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Nave affondata a Cetraro, task force del Ministero

 

Nave affondata a Cetraro, task force del Ministero dell’ambiente

13 set 09 Con il ritrovamento della nave piena di fusti, forse contenenti materiale radioattivo, affondata a largo di Cetraro, si svela uno dei misteri più pericolosi che da anni avvolgevano lo spiaggiamento della Jolly Rosso ad Amantea: il traffico dei rifiuti pericolosi nel mediterraneo, gestito dalla ndrangheta. Un traffico di scorie altamente tossiche “smaltite” attraverso l’affondamento di vecchie carrette riempite di fusti di materiale diversamente non smaltibili e disseminate nei nostri mari, sopratutto qui in Calabria. L’inchiesta della Procura di Paola, dopo le rivelazioni del pentito, aprono così un delicatissimo capitolo fatto di intrecci internazionali cuciti attraverso delicati rapporti tra le malavite che la Procura di Paola sta vagliando. Intanto il Minsitero dell'Ambiente ha instituito una task force pronat ad operare nella zona del ritrovamento e nei prossimi giorni si avranno i risultati sui sedimenti recuperati sul fondo marino dove e' il relitto affondato. I prelievi sono stati effettuati dai tecnici dell'Arpacal, l'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Calabria, ieri, nel corso dell'ispezione condotta con un robot subacqueo, che ha filmato lo scafo affondato. ''Adesso - e' stato il commento dell'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco - c'e' un'emergenza verita'.''

M. Oliverio “Non lasciate la Calabria sola”. “Bisogna dare atto al Procuratore della Repubblica di Paola, dott. Bruno Giordano che, attraverso un lavoro di indagine seria e meticolosa, è riuscito finalmente a squarciare il velo delle ipotesi e delle supposizioni, dando finalmente alla Calabria e al Paese notizie certe e verificate sulla presenza di un mercantile di grosse dimensioni, non segnalato dalle carte nautiche, adagiato su un fianco, con un grosso squarcio da cui fuoriesce un fusto sospetto, al largo delle acque prospicienti la costa di Cetraro”. Così, in una nota, il Presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio. “A questo punto –ha aggiunto Oliverio- la Calabria non può essere lasciata sola. E’ necessario che il Governo si attivi immediatamente, impegnando uomini e mezzi ed avviando indagini celeri ed approfondite sui mari calabresi per tranquillizzare le popolazioni e procedere alla bonifica dei siti e alla messa in sicurezza di quanto di pericoloso per la salute dei cittadini dovesse emergere dalle ricognizioni”. “Ho già preso contatto con l’assessore regionale all’Ambiente della Regione, Silvio Greco e con il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta. Nella giornata di domani –ha aggiunto il Presidente Oliverio- mi metterò immediatamente a disposizione del dott. Giordano per supportare, come è possibile, il prosieguo di un lavoro coraggioso ed encomiabile. C’è bisogno, oggi più che mai, di uno sforzo comune e corale. Lo Stato deve fare la sua parte, così come devono farla le istituzioni regionali, provinciali e locali”. “Mi auguro -ha concluso il Presidente della Provincia di Cosenza- che su questioni così serie ed importanti, che interessano la vita e la salute delle nostre popolazioni, non si registri nessuna fuga dalle responsabilità e che l’insieme delle forze sociali, politiche ed istituzionali, al di là delle diverse collocazioni, assuma un’iniziativa pressante e unitaria”.

PM Giordano “Adesso serve la collaborazione”. ''Se manca la collaborazione esterna siamo perduti''. A dirlo e' stato il procuratore di Paola, Bruno Giordano, dopo il ritrovamento del relitto di una nave al largo delle coste calabresi che si sospetta contenga un carico di rifiuti radioattivi. ''Noi - ha aggiunto - partiamo da un dato oggettivo: quella ritrovata e' una nave clandestina che ufficialmente non e' mai naufragata. l'ipotesi concreta e' che sia stata fatta affondare per farla sparire insieme al suo carico. Il resto e' affidato alla collaborazione dello Stato. Se questo non avviene il problema sara' di difficile soluzione''. Giordano, in particolare, ha sottolineato che uno dei passi che dovra' essere compiuto adesso, e' cercare di risalire al contenuto della nave. Ma se si tratta veramente di materiale radioattivo, come ha riferito un collaboratore di giustizia, ''sara' necessario utilizzare attrezzature particolari che certamente noi non abbiamo. Ci vorra' tempo e soldi. Noi andiamo avanti con la politica dei piccoli passi. Staremo a vedere''. Il procuratore di Paola, non ha potuto sottolineare, inoltre, le gravi carenze del suo ufficio. Con sei magistrati in organico, la Procura di Paola ne dispone attualmente solo di due ed uno dei pm sara' trasferito a giorni alla Procura generale di Catanzaro. Al suo posto, a fine mese, arrivera' un altro magistrato che non ha mai fatto il pm. ''Mai come in questo momento - ha detto Giordano - sarebbe necessaria la copertura dell'organico''.

Una task force del Ministero dell'Ambiente e' pronta a operare nel mar Tirreno al largo di Cetraro in Calabria dove e' stato individuato il relitto che potrebbe custodire scorie tossiche. Lo comunica il ministero in una nota: "Appreso dell'avvistamento del relitto e' stato attivato dal gabinetto del Ministro un coordinamento operativo fra Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, Ispra e direzione competente del Ministero". Un vertice si svolgera' domani presso il Ministero dell'Ambiente alla presenza anche della Guardia Costiera, che e' dotata di unita' per la tutela ambientale attrezzate con le piu' moderne tecnologie. Intanto i mezzi navali antinquinamento utilizzati dal Ministero si stanno gia' dirigendo nella zona. "Obiettivo - conclude la nota - e' quello di mettere in campo tutte le unita' e le conoscenze tecniche che possano agevolare l'accertamento di cio' che e' sepolto in fondo al Tirreno e, quindi, eventualmente programmare gli interventi necessari a salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica. Il ministero, in considerazione del fatto che la vicenda e' oggetto di una inchiesta della magistratura, mettera' mezzi e professionalita' a disposizione della Procura competente, che e' stata gia' contattata ed informata, al fine di operare in modo coordinato con l'obiettivo di un sollecito accertamento dei fatti e degli eventuali rischi di inquinamento".

Realacci “Fare piena luce”: "Ora che il relitto è stato trovato, bisogna fare luce una volta per tutte. Il Governo riferisca subito in Parlamento". Lo afferma Ermete Realacci, responsabile Ambiente del Pd che, è scritto in una nota, "proprio in settimana aveva presentato l'ennesima interrogazione parlamentare ai ministri Prestigiacomo e Sacconi per chiedere di fare luce sulla questione delle navi dei veleni e sugli sversamenti di rifiuti tossici che negli anni sembrano aver interessato vaste aree del litorale della Calabria". "Quello delle navi cariche di rifiuti radioattivi o pericolosi affondate per dolo - ha aggiunto Realacci - è uno dei misteri italiani che da troppo tempo aspetta una risposta. C'é in gioco la salute di migliaia di cittadini". "Oggi che questo quadro sembra essere ulteriormente confermato - ha concluso - è intollerabile continuare a tacere, ma serve fare chiarezza e avviare le indispensabili azioni di bonifica".

 

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