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Ucciso il genero del boss Alvaro

Agguato a Sinopoli, ucciso il genero del boss Alvaro

28 set 08 E' stato ucciso con un colpo di pistola, Domenico Cutrì, di 36 anni, genero del boss Carmine Alvaro, di 55 anni. L'omicidio è avvenuto, secondo una prima ricostruzione fatta dagli agenti della polizia di stato, nei pressi del cimitero di Sinopoli, piccolo centro in provincia di Reggio Calabria. Cutrì é stato avvicinato da una persona che ha sparato due colpi di pistola uno dei quali ha raggiunto la vittima al fianco. Soccorso da alcuni familiari è stato accompagnato nell'ospedale di Scilla e successivamente trasferito a Reggio Calabria dove l'uomo è morto poco dopo. Gli agenti del commissariato di Villa San Giovanni e della squadra mobile di Reggio Calabria hanno avviato le indagini ed hanno sentito numerosi familiari per ricostruire l'accaduto. I poliziotti hanno anche effettuato alcune perquisizioni nei confronti di persone con precedenti penali. Sul movente gli investigatori non escludono nessuna ipotesi anche se l'attenzione si è principalmente concentrata negli ambienti della criminalità organizzata. Lo stretto legale di parentela tra Cutri e Alvaro fa ipotizzare che l'omicidio possa essere maturato nell'ambito di uno scontro tra le cosche che si contendono il controllo delle attività illecite. Carmine Alvaro è stato arrestato nel luglio del 2005 dopo un lungo periodo di latitanza. Al momento della sua cattura era inserito tra i trenta latitanti più pericolosi d' Italia, condannato a dodici anni di reclusione per associazione di tipo mafioso. La cosca degli Alvaro, secondo gli investigatori, è potente e temuta, per la sua determinazione criminale. E' coinvolta, come evidenziano gli innumerevoli rapporti delle forze dell'ordine, in tutti gli affari illeciti tipici dell' attività mafiosa: traffico di droga e armi, rapine; truffe comunitarie, estorsioni.

Indagini nell’ambito delle cosche. Si stanno concentrando nell'ambito della criminalità organizzata le indagini sull'omicidio di Domenico Cutrì, ucciso a Sinopoli. Gli investigatori, che non escludono nessun movente, stanno sentendo i familiari di Cutrì per ricostruire la dinamica dell'omicidio. Il legame di parentela con Carmine Alvaro, suocero della vittima, fa ipotizzare agli investigatori che l'omicidio di Cutrì sia da collegare ad un possibile scontro tra le cosche della 'ndrangheta che si contendono il controllo delle attivita' illecite. Gli agenti della squadra mobile e del commissariato di Villa San Giovanni stanno effettuando numerose perquisizioni nei confronti di persone con precedenti penali della zona di Sinopoli. Contro Cutrì sono stati sparati due colpi di pistola uno dei quali lo ha raggiunto ad un fianco. L'uomo è stato soccorso dai familiari ed accompagnato nell'ospedale di Scilla dove i sanitari, a causa delle gravi condizioni, hanno deciso di trasferirlo a Reggio Calabria dove è morto.

Alvaro a capo di potente cosca. Carmine Alvaro, il suocero di Domenico Cutrì ucciso oggi a Sinopoli, fu arrestato nel luglio del 2005 dopo un lungo periodo di latitanza. Al momento della sua cattura era inserito tra i trenta latitanti più pericolosi d' Italia, condannato a dodici anni di reclusione per associazione di tipo mafioso. Carmine Alvaro aveva ereditato dalla zio 'Mico, il vecchio boss che aveva garantito la tenuta della 'pacé tra i De Stefano ed il gruppo di "secessionisti", guidati da Pasquale Condello, aveva ereditato il polso fermo e la suadenza di cui sono capaci soltanto i vecchi capibastone della 'ndrangheta aspromontana. La capacita' di governare la sua cosca era stata però messa in discussione dai carabinieri l' operazione "Prima luce" degli anni '90 che porto' all'arresto di almeno un centinaio di presunti affiliati alla cosca Alvaro residenti a Sinopoli, Cosoleto, Sitizano, Melicuccà e S. Eufemia d'Aspromonte. La cosca degli Alvaro, secondo gli investigatori, è potente e temuta, per la sua determinazione criminale. E' coinvolta, come evidenziano gli innumerevoli rapporti delle forze dell' ordine, in tutti gli affari illeciti tipici dell' attività mafiosa: traffico di droga e armi, rapine; truffe comunitarie, estorsioni.

 

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