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Sospeso medico all'AO di Cosenza

 

Odissea dell’anziano lametino in 11 ospedali: l’AO di Cosenza sospende un medico

22 ago 08 Il direttore generale dell'azienda ospedaliera di Cosenza, Cesare Pelaia, ha sospeso un medico nell'ambito degli accertamenti sulla vicenda del paziente di 78 anni affetto da aneurisma che, dopo il rifiuto di undici ospedali del Sud, ha trovato posto ad Andria (Bari). Pelaia ha elevato anche una contestazione disciplinare nei confronti di due dirigenti sanitari dell'azienda ospedaliera di Cosenza. I provvedimenti sono stati decisi a seguito dei risultati istruttori che hanno trovato conferma nel corso dell'incontro svoltosi stamani a Catanzaro tra l'assessore alla sanità della Regione Calabria, Vincenzo Spaziante, ed i direttori generali delle aziende ospedaliere interessate alla vicenda.

Spaziante “Fatti errori”. Per l'assessore alla sanità della Calabria, Vincenzo Spaziante, nella vicenda dell'anziano ricoverato ad Andria dopo il rifiuto di 11 ospedali del Sud ci sono stati degli "errori e delle superficialità". "Dagli accertamenti effettuati - ha detto - è emerso che non eravamo teoricamente impreparati ad affrontare una situazione del genere, ma ci sono stati degli errori e delle superficialità in una situazione di emergenza come quella di fronte alla quale si è venuta a trovare l'azienda ospedaliera di Cosenza". "Abbiamo consegnato - ha aggiunto - i risultati di quanto emerso dagli accertamenti al direttore generale dell'azienda ospedaliera di Cosenza, che ha provveduto ad assumere i provvedimenti. Dagli accertamenti è emersa una responsabilità attiva a Cosenza perché è stata omessa una presa in carica di un degente anche se c'erano le potenzialità per organizzare l'intervento. E' poi emersa una responsabilità omissiva perché c'é stata una dirigenza sanitaria che ha omesso di esercitare la capacità d'indirizzo nei confronti dei propri medici". "Così - ha proseguito Spaziante - come aveva richiesto il Presidente Loiero, con il quale mi sono tenuto costantemente in contatto, abbiamo completato in tempi strettissimi le attività di verifica e sono state assunte in tempi altrettanto stretti le conseguenti decisioni". Spaziante ha presieduto stamani a Catanzaro una riunione con tutti direttori generali delle aziende ospedaliere calabresi interessate alla vicenda. "Mi auguro - ha evidenziato l'assessore regionale alla sanità della Calabria - che di questo episodio il nostro sistema sanitario, le sue dirigenze ed i suoi operatori sappiano cogliere esattamente il senso, che non è quello di procedere sull'onda dell'emotività ma sulla base di evidenze oggettive. In questo senso l'episodio doloroso servirà anche a stimolare un comportamento meno burocratico e più partecipe alle difficoltà dei cittadini che si rivolgono al nostro sistema chiedendo il necessario aiuto. Non possiamo lasciare insoddisfatte le attese dei nostri cittadini". "Su questa strada - ha concluso - il Presidente Loiero ed io stesso, per quanto possibile, continueremo ad essere determinati. Non possiamo più permettere, come da tempo stiamo sollecitando, che un malato in condizioni drammatiche non abbia accoglienza da parte della nostra struttura ospedaliera. Dopo questo episodio questo principio deve diventare un obbligo morale prima ancora che professionale da parte di tutti quelli che operano ed hanno responsabilità nel nostro sistema"

Corbelli “Provvedimenti inadeguati”. "Sono assolutamente inadeguati e ingiusti i provvedimenti adottati oggi per il caso dell'anziano di Lamezia Terme, colpito da aneurisma celebrale e rifiutato da 11 ospedali". E' quanto afferma in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. Secondo Corbelli, "é necessario e urgente l'istituzione del Garante (la cui elezione è prevista entro tre mesi) che avrebbe evitato questi casi di malasanità e di disorganizzazione. Per l'anziano di Lamezia rifiutato da 11 ospedali non è giusto far ricadere la colpa e punire solo i medici e dirigenti di un ospedale, quello di Cosenza. Vanno accertate e perseguite le responsabilità di tutti gli altri nosocomi che hanno rifiutato il ricovero a questo paziente e soprattutto va evitato che si ripeta in futuro una situazione simile. Quello che è mancato, nella vicenda dell'anziano di Lamezia, così come del resto, in parte, anche nei casi di mancato ricovero a Vibo, è stato il coordinamento tra le diverse strutture ospedaliere regionali". "Uno dei compiti principali del Garante della Salute - conclude - è proprio questo: coordinare gli interventi per i casi gravi e urgenti. Il caso di Lamezia, così come gli altri simili, con la presenza del Garante si sarebbe sicuramente evitato".

 

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