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      Blitz a cosca Cirò, 169 in manette, anche Presidente Provincia e sindaco

       

       

      Blitz a cosca Cirò, 169 in manette, anche Presidente Provincia e sindaco

      09 gen 18 C'è anche il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla tra le 169 persone arrestate nell'ambito dell'operazione Stige. Parrilla, sindaco di Cirò Marina, è accusato di associazione mafiosa ed è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. Complessivamente sono tre i sindaci arrestati. Oltre a Parrilla, infatti, sono coinvolti il sindaco di Strongoli Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici. Complessivamente sono una decina gli amministratori locali coinvolti, tra i quali figurano anche il vice sindaco di Casabona Domenico Cerrelli e il presidente del Consiglio comunale di Cirò Marina Giancarlo Fuscaldo. Le accuse rivolte ai 169 indagati sono associazione mafiosa, estorsione, peculato, turbata libertà degli incanti, corruzione e danneggiamento, reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dall'indagine, curata dal procuratore Nicola Gratteri, dall'aggiunto Vincenzo Luberto e dai pm Domenico Guarascio, Fabiana Rapino e Alessandro Prontera, la cosca Farao si sarebbe infiltrata in tutti i settori della vita economica locale: dal porto di Cirò al commercio del pescato, dalla raccolta dei rifiuti al business dei migranti oltre che il settore turistico e le slot machine.

      --- Video Gli arresti e le intercettazioni (VIDEO)

      ---> Gratteri "Da cosca controllo politico delle istituzioni"

      11 arresti in Germania. Sono undici le persone arrestate stamani in Germania, nella retata contro la 'ndrangheta, che ha portato a 169 arresti complessivi fra Italia e Germania. Lo ha comunicato l'ufficio dell'Antricrimine federale a Wiesbaden. I sospettati, di età compresa fra 36 e 61 anni, sono stati fermati nei Laender di Baden-Wuerttenmberg, Baviera, Assia, e Nordreno Westfalia. Fra i reati contestati, c'è il riciclaggio di denaro.

      Sei arresti in Emilia. Con sei arresti, fra custodie cautelari in carcere e ai domiciliari, ha toccato anche l'Emilia l'operazione 'Stige' della Dda di Catanzaro contro la 'ndrangheta, condotta dai Carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Crotone. Gli investigatori con queste misure hanno colpito anche le ramificazioni al Nord delle attività della cosca Farao-Marincola, ritenuta una delle più potenti della Calabria. Nella lista dei 169 indagati diffusa dagli stessi investigatori, fra i destinatari di ordinanza di custodia in carcere ci sono Aldo Marincola, 33 anni, nato in Germania e residente a Parma; Fabio Potenza, 30, nato a Cirò Marina (Crotone) e residente a Parma; Francesco Bonesse, 47, nato a Melissa (Crotone) e residente a Reggio Emilia; Franco Gigliotti, 49, nato a Crucoli (Crotone) residente a Parma e domiciliato a Montechiarugolo (Parma). Agli arresti domiciliari sono finiti Andrea Grillini, 40, nato a Bologna e residente a Monterenzio (Bologna) e Roberto Botti, 51, nato e residente a Modena.

      Cosca infiltrata in centro migranti. La cosca di 'ndrangheta Farao-Marincola, grazie alla collusioni di alcuni amministratori pubblici, era riuscita ad infiltrarsi anche nell'accoglienza ai migranti. In particolare, secondo quanto emerso dall'operazione Stige, un immobile adibito a centro accoglienza profughi a Cirò Marina sarebbe stato riconducibile alla cosca. La struttura era gestita da una serie di cooperative compiacenti, i cui rappresentanti, per l'accusa, fungevano da collegamento con gli enti pubblici per ottenere finanziamenti e autorizzazioni. Il sodalizio criminale otteneva così, sostanzialmente in esclusiva per le proprie ditte, la fornitura di beni e servizi ai migranti, accrescendo ulteriormente i propri introiti grazie anche al sistematico ricorso a fatturazioni gonfiate.

      Sequestri per 50 mln. Nel corso dell'operazione dei Carabinieri del Ros che ha portato a 169 arresti di presunti affiliati e favoreggiatori della 'ndrangheta in Italia e in Germania sono stati anche sequestrati beni ritenuti riconducibili alla cosca Farao-Marincola per oltre 50 milioni di euro complessivi. Si tratta di patrimoni, viene sottolineato dagli investigatori, accumulati illecitamente nel corso degli anni. Il gruppo criminale era ramificato in diverse regioni e la sua operatività, come accertato dai Carabinieri in collaborazione con la polizia tedesca, si estendeva anche ai lander dell'Assia e del Baden-Wurttemberg. Le indagini hanno ricostruito uno scenario definito dai Carabinieri di "pervasiva infiltrazione mafiosa" in diversi settori economico-imprenditoriali, dal commercio di prodotti vinicoli e alimentari alla raccolta dei rifiuti; dai servizi funebri agli appalti pubblici. Scoperta, inoltre, una "fitta rete di connivenze" da parte di amministratori pubblici. Gli arresti e i sequestri sono stati eseguiti dai Carabinieri in Italia e contestualmente dalla Polizia tedesca in Germania.

      Imposti prodotti a ristoratori tedeschi. Imponevano ai ristoratori di origine italiana della zona di Stoccarda, in Germania, l'acquisto di vino, prodotti di pasticceria e semilavorati per la pizza prodotti da imprese legate alla cosca. Tredici persone sono state arrestate per estorsione in Germania nell'ambito dell'inchiesta "Stige" condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone. Secondo l'accusa, gli emissari della cosca Farao-Marincola erano anche divenuti i referenti dei ristoratori per la composizione di eventuali controversie che si venivano a creare.

      Il gen. Del Sette tra i giornalisti

      Il gen. Del Sette tra giornalisti. Il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette ha partecipato alla conferenza stampa, tenutasi a Catanzaro, sull'operazione antimafia Stige. Il generale, il cui incarico scade il 15 gennaio, ha assistito alla conferenza seduto in prima fila accanto ai rappresentanti della stampa locale. Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha pubblicamente ringraziato il generale Del Sette "per aver investito uomini e risorse sul distretto di Catanzaro". "Prima di essere nominato procuratore - ha detto Gratteri - sono andato a trovare il generale per spiegargli il progetto che avevo in mente per creare una struttura solida e forte. Del Sette fu il primo a credere in questo progetto. Prova ne è che prima del mio insediamento il generale ha mandato i primi della classe, ufficiali che potevano ambire a città come Roma e Milano e che invece sono stati inviati al 'fronte'". "Questo suo coraggio - ha aggiunto il procuratore - ha fatto sì che oggi in questo distretto possiamo contare su una orchestra di grandi uomini".

      Primo utilizzo Eurojust. "In questa indagine, per la prima volta, è stato utilizzato un nuovo strumento giuridico: l'ordine di indagine europeo". Lo ha detto il magistrato italiano Filippo Spiezia, vicepresidente di Eurojust, organismo istituito nel 2002 per sostenere e rafforzare il coordinamento e la cooperazione tra autorità nazionali nella lotta contro le forme gravi di criminalità transnazionale che interessano l'Unione europea, che ha partecipato in collegamento video dall'Aia alla conferenza stampa sull'operazione "Stige". "Ringrazio - ha detto Spiezia - la Procura di Catanzaro per la fiducia che ha riposto nei servizi di Eurojust. La nostra collaborazione ha rafforzato il coordinamento tra la procura italiana e quelle tedesche per eseguire contestualmente le ordinanze custodiali nei due Paesi". Negli uffici di Eurojust erano presenti anche i magistrati tedeschi e il sostituto procuratore di Catanzaro Alessandro Prontera.

      Presidente Provinia uomo cosca. Il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla "è uno dei rappresentanti della cosca in seno all'amministrazione comunale di Cirò Marina, ha goduto del proselitismo 'ndranghetistico della cosca, divenendo sindaco di Cirò Marina, in esito alle elezioni del 2006 e del 2016" ed "ha sempre piegato gli incarichi elettivi appena citati per curare gli interessi della consorteria". Lo scrive il gip di Catanzaro Giulio De Gregorio nell'ordinanza di custodia cautelare "Stige" nei confronti di boss, affiliati e fiancheggiatori della cosca Farao-Marincola di Cirò Marina. Attualmente, afferma poi il gip, "riveste l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia di Crotone, quest'ultimo conseguito per il tramite delle pressioni 'ndranghetistiche esercitate da Sestito Giuseppe e Tallarico Francesco sui consiglieri comunali della Provincia di Crotone, specie su quelli del Comune di Casabona". "Parrilla - afferma ancora il gip nell'ordinanza - è espressione della consorteria, che ne determina l'elezione nel 2006 e nel 2016, tanto che deve distribuire le deleghe assessorili secondo i desiderata dei plenipotenziari della cosca, che provvedono a favorire, in maniera spregiudicata, tanto da risultare, più volte imputato per reati propri dello statuto del pubblico ufficiale". "Impressionante" viene definita dal gip, una intercettazione ambientale, in cui Giuseppe Sestito dice a Francesco Tallarico (indicati dall'accusa come componenti del direttorio della cosca Farao-Marincola, il primo con gestione del territorio di Cirò Superiore ed il secondo di Casabona), "del fatto che Parrilla gli ha chiesto sostegno per divenire presidente della Giunta provinciale. In particolare - scrive il gip - Giuseppe Sestito ha chiesto a Tallarico di orientare, in senso favorevole a Parrilla, i consiglieri comunali di Casabona, fra i quali v'è Cerrelli Domenico, cognato dello stesso Tallarico. Naturalmente, Parrilla è stato eletto".

      Prefetto Crotone: rafforzata fiducia in istituzioni. Il prefetto di Crotone Cosima Di Stani, in merito all'operazione "Stige", "brillantemente coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone", rivolge un messaggio "di sincero compiacimento e vivo apprezzamento agli esponenti della magistratura distrettuale di Catanzaro, ai Carabinieri del Ros e al Comandante provinciale dell'Arma per aver stroncato una holding criminale che in maniera pervasiva permeava il tessuto sociale, civile, economico ed imprenditoriale della provincia". "Il risultato giudiziario conseguito contribuisce - ha aggiunto il Prefetto - a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni impegnate con incessante impegno ed a prevenire, contrastare e reprimere le forme di dominio della criminalità organizzata in questa provincia".

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