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Cronaca
Operazione Clone

 

Operazione della Polizia in tutta Italia: Al Casinò con carte clonate e documenti falsi. Arresti e perquisizioni a Cosenza

23/05 Si è svolta in tutta Italia una vasta operazione della Polizia di Stato, denominata "operazione Clone", che vede impegnate le Squadre Mobili di Venezia e Napoli con la collaborazione delle Questure di Roma, Crotone, Bologna, Salerno, Brindisi, Bari e Cosenza, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, nei confronti di un'articolata organizzazione criminale, tra cui figurano alcuni appartenenti alla camorra, alla 'ndrangheta e alla sacra corona unita, dedita alla clonazione di documenti di identità e di carte di credito, utilizzate prevalentemente all'interno del casinò di Venezia. Ne da' notizia un comunicato della Polizia di Stato. Numerosi - riferisce il comunicato - sono i provvedimenti restrittivi da eseguire. Il livello organizzativo del gruppo criminale, di cui facevano parte oltre trenta persone, ha determinato - prosegue il comunicato - i magistrati titolari dell'inchiesta della Procura di Napoli, il Procuratore Aggiunto dr. Paolo Mancuso e i Pubblici Ministeri dr. Marco Del Gaudio e dr.ssa Teresa Grieco, ad ipotizzare a carico dei partecipanti al sodalizio responsabilità per ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito e di documenti d'identità nonché alla ricettazione richiedendo l'adozione di misure cautelari nei confronti dei consociati.

Decapitata un’organizzazione attiva da anni

''L'importante e' stato decapitare questa organizzazione criminale''. Lo ha sottolineato quest'oggi il capo della Squadra mobile di Venezia, Alessandro Giuliano illustrando ai giornalisti l'operazione 'Clone' che ha portato all'arresto di 24 persone facenti parte di una banda specializzata nella clonazione di qualsiasi tipo di documento, e in particolare carte di credito che poi venivano utilizzate in casino' ed in esercizi commerciali. ''Si tratta di una organizzazione -continua a spiegare Giuliano- che e' stata attiva per anni, composta da oltre 30 persone e che ha agito in piu' regioni d'Italia. In particolare la banda aveva operato anche in quattro casino' che noi abbiamo individuato come vittime di questi raggiri. Proprio da una spesa fraudolenta mediante carte di credito clonate, al casino' di Ca' Noghera a Venezia, e' partita l'indagine''. Gli altri casino' dove sono stati individuate tr zioni con carte riprodotte sono il casino' di Nuova Gorica, Innsbruck e Cannes. Vi erano dei componenti nella banda specializzati negli interventi all'interno dei casino' mentre gli altri utilizzavano le carte clonate negli esercizi commerciali. ''La buona meta' degli indagati -ha spiegato Giuliano- si trova in Campania ed e' per questo che nell'operazione sono stati coinvolti centinaia di uomini in indagini particolarmente complesse. Hanno operato dieci questure coordinate dallo Sco e in questo momento si sta ancora operando in sei regioni italiane''. Ai vertici dell'organizzazione due persone, padre e figlio, Vittorio Lo Monaco, 67 anni, soprannominato l'ingegnere per le sue abilita' informatiche, e Francesco Lo Monaco, di 39 anni. I due avevano messo a punto un particolare software tramite il quale potevano riprodurre qualsiasi tipo di documento, dalle carte di credito passando per i documenti di identita' fino ad addirittura biglietti fasulli per le partite di calcio e per i concerti. Altri due componenti dell'organizzazione erano invece stati incaricati di modificare le apparecchiature che servivano per la lettura delle carte di credito originali e la conseguente copia dei codici su card vergini mediante i cosiddetti skimmer. Le carte di pagamento venivano copiate anche intercettando la corrispondenza delle banche e 'rubando' i numeri delle carte di credito dai siti web delle compagnie aeree. Il capo della Squadra mobile di Venezia ha spiegato che si stanno compiendo delle indagini per cercare di capire se vi siano o chi siano i basisti che fornivano informazioni in merito alla corrispondenza intercettata ed ai siti internet. ''Non e' possibile quantificare il valore del raggiro -ha spiegato Giuliano- si sa che il gruppo operava da molto tempo, almeno dal 2002''. Per queste persone non e' stato ''ipotizzato il reato di riciclaggio perche' vi e' un reato specifico che e' appunto quello dell'utilizzo di carte di credito clonate''. Gli altri reati ipotizzati sono associazione per delinquere, ricettazione e falso, le persone coinvolte inoltre sono gia' note alle forze di polizia che risulterebbero affiliate a cosche mafiose delle zone di provenienza che sono comprese tra Roma, luogo di nascita di uno dei promotori dell'organizzazione, Napoli, Bari, Salerno, Brindisi, Cosenza, Crotone e il luogo di nascita dell''ingegnere' Palermo.

I nomi degli arrestati

23/05 Nel corso del maxiblitz della polizia dei giochi e delle scommesse che ha visto impegnate le Squadre Mobili di Venezia e Napoli con la collaborazione delle Questure di Roma, Crotone, Bologna, Salerno, Brindisi, Bari e Cosenza, coordinata dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, sono state arrestate 24 persone. In manette sono finiti Pasquale Sorrentino, Gaetano Mango, Ciro Polise, Antonio Vallinoti, Vincenzo Milo, Antonio Arena tutti residenti a Napoli, Salvatore Damasco, residente a Qualiano (Napoli), Ettore Costantino, residente a San Giorgio a Cremano, Salvatore Guastatore residente ad Angri, Vittorio Lo Monaco, Francesco Lo Monaco, Gino Corticelli, Vincenzo Cerminara, tutti residenti a Crotone, Gianfranco Guarnieri, residente a Brindisi, Giovanni Porta residente a Bari, Maurizio Anania, Claudio Celano, Bruno Palamara, Luciano Borzelli, Roberto Gentili, Pierluigi Borneti, tutti residenti a Roma, Alfonso Esposito e Pasquale Donato, entrambi residenti a Cosenza. Le indagini erano iniziate dopo la scoperta di un tentativo di utilizzo fraudolento di due carte di credito clonate nel Casino' di Venezia da parte del pregiudicato calabrese Gino Corticelli, che stava tentando di acquistare delle fiches. Nel corso dei successivi accertamenti e' emerso che il fornitore delle carte clonate era l'ingegnere Vittorio Lo Monaco, titolare di una societa' di produzione di badges elettronici con uffici al Centro direzionale di Napoli. Attraverso gli strumenti di cui disponeva la sua azienda, Lo Monaco riproduceva perfetti cloni delle carte di credito originali. Le indagini sull'ingegnere hanno portato a delineare in modo chiaro i contorni di un'organizzazione operante in Campania, Calabria, Lazio e Puglia, specializzata nella clonazione e nel successivo utilizzo di carte di credito. All'ingegnere Lo Monaco si rivolgeva il mercato parallelo delle carte di credito contraffatte, il cui giro di affari ruotava intorno alle attivita' di coloro che fornivano i dati elettronici captati dalle carte originali, di negozianti compiacenti, di ricettatori di carte e di produttori di documenti falsificati. Durante l'indagine e' stato accertato che l'organizzazione utilizzava due metodi di contraffazione: l'utilizzo di cd 'skimmer' posizionati presso esercizi commerciali compiacenti (lo 'skimmer' e' un lettore di dimensioni molto ridotte, installato all'interno di un terminale Pos, con il quale si riescono a catturare i dati della banda magnetica con la semplice 'strisciata' della carta di credito sullo stesso. Il furto di plichi postali contenenti carte di credito originali che venivano spedite dagli enti emittenti ai legittimi titolari. Dopo la sottrazione della corrispondenza, le buste venivano aperte e copiate le bande magnetiche delle carte di credito; successivamente, e in tempi brevissimi, le carte venivano rispedite ai titolari, che cosi' ne disponevano la regolare attivazione, dopo essere state imbustate in plichi uguali agli originali. Sulle carte contraffatte venivano stampati anche gli elementi personalizzati quali immagini, loghi, presenti sui supporti genuini delle carte di credito. I dati del titolare riportati sulla carte di credito clonate erano generalmente di fantasia o di comodo, in modo da poterli associare a un documento d'identita' falso o falsificato allo scopo di garantirne un facile utilizzo.

 

 

 

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