Trentatrenne di Crotone ucciso barbaramente
a Laurignano
27/10 Un ingegnere civile di 33 anni di Crotone, Antonio
Saracino, é stato trovato ucciso, questa notte a Laurignano,
a pochi chilometri da Cosenza. A scoprirlo i carabinieri di Dipingano
dopo la segnalazione di un passante. L'uomo, secondo quanto si è
appreso successivamente, è stato prima percosso e poi colpito
ripetutamente e violentemente al volto con lo sportello dell'auto
Peugeot. L'assassino, quindi, è passato sopra al corpo con
la vettura. Per poter recuperare il cadavere, infatti, gli investigatori
hanno dovuto prima rimuovere l'auto. Saracino, secondo le prime informazioni
raccolte, stava frequentando un corso all'Università della
Calabria a Cosenza. Secondo la prima ricostruzione fatta dai carabinieri
del Comando provinciale di Cosenza, l'uomo era in auto con qualcuno
che lo ha aggredito. Sul luogo, oltre ai militari, si è recato
anche il sostituto procuratore di Cosenza, Claudio Curreli.
Si
valuta omicidio a sfondo sessuale. E' il movente sessuale
quello che i carabinieri stanno valutando con più attenzione
per fare luce sull'omicidio di Antonio Saracino. Secondo quanto è
emerso dalle indagini, Saracino avrebbe avuto un incontro con una
o più persone insieme alle quali si é recato nella zona
dove è stato ucciso. Si tratta di un luogo, stando a quanto
riferito dai carabinieri, dove si svolgono incontri a scopo sessuale.
La violenza con la quale è stato compiuto il delitto induce
gli inquirenti a ritenere che ad uccidere Saracino sia stato uno o
più uomini. La colluttazione tra Saracino ed il suo assassino
potrebbe essere cominciata in auto nel corso dell'incontro e sarebbe
poi proseguita fuori dall'abitacolo. Questo spiegherebbe il ritrovamento
sull'asfalto di alcuni oggetti personali della vittima, caduti presumibilmente
durante la colluttazione. Saracino, prima di essere travolto con la
sua stessa auto, sotto la quale è rimasto incastrato il corpo,
è stato colpito violentemente alle testa, probabilmente con
una pietra che però non è stata trovata.
Gli
sono passati sopra con l’auto. Il luogo in cui è
avvenuto l'omicidio è isolato. La Peugeot della vittima è
stata individuata dai carabinieri, dopo la segnalazione di un passante,
in curva, ai margini della strada che collega Cosenza a Laurignano,
nel comune di Dipignano a una decina di chilometri dal capoluogo di
Provincia. Sull'asfalto i militari hanno trovato alcuni oggetti personali
di Saracino che confermerebbero che l'uomo ha avuto una colluttazione
prima di essere ucciso. Sul corpo è stata trovata una ferita
evidente alla testa, forse provocata da un sasso. Macchie di sangue
sono state riscontrate su una portiera dell'auto. In ogni caso, secondo
la ricostruzione fatta dai carabinieri della Compagnia di Cosenza
che conduce le indagini, Saracino, dopo essere stato colpito è
stato investito a marcia indietro con la sua stessa auto. Sarà
l'autopsia, in programma lunedì prossimo nell'ospedale di Cosenza,
a stabilire se ad uccidere l'uomo sia stato il colpo alla testa o
l'investimento. Al momento gli investigatori non hanno ancora elementi
per stabilire se ad uccidere Saracino sia stata una o più persone
o se si tratti di un uomo o di una donna. Quello che gli inquirenti
ritengono probabile è che dopo il delitto l'assassino si sia
allontanato a piedi. Sul luogo, infatti, non sarebbero state trovate
tracce evidenti lasciate da altre auto. Ciò induce gli investigatori
a ritenere che l'assassino sia giunto sul posto nell'auto di Saracino
e che per un qualche motivo, forse passionale o per un raptus, lo
abbia aggredito. Saracino, laureato in ingegneria all'Università
della Calabria, in questo periodo stava frequentando un corso nello
stesso Ateneo per diventare insegnante. L'uomo, che non era sposato
e non risulta avesse una fidanzata, conosceva quindi la zona di Cosenza
ed aveva numerosi amici che i carabinieri hanno cominciato a sentire.
Anche i familiari e gli amici più stretti vengono sentiti,
a Crotone, per cercare di delineare la personalità dell'uomo,
descritto come una persona tranquilla.
il servizio di Marisa Fallico su TEN Teleuropa Network