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    Giornalista indagato per segreto professionale, incredulità e sconcerto

     

     

    Giornalista indagato per segreto professionale, incredulità e sconcerto

    01 apr 17 Il giornalista Filippo Marra Cutrupi "rischia di essere rinviato a giudizio per il reato di falsa testimonianza avendo opposto il segreto professionale alla richiesta di rivelare la fonte di una notizia pubblicata dall'agenzia di stampa per la quale lavora" in merito alla vicenda dell'omicidio di Sarah Scazzi. Lo rende noto l'Ordine dei giornalisti della Calabria in una nota in cui esprime "incredulità e sconcerto" per la vicenda che coinvolge il giornalista di Tm News. "Cutrupi - prosegue l'Ordine - aveva seguito tutta la vicenda dell'omicidio di Sarah Scazzi e, tra le altre notizie, aveva pubblicato quella relativa alla richiesta di una rogatoria internazionale avanzata dalla Procura di Taranto all'autorità giudiziaria tedesca per l'audizione di una persona ritenuta 'informata dei fatti'. La notizia, peraltro, era stata pubblicata già da vari giornali locali e da altre testate. Interrogato su quella che la Procura di Taranto riteneva una 'fuga di notizie' e richiesto di rivelare la fonte, Cutrupi aveva opposto il diritto/dovere professionale di non rivelare la fonte stessa. Ora la Procura gli ha notificato una informazione di garanzia con avviso di conclusione delle indagini preliminari. Va ricordato che il segreto professionale è finalizzato a garantire i canali informativi del professionista al fine di portare vantaggio alla libertà e alla completezza della informazione. Non è dunque un privilegio della categoria ma uno strumento di tutela delle libertà democratiche e dei diritti individuali del cittadino. Non a caso il segreto giornalistico è salvaguardato da varie disposizioni di legge. E' richiamato dagli articoli 200, 256 e 362 del codice di procedura penale. E la giurisprudenza ormai consolidata ribadisce che se il giornalista oppone il segreto professionale rispetto ad informazioni che possono condurre alla identificazione della fonte della notizia non commette il reato di false dichiarazioni". "L'Ordine dei Giornalisti della Calabria - conclude la nota - si augura che, sulla base di una attenta e serena valutazione di norme e giurisprudenza, la vicenda del collega Cutrupi, giornalista professionista, possa rapidamente concludersi con la presa d'atto, da parte della Procura, che il reato contestato nella informazione di garanzia è, per così dire, 'inesistente'. Non solo perché varie norme penali tutelano il segreto professionale ma anche perché addirittura lo impongono se è vero come è vero che il mantenimento del segreto è un preciso dovere professionale la cui violazione può portare all'avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del giornalista".

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