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Blitz di CC e PS contro la cosca Cordì: 25 arresti

 

Blitz congiunto di CC e PS, smantellata la cosca Cordì: 25 arresti

16 set 09 Un vorticoso giro di usura che veniva attuato anche mediante intimidazioni armate da parte della cosca Cordì nella locride è stato sventato da Polizia e Carabinieri in una operazione partita alle prime luci dell’alba. Le indagini hanno condotto a 25 arresti e 2 fermi. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dalla Dda di Reggio Calabria. Gli interessi applicati a imprenditori e piccoli commercianti arrivava fino al 20-22 per cento. Quando i debitori non riuscivano a restituire il capitale con gli interessi, gli usurai li costringevano a intestare loro le auto di proprieta'. Per questo motivo gli indagati hanno a disposizione un parco macchine che gli investigatori non hanno ancora quantificato ma hanno definito ''consistente'', composto per lo piu' da auto di grossa cilindrata. Nel corso delle indagini gli investigatori hanno scoperto numerosi episodi di intimidazioni ed usura nei confronti di vittime che vivono nella zona della locride. Le intimidazioni, secondo quanto si e' appreso, avvenivano anche con le modalita' mafiose.

Giornalisti aggrediti, sequestrati 40 rolex d’oro. Giornalisti, operatori e carabinieri che si trovavano davanti l'abitazione di Gerardo Guastella, uno degli arrestati nell'operazione nella locride, sono stati aggrediti dalla moglie. La donna, infatti, ha scagliato delle piante dal balcone della sua abitazione che hanno colpito e danneggiato un'auto dei carabinieri. Un figlio dell'arrestato, poi, ha cercato di prendere a calci un altro giornalista. A Guastella sono stati sequestrati tra l'altro 40 Rolex d’oro del valore di 400mila euro e 130mila euro tra assegni e contanti che gli investigatori ritengono frutto dell'attivita' usuraia degli esponenti che fanno capo alla cosca Cordi'-Cataldo

Le indagini. L’operazione è giunta a conclusione di una complessa indagine diretta e coordinata dalla D.D.A. (convenzionalmente denominata “Sharks”), avviata dalla Compagnia Carabinieri di Locri ed ampliatasi attraverso gli esiti delle attività riscontro delle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia Novella Domenico e Piccolo Bruno compiute dal Nucleo Investigativo Provinciale dei Carabinieri e dal Commissariato della P.S. di Siderno. La complessa attività investigativa così portata a termine ha consentito di aggiornare il profilo della composizione e della articolazione di una delle più note “famiglie” mafiose del comprensorio jonico della provincia, la cosca Cordi’ appunto, documentandone la persistente, piena operatività ed attualizzandone il quadro sia dei referenti sul territorio che delle più recenti forme di manifestazione criminale. Di pari passo è stata fatta luce su una pluralità di reati “fine” riconducibile agli appartenenti alla cosca. Tra questi, l’attività compiuta dai CC ha permesso di far luce su una pluralità di atti a contenuto intimidatorio, commessi con l’utilizzo di armi e, soprattutto, su una serie di condotte integranti il reato di usura che costituisce una delle più ricorrenti ed insidiose attività criminali esercitate in maniera capillare sul territorio dalle consorterie di ‘ndrangheta, ad opera sia di sodali che di soggetti contigui. Sotto questo profilo, di particolare rilevanza è apparsa la collaborazione prestata dalle vittime che con le loro coraggiose dichiarazioni hanno permesso di fare luce su di un fenomeno criminale estremamente pericoloso e particolarmente incidente sul territorio della locride. L’attività compiuta dalla Polizia di Stato ha invece permesso di individuare una serie di vicende d’infiltrazione della cosca nell’aggiudicazione di remunerativi appalti pubblici banditi da enti locali tra i quali il Comune e l’ex ASL n.9 di Locri: ciò, sia mediante il taglieggiamento della ditta aggiudicataria, sia attraverso l’aggiudicazione diretta o in sub-appalto dei lavori commissionati a ditte direttamente riconducibili agli appartenenti alla cosca. Sotto questo profilo, importanti sono state invece i riscontri acquisiti alle dichiarazioni rese dal collaboratore Novella Domenico.

25 arresti. Sedici sono state le misure restrittive eseguite dai Carabinieri, in particolare nei confronti di: Rocco Aversa; Antonio Bonavita; Luca Leonardo Bonfitto, già detenuto per altra causa; Cosimo Cordi’ (cl.’75); Salvatore Giuseppe Cordi’ (cl.’77), già detenuto per altra causa; Salvatore Cordi’ (cl.’73); Leo Criaco; Salvatore Dieni; Ennio Floccari; Silvio Floccari; Antonio Giorgi; Gerardo Guastella; Rocco Iennaro; Antonio Giuseppe Macri’; Pasquale Scali; Domenico Spano’ Panetta. Nove quelle affidate per l’applicazione alla P. di S., nei confronti di: Domenico Audino; Guido Brusaferri; Domenico Cordi’ (cl.’79); Carmelo Crisalli; Antonio Dessi’, già detenuto per altra causa; Cosimo Ruggia; Alessio Antonio Scali; Antonio Tallura; Francesco Tallura. Tra gli arrestati, tredici sono gli indagati ritenuti promotori, organizzatori o partecipi della anzidetta associazione mafiosa; i rimanenti dodici sono stati ritenuti responsabili di reati di usura, estorsione, violenza, minaccia, danneggiamento, violazione delle leggi sulle armi e condotte finalizzate al controllo di attività economiche, illeciti questi comunque commessi avvalendosi della capacità intimidatoria ed al fine di agevolare l’attività dell’indicato sodalizio criminale di riferimento.

Due fermi. A queste ordinanze si è aggiunta l’esecuzione di due provvedimenti di fermo emessi da questa DDA nei confronti di altri due indagati, per il pericolo di fuga degli stessi. Determinanti in tal senso, sono state le dichiarazioni rese da ultimo da un terzo collaboratore, Marino Vincenzo, che ha fatto luce sul conferimento agli stessi di un ‘grado’ superiore nella complessa gerarchia ‘ndranghetistica, avvenuto nel carcere di Locri nel periodo di poco antecedente alla loro scarcerazione, allo scopo di permettere agli stessi di riorganizzare le file della famiglia Locri, coinvolta nell’estate del 2005 nella recrudescenza della storica faida coi Cataldo. Da sottolineare che le indagini hanno permesso di provare che i vertici della cosca mafiosa (sia i capi storici Cordi’ Antonio e Cordi’ Vincenzo, sia i ‘rampolli’ del casato mafioso, figli degli stessi boss), hanno continuato a fare parte integrante della stessa, in posizione apicale e con funzioni decisionali, durante il periodo di carcerazione e nonostante la sottoposizione anche al regime carcerario previsto dall’41 bis Ord.pen., riuscendo comunque, tramite colloqui e scambi epistolari, a mandare messaggi all’esterno, a beneficio dei soggetti rimasti sul territorio.

I sequestri. Contestualmente alle ordinanze di custodia cautelare è stata data altresì esecuzione a decreti di sottoposizione a sequestro preventivo di attività economiche con sede in Locri, riconducibili e strumentali al contesto associativo indagato: una agenzia di mediazione immobiliare ed un esercizio commerciale, ad opera dei Carabinieri (Agenzia “La Piramide” e S.a.s. “Cosmo - Sat”); due società operanti nel settore edile, a cura della Polizia di Stato (“Tallura Antonio” e “Italcantieri Costruzioni Generali Srl”).

Ministro La Russa: grande soddisfazione. Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, a seguito dell'operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, ha inviato al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Leonardo Gallitelli, il seguente telegramma: ''Ho appreso con grande soddisfazione la notizia della brillante operazione condotta dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, per l'esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare e 2 decreti di fermo nei confronti di altrettante persone, ritenute capi-promotori della cosca ''Cordi'' operante in Locri e resesi responsabili di associazione di tipo mafioso, usura, rapina e riciclaggio. Le esprimo ancora una volta il mio vivo compiacimento, che La prego di estendere a tutti gli uomini dell'Arma che hanno partecipato agli interventi e che, grazie alla loro determinazione, professionalita' ed efficienza, hanno inflitto un altro duro colpo alla criminalita' organizzata''

Sottosegretario Mantovano “Un grande successo”. "Non conosce sosta l'attivita' di bonifica dello Stato dei territori piu' esposti alla penetrazione delle organizzazioni mafiose. L'operazione effettuata in mattinata in Calabria potrebbe non far piu' notizia, ma proprio la quantita' degli arresti e la mole di beni sequestrati grazie alle norme piu' incisive sul punto contenute nella legge sulla sicurezza, costituiscono successi che meritano la piu' ampia attenzione mediatica". Lo dichiara il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. commentando le ultime operazioni in Calabria. "Proprio in una terra come quella di Calabria il ripristino della legalita' e' la piu' importante premessa per la rivitalizzazione sociale ed economica dell'area - aggiunge il sottosegretario - E' superfluo ribadire quanto la piena collaborazione dei cittadini con lo Stato sia il piu' potente moltiplicatore dell'efficacia dell'azione repressiva. Ringrazio le forze dell'ordine e l'autorita' giudiziaria, la cui attivita' ha consentito di assicurare alla giustizia i 25 elementi affiliati alla cosca Cordi', accusati di associazione a delinquere di tipo mafioso, usura ed estorsioni"

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