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      Aperto Anno giudiziario a Catanzaro, criticità per carenze organico

       

       

      Aperto Anno giudiziario a Catanzaro, criticità per carenze organico

      01 feb 20 "Le recentissime e gravissime vicende che hanno portato i nostri uffici ad un'ingiusta gloria mediatica hanno creato un clima di riflessione, dubbio e sfiducia nella società calabrese". É la significativa affermazione fatta dal presidente della Corte d'appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nella relazione in occasione della cerimonia d'inaugurazione dell'Anno giudiziario. "Con ferma serenità e fiducia assoluta nell'operato degli inquirenti - ha aggiunto Introcaso - abbiamo vissuto il vulnus indelebile inferto alla comunità giudiziaria derivato dai provvedimenti giurisdizionali e disciplinari riguardanti magistrati del distretto, titolari di incarichi di grande responsabilità. Al sentimento di stupore, e purtroppo di dolore e di inquietudine professionale e personale, si accompagna la serenità di essere giudici che si affidano e restano affidati ad altri giudici, fedeli al mandato costituzionale di essere gelosi custodi della giurisdizione e del processo in cui il giudice è terzo, e non parte, ed amministra la giustizia 'in nome del popolo italiano'". "Va ricordato che il 19 dicembre scorso - ha detto ancora il presidente della Corte d'appello - è stata eseguita una misura cautelare personale nei confronti di 334 indagati per reati associativi, 416 bis del Codice penale. L'ordinanza di cautela si compone di 12.500 pagine e si fonda su acquisizioni indiziarie compendiate in circa un milione di fogli. Il presidente del Tribunale di Catanzaro prospettava il prevedibile collasso del settore Riesame: si è posto rimedio con l'applicazione infradistrettuale di tre magistrati. Va dato poi atto della sensibilità della settima Commissione del Csm, che ha promosso l'applicazione extradistrettuale di quattro magistrati in regime privilegiato". Nella sua relazione Introcaso ha anche toccato il tema delle carenze di organico. "Gli uffici in maggiore sofferenza - ha detto il Presidente della Corte d'appello - sono quelli di Paola (46% di scopertura), Castrovillari (40%) e Catanzaro (26%). Il Tribunale distrettuale, e in particolare gli uffici Gip/gup e Riesame, presentano segni di preoccupante criticità riconducibili alla scopertura del 30% per quanto riguarda il primo e all'afflusso di affari per quel che concerne il secondo". Undici sono stati i punti sui quali si è soffermato l'Avvocato generale dello Stato, Beniamino Calabrese, che ha rappresentato la Procura generale in assenza del Procuratore generale, Otello Lupacchini, trasferito per motivi disciplinari a Torino, dove si é insediato ieri. Spicca il capitolo dedicato alla violenza di genere. "I procuratori del Distretto - ha detto Calabrese - segnalano un aumento dei reati di genere, in particolare omicidi, aggressioni, maltrattamenti e stalking, prevalentemente in danno delle cosiddette fasce deboli, donne e minori. Per contrastare questi reati sono stati creati gruppi di lavoro composti da magistrati specializzati e adeguamenti dei progetti organizzativi degli uffici di Procura, con sollecite e adeguate direttive alle forze dell'ordine per garantire immediatezza, efficacia e pronta tutela in favore delle vittime di questi odiosi reati. La Calabria, tra l'altro, è al secondo posto nella classifica nazionale dei femminicidi in rapporto al totale degli omicidi". Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha ribadito l'invito ai cittadini "ad avere fiducia ed a collaborare con la giustizia. Continuate ad inondarci di denunce", ha detto Gratteri, che ha anche ringraziato il presidente Introcaso per la "vicinanza" manifestatagli e per il suo contributo a fare crescere una "Procura degna di questo nome". Gratitudine che Gratteri ha esteso al Csm ed a "tutto il personale della Procura". "I magistrati del Distretto di Catanzaro - ha rilevato nel suo intervento Elisabetta Chinaglia, intervenuta in rappresentanza del Csm - lavorano in un territorio particolarmente difficile, connotato dalla presenza di una fortissima criminalità organizzata capace di penetrare nei settori dell'economia, della politica e delle istituzioni, con ombre anche su appartenenti alla magistratura. Un Distretto connotato da risorse insufficienti rispetto alla domanda di giustizia. Proprio per tali connotazioni strutturali e territoriali - ha concluso Elisabetta Chinaglia - è necessario che la magistratura sappia tenere un livello elevato di tensione ideale e morale".

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