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Calabria ancora flaggellata dal fuoco

 

Alla Calabria ancora la maglia nera degli incendi: oggi 75 su 125. A Rossano distrutti oltre 50 ettari di bosco

19 ago 08 Ancora un record negativo di incendi per la Calabria, su 125 roghi ben 75 si sono sviluppati in Calabria e di questi 36 hanno attecchito nella provincia di Catanzaro. Ma alla sala operativa della Protezione civile regionale, a Germaneto di Catanzaro, tirano un sospiro di sollievo e incrociano le dita. Gli operatori stanno allerta, rispondono alle chiamate, muovono le squadre di spegnimento. La situazione degli incendi, oggi, può definirsi "relativamente tranquilla", dopo le centinaia di roghi che nei giorni scorsi hanno duramente impegnato uomini e mezzi, nonostante l'incendio che a Rossano, già pesantemente colpita nei giorni scorsi, ha richiesto l'intervento di tre canadair e due elicotteri. "Non c'é stato un uomo o un mezzo inutilizzato, specialmente il 15 agosto quando siamo riusciti a domare oltre duecento fronti di fuoco", spiega Eugenio Ripepe, responsabile della protezione civile regionale, che non sa spiegarsi le polemiche sorte sulla base di quello che definisce un "presunto giallo tipico dell'estate" su una presunta mancata collaborazione con la Protezione civile nazionale. "Con la Protezione civile nazionale - assicura Ripepe - il rapporto è ottimo. C'é stata molta disinformazione e va chiarito per il rispetto che si deve a quelle persone che con abnegazione e impegno fuori dall'ordinario, come ha rilevato lo stesso presidente della Regione, Agazio Loiero, il 15 agosto e non solo quel giorno, hanno dato il massimo per fronteggiare, e con successo, una situazione di emergenza". Il giorno di Ferragosto, visto l'eccezionale numero di incendi che ha interessato tutta la Calabria, è stato richiesto un consistente quantitativo di interventi alla sala operativa nazionale, assicurano. Ne sono stati assegnati soltanto sei perché non c'erano altri velivoli a disposizione. "Il numero di aerei assegnato - afferma Ripepe - è comunque considerevole, ove si consideri che proprio quel giorno la situazione generale degli incendi è stata particolarmente grave in tutto il Sud". Le polemiche, secondo il dirigente, poggiano su un presupposto errato: l'esistenza di un rapporto gerarchico tra strutture regionali e struttura nazionale. "Così non è - afferma Ripepe - né per la Calabria, né per le altre regioni. I funzionari che abbiamo incontrato il 16 agosto, quindi, non erano ispettori venuti per verificare la qualità del nostro operato. Con loro c'é stato, invece, un confronto per cercare di ottimizzare le risorse che abbiamo a disposizione per intervenire sugli incendi". In apertura di riunione - è la ricostruzione del Dipartimento regionale - il generale Massetti e l' ingegnere Curcio, responsabili, rispettivamente, del Centro operativo aereo unificato (Coao) e della Sala operativa nazionale, hanno evidenziato che l'attività di spegnimento degli incendi posta in essere quest'anno in Calabria direttamente dalla Regione va meglio degli altri anni. Gli incendi in Calabria non sono diminuiti, ma è migliorata l' attività di spegnimento. E quindi sono diminuite le superfici bruciate. Nel corso della riunione - in base alla ricostruzione fornita dal Dipartimento regionale - è emerso inoltre che le scelte fatte dalla Sala operativa della protezione civile regionale sono state adeguate rispetto alla gravità della situazione, tanto che si è usciti dall'emergenza senza che alcun centro abitato, grazie alle tempestività degli interventi, abbia subito danni. Dalla riunione è emerso, inoltre, che in alcune circostanze la sala operativa nazionale non è riuscita a contattare quella regionale. "E' evidente - spiega Ripepe - che ciò è avvenuto per motivi tecnici in quanto il rappresentante del centro operativo aereo unificato, che ha sede nello stesso Dipartimento della Protezione civile, non ha lamentato alcuna carenza di comunicazione e di collegamento". E, infine, una precisazione: "Non compete alla Regione, - afferma Ripepe - l'attività di controllo del territorio per la prevenzione degli incendi, attività di cui è titolare soltanto lo Stato che deve verificarne l'adeguatezza o meno. Alla Regione compete lo spegnimento. Qualsiasi organizzazione di spegnimento, pur se migliorata, è sempre da mettere in relazione al numero degli incendi. E non mi pare che le cose non siano andate bene, nonostante l'inferno del 15 agosto".

75 roghi in Calabria. Sono ancora al lavoro sull'incendio boschivo divampato nella tarda mattinata a Rossano, tre canadair e due elicotteri della protezione civile. L'intervento dei mezzi aerei, oltre che quello delle squadre a terra, ha consentito di mettere in sicurezza alcune abitazioni della frazione Maviglia, a monte del centro storico di Rossano, che erano minacciate dalle fiamme. Adesso il lavoro prosegue per domare completamente l'incendio. Intanto, dopo una mattinata tutto sommato tranquilla, il numero di incendi in tutta la regione è salito, nel pomeriggio a 75. A Rende, sempre nel Cosentino, ed a Caulonia, nel Reggino, sono intervenuti gli elicotteri della protezione civile regionale, mentre una richiesta di intervento aereo è giunta negli ultimi minuti alla sala operativa della protezione civile da Oppido Mamertina, nel Reggino.

A Rossano intervengono 3 canadair e 2 elicotteri. Tre canadair e due elicotteri hanno operato a Rossano, nel cosentino, dove è divampato un nuovo incendio di bosco dopo quello che ha interessato la stessa zona tra Ferragosto ed il giorno successivo. Le fiamme si stanno avvicinando ad alcune abitazioni della frazione Maviglia e per evitare complicazioni la sala operativa della Protezione civile regionale ha deciso di inviare subito i mezzi aerei. Sul luogo dell'incendio anche due squadre a terra dell'Afor sono intervenute con un'autobotte assieme ai vigili del fuoco. La zona dove sono divampate le fiamme di trova a monte del centro storico di Rossano. A Rossano, nella stessa zona, un violento incendio, quasi sicuramente di origine dolosa, era divampato nel giorno di Ferragosto. Il fumo aveva invaso il centro della cittadina, dove era in corso un concerto, scatenando il panico degli abitanti che erano fuggiti verso il mare. Alcune persone erano anche state colte da malore perché intossicate dal fumo. Le fiamme hanno continuato ad ardere anche il giorno successivo. A causa della gravità della situazione, il questore di Cosenza, Raffaele Salerno, aveva vietato i fuochi d'artificio organizzati per la festa patronale. Inoltre, il prefetto di Cosenza, aveva dichiarato lo stato di allerta, revocato solo domenica mattina. Complessivamente, secondo una prima stima del Corpo forestale dello Stato, gli ettari interessati dalle fiamme nel corso dei due giorni, sono stati 350 coperti di macchia mediterranea, rimboschimento di pino domestico e uliveti di proprietà privata ed in parte di proprietà comunale.
Sono oltre una cinquantina, secondo le prime stime del Corpo forestale dello Stato, gli ettari interessati dall'incendio boschivo divampato stamani a Rossano, una zona già violentemente colpita dagli incendi tra Ferragosto ed il giorno successivo. E’ una superficie coperta da macchia mediterranea ed uliveti che sta bruciando dalla tarda mattinata. Sul posto, oltre ai canadair e agli elicotteri, stanno operando le squadre a terra, tra le quali quelle del Corpo forestale intervenute a difesa di alcune abitazioni a cui le fiamme si stanno avvicinando.

Il Comune di Rossano chiede di verificare il livello di diossina. Il Comune di Rossano, interessato da numerosi incendi di bosco, chiede la verifica della presenza di diossina provocata dai roghi. Il Comune, attraverso il responsabile del settore Assetto del territorio e Tutela ambientale, ha chiesto, in particolare, all'Agenzia per la protezione dell'ambiente della Calabria di effettuare analisi urgenti nei centri urbani e rurali interessati per verificare l'eventuale presenza di diossina. "Si chiede con urgenza e indifferibilità - è detto in una nota - il controllo del territorio per il verificarsi di immissioni in atmosfera di sostanze anomale". L'allarme sul pericolo diossina era stato lanciato ieri dal presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, secondo il quale "si può arrivare a percentuali di immissione altissime se assieme ai boschi bruciano discariche più o meno abusive, come è accaduto".

Canadair italiano interviene in Albania. E' al lavoro da questa mattina il Canadair italiano inviato dal Dipartimento della Protezione Civile in risposta alla richiesta di supporto aereo anti-incendio boschivo inoltrata ieri sera dalle autorità albanesi all'Italia per i numerosi incendi sviluppatisi nelle zone di Valona e Gijrocaster. Il Canadair, capace di rilasciare sulle fiamme 6.000 litri d'acqua ad ogni lancio, è decollato questa mattina all'alba dall'aeroporto di Lamezia con due equipaggi, così da assicurare l'operatività continuativa del mezzo. Atterrato all'aeroporto internazionale di Tirana, è entrato nella disponibilità della protezione civile locale per supportare le forze albanesi nelle operazioni di spegnimento dei vasti incendi che stanno interessando alcune zone del Paese. I piloti italiani proseguiranno le operazioni di spegnimento dall'alto finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza e, come richiesto dal Governo albanese, resteranno a disposizione così da poter riprendere le attività alle prime luci dell'alba di domani.

 

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