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    Beni per 84 mln confiscati dalla Gdf alle cosche Morabito ed Aquino

     

    Beni per 84 mln confiscati dalla Gdf alle cosche Morabito ed Aquino

    10 apr 17 La Guardia di finanza di Reggio Calabria, insieme allo Scico e sotto le direttive della Dda, ha eseguito un provvedimento di confisca di beni per un valore complessivo di 84 milioni di euro nei confronti di 11 presunti affiliati alla 'ndrangheta. Le persone destinatarie del provvedimento apparterrebbero, in particolare, alle cosche Morabito ed Aquino. Tra loro, inoltre, anche alcuni imprenditori, ritenuti contigui agli stessi gruppi criminali. I beni confiscati consistono, in particolare, in otto società commerciali, comprensive dei rispettivi patrimoni immobiliari. Tra i beni oggetto del provvedimento anche alcuni complessi residenziali che si trovano in alcuni centri della Locride. "Il provvedimento di confisca - riferisce in un comunicato il Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di finanza - costituisce l'epilogo, sotto il profilo dell'aggressione patrimoniale ai beni riconducibili alla criminalità organizzata, di un'articolata indagine (operazione "Metropolis") coordinata dalla Dda reggina. Le investigazioni si concludevano nel 2013 con l'esecuzione di 20 provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettante persone ritenuti responsabili, tra gli altri, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e di intestazione fittizia di beni". "In relazione a tali esiti - prosegue la nota - la stessa Dda delegava alla Guardia di Finanza ulteriori indagini a carattere patrimoniale volte all'individuazione, ai fini della possibile applicazione di una misura di prevenzione, dei beni mobili ed immobili riconducibili a Rocco Morabito, figlio del boss Giuseppe, detto 'Tiradritto', attualmente detenuto; Fausto Ottavio Strangio, Daniele Scipione e Sebastiano Vottari, intranei alla cosca di Morabito di Africo; Rocco Aquino, attualmente detenuto; Francesco Arcadi e Domenico Vallone, soggetti intranei al 'locale' di 'ndrangheta di Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria)". Il provvedimento di confisca beni ha riguardato anche gli imprenditori Sebastiano Sisto Strangio, Giuseppe Carrozza, Domingo Bernal Diaz e Sagredo Lamberti, indicati dagli investigatori come contigui alla 'ndrangheta.

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