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      Aperto Anno Giudiziario a Reggio C. : impressiona pervasività 'ndrangheta

       

       

      Aperto Anno Giudiziario a Reggio C. : impressiona pervasività 'ndrangheta

      01 feb 20 Organici dei magistrati ridotti al lumicino ed inadeguatezza delle risorse per l'esercizio della funzione: sono stati questi alcuni degli elementi principali della relazione del presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria, Luciano Gerardis, in occasione della cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario. Durante la cerimonia il magistrato ha accusato un malore che in un primo tempo sembrava superato ma che, successivamente, si è ripetuto, costringendolo al ricovero in ospedale. Il presidente Gerardis è stato sottoposto ad una serie di accertamenti e le sue condizioni vengono definite generalmente buone dai sanitari della Cardiologia dei Riuniti che lo hanno in cura. "Reggio Calabria è la capitale storica ed attuale dell'organizzazione criminale chiamata 'ndrangheta - ha detto Gerardis nella relazione, la cui lettura, dopo il malore che ha colpito il magistrato, è proseguita da parte del presidente di Sezione Roberto Lucisano - che per pervasività, capillarità e ramificazioni interne ed internazionali è unanimemente riconosciuta come tra le più pericolose forme di criminalità al mondo. Il susseguirsi impressionante di procedimenti a carico delle varie cosche dimostra l'impressionante consistenza numerica dei suoi affiliati ed il coinvolgimento sempre più inquietante di parti di istituzioni, centri di potere e professionisti in aggregazioni torbide di affari che producono effetti distorsivi su tutti i terreni, giudiziario, economico, sociale e finanche culturale". Il presidente Gerardis ha citato "i 18 maxi processi pendenti dinanzi alla sezione dibattimentale, con 607 imputati, e i 143 in Corte d'appello di competenza della Dda, con 809 imputati. Processi che richiedono - ha detto il presidente - lo studio di ponderosi faldoni e che assorbono preziose energie che vengono inevitabilmente sottratte ad altri compiti. Purtroppo non siamo ancora riusciti a far comprendere come il contrasto alla 'ndrangheta rappresenti un grande problema per l'intero Paese, che ormai ne è pervaso, considerato che corrode la stessa democrazia nei metodi di ricerca del consenso, nella libera composizione delle Assemblee elettive e nelle regole del libero mercato. E se la politica non si fa carico di selezionare i propri rappresentanti o di ricercare consensi recidendo finalmente ogni legame con ambienti criminali, e contemporaneamente di risolvere i drammatici problemi economici e sociali, che sono alla base della stessa infiltrazione 'ndranghetista, diventa illusorio affidare ai soli magistrati il processo di rinnovamento. Agli operatori della giustizia la Costituzione demanda solo l'affermazione della legge. Guai ad attribuirle anche una funzione palingenetica di riscatto sociale". Il Procuratore generale, Bernardo Petralia, ha sostenuto che "la giustizia è libera se non è condizionata da fattori esterni, diretti o indiretti, palesi e occulti, ammalianti o minacciosi, capaci di insidiare l'autenticità del nostro lavoro. Un magistrato libero è poi più attento alle libertà altrui e ne coglie meglio il rispetto come minaccia anche alla propria libertà. Una decisione, un parere, una richiesta, una motivazione, adottati da un magistrato credibile, sono assai più produttivi di un provvedimento corretto assunto da un magistrato che si è comportato in modo burocratico, autoritario e scostante". Petralia ha aggiunto che "la magistratura non ha dato di recente buona prova di tenuta morale e le deviazioni di alcuni tendono a proiettare un alone nefasto sulla categoria. Il territorio calabrese ha bisogno di credere nella giustizia, così come la magistratura di questa regione di sentirsi considerata dalla società civile come pienamente ed eticamente legittimata al suo compito". Il Procuratore generale ha inoltre ricordato "l'impegno delle forze di polizia nel Distretto, che ha prodotto - ha detto - grandi risultati". Tra i dati più significativi c'è l'incremento delle sopravvenienze relative al Registro generale delle notizie di reato della Procura antimafia, passato, nell'anno considerato, da 224 procedimenti iscritti contro noti a 299, mentre "significativo è anche l'impegno investigativo che si avvale delle intercettazioni telefoniche e ambientali e che vede nel periodo una spesa per oltre undici milioni di euro". Il Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, nel suo intervento, ha sottolineato "le reiterate considerazioni riguardo il livello di penetrazione nel territorio della 'ndrangheta in tutti gli ambiti sociali e commerciali. La ndrangheta - ha aggiunto - non è soltanto un'organizzazione criminale di tipo mafioso con caratteristiche e proiezioni internazionali, addirittura intercontinentali, ma rappresenta un ramificato sistema di potere. Quello che sostanzialmente si può affermare è che le esperienze giudiziarie maturate nel corso dell'ultimo anno confermano la pericolosità del fenomeno criminale presente sul territorio e la capacità della 'ndrangheta di relazionarsi con il mondo imprenditoriale, della politica e delle istituzioni".

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