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Scorie tossiche nei materiali da costruzione

 

Scorie tossiche in materiali edili a Crotone: Indagini partite 9 anni fa. Paura tra i genitori per le scorie nelle scuole. Arpacal annuncia monitoraggio. La Regione costituisce Task Force

26 set 08 Sono iniziate nove anni fa le indagini della Procura di Crotone che hanno portato al sequestro delle aree di stoccaggio di 350 mila tonnellate di scorie tossiche. L'inchiesta ha avuto inizio dopo la denuncia di un imprenditore, Emilio Iuticone, titolare di una impresa di movimento terra e calcestruzzi. Al materiale di indagine si è aggiunto anche un esposto anonimo ed alcune fonti confidenziali. Dalle indagini è emerso che le società Crotonscavi e Ciampà Paolo, che lavoravano nello stesso settore dell'azienda di Iuticone, avevano dall'ex Pertusola Sud l'esclusivo approvvigionamento del conglomerato idraulico catalizzato, utilizzato per la realizzazione di rilevati e sottofondi stradali. Questo consentiva alle due aziende, penalizzando quella di Iuticone, di poter offrire prezzi concorrenziali per aggiudicarsi gli appalti pubblici. In realtà dalle indagini è poi emerso che il prodotto utilizzato era una miscela di scorie prodotte dal forno cubilot di Pertusola Sud e loppa d'altoforno realizzata dalla società Ilva di Taranto.

Scoperte sostanze tossiche. E' una consulenza tecnica, disposta dalla Procura di Crotone, che individua le scorie tossiche utilizzate per il conglomerato idraulico catalizzato. Dalla relazione si evince che "la scoria cubilot ha presentato una concentrazione di ossidi (di calcio, silicio, alluminio, magnesio e ferro) del 71,5 per cento. Tale valore risulta nettamente inferiore a quello previsto per i rifiuti recuperabili. Tale rifiuto non era ammissibile alle procedure semplificate". In sostanza si tratta di rifiuti che dovevano essere trattati e da scaricare in una discarica speciale. Invece veniva mescolato con la loppa d'altoforno (scoria di produzione della ghisa proveniente dall'Ilva di Taranto) per la produzione del conglomerato idraulico catalizzato. Quest'ultimo veniva poi usato per fare rilevati e sottofondi stradali.

Arpacal: Ci sarà monitoraggio. Un piano di monitoraggio preliminare sarà attivato a Crotone dall'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente (Arpacal) dopo i sequestri di ieri. L'avvio del monitoraggio è stato comunicato dal direttore generale dell'Arpacal, Vincenzo Mollace, all'assessore regionale all'ambiente Silvio Greco. "Il piano di monitoraggio - ha detto Mollace - servirà da base conoscitiva per la task-force che il Presidente della Regione, Agazio Loiero, ha attivato per dare risposte concrete alla popolazione in merito agli effetti epidemiologici potenzialmente provocati dall'emergenza in corso nel territorio crotonese". Mollace ha allertato i servizi competenti dei dipartimenti provinciali Arpacal per avviare gli accertamenti. Sarà effettuata una campionatura dei terreni interessati; un monitoraggio della qualità dell'aria e delle emissioni nelle zone del Crotonese ed un'analisi della matrice acqua, per approfondire sugli effetti prodotti dagli inquinanti sulle falde acquifere.

In Procura al lavoro gruppo magistrati. Il procuratore della Repubblica di Crotone, Raffaele Mazzotta, istituirà un gruppo di lavoro di magistrati che seguirà la vicenda dei rifiuti tossici. I magistrati seguiranno tutti i filoni investigativi che potranno emergere dalle indagini che ieri ha portato al sequestro di 18 aree nei comuni di Crotone, Cutro e Isola Capo Rizzuto all'interno delle quali sono state stoccate 350 mila tonnellate di scorie altamente tossiche. Attualmente l'indagine è affidata al sostituto procuratore Pierpaolo Bruni. L'attività investigativa, che ha portato anche a sette indagati, prosegue per individuare altre persone coinvolte nella vicenda. Negli anni le scorie tossiche sono state utilizzare per costruire tre scuole, di cui due a Crotone ed una Cutro che poi é diventata una residenza per anziani, e la banchina di riva del porto commerciale. Lo scopo del sequestro preventivo emesso ieri dal Gip, Paolo De Luca, è principalmente quello di evitare che venissero movimentati ulteriormente i materiali seppelliti.

La Regione forma una Task Force. Una task force con il compito di attivare tutte le azioni necessarie rispetto all'emergenza crotonese è stata costituita dalla Regione Calabria. L'organismo, riferisce un comunicato dell'Assessorato regionale alla Salute - è stato predisposto al termine di una fitta rete di telefonate intercorse dalle tra il presidente della Regione, Agazio Loiero, l'assessore alla Salute Vincenzo Spaziante e il sottosegretario di Stato Ferruccio Fazio "che - riporta il comunicato - hanno concordato un'azione comune per fronteggiare nella maniera più appropriata questa emergenza". "La task force, che si occuperà della situazione legata all'uso di materiali tossici provenienti dall'ex Pertusola Sud di Crotone - prosegue la nota - sarà composta da esperti degli assessorati calabresi della Salute e dell'Ambiente, dei ministeri del Welfare e dell'Ambiente, dell'Istituto Superiore di Sanità e degli enti locali. La task force avrà il compito, tra l'altro, di impostare e avviare un'indagine epidemiologica sulla popolazione, a cominciare dai bambini, e di individuare le misure urgenti per ridurre qualsiasi rischio per la popolazione"

Paura tra i genitori delle scuole interessate. Preside tranquillizza. C'é paura tra i genitori della scuola elementare del rione San Francesco di Crotone, una delle strutture interessata dall'indagine sui rifiuti delle scorie tossiche. Stamani i genitori hanno accompagnato regolarmente i loro figli a scuola ed hanno mostrato agli insegnanti ed alla preside le loro preoccupazioni per quanto sta emergendo dall'indagine della Procura di Crotone. In tarda mattina molti genitori degli studenti hanno deciso di riprendere i loro figli e di portarli a scuola. "Siamo preoccupati - ha detto - perché non vogliamo che i nostri figli siano esposti a rischi per la salute". Tra il gruppo di genitori c'era anche un ex operaio dello stabilimento Pertusola, Fernando, di 61 anni, che stamani è giunto nella scuola per riprendere il suo nipotino di 6 anni. "Quando la Pertusola nacque - ha detto Fernando - sembrava una manna dal cielo. Mai avremmo immaginato che si sarebbe trasformata in uno strumento di morte. In quello stabilimento ho trascorso 25 anni e conosco i rischi che ci sono. Temo per la salute di mio nipote e quindi lo riporto a casa".
Il preside rassicura. E' un messaggio di tranquillità quello rivolto dalla preside, Eugenia Garritani, ai genitori degli alunni della scuola San Francesco di Crotone. "Le famiglie - ha detto - stanno vivendo un momento di paura e di ansia normale. Mi sento di dire però che bisogna stare tranquilli perché non ci sono pericoli immediati per i loro figli. Il sequestro riguarda solamente il sottosuolo ed è finalizzato, secondo quanto scrive il giudice, ad evitare che il terreno venga movimentato. Il materiale utilizzato è stato ricoperto da terreno vegetale e, per quanto ci è stato riferito, non ci sono rischi". "La scuola è aperta - ha ahhounto Garritani - e noi abbiamo chiesto all'Azienda Sanitaria ed a tutte le autorità interessate ad effettuare rapidamente tutti gli accertamenti necessari per verificare eventuali problemi. Noi alla salute dei nostri bambini ci teniamo"

Assessore Greco “Procedere a bonifica delle aree”. "Non si può perdere tempo in materia di bonifica nell'area di Crotone". Lo ha detto l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco. Greco sostiene che "é necessario avere misura della contaminazione e delle possibilità di sversamento in atmosfera degli inquinanti. Dinanzi all'allarme sociale in atto bisogna dare risposte precise". "Cento anni di chimica a Crotone - ha aggiunto Greco - hanno creato una serie di problemi. Adesso è il caso di vedere la 'migrazione' dell'inquinamento, cosa c'é in mare e quali implicazioni, se ci sono, esistono per la catena alimentare. Per questo saranno attivati fondi allo scopo di realizzare un programma mirato in grado di farci avere contezza dell'esistente"

Tassone “Una follia”. "Riciclare materiali tossici per costruire abitazioni e edifici scolastici rasenta la follia". Lo afferma il vice segretario dell'Udc Mario Tassone. "Se speculare a scapito della salute dei cittadini - aggiunge - è di per sé già ignobile, farlo sulla pelle dei bambini, che si recano ogni giorno in scuole considerate sicure, é a dir poco odioso". "Eppure, quanto emerge in queste ore - prosegue Tassone - dall'operazione 'Black Mountains', condotta brillantemente dalla Polizia di Stato, sembrerebbe confermare uno scenario a dir poco inquietante e dalle proporzioni tali da infangare non solo Crotone e la sua provincia, ma anche la Calabria intera". "Ci auguriamo - conclude - che la Procura accerti quanto prima tutte le responsabilità del caso e provveda ad adottare provvedimenti adeguati"

 

 

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