale di oltre 2,7 milioni di persone. Lo indica il modello basato sui dati di 11 Paesi, compresa l'Italia, pubblicato sulla rivista Nature dal gruppo dell'Imperial College di Londra guidato da Seth Flaxman e Samir Bhatt. La stima dei decessi evitati grazie al lockdown deriva dal confronto tra le morti osservate e quelle previste dal modello in assenza di interventi di contenimento e l'indice Rt, che indica il numero di persone che possono essere contagiate da chi ha l'infezione si è ridotto sotto 1, con una decrescita media dell'82%, anche in questo caso con valori variabili a seconda dei Paesi Secondo gli autori della ricercar una delle limitazioni del modello è nell'assunzione che ogni misura abbia avuto lo stesso effetto in tutti i Paesi, mentre in realtà ci sono state variazioni notevole nel modo in cui sono state applicate. Complessivamente, comunque, il lockdown è stato un successo in tutta l'Europa e ovunque le misure di contenimento adottate nel periodo compreso fra il 2 e il 29 marzo hanno ridotto i livelli di trasmissione del virus SarCoV2 a un livello tale da consentire il controllo dell'epidemia.

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