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Il Ministro Maroni a Reggio "Cdm il 28 gennaio"

 

 

Maroni a Reggio inaugura scuola in plesso confiscato a ndrangheta “Il 28 Consiglio dei Ministri a Reggio”

19 gen 10 "Giovedi' 28 verremo a Reggio Calabria e terremo un Consiglio dei ministri nel corso del quale approveremo un piano straordinario contro la criminalita' organizzata, che sara' presentato da me e dal ministro Alfano". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni che questa mattina si trova a Reggio Calabria in occasione di un convegno su 'Convivenza, legalita' e sviluppo per una comunita' unita' organizzato dal sindacato di polizia Siulp e dal sindacato Cisl. Il ministro nella mattinata ha inaugurato una scuola elementare realizzata in un bene confiscato alla 'ndrangheta. La scuola si trova nel quartiere Ravagnese e la struttura in cui è ospitata fu sequestrata negli anni novanta alla cosca Libri, una delle più potenti della 'ndrangheta di Reggio Calabria. “Con l’iniziativa di stamattina – ha detto Maroni – si realizza un binomio fondamentale per la lotta contro la criminalità organizzata: l'aggressione ai patrimoni mafiosi e il loro utilizzo per scopi sociali indirizzati soprattutto ai giovani. È fondamentale colpire i criminali nel portafogli e utilizzare poi i beni confiscati per scopi di legalità. Nell’opera di contrasto contro la criminalità organizzata, accanto all’attività delle istituzioni, è fondamentale la collaborazione della gente comune diffondendo la convinzione che non si può stare dalla parte dei criminali. Si tratta di un messaggio che se passa, resta per tutta la vita. La criminalità è una cappa che noi vogliamo sconfiggere definitivamente contando anche sulla convinzione e la collaborazione della gente comune”.

Un piano di 10 punti contro la ndrangheta: "Si tratta di un piano in 10 punti con misure molto dure ed efficaci che segnera' una svolta importante in direzione di un contrasto ancora piu' efficace alla criminalita' organizzata". Cosi' il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha spiegato ai giornalisti, poco prima di entrare nell'auditorium 'Nicola Calipari' del palazzo Campanella a Reggio Calabria, il piano straordinario che sara' varato nel Consiglio dei ministri la prossima settimana. "La nostra priorita' e' la lotta a ogni forma di criminalita' organizzata. La presenza del governo in Calabria c'e' stata, c'e' e ci sara' anche la prossima settimana a testimonianza dell'impegno contro le mafie". "Abbiamo fatto molto per la Calabria e per le altre regioni con risultati molto positivi contro la criminalita' organizzata. Quasi sette miliardi di beni sequestrati alla mafia, 21 dei 30 latitanti piu' pericolosi arrestati, 8 mafiosi in media da quando c'e' il governo -ha aggiunto Maroni- ma vogliamo fare molto di piu'". "Noi vogliamo vincere la guerra contro la mafia, -ha poi concluso Maroni- vogliamo estirpare questo cancro in tutte le regioni italiane, non solo nelle regioni del Sud"

Scopellti "Reggio si sente meno sola". “Reggio Calabria non si sente sola in questa battaglia contro l’antistato. Qui sta crescendo sempre di più una nuova coscienza civile, sta prendendo corpo una rivoluzione per la legalità e per il rafforzamento degli anticorpi di civiltà, di democrazia di cui Reggio, come insegna la sua millenaria storia, ha sempre posseduto. La magistratura, le forze dell’ordine, le istituzioni locali, le organizzazioni sociali, da tempo sono impegnate a limitare la potenza criminale e di fuoco delle ‘ndrine, a fronteggiare la cosiddetta borghesia mafiosa che opera in una zona grigia, a volte, difficile da identificare, da scoprire”. Lo ha detto il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, rivolgendosi al Ministro dell’Interno Roberto Maroni in occasione del convegno organizzato dal Siulp e dalla Cisl. “Siamo di fronte a piccoli segnali - ha aggiunto - che, ne sono certo, saranno in grado di dare vita ad un movimento di liberazione. Un comportamento in cui l’agire prenda il sopravento rispetto alle parole, ai propostiti che spesso rappresentano una sorta di alibi per rimanere immobili di fronte allo strapotere della criminalità comune ed organizzata. Quando nei giorni scorsi, dopo l’attentato alla sede della Corte d’Appello e ai fatti di Rosarno, proposi l’istituzione delle cosiddette ronde, qualcuno pensò che il Sindaco di Reggio volesse dar vita ad un sistema di vigilanza armata sul territorio. Un concetto che ribadisco: le ronde per me sono formate dell’intero corpo sociale in grado di avere occhi ed orecchi contro l’illegalità diffusa e contro la piccola e la grande criminalità. Ronde - ha continuato - intese in senso di denuncia, di collaborazione con le forze dell’ordine e con la magistratura; ronde intese come una nuova presa di coscienza, come un consistente fronte contro il malaffare e le degenerazioni di cui l’attuale società soffre. Ho usato la metafora della ronda per dire che tutti i reggini dovranno sentirsi poliziotti, magistrati, commercianti ed imprenditori che dicono no al “pizzo”, che rifiutano l’idea della giustizia fai da te. Ieri come sindaco e come figlio di questa terra mi sono sentito gratificato, ricevendo nuovi stimoli, dal colloquio con il Ministro della Giustizia Angelino Alfano quando il Guardasigilli ha sottolineato quanto sia importante proseguire la lotta per liberare il Mezzogiorno dalla criminalità organizzata. Le sue parole - ha proseguito - sono un’ulteriore stimolo per la classe dirigente che ha il dovere di contribuire ad affrancare questa terra dalla presenza delle organizzazioni mafiose. Non è un’utopia, l’idea che la ‘ndrangheta possa essere battuta. Basta crederci, basta fare fronte comune”.

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