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    Scavi Sibari allagati, sequestrato agrumeto in alveo, c'era anche irdovora

     

     

    Scavi Sibari allagati, sequestrato agrumeto in alveo, c'era anche irdovora

    02 feb 13 Un'area demaniale per 10 mila metri quadri è stata sequestrata a Sibari dalla polizia provinciale di Cosenza. Il sequestro è stato fatto su segnalazione del settore Protezione civile e difesa del suolo della Provincia di Cosenza in relazione all'accertamento di abusi che hanno contribuito a determinare l'esondazione del fiume Crati all'altezza del Parco archeologico di Sibari. Gli agenti della sezione reati ambientali hanno effettuato un sopralluogo lungo l'argine sinistro del fiume, rilevando la presenza di agrumeti che in diversi punti invadono l'alveo attivo dello stesso. Inoltre è emersa la presenza, in area demaniale, di un manufatto in blocchi di cemento in cui era allocata una pompa idrovora per l'attingimento di acqua dal fiume per l'irrigazione degli agrumeti. E' stata accertata l'occupazione abusiva delle aree e la presenza delle piantagioni di agrumi che, in caso di piene, possono ostacolare il normale deflusso delle acque. Ulteriori indagini sono in corso per individuare gli autori delle occupazioni abusive. Durante l'esecuzione del sequestro sono stati trovati reperti archeologici databili fra la tarda età Repubblicana e l'età imperiale Romana. In particolare frammenti a pasta grigia, in terra sigillata Italica, in impasto; anfore e pezzi di vassoio del tardo periodo Ellenico risalente al II secolo a.C. Inoltre é stato rinvenuto all'interno del fiume Crati un muro composto da malta e mattoni riconducibile all'età Romana.

    Mozione in Consiglio regionale su messa in sicurezza scavi. I consiglieri regionali Sandro Principe, Demetrio Battaglia, Bruno Censore, Mario Franchino e Antonio Scalzo hanno presentato al presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, una mozione "per far sì - è scritto in un comunicato - che si fronteggi immediatamente ed adeguatamente l'emergenza dell'allagamento del sito archeologico di Sibari e per porre in essere interventi definitivi di messa in sicurezza e valorizzazione dello stesso sito". "La mozione sottolinea in premessa - prosegue la nota - i gravi danni che le straordinarie precipitazioni piovese del 18 gennaio scorso, con il conseguente innalzamento del fiume Crati, hanno arrecato al sito archeologico di Sibari, interamente coperto di acqua e di fango. Una situazione drammatica per la quale sono necessari interventi urgenti da eseguire con soggetti altamente qualificati sotto il profilo della professionalità, in quanto la liberazione dal fango dei reperti portati alla luce dagli scavi, richiede, ovviamente, una particolare perizia. Nonostante i lodevoli sforzi dei vigili del fuoco, della Coldiretti e del Consorzio di bonifica, infatti, permane lo stato di emergenza che, ove non si intervenisse tempestivamente ed appropriatamente, provocherebbe danni irreparabili al sito archeologico. Nel documento i consiglieri regionali del Pd rilevano, inoltre, la totale assenza di ogni adeguata risposta alla situazione emergenziale da parte della Regione Calabria nelle sue varie articolazioni, dalla Presidenza della Giunta Regionale, all'Assessorato Regionale alla Cultura ed al sistema di intervento della protezione civile. Così come viene rimarcata l'indifferenza dimostrata in questi anni dalla Regione, ritenuta assolutamente scandalosa, in considerazione che Sibari rappresenta un patrimonio dell'umanità e che, tutelando il sito dalle esondazioni in via definitiva e riportando alla luce le tre antiche città, Sibari potrebbe rappresentare la Pompei della Calabria, con una grande potenzialità di sviluppo sotto il profilo culturale, turistico ed economico-occupazionale. La mozione fa riferimento - è scritto ancora nel testo - anche al progetto strategico per la realizzazione del Parco archeologico di Sibari, inserito nel Por Calabria 2007/2013, alle linee di intervento 4.5.2.2., approvato dalla Giunta regionale di centrosinistra, rimasto inattuato dal Governo Scopelliti". "L' inerzia della Regione è stata certificata - è detto ancora nella nota - dall'iniziativa del Ministro Barca che, nel settore della tutela e valorizzazione dei beni culturali, ha recuperato per Sibari risorse finanziarie importanti, che rischiavano di essere perdute, e che, per come più volte richiesto dal capogruppo regionale del Pd, Sandro Principe, saranno utilizzate in ragione di 21 milioni di euro per la eliminazione dell'acqua e del fango dal sito archeologico e per la ripresa degli interventi di valorizzazione del sito stesso, unitamente alla somma di 200.000 euro messa a disposizione dall'arch. Prosperetti, Direttore Regionale dei Beni Culturali. Con la mozione presentata dai democrat, se approvata, il Consiglio Regionale della Calabria impegnerà il Presidente Scopelliti a fare quanto è possibile, insieme al Governo di Roma, per liberare il sito archeologico di Sibari dalle acque e dal fango, utilizzando tempestivamente ed efficacemente le risorse disponibili, ed ad avviare il progetto per la realizzazione del Parco Archeologico di Sibari, con i residui fondi POR 2007/2013, eventualmente rimodulandoli, così come previsto dalle linee di intervento 4.5.2.2., da riproporre, inoltre, nella programmazione 2014/2020.

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